#RawDiamonds

#RawDiamonds: Ayase Ueda

Uno dei ricordi della mia giovinezza pre adolescenziale è la febbrile attesa per Zona Gol, magistralmente condotta da Mino Taveri.

Mi affascinava, e lo fa ancora oggi, la comunanza di riti, passioni e socialità legate al global game.

Questo pallone che quasi magicamente trasporta, connette e accomuna ogni continente e tutte le genti, in un viaggio umano dove la lingua comune è parlata con i piedi ed i calciatori e le squadre non sono altro che i nostri interpreti di fiducia.

Con gli anni ho sviluppato ed affinato il gusto per l’esotico, qualcuno la chiama esterofilia e mi sono imbattuto in campionati minori magari non eccelsi tecnicamente, ma molto divertenti.

L’est europeo proletario e improvvisato della Ekatraklasa, la scalcinata Liga 1 peruviana, i derby infiniti di Montevideo fra Carboneros e Bolsos, i lustrini e la veste patinata della MLS, il grande freddo dei campionati scandinavi, il calore folle della Souper League Ellada e tante altre realtà minori che raccontano con fascino e maestria le storie della propria terra e del proprio popolo.

Negli ultimi mesi, grazie sopratutto a OneFootball che permette di vedere le gare della J-League, mi sono interessato sempre più al campionato giapponese.

J-League sempre ai massimi livelli di cura grafica.

Nella migliore tradizione nipponica l’organizzazione è maniacale, la presentazione dei club e delle divise è impareggiabile (per gli appassionati di design sportivo non esiste niente di meglio), ma sorprendentemente anche il livello tecnico è cresciuto molto, grazie alla dedizione locale, ma anche ai tanti tecnici e calciatori stranieri, vedi Iniesta, che stanno dando nuova linfa a un movimento in notevole crescita, anche grazie ad una nuova generazione di buoni giocatori già presenti in Europa.

Fra i talenti più interessanti in ottica europea rientra senza dubbio il centravanti dei Kashima Antlers Ayase Ueda, uno dei diversi profili che uno scouting più coraggioso avrebbe attenzionato da tempo, battendo questo mercato da sempre legato alla Germania con maggiore attenzione e coraggio.

Presentazione in prima squadra.

Biografia

Ayase Ueda nasce a Mito, città costiera del Pacifico del Giappone centrale, il 28 agosto 1998.

Appassionato di calcio sin dalla più tenera età si innamora definitivamente del gioco intorno ai sei anni quando osserva il padre mettere a segno una tripletta.

Il suo percorso sportivo inizia, come per quasi tutti i giapponesi, con le istituzioni scolastiche.

La Junior High School, l’equivalente delle nostre medie, frequentata è la Kashima Antlers Norte, successivamente passa alla Kashima Gakuen High School.

In entrambi i casi partecipa alle competizioni nazionali, non andando però mai oltre il secondo turno, pur andando in rete.

Ayase è un prospetto interessante già da livello universitario. Va a frequentare la rinomata Hōsei University di Tokyo dove rappresenta uno dei migliori 9 del paese a livello collegiale. 15 reti in 27 presenze portano alla conquista del titolo di Rookie dell’anno della JUFA Kanto League.

Ueda con la compagine universitaria

Nel 2018, nel suo secondo anno, porta i suoi alla vittoria del campionato, per la prima volta in 42 anni. 11 reti in 19 partite gli valgono la nomination per la miglior squadra del torneo.

Un biennio travolgente che gli vale un premio piuttosto sorprendente.

I Kashima Antlers, la squadra per cui fa il tifo fin dall’infanzia, il club più titolato del Giappone, lo cooptano per la stagione 2021, ma le grandi prestazioni lo fanno rendere appetibili per la squadra fu di Zico, Leonardo e Mazinho.

Ueda saluta a luglio 2019 l’Hosei per vestire il biancorosso dei cervi del Kanto come sognato da piccolo.

