#RawDiamonds

#RawDiamonds: Abner Vinicius

Ci sono personaggi all’interno del mondo del calcio che grazie al loro percorso, la loro storia e ad un innato carisma personale assumono con gli anni un’aura da santoni, a volte aldilà degli effettivi meriti ottenuti sul campo.

Felipe Scolari, per tutti Felipão, navigato tecnico brasiliano appartiene senza dubbio a questa categoria.

Scolari al debutto con il Furacão

Quarant’anni di carriera, un mondiale conquistato (Corea-Giappone 2002), due volte campione continentale con Gremio e Palmeiras ottenendo in entrambi i casi la “triplice coroa classica” ovvero il nostro triplete nelle stagioni 99 e 96.

Pragmatico, istrionico, istruito, non a caso è O’ Profe, a volte rigido, poco estetico, ma sempre credibile e in grado di crescere, anche nelle situazioni meno favorevoli.

Dal Centro Sportivo Alagoano all’Athletico Paranaense, passando per Arabia Saudita, Qatar (un apripista del calcio mediorientale), Giappone, Portogallo, Inghilterra, Uzbekistan e Cina, Big Phil non ha mai smesso di raccogliere attestati di stima per la sua professionalità, pur scegliendo troppo spesso con il portafogli prima che con la testa la panchina e fallendo la sua grande chance con un club europeo nel Chelsea post Mourinho.

Ad ogni modo però Scolari è nel calcio mondiale uno dei nomi pesanti. Entrare nelle sue grazie significa essere candidato ad una carriera importante.

Abner Vinicius sicuramente lo è, sebbene la sua esperienza con il tecnico di origine veneta sia solo di una manciata di mesi.

Ricercato dalle big europee, già protagonista di un trasferimento record e campione olimpico il laterale mancino è uno dei nomi più interessanti del Brasilerao, magari poco appariscente, ma di grande sostanza.

Biografia

Abner Vinicius da Silva Santos nasce il 27 maggio 2000 nella città di Presidente Prudente, che forse ricorderete per aver dato i natali anche al centrale della Roma Zago.

Prudente de Morais.

Cresce però a Pirapozinho, altro centro dell’ovest dello stato saopaulista, dove muoverà i primi passi.

Come ogni ragazzino dello stato di Sao Paulo e del Brasile si avvia giovanissimo alla pratica del futebol, frequentando una accademia locale specializzata nella formazione: Escolinha de Futebol ALPS.

Ad accorgersi del talentino locale fu il Gremio Prudente. Il club è agli inizi, fondato appena nel 2005, per cui non può permettersi di trattenere nelle sue fila il ragazzo quando club con maggiore storia e blasone bussano alla porta della Laranja Mecanica.

Il passaggio al Mogi Mirim è una deviazione di carriera quasi impercettibile, perché il cambio di casacca vero e proprio è quello con il Ponte Preta.

Alla firma con il Ponte Preta.

Veste il bianconero del secondo club più antico del paese a partire dalle giovanili, a cui viene incorporato nel 2017.

Al Majestuoso Moisés Lucarelli resterà per quattro stagioni, dove scalerà in maniera inattesa e sorprendente le graduatorie del club.

Dopo la trafila nelle inferiores, l’anno decisivo per l’esplosione di Abner è il 2019.

Primo anno fra i professionisti

Con il Decano impegnato nel Brasilerao B, il laterale mancino si guadagna prima un posto fra i grandi e poco a poco scala le gerarchie fino alla titolarità.

Il debutto nel sentitissimo Derbi di Campinas vinto per 3-0 sul Guaranì è la ciliegina sulla torta di una prima stagione pro molto positiva.

Tredici presenze, una rete e l’interesse travolgente di tutto il mondo del pallone verdeoro.

Abner è chiaramente un profilo troppo importante per una realtà di secondo piano a livello nazionale, lo sanno tutti: il giocatore, il Ponte Preta e i possibili acquirenti.

Le pretendenti più accreditate per i servigi del ragazzo di Pirapozinho sono il Santos e l’Athletico Paranaense.

Presentazione con El Furacão

Il club di Villa Belmiro senza dubbio possiede argomenti validi, per storia ed ambizioni, ma il Furacão è assolutamente risoluto a portare a Curitiba il laterale mancino.

