#RawDiamonds

#RawDiamonds: Marco Carnesecchi

26 anni ha dovuto attendere Cremona per rivedere la sua squadra in massima serie.

A guidare la riconquista della massima categoria è stato una vecchia conoscenza della Juventus, quel Fabio Pecchia meteora fugace in campo, ma vincitore sulla panchina della U23 di una Coppa Italia di Serie C.

I protagonisti in campo sono stati molti, sintomo di un ottimo collettivo, ma sorprende la età media piuttosto bassa.

Il bomber atipico non è il solito vecchio pirata di categoria, ma il nostro Zanimacchia, ala destra che con 8 reti e 5 assist ha guidato la cooperativa del gol grigiorossa.

In cabina di comando la coppia 2001-2000 Fagioli e Gaetano, entrambi in prestito da Juventus e Napoli ed entrambi grandi protagonisti per qualità e continuità delle prestazioni.

Da Bergamo sono giunti in prestito anche le due colonne difensive.

Caleb Okoli, difensore dal futuro radioso, ma sopratutto Marco Carnesecchi, estremo difensore che è letteralmente salito di livello in modo impressionante durante questa stagione, guadagnandosi la palma di migliore estremo difensore della cadetteria.

Carnesecchi ed Okoli in nazionale.

Da tempo nel giro delle nazionali giovanili, protagonista assoluto in varie gare della nostra U21, Carnesecchi prosegue la felice tradizione bergamasca di scouting e formazione con possibile plusvalenza importante vista la presenza di Juan Musso fra i pali orobici.

Futuro in bilico fra la continuità a Bergamo oppure con un secondo prestito ancora a Cremona e la scelta di provare il salto in un contesto superiore come per esempio la interessatissima Lazio targata Maurizio Sarri.

Le scelte di mercato potrebbero cambiare notevolmente le prospettive a medio termine del ragazzo di Rimini, ma non cambieranno il suo status di portiere di enorme potenziale.

Conosciamolo meglio.

Biografia

Marco Carnesecchi nasce a Rimini il primo luglio 2000.

Figlio d’arte, il padre ha militato a lungo in C2 ricoprendo più ruoli, come tanti bambini italici è stato avviato ben presto alla pratica del calcio in una società locale, nello specifico il Bellariva Rimini.

Con la famiglia

Inizia come attaccante/centrocampista, le fonti sono discordi in merito al ruolo, ma come sovente accade ai migliori interpreti del ruolo del portiere è il caso a far nascere la vocazione, come accaduto ad una leggenda come Gigi Buffon.

Una provvidenziale assenza porta Marco a vestire i guanti per la prima volta.

È un colpo di fulmine.

Carnesecchi non solo si innamora dell’ adrenalina e della responsabilità del custodire i pali, ma risulta pure naturalmente portato al ruolo.

Ad accorgersi del potenziale del ragazzo è la squadra principe della riviera romagnola: il Cesena.

Carnesecchi passerà un triennio in bianconero, periodo che ritiene fondamentale per la sua crescita sportiva e tecnica che lo porta nel 2017/18 a venire prelevato da casa dalla società forse più rinomata per lo sviluppo dei giovani in Italia: l’Atalanta.

Eppure durante gli anni dell’adolescenza Marco era rimasto spesso a sedere in panchina, pensando più volte di provare ad uscire nuovamente dai pali per avere una chance di dimostrare il suo valore.

Fisicamente infatti Carnesecchi si sviluppa tardi, raggiungendo la statura attuale solo alla soglia dell’età da teenager. Questa fatica a trovare spazio e la volontà di mantenere viva la possibilità di giocare da uomo di movimento saranno però risorse importanti per il futuro.

Marco però ancora non lo sa e deve essere il padre David a spronarlo e a convincerlo nel tenere duro, convinto che da portiere il ragazzo sarebbe andato lontano, magari emulando gli idoli Buffon, De Gea e Courtois.

La fortuna vuole che le cose cambino è il brutto anatroccolo diventa presto cigno in bianconero, guadagnando ben 15 centimetri in una estate, trasformandosi in punta di diamante del settore giovanile cesenate e profilo di grande interesse per qualità tecnica e fisica, ma sopratutto per maturità e senso di responsabilità.