Debutta quasi subito, entrando nel finale del pareggio per 1-1 contro gli Urawa Red Diamonds.

Per la prima marcatura basta attendere il mese successivo, quando il ragazzo si rende protagonista della rete decisiva nel successo per 2-1 sui Yokohama F. Marinos. Nella prima gara da titolare mette a segno una doppietta nel sonoro 4-0 rifilato allo Shimizu S-Pulse, chiudendo la prima stagione fra i professionisti con 4 centri in meno di 400 minuti giocati. Risultato interessante, confermato dalla stagione successiva in cui raggiunge la doppia cifra di marcature, pur giocando interamente i 90 minuti solo due volte su ventinove presenze.

Esultanze .

Il 2021 è un ulteriore passo avanti dal punto di vista delle realizzazioni, ma anche per tutto il resto del gioco. 14 reti in 29 incontri, nonostante due mesi ai box per un problema all’inguine, nominato nei migliori giocatori della J-League e stella in ascesa anche a livello di selezione nazionale.

Dal 2019 infatti Ueda entra nel giro della nazionale, primo universitario da tempo immemore a finire nei convocati per un torneo ufficiale come la Copa America.

In nazionale.

Debutta in un brutto 4-0 contro il Chile, ma è solo l’inizio dell’avventura con la nazionale del Sol Levante.

Purtroppo per lui le apparizioni in Copa America sono piuttosto deludenti, con diverse chance gettate al vento e l’impressione che sia ancora troppo inesperto per competere a questo livello. Crescerà.

Con la nazionale maggiore arriva l’argento alla Coppa dell’Asia orientale, sconfitti dalla Corea del Sud di Heugh Min Son che così eviterà il servizio militare.

In precedenza Ayase ha partecipato a diverse manifestazioni internazionali con le rappresentative giovanili ed universitarie.

Spicca il quarto posto conquistato nell’Olimpiade di Tokyo, l’argento agli Asian Games 2018 e nella Dubai Cup U23 dove viene pure nominato MVP, ma sopratutto la vittoria nell’Universiade 2019, dove i nipponici battono Argentina, Corea del Sud, Italia e Brasile per conquistare questa manifestazione.

In rete contro i lusitani.

Non è la prima volta che Ueda si scontra contro una delle big del vecchio continente. Il suo nome infatti aveva già fatto rumore durante il Torneo di Tolone 2018, quando dalla panchina aveva messo a segno una doppietta che portò gli asiatici a battere il più quotato Portogallo.

Parliamo quindi di un ragazzo con una discreta esperienza internazionale, che possiede una certa confidenza con i palcoscenici globali.

Per i dirigenti del Kashima Antlers pare quasi uno scherzo che il centravanti inizi la stagione ancora con la maglia dei cervi.

Infatti Ueda riprende da dove aveva lasciato.

Ad oggi in stagione il tassametro recita 10 reti ed un assist in campionato in 16 presenze, tre marcature ed un assist in quattro gare in coppa.

Uno score che segnala una costanza di prestazioni ed una affidabilità importanti, quasi un cliché quando si parla di Giappone.

In area è una garanzia.

Non è un caso che da settimane, con il mercato in avvicinamento, stiano bussando alla porta degli Antlers vari emissari di club europei. Al solito quando si tratta di calciatori nipponici sono i club della Bundesliga a farla da padrone, vista la storica buona relazione fra le due scuole calcistiche. Friburgo, Schalke 04, ma pure gli scozzesi del Celtic sono sulle tracce della stella di Kanto, chi lo strapperà alla concorrenza?

Caratteristiche tecniche

Ueda Ayase è un centravanti puro di stampo piuttosto classico. Attaccante intelligente, con una discreta varietà di soluzioni offensive, si muove bene sul filo del fuorigioco e in area, preferendo non abbassarsi troppo, ma saltuariamente spostandosi sugli esterni, più per cercare di creare spazio per i compagni più che per giocare da ala.

Profilo statistico completo.