Mario Celso Petraglia mette sul piatto 10 milioni di Reales, un’offerta irrinunciabile per il Ponte Preta, che rende Abner il calciatore più costoso della storia del club, superando i 7 milioni spesi per il compianto Morro Garcia, attaccante Uruguaiano suicidatosi due anni fa a Mendoza durante il lockdown.

La forte volontà del club rubionegro di acquistare il ragazzo fa il paio con la cessione all’Atletico Madrid di Renan Lodi, calciatore che Abner dovrà andare a rimpiazzare.

Eredità non facile, con una piazza poco abituata a frequentare le parti nobili della graduatoria, ma determinata a mantenere il “tenore di vita” acquisito.

Abner comunque risponde molto bene da subito, pur collezionando tante panchine nei primi mesi. Inizia a vestire i panni del titolare a partire da agosto 2020 nel difficile periodo post prima ondata della pandemia che in Brasile è stata particolarmente dura.

Oltre cento gare con il Para.

Corsa, piedi buoni, oltre al buon apporto difensivo portano il ragazzo a confermare le aspettative riposte in lui in breve tempo.

Le ottime prestazioni sopratutto in Copa Libertadores gli valgono la prestigiosa chiamata per il team olimpico verdeoro.

Nell’avventura vincente in quel di Tokyo non lo possiamo certo definire un elemento fondamentale del Brasile visti i pochi minuti in campo, ma senza dubbio trattasi di una esperienza positiva oltre che vincente.

Santos e Abner mostrano la medaglia d’oro.

Il rientro post giochi olimpici è più complesso di quanto immaginato.

Probabilmente la stanchezza fisica e mentale ci mettono lo zampino, con Abner che fatica a trovare continuità di prestazioni e brillantezza.

Con l’inizio della stagione 2022 si nota un discreto cambio di passo, sopratutto in Libertadores dove il numero 16 del Furacão sembra esprimersi con maggiore facilità.

Ritornano i gol e gli assist, ma l’assetto tattico di Scolari ne cambia le attitudini, rendendolo più attento alla fase difensiva e meno indisciplinato.

Ovviamente negli ultimi mesi molti club si sono interessati alle prestazioni di Abner Vinicius.

A gennaio 2021 sembrava ad un passo dal trasferirsi a Manchester, sponda blu, ma la corte di Guardiola non andò a buon fine.

Più recentemente sono stati i nerazzurri di Milano a sondare il terreno, ricevendo un sonoro picche dalla dirigenza del Para, ma anche la Roma sembrava poter essere interessata al ragazzo, oltre al Milan.

Sguardo al futuro.

Il presente dice Athletico Paranaense, ma è chiaro che per caratteristiche ed ambizioni il Vecchio Continente è il futuro di Abner, candidato a recitare un ruolo importante nel sempre florido assortimento di terzini verdeoro.

Caratteristiche tecniche

Abner Vinicius tatticamente è un laterale sinistro difensivo. Visto quasi sempre in una linea a quattro può venire però impiegato anche con esterno a tutta fascia, grazie a qualità atletiche di ottimo livello.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

181 centimetri, di struttura piuttosto sinuosa, poco sviluppato come massa muscolare, ma dotato di flessibilità, discreta esplosività, agilità e resistenza.

Da buon terzino verdeoro ama spingersi in avanti e fornire un buon contributo offensivo, ma è tutt’altro che passivo nella propria metà campo.

In una squadra tendenzialmente asfittica nelle soluzioni in attacco la sua presenza è molto importante. Abner non solo macina chilometri sulla fascia sinistra, ma si propone costantemente come appoggio in costruzione e come elemento utile a facilitare la manovra, una sorta di playmaker esterno.

Tende infatti a cercare il fondo con parsimonia, preferendo farlo in situazioni di dribbling lanciato o uno due con l’esterno, quasi mai da iniziativa personale.

Lancio.

Molto più a proprio agio quando può restare leggermente più arretrato in fase offensiva, giostrando con perizia nella zona della trequarti esterno o attorno al vertice dell’area, zona da cui riesce a creare i maggiori pericoli, sia rientrando che con i traversoni alle spalle della difesa, specialità della casa. In questa zona del campo Abner riesce a garantire ampiezza alla sua squadra, aiutando a sovraccaricare il lato forte per poi capovolgere il campo.

