#RawDiamonds

#RawDiamonds: Luka Sučić

Gli imperi sorgono sempre sulle spalle oppresse di qualcuno, nessuno escluso.

Eppure non tutti lasciano dietro di se la stessa percezione.

Ovviamente mi riferisco ad un passato non troppo lontano quasi tangibile e fresco nella memoria collettiva della mia terra.

Il riferimento imperiale del Veneto non è la Serenissima Repubblica, ma l’Impero Austroungarico, con relativo dominio Lombardo Veneto.

Venezia asburgica

Gli austriaci hanno lasciato dietro di se una sensazione agrodolce.

Le ferite ed i saccheggi del fronte sul Piave, passato proprio per i paesi che sono solito frequentare, sono ben presenti nell’immaginario collettivo, ma è anche vero che quando uno dei nostri anziani si riferiva all’Imperatore lo faceva con una certa riverenza, rispetto e una malcelata ammirazione che nessun politico italiano è mai arrivato a meritare.

L’Impero aveva certamente grossi problemi. Al suo tramonto era uno stato autoritario, reazionario, arretrato economicamente e a livello industriale, ossessionato dal controllo capillare su ogni forma di dissenso, ormai incapace di far convivere le undici nazionalità che lo componevano, in un momento storico in cui i nazionalismi erano ormai il vero motore della politica, cosa che poi porterà alla Prima Guerra Mondiale.

Eppure con il senno di poi, probabilmente anche grazie ai successori del potere di Vienna, quando si parla di Austria-Ungheria e Lombardo-Veneto quasi sempre si percepisce una velata malinconia, quasi un rimpianto per quello che era un potenziale laboratorio civile e sociale in anticipo di almeno mezzo secolo sul progetto di Europa dei popoli.

Nella mia esperienza personale la nostalgia per questa epoca mai vissuta, ma solo percepita dai racconti è un qualcosa che si trova in Veneto, in Friuli-Venezia, in Slovenia, in Croazia, oltre che ovviamente in Austria.

In effetti questo sentimento simil nostalgico verso questo passato multietnica e polo nazionale è una chiave di lettura interessante per osservare l’operato di uno dei club più stimolanti del panorama calcistico europeo: il RedBull Salisburgo.

Nella vecchia capitale tirolese si replica in piccolo quello che era la normalità un secolo fa, con un mix di nazionalità e provenienze da far impallidire il buon Checco Beppe.

La prima franchigia RedBull

Ovviamente si sono aperte le porte all’Africa, alle Americhe e al nord Europa, ma il nocciolo del club resta il territorio del vecchio impero, in una replica in miniatura di quel progetto sovranazionale di cui parlavamo sopra.

Un ragazzo salito agli onori della cronaca per la sua enorme qualità, che però sintetizza bene questa storia è senza dubbio Luka Sučić, centrocampista e mezzala di cui presto sentiremo parlare.

Biografia

Luka Sučić nasce a Linz l’8 settembre 2002.

Nonostante sia nato in Alta Austria il ragazzo non possiede la cittadinanza austriaca, avendo optato da tempo per quella croata.

I genitori di Luka infatti arrivano nel paese negli anni ‘90, profughi dalla guerra in Jugoslavia.

Un giovane Luka.

Etnicamente la famiglia si identifica come croati di Bosnia e nel contesto di conflitto etnico hanno deciso di lasciare il paese natale di Bugojno per trovare rifugio nella più tranquilla Austria, dove Zelijko e Branislava metteranno radici e cresceranno Luka.

Ciò nonostante Luka ha sempre avuto un saldo legame con la sua terra. La scelta fortemente espressa di volere essere cittadino e atleta croato parla piuttosto chiaramente sia a livello personale che sportivo.

Tifoso dichiarato dell’Hajduk Split, così come simpatizzante del Barcelona, Luka nutre grande ammirazione per il compatriota ed omonimo Modric, che definisce come una fonte di ispirazione per il suo gioco .