Molto essenziale nel suo gioco, non è un calciatore di grande fantasia e capacità creativa per i compagni, ma sa bene come farsi trovare pronto negli ultimi sedici metri, grazie a una buona capacità di leggere il gioco e la difesa.

Fisicamente è un calciatore già ben sviluppato a livello muscolare, misura circa 182 centimetri, possiede una buona elevazione ed un ottimo tempismo che uniti ad una buona capacità di lettura ed un innato istinto lo portano ad essere una minaccia concreta nel gioco aereo tanto in mezzo al campo quanto in area, dove sa sfruttare al meglio anche la sua capacità di esprimersi in acrobazia.

Situazione ideale per Ueda.

Ha un buon allungo, mobilità laterale ed è un’atleta dinamico e completo.

Non possiede una potenza muscolare particolarmente brillante, ma a livello atletico si difende bene, anche contro difensori più strutturati.

Questo grazie ad una attenta gestione del corpo e della postura, evidente sopratutto in fase di protezione del pallone, dove usa i classici movimenti da pivot per tagliare fuori l’avversario.

Di piede destro, poco avvezzo ai lunghi dialoghi con il pallone, non è un centravanti che si integri granché con la manovra, toccando il pallone relativamente poco in fase di costruzione. Le statistiche parlano di appena 25.7 tocchi/gara, con una precisione di passaggio pari al 67% e appena una grande occasione creata.

C’è da dire che il valore dei passaggi effettuati rispetto alle stagioni scorse è cresciuto, mantenendo gli stessi numeri per precisione dei passaggi e per tiri assistiti (0.84/90min) e xA (0.07/90min).

Deve certamente crescere nella disponibilità al dialogo con i compagni di squadra, aiutando la risalita bassa del campo e rendendosi più attivo nel fornire un appoggio alla circolazione della palla, anche e soprattutto perché non ha affatto una brutta tecnica.

Controlla discretamente bene il pallone, passa con precisione e tempi adeguati, resta piuttosto essenziale, ma efficace nella gestione della sfera.

In velocità.

In possesso di una più che discreta capacità di dribbling Ayase sa come superare gli avversari sfruttando bene velocità, coordinazione e furbizia, superando il marcatore diretto in 1vs1 nel 50% dei tentativi, con ben 2.47 dribbling riusciti a gara.

Proprio l’abilità nello smarcamento risulta importantissima nel gioco di Ueda.

In area è estremamente preparato e possiede una naturale inclinazione a farsi trovare pronto.

Sa bene come tagliare e quando farlo, attacca con ferocia il primo palo, cercando di sfruttare la sua velocità nel breve per eludere il marcatore. In area è estremamente composto, veloce nell’esecuzione del tiro e non spreca quasi mai tempi di gioco, cercando la porta con decisione e senza far granché differenza fra destro e sinistro.

Tiri di Ueda. (Stagione 20/21)

Considerando le statistiche della J-League il ragazzo è fra i migliori per tocchi in area (4.62/90min), tiri (3.43/90min), xG (0.56/90min) e non penalty goal (0.62/90min), numeri che non possono che identificarlo come una minaccia molto solida in area di rigore.

Uscendo dai sedici metri però Ayase non sembra così letale come nei pressi della porta. Non possiede infatti un tiro particolarmente interessante, ma neanche riesce a fornire cross pericolosi quando dirottato sull’ala.

In questo resta un numero nove completo, ma piuttosto monodimensionale, abile bei fondamentali del suo ruolo, ma poco versatile in linea di massima ad oggi.

Questa sua inattività lontano dai suoi pascoli abituali può essere vista come inadeguatezza, ma anche come una saggia consapevolezza dei propri limiti e delle necessità della squadra. Ueda gioca semplice, non cerca di fare cose fuori dalle sue corde quando chiamato in causa in posizioni del campo che lo vedono poco adattato, diversamente quando si trova a suo agio non si fa problemi a ricercare soluzioni più ardite, sempre comunque dotate di concretezza e con un occhio speciale ad efficienza ed efficacia.