Con il Cesena vive un ottimo campionato u17, debutta con la primavera, ma sopratutto entra nel giro delle nazionali giovanili, dalla U17 in poi.

Il trasferimento all’Atalanta avviene a luglio 2017, un vero e proprio blitz degli uomini mercato bergamaschi che non dubitano un secondo ad affidare al riminese la porta della Primavera.

Con la Dea.

Il primo anno Carnesecchi viene nominato miglior portiere della competizione, l’anno successivo è fra i protagonisti della conquista del titolo nazionale.

Ancora una volta a Bergamo ci hanno visto lungo regalando a Frezzolini un ragazzo con grande qualità che il celebre preparatore ha trasformato in un gran progetto di portiere.

Consegna del premio miglior portiere 17/18 con Frezzolini.

Nel 2019 arriva il momento di mettersi alla prova fra i professionisti.

Arriva il prestito al Trapani, compagine neopromossa in B con ben poche ambizioni.

In uscita.

Esordisce con la sconfitta esterna a Salerno per 1-0, ma diventa titolare collezionando ben 33 presenze.

Nonostante le ottime prestazioni e l’impegno profuso i siciliani terminano al terzultimo posto della classifica, che significa retrocessione in Lega Pro.

L’esperienza si può dire comunque positiva per Marco, che dimostra stoffa e qualità, a dispetto di un contesto complesso e di difficile gestione.

Rinvio.

La dirigenza bergamasca ritiene opportuno trattenere il ragazzo presso la casa madre, dove occupa lo slot di terzo portiere dietro a Gollini e Sportiello.

Fatica a trovare spazio in questa situazione, collezionando zero presenze nei sei mesi nero azzurri, utili forse in ottica CTP.

A gennaio 2021 Carnesecchi torna in B.

Stavolta vestirà i colori grigio rossi della Cremonese, storica compagine da troppo tempo nell’olio.

Presentazione con Ariedo Braida.

L’estremo difensore riminese conquista da subito la titolarità aiutando i suoi a conquistare un tranquillo piazzamento di metà classifica.

Durante l’estate il suo prestito viene confermato per una ulteriore stagione e Fabio Pecchia gli assicura i gradi per una ulteriore annata. Scelta saggia.

Fabio Pecchia.

Come si dice il resto è storia.

Carnesecchi si conferma grande protagonista della promozione della squadra, con prestazioni di grande livello.

Promossi.

Molti gridano alla sorpresa, ma in nazionale U21 la crescita del ragazzo non era passata sotto traccia. Titolare all’Europeo di categoria nel 2021, chiuso contro il Portogallo ai quarti di finale, Marco viene nominato nuovo capitano con la partenza dell’attuale ciclo.

In chiave mercato il nome Carnesecchi inizia a muovere diverse onde, con club come la Lazio fortemente interessati ai servigi dell’azzurrino. Purtroppo però quello che pare un serio infortunio alla spalla potrebbe tenere lontano dai campi da gioco il ragazzo per almeno 2-3 mesi. Una brutta tegola che può mettere in stand-by quella che sembrava essere una ascesa ormai inarrestabile.

Richiami.

Caratteristiche tecniche

Portiere dalla statura importante e ben costruito fisicamente, porta a spasso 193 centimetri per 80 kg circa.

Struttura ectomorfa, caratterizzata da una corporatura non robusta e da una sensazione di agilità e spigolosità.

Più che discreta la mobilità laterale, sempre sulle punte e reattivo, si fa apprezzare per la concentrazione e la capacità di trovare la posizione giusta in anticipo.

Non è un portiere di dominio muscolare, la spinta laterale e l’elevazione non sono potentissime, ma grazie a sensibilità e capacità di lettura spesso è al posto giusto senza dover chiedere sforzi sovraumani a cosce e polpacci.

I riflessi sono quelli da talento cristallino del ruolo, quest’anno infatti dovremo aver visto tutti diversi miracoli effettuati con la maglia grigiorossa, altrimenti andate a rivedere il finale di Spagna-Italia 0-0 dell’U21. I suoi due salvataggi nel finale valgono come una rete.