Passaggio generazionale

Il cammino di Sučić nel pallone parte come per tutti i bambini nell’infanzia.

I primi calci li inizia a dare nella città natale, vestendo i colori del SV Alkoven, fino all’età di dieci anni. In seguito nel 2012 si sposta in una seconda realtà locale: l’Union Edelweiss Linz.

È frequentando questo club che nel 2016 viene notato dal reparto scout della RedBull che lo incorpora alle giovanili del club immediatamente.

L’ambiente dei Tori Rossi è un enorme passo in avanti per livello di infrastrutture, qualità dello staff e livello dei compagni.

Tutti elementi che influenzano positivamente la crescita di Luka, che entra nel mirino delle federazioni nazionali di Austria, Croazia e Bosnia, come detto la scelta cade sui biancorossi a scacchi dove Sučić inizia a frequentare le selezioni giovanili sin dall’U15, per poi passare per tutte le categorie sino alla nazionale maggiore, dove ha debuttato il 9 ottobre 2021 contro la Slovacchia, sostituendo Mateo Kovacic squalificato.

Nelle nazionali giovanili

Nel club il suo percorso di crescita è quello stabilito dall’efficace protocollo di sviluppo del gruppo austriaco.

Impeccabili i trascorsi nel vivaio dove si confronta con tutti i talenti cresciuti nel gruppo da Adeyemi a Szoboszlai, giunge come da programma alla fase di avvicinamento al professionismo venendo spedito in prestito al FC Liefering, club satellite militante in seconda divisione austriaca.

Al Liefering.

La stagione 19/20 è di grande livello e Luka si dimostra più pronto di quanto si attendessero gli stessi dirigenti. 26 presenze e sei reti sono il riassunto dell’impegno profuso che si traduce in un rinnovo contrattuale da parte del club fino al 2024.

La dirigenza austriaca decide di integrarlo alla prima squadra, ma lasciando comunque aperte le opzioni di frequentare ancora il Liefering.

Scelta peculiare perché anche con i grandi le prestazioni di Luka sono di estrema qualità tecnica e di grande personalità.

Contro il Napoli.

Debutta in Champions League ed in Europa League, colleziona 17 presenze in campionato, mettendo a segno una rete ed un assist nei 748 minuti in campo.

Una stagione di crescita, che non può essere che il preludio ad un 21/22 ancora migliore.

Ed infatti così sarà.

Conquista non solo la permanenza in squadra in modo definitivo, ma anche i galloni da titolare, disputando tutte le gare stagionali.

38 presenze in campionato, 8 in Champions League e 6 in coppa nazionale, con un bottino totale di 10 reti e 5 assist in tutte le competizioni, portando a casa il double nazionale.

Sučić cresce con il passare delle gare, confermando le ottime impressioni destate negli anni precedenti.

Impiegato solitamente come mezzala di centrocampo non esita a salire di livello quando a causa della cessione di Brenden Aaronson viene avanzato a trequartista, anzi nel 4-3-1-2 sembra muoversi come un pesce in acqua, trovando giovamento dalla possibilità di avvicinarsi alla porta, ma anche di potersi scambiare di posizione con i compagni della mediana, cosa che con il talento a stelle e strisce risultava più complessa a causa delle abitudini tattiche della attuale stellina del Leeds.

In dribbling.

Una stagione molto interessante, nel segno di spunti molto promettenti, ma anche con qualche punto oscuro da valutare bene per il futuro.

Dal mercato arrivano molti spifferi.

Dalla capitale si narra di Igli Tare pronti a sostituire il Sergente con il croato di Linz, nel segno di una strana, ma confortante tradizione balcanica sulla sponda Azzurra del Tevere.

Anche dalla terra d’Albione arrivano estimatori di Sučić, con Jurgen Klopp molto interessato a farne un rinforzo per la mediana del Liverpool, considerandolo un incastro perfetto per il reparto.