Tiro da fuori.

Difensivamente parlando la sua abilità nel gioco aereo è un fattore, sia su palle inattive che sui tentativi di alleggerimento avversari.

Fra i migliori del campionato per duelli aerei vinti resta comunque un ragazzo di grande applicazione in pressing, pur non portando a casa grossi risultati.

Spiace cadere nei cliché e negli stereotipi, ma quanto si dice su Ueda conferma quello che noi occidentali pensiamo sui giapponesi. Educato, diligente, estremamente devoto alla causa lo dimostra ad ogni allenamento e ad ogni gara mettendo sempre in campo grande energia e agonismo, pur senza mai sconfinare nella scorrettezza.

Duello.

Non è però un samurai che vive secondo il Bushido, perché in area come detto non prende prigionieri, con onore o senza poco importa.

Freddo davanti alla porta, solido e costante mentalmente Ayase non si fa certo abbattere dalle difficoltà e si prende le proprie responsabilità, insomma un 9 con grandi potenzialità per diventare uno sulla mappa anche del calcio europeo.

Evoluzione

Alla soglia dei 24 anni, quindi a pochi mesi da essere fuori da RawDiamonds, Ayase si sta dimostrando un calciatore con caratteristiche definite e qualità tali da renderlo uno degli attaccanti più interessanti di tutto il continente asiatico.

Anticipo.

Nonostante giochi nel paese della tecnologia e dell’innovazione il suo stile resta gradevolmente vintage, ma con degli indicatori molto interessanti.

L’indicatore statistico xGOLD, usato dal team di TotalFootballAnalysis per valutare il rendimento dei calciatori in contesti diversi, lo rende compatibile all’84% con il profilo di Erling Braut Haaland nella sua ultima stagione al Borussia Dortmund.

Ovviamente non si tratta di una comparazione diretta in valore, ma può dare una indicazione sulla tipologia di calciatore che potrebbe essere in un altro contesto.

Ueda è un calciatore efficiente, molto costante, ottimo lavoratore, un profilo che può risultare molto utile per squadre che hanno bisogno di un finalizzatore in grado di capitalizzare il lavoro svolto, il tutto ad un prezzo estremamente accessibile.

Rispetto ad altri contesti i calciatori giapponesi non vengono quotati eccessivamente, probabilmente perché vittime di diffidenze e stereotipi. Eppure negli anni atleti originari dell’Estremo Oriente hanno saputo imporsi anche a fronte di salti culturali importanti.

Minamino, Kamada, Tomiyasu, Kubo, Nakajima, Endo, Doan, Ito, Furuhashi, Itakura, Yoshida e tanti altri sono Alfieri di un calcio che giudicare minore o poco interessante è oggettivamente miope.

Il Giappone ha implementato un sistema di scuole calcio e istituzioni scolastiche estremamente disciplinato e attento alla crescita degli atleti, che sta portando i frutti sperati al movimento, ormai non più legato esclusivamente ai colpi di genio del singolo, ma piuttosto organico e efficace.

Tiro.

Ayase Ueda da l’impressione di rispondere in maniera plastica a questa evoluzione.

È figlio del lavoro, prima che del talento, e senza dubbio una volta sbarcato in Europa saprà mettersi a disposizione del club senza risparmiarsi.

Non diventerà mai un 9 di caratura mondiale, questo è piuttosto chiaro, ma potenzialmente ha le qualità di far parte di rose anche di altissimo profilo, migliorandosi e garantendo affidabilità e gol.

Vestito in bianconero

Che la Vecchia Signora sia alla ricerca di un attaccante in grado di far rifiatare Dusan Vlahovic non è un mistero.

Morata sembra non riuscirsi a liberare dall’Atletico, Kean si dice abbia già le valige pronte e Kaio Jorge ne avrà per un po’ causa infortuni.

Logico pensare che il reparto avanzato vada infoltito al più presto.