Con la nazionale.

È un portiere coraggioso e molto disinvolto nelle uscite alte. Domina l’area con personalità e preferisce attaccare la palla piuttosto che restare al sicuro sulla linea di porta. La tecnica in questo fondamentale è molto pulita ed essenziale, accademica per sobrietà e stile. Preferisce la presa alla respinta di pugno, piccolo aspetto dove è sensibile di miglioramento tecnico.

In uscita bassa copre bene lo specchio della porta anche se non sembra un mostro di rapidità e lo stile è un po’ legnoso, tuttavia abbastanza efficace. Anche qui parliamo di un estremo difensore senza timori che mette la testa fra i piedi avversari senza pensarci neanche troppo.

Presa alta.

Una particolarità di Carnesecchi è la capacità di intercettare i cross bassi, cut-ball o bala de la muerte se vi sentite esterofili. La tendenza è sempre la stessa aggredire il pallone prima che possa diventare un problema, rischiando qualcosa ovviamente, ma cercando di scongiurare occasioni da rete scarsamente difendibili.

Fra i pali risulta affidabile, molto pulito a livello tecnico e poco avvezzo a spettacolarizzare i suoi interventi se non necessario.

Spettacolare se serve.

Talvolta difetta a livello tecnico nella bontà della respinta, faticando a deviare in modo laterale la sfera e rendendo più pericolose le situazioni confusionarie in area di rigore, ma è chiara la crescita in questo aspetto da Trapani a Cremona. Cosa che appunto con piacere è la assenza del fondamentale “parata laser”, Carnesecchi è molto reattivo, concentrato e pare ottimista. Anche su conclusioni che sembrano imparabili comunque ci prova, senza risparmiarsi.

Può crescere nella gestione della linea difensiva, sia per bontà delle chiamate che per leadership e carisma.

Comunica abbastanza bene, ma pare ancora mancate di una punta di autorevolezza, difetto dovuto alla giovane età, ma anche alla attitudine da bravo ragazzo dalla faccia pulita, positiva in molti aspetti, ma forse non quando devi fare da guida e da condottiero ad un manipolo di difensori.

Non è un gran fattore nei tiri dagli undici metri, solo una parata in carriera su 13. Si tratta di una situazione particolare di gioco che certamente potrebbe essere approfondita e migliorata dal portierino.

Dal punto penal.

Fino a qualche anno fa la descrizione tecnica di un portiere si sarebbe chiusa qui, senza neanche nominare la fase offensiva.

I tempi però cambiano e per un estremo difensore essere in grado di cavarsela con il pallone fra i piedi non è più un opzioni, ma riveste una importanza capitale.

Da questo punto di vista Carnesecchi è un profilo squisitamente moderno.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

A proprio agio nella distribuzione della palla, sicuro e preciso nel controllo e nel passaggio il numero uno di Rimini corrisponde all’identikit del cosiddetto sweeper keeper o per dirla all’italiana il portiere libero.

Piede destro forte, sinistro da sopravvivenza, ma ottima capacità di accorciare il campo e alleggerire la circolazione.

Spiccano senza dubbio i due assist fatti registrare in stagione, sintomo di una buona propensione anche alla palla lunga.

Ripartire velocemente.

Non è un caso che il ragazzo sia stato richiesto da Sarri, un tecnico che da sempre ha posto l’accento sulla capacità dei suoi portieri di far circolare palla ed attrarre il pressing avversario. Non è comunque un’estrema difensore che cerca di tenere palla ad ogni costo. Se si vede messo alle strette non esita a scagliare il pallone sulla luna, evitando accuratamente goffi tentativi di dribbling che non rientrano nelle sue corde.

Evoluzione

Alla soglia dei ventuno anni, con due campionati e mezzo di Serie B da titolare Carnesecchi è senza dubbio un profilo giovane ed in ascesa, ma al contempo è un atleta già pronto ed in grado di mettersi alla prova ai massimi livelli.

Allenamento

Difficile interpretare oggi il suo futuro.

L’operazione alla spalla con conseguente stop arriva forse nel momento più infelice, tarpando le ali a quello che sembrava uno sviluppo in fase logaritmica.