Voci parlano anche di interessi meno concreti di Juventus, Milan e Manchester United, ma si sa che il mercato e la narrazione che c’è dietro è per lo più da relegare al genere fantasy più che alla cronaca.

Der Klassiker

La realtà è che Luka ad oggi è un calciatore molto promettente, nel giro della nazionale croata e in attesa di definire il suo futuro prossimo venturo, con il Mondiale qatariota in vista che potrebbe rappresentare una variabile importante.

Caratteristiche tecniche

Luka Sučić riveste il ruolo di centrocampista centrale. I suoi compiti sono solitamente legati alla fase di costruzione ed offensiva, infatti viene definito mezzala di possesso o addirittura trequartista.

Heatmap stagionale(dati SofaScore)

185 centimetri di statura, costruzione muscolare leggera, ma prestante ha una base atletica molto interessante su cui costruire il suo gioco.

Forza fisica, capacità di corsa, dinamismo ed elevazione non gli fanno difetto, anche se talvolta la sensazione è che fatichi a gestire le energie, terminanti la gara sulle gambe o venendo spesso sostituito.

Merito o colpa della grande generosità nei movimenti senza palla, nella continua ricerca di offrire un appoggio ai compagni, muovendosi in maniera continua, anche se un po’ anarchica, tra le righe.

A livello tattico predilige muoversi sul lato destro del campo, potendo rientrare più facilmente sul mancino convergendo, tuttavia la sua impostazione mentale la possiamo definire vicine al box to box. La sua interpretazione del ruolo di trequartista infatti è decisamente lontane dal vecchio stereotipo del numero 10 che pianta le tende in mediana e attende di essere servito per inventare.

Sempre attivo.

Luka è un creatore, ma è anche generoso nel movimento senza palla, risorsa preziosa nella risalita del campo rapida o nelle fasi di costruzione.

Mancino con una decisa propensione per il piede forte, è in possesso di un bagaglio tecnico di primo livello.

Al pallone da evidentemente del tu, con controllo e conduzione molto ben eseguiti, sembra sempre in pieno dominio della situazione e anche quando attaccato e messo alle strette sa mantenere la calma è il controllo, grazie ad una ottima capacità di protezione della palla e di controllo nello stretto, quasi fosse un atleta di futsal.

Pallone addomesticato

Domina il fondamentale del passaggio in maniera naturale, giocando con qualità e tempismo tanto sul corto quanto sul lungo, con buona capacità di lettura della difesa, delle intenzioni dei compagni e comprendendo i momenti della gara, gestendo il ritmo della partita come un veterano.

Offensivamente sa essere pericoloso in zona gol in diversi modi.

Al tiro contro il Sevilla

Ottimo calciante da fermo sia diretto che indiretto, mantiene il buon piede anche nelle conclusioni dalla distanza. L’inserimento resta comunque la sua arma preferita.

Sučić ha la forza fisica, la tecnica, ma sopratutto l’istinto per entrare in area al momento giusto e prendersi un tiro in buone condizioni.

Non è un calciatore che si specchia troppo, resta molto concreto nelle scelte di gioco e nell’attitudine. Basti pensare al suo rapporto con il dribbling. In progressione Luka ha la forza fisica e la tecnica per spezzare le linee difensive avversarie, ma preferisce non abusare di questa sua qualità con 1.0 dribbling/partita, ma con un tasso di successo del 61%.

Difensivamente non ha grandi numeri. Contrasta pochino, vincendo poco meno della metà dei duelli che ingaggia.

Male nei duelli aerei dove porta a casa solo una contesa su tre, nonostante sia un calciatore di buona stazza.