I nomi che si leggono però non accendono gli entusiasmi, si parla di parametri zero, ultra trentenni sul viale del tramonto e la sensazione è che la dirigenza abbia molta paura nel provare a pensare fuori dai confini della Serie A e dei soliti volti già noti.

Farsi notare

Immaginare un Ueda in bianconero è un esercizio abbastanza tosto, però ci sono aspetti che potrebbero avere risvolti positivi.

Dal punto di vista tecnico il ragazzo di Kanto ha dimostrato già una discreta intelligenza calcistica, una capacità non comune di vedere la porta anche negli scampoli di gara, sa muoversi bene ed è chiaro che è il tipo di calciatore che può solo trarre beneficio nell’operare in un contesto tecnicamente migliore, sfruttando al meglio la qualità dei compagni.

Ovviamente il rovescio della medaglia c’è.

Dal Kashima Antlers alla Juventus passano diversi mondi calcistici di distanza per esigenze tecniche, fisiche e pressioni. Sapere se Ueda sia in grado di sopportare e affrontare tutto ciò è un quesito complesso, a chi dare risposta è quasi impossibile.

Al tiro.

Di certo ci sono diversi presupposti tecnici che lascerebbero ben sperare. La capacità di finalizzare con precisione, l’abilità nel gioco aereo, la professionalità e la disponibilità sono tutti elementi che possono controbilanciare una scarsa abitudine a giocare ad alto livello ed un repertorio un poco monotono.

A livello economico sarebbe un esborso comunque contenuto. Il mercato giapponese infatti, pur offrendo da anni profili appetibili, non ha un listino prezzi particolarmente esclusivo e questo i club della Bundesliga più attenti allo scouting ed al portafoglio lo sanno bene.

Stando alle voci di mercato con circa 5 milioni di euro sarebbe acquistabile e considerando pure il basso stipendio il costo annuo sarebbe più che sostenibile per un ragazzo destinato a far rifiatare il titolatissimo Vlahovic.

Concentrato

Inoltre non è da sottovalutare il potenziale mediatico di una presa del genere. Sebbene siano passati quasi trent’anni gli appassionati del Sol Levante continuano ad apprezzare il club che sollevò al cielo di Tokyo l’Intercontinentale del 1996. Sarebbe cosa gradita rinverdire e rafforzare questo storico legame, sia per l’amore della cultura che per le casse societarie.

Del Piero su tela.

In un certo senso un suo eventuale acquisto ricorderebbe la presa di Kaio Jorge lo scorso anno.

Entrambi extracomunitari, a basso costo, provenienti da realtà distanti dall’Italia, con relativamente poca esperienza.

Entrambi con qualità chiare, ma anche acerbi, in grado di dare una meno da subito, ma a cui non chiedere di salvare la baracca.

Ayase Ueda sarà mai un calciatore della Juventus? Al 99.9% no, ma sarebbe una scelta interessante sopratutto visto il promesso cambio di rotta a livello di gestione della rosa fatto da Cherubini lo scorso anno.

Conclusione

Ayase Ueda non passerà ancora troppo tempo con la maglia dei Kashima Antlers.

Troppo il divario che si sta creando fra il numero 18 e il resto della J-League, dove spicca per capacità di andare a segno e di tenere in ansia la linea difensiva degli avversari.

In gol.

Il posto di capocannoniere del campionato non è un caso.

Tuttavia come è giusto che sia per la crescita del giocatore va effettuato uno step ulteriore che passa giocoforza dal Vecchio Continente.

Con tutta probabilità la destinazione sarà uno dei club della zona mitteleuropea, terra affine ai talenti nipponici, ma sarebbe bello vedere finalmente anche un club italiano provare a puntare su un mercato di acquisto diverso dal solito, che in passato ha pure saputo regalare belle soddisfazioni ai club nostrani.

Il ragazzo comunque possiede tutte le qualità per una buona carriera europea, trovando l’ambiente adeguato per le sue caratteristiche, magari facendo da nuovo apripista per i connazionali, troppo spesso snobbati ingiustamente.

Riassunto

Stefano Follador

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