In effetti uno dei tratti distintivi del ragazzo di Campinas è senza dubbio la capacità di creare pericoli con oltre 1.2 occasioni da rete creare a gara. Passatore preciso (80%), con buona facilità di gioco corto, ma anche con un piede adatto anche ai lanci lunghi e cambi gioco, con 1.9 palle lunghe precise a gara (38% precisione).

Tecnicamente possiede un buon bagaglio. Usa il piede debole con discreta confidenza e conduce bene palla al piede, sebbene non sia la sua situazione di gioco preferita, non amando molto il fondamentale del dribbling 1vs1. Talvolta impreciso nel primo controllo può faticare contro il pressing sopratutto se serrato e organizzato, faticando un poco nella ritenzione palla e tendendo ad andare in confusione nei tempi di uscita.

Stop.

Sta comunque migliorando in questo aspetto anche grazie all’esperienza che sta maturando con il Furacão, a dimostrazione che i minuti sono essenziali per la crescita dei giovani calciatori. Oltretutto il piano partita del Para spesso verte sulla capacità degli esterni di attrarre la pressione per creare spazio per generare la possibilità di transizioni offensive negli spazi, per ciò è chiaro che questo aspetto del suo calcio è piuttosto sollecitato.

Concludendo l’analisi del pacchetto offensivo Abner possiede buona predisposizione all’attacco del secondo palo, quando decide spingersi in avanti, ma può migliorare nella qualità dei suoi inserimenti, possedendo buone qualità da colpitore di testa e sopratutto balistiche.

Il laterale infatti non disdegna andare al tiro, sebbene senza la continuità di molti colleghi. Rimane comunque dotato di un buon calcio che potrebbe sfruttare più spesso.

Difensivamente parlando il 16 del Para sta sorprendendo notevolmente.

Al contrasto con Hulk.

I suoi numeri difensivi sono lievitati negli ultimi mesi e la crescita in consapevolezza e qualità delle scelte è stata importante.

Abner si caratterizza per una spiccata qualità nel recupero palla e nel portare il pressing sul portatore di palla, braccando l’avversario anche oltre la metà campo.

Questo se non ben coordinato potrebbe creare problemi di “buchi” alle spalle, ma grazie a concentrazione e celerità riesce a mettere una pezza spesso e volentieri a eventuali errori di posizionamento.

Nei duelli uno contro uno sfrutta bene le sue qualità fisiche, pur commettendo saltuariamente degli errori di postura che lo rendono preda degli esterni più abili e rapidi, errori a cui tende a rimediare grazie a fisicità e a una tenacia inconsueta per la scuola calcistica a cui appartiene.

Ottimo nella lettura delle linee di passaggio, che aggredisce con buon tempismo è successo.

Profilo statistico.

Più in difficoltà in situazioni a palla lontana dove talvolta non è perfetto nella lettura dell’azione e nella gestione delle distanze e comunicazione con i compagni di reparto.

Resta comunque un difensore molto solido sull’uomo, affidabile e tutto sommato accorto e sicuro.

A livello caratteriale Abner non ha mai mostrato problemi particolari, anzi non è certamente un ragazzo che si nasconde o rifugge le responsabilità sul campo da gioco, dimostrandosi già ora un elemento di personalità e maturità importante, costante nelle sue prestazioni e mentalmente molto centrato sulla gara.

L’esperienza delle Olimpiadi in cui forse avrebbe meritato maggiore spazio, ma che ha vissuto come parte del gruppo senza protagonismi parla ulteriormente bene del l’attitudine di Abner, professionista serio e uomo squadra.

Evoluzione

Nonostante abbia da poco compiuto 22 anni l’impressione vedendo giocare Abner è quella che sia un consumato veterano.

Controllo.

La presenza mentale nella partita, la saggezza nelle scelte e nel posizionamento offensivo e una generale idea di controllo della situazione lasciano una sensazione di grande stabilità e sicurezza.

Il rovescio della medaglia in queste situazioni però è rappresentato dalla sensazione di avere di fronte un calciatore ormai già fatto, con margini di crescita risicati.

In effetti a differenza di molti pari età forse in linea di massima più talentuosi, ma con evidenti lacune, Abner non presenta aspetti del gioco in cui sia totalmente da costruire, anzi.

Il suo profilo è pressoché completo, pronto è formato in maniera quasi esemplare dalla scuola del Furacão.