Certamente questi numeri insoddisfacenti sono molto legati al calcio praticato dalla RedBull, sopratutto in gare domestiche, dove i tirolesi tendono al dominio fisico, tattico e tecnico della contesa, lasciando poco spazio all’accumulo di statistiche difensive. Aldilà dei numeri Sučić resta un profilo suscettibile di crescita in questa parte del gioco dove non è a suo agio come nel resto. Beninteso Luka ci prova, ha volontà e la capacità potenziale di diventare un buon recuperatore di palloni, ma manca essenzialmente dell’esperienza e della confidenza con l’elemento, cose che probabilmente arriveranno con il tempo e con il mettersi alla prova in un contesto meno egemonico che quello dei Tori Rossi.

A livello caratteriale Luka si è sempre dimostrato molto ambizioso, conscio delle proprie qualità, ma anche intenzionato a lavorarci sopra. Non è un leader in senso carismatico, ma sa farsi ascoltare guidando i compagni dal punto di vista tecnico. Talvolta durante la gara tende ad alienarsi e la continuità resta una pecca fastidiosa, ma che sappiamo essere legata alla carta di identità ancora verde.

In Nations League

Evoluzione

Il profilo di Luka è stato accostato a vari giocatori.

Quando se ne parlava in ottica Lazio era paragonato a un possibile nuovo Milinkovic Savic.

Per il suo rispetto e ammirazione verso Modric molti ne hanno intravisto un possibile erede.

Altri ne hanno visto una versione meno raffinata, ma più fisica del napoletano Fabian Ruiz, per la qualità nella gestione della palla sopratutto in transizione.

In realtà il calciatore che secondo me può avvicinarsi maggiormente come termine di paragone è proprio l’atleta al posto del quale ha esordito in nazionale: Mateo Kovacic.

Come il primo Kovacic, visto anche in Italia, Sučić ad oggi è un centrocampista con grandi tendenze offensive, di dominio tecnico, ma altalenante.

In allenamento

Al pari dell’attuale centrocampista del Chelsea Luka può diventare un centrocampista molto completo, ma deve essere stimolato e guidato in questo processo di crescita, sopratutto nella parte difensiva del gioco.

Il progetto tecnico lo vede quindi come un calciatore potenzialmente di grande completezza, in grado di prendere per mano e guidare la mediana e la squadra intera, da un area all’altra.

Danzando

Ovviamente si tratta di un pensiero ambizioso, forse fin troppo, ma le qualità del ragazzo lasciano spazio per sognare.

Vestito in bianconero

Siamo ancora reduci dalla sbronza del Pogback, ma mai abbassare la guardia e pensare al futuro.

Sguardo in avanti.

Pur pensando ad un reparto piuttosto affollato, sopratutto nello slot di mezzala destra, dove si concentrano anche alcuni dei nostri prospetti migliori come Fagioli, Rovella e Ranocchia, mi sbilancio su Sučić.

Ritengo personalmente il calciatore croato un potenziale crack continentale, con qualità tecniche e fisiche di primo livello.

Croazia vs Francia

Il gruppo RedBull lo ha cresciuto sulle orme di Dominik Szoboszlai, giocatore con cui condivide eleganza, creatività e qualità, ma il croato sembra avere forse un pelo meno di talento cristallino, ma più predisposizione al sacrificio e al lavoro sporco.

Difficile vederlo in bianconero a stretto giro di posta, sopratutto visto l’affollamento nel reparto, ma Sučić sarà uno dei protagonisti del calcio europeo prossimo venturo, tenerlo vicino almeno mentalmente a Torino sarebbe una bella cosa.

Sa essere tosto.

Conclusione

Luka Sučić è in rampa di lancio, la stagione che verrà potrebbe essere quella della sua definitiva esplosione.

Sta arrivando.

Il sistema RedBull senza dubbio ne esalta le doti, ma le qualità sono quelle di uno che può fare bene pressoché ovunque, a prescindere dallo spartito tattico da seguire.

Atleta da seguire con grande attenzione a mio avviso, sarà uno dei più importanti centrocampisti della sua generazione.

Riassunto

Stefano Follador

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