Lotta.

Tuttavia la sensazione è che se non sopraggiunge un cambio di ambiente a breve il ragazzo possa rimanere in una sorta di limbo, troppo completo e abile per la dimensione sudamericana, poco futuribile e affascinante per l’Europa, per lo meno di alto livello.

Per questo credo sia il momento per il ragazzo di pensare seriamente ad un cambio di casacca, proprio per mettersi ulteriormente alla prova ad un livello maggiore ora che ha dalla sua l’entusiasmo e l’energia delle sue prime stagioni da professionista, prima di sedersi su contratti lunghi e pesanti.

Manchester City, Inter, Benfica, Roma e chissà quanti altri club hanno bussato alla sua porta, forse è arrivato il momento di rompere gli indugi e accettare una nuova avventura.

Vestito in bianconero

Nel momento di scrivere procede spedita la campagna di mercato estiva 2022.

Molta la carne al fuoco, ma resta un settore della rosa dove regna il conservatorismo: i terzini.

Nonostante la batteria degli esterni bassi bianconeri abbia un chiaro deficit rispetto ai dirimpettai rivali pare ormai chiaro che a meno di stravolgimenti verranno confermati gli interpreti della scorsa stagione. A destra Danilo e Cuadrado regalano qualche sicurezza e prospettiva in più, ma sulla sinistra Pellegrini e Alex Sandro sono da ritenere insufficiente per le ambizioni bianconere ed il pretoriano di Max Allegri, ovviamente Mattia De Sciglio, non infiamma certo i cuori.

Tuttavia dovendo scegliere un unico elemento da sostituire il nome che unisce tutti i tifosi della Vecchia Signora non può che essere quello di Alex Sandro.

Un imberbe Alex Sandro

Il laterale sinistro ex Porto è ormai da diverso tempo al capolinea mentale e fisico della sua carriera, ombra del calciatore ammirato nella prima parte della sua esperienza a Torino. Legato al club da un contratto pesante fino alla prossima stagione sembra poco interessato ad un trasferimento anche perché non ci sono dimostrazioni di interesse in questo senso da parte di altri club.

Una folle idea però si è insinuata qua e là.

Alex Sandro nasce calcisticamente proprio nel Furacão, pur essendo esploso con la maglia del Santos. Ha passato la giovinezza a Curitiba e senza dubbio un ritorno a casa potrebbe essere cosa gradita. Magari con incentivo economico all’esodo e con il giovane Abner a fare il percorso inverso, più ovviamente un conguaglio per il disturbo agli amici del Para.

Sarebbe teoricamente una soluzione abbastanza centrata.

Vincitore Copa Sudamericana.

La Juventus si metterebbe in casa un giovane di buone prospettive, si libererebbe di un contratto pesante e di un calciatore evidentemente finito, senza problemi a livello di liste.

Ovviamente questa ipotesi non tiene conto di cifre e volontà, ma è solo una speculazione idealistica.

In realtà Abner, pur maturo e piuttosto formato come calciatore potrebbe rappresentare un rischio per la Juventus, vista la distanza culturale e calcistica che regna fra il pallone italico e quello carioca. Nel salto continentale sono molti gli atleti che si perdono, più di quanti riescono ad imporsi immediatamente e senza dubbio iniziare la stagione con una batteria composta dal brasiliano di Presidente Prudente e Pellegrini sarebbe un salto nel buio quantomeno insolito per un club abituato a giocare sul sicuro come la Juventus.

#16

La sensazione è che la società si sia rassegnata al portare Sandro a scadenza e che spera di rinnovare la fascia mancina nel prossimo mercato estivo.

Conclusione

La grande forza di Abner, ovvero la sua maturità e compostezza, è allo stesso tempo ciò che non accende la scintilla agli occhi meno esperti.

Lancio.

D’altronde pochi sognano di acquistare una station wagon o una monovolume in giovane età, ma quando sopraggiungono esperienza e saggezza ci si rende conto che velocità e design non sono le uniche caratteristiche degne di nota in un auto.

Profilo solido e affidabile probabilmente non sarà l’erede di Roberto Carlos, ma lui rappresentare un investimento piuttosto sicuro per club di medio alto livello europeo, magari senza pretese di immediata titolarità.

Riassunto

Stefano Follador

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