Senza dubbio ci sono aspetti del gioco di Marco che vanno raffinati.

Dal carattere nelle guida della difesa, passando per la tecnica individuale specifica per il ruolo fino all’età scelte operate in uscita. Il ragazzo può solo migliorare tramite l’esperienza, tramite un contesto competitivo e i minuti spesi in campo.

La permanenza alla Cremonese per un ulteriore prestito sembrerebbe la soluzione più logica. Ambiente conosciuto, fiducia generalizzata e credito da spendere anche se le cose non girassero bene.

La solitudine dei numeri 1.

Tuttavia i neopromossi possono fare a meno per l’avvio di stagione del portiere titolare? E sopratutto che ne pensa la Dea, ancora titolare del cartellino?

I neroazzurri sono reduci da un importante investimento per Musso, che doveva venire parzialmente coperto dal riscatto ad opera del Tottenham di Gollini.

Piergollo però pare avere le valigie pronte visto che non ha convinto il club londinese.

Ciò provocherebbe un bel grattacapo ai bergamaschi, improvvisamente privi di un importante ingresso economico e al contempo intasati di portieri di buon livello.

Cedere sembra obbligatorio e bisognerà vedere che mercato può avere tanto Gollini quanto Carnesecchi, che potrebbero essere usati come merce di scambio.

Uscita.

Il nostro sembrava fare gola a Fiorentina, ma sopratutto Lazio.

L’infortunio potrebbe cambiare i piani per l’immediato futuro e sarà cruciale per il protagonista della promozione della Cremonese scegliere con cura la sua prossima destinazione.

Vestito in bianconero

Un vecchio adagio del pallone recita che la Juventus debba sempre avere in rosa il portiere della nazionale italiana.

Quest’estate la dirigenza avrebbe potuto prendere a parametro zero Gigio Donnarumma, protagonista assoluto del trionfo di Wembley e talento generazionale.

La storia già la conoscete. L’ex Milan vola a Parigi, a Torino resta Tek che dopo una partenza da incubo si conferma un ottimo portiere, degno della pesante maglia che indossa.

Il polacco però si avvicina alla fase conclusiva della sua carriera, Perin non sembra possedere il pedigree da numero 1 bianconero, mentre alle spalle della prima squadra Israel pare avere un piede in Portogallo e i baby Senko e Garofani devono ancora dimostrare molto.

In questo contesto l’idea di puntare forte un profilo che pare a punto di esplodere come Carnesecchi potrebbe essere intelligente, ma anche impraticabile viste le risorse limitate e le numerose urgenze in casa bianconera.

In un mondo ideale questa operazione potrebbe essere rimandata alla prossima stagione, ma risulta difficile che nessuno, Atalanta inclusa, vada a puntare sul numero uno riminese.

Nel giro di un biennio Carnesecchi potrebbe essere un candidato per una maglia importante come quella juventina.

Per alcuni versi sembra una versione moderna di un ex portiere bianconero, ahimè piuttosto sfortunato a Torino: Edwin Van der Saar.

Alto e dinoccolato, elegante quasi aristocratico nell’interpretazione del ruolo e in grado di sorprendere per reattività Marco ha le potenzialità per essere protagonista ad ogni latitudine, Juventus inclusa.

E poco importa se la porta della nazionale sarà quasi certamente cosa di Gigione da Parigi, Carnesecchi non sarà quel talento cristallino, ma partendo da doti comunque importante ha saputo lavorare in maniera molto seria, nel solco della migliore tradizione italiana dei portieri, pronto a una carriera di tutto rispetto.

Conclusione

Ruolo non facile il portiere.

Zero margini di errore, poche chance e in media poca gloria.

La vita del numero uno insomma è un po’ grama, sopratutto se devi emergere alle spalle di gente molto forte e agguerrita.

Donnarumma a futuro, Plizzari e Ravaglia in U21, oltre ai vari compagni di reparto nei club. Carnesecchi si è sempre saputo conquistare spazi ed opportunità, rispondendo presente ad ogni chiamata, l’unico modo per un portiere per essere considerato.

Parata.

Le qualità sono così evidenti che è difficile non immaginare una carriera strepitosa per il ragazzo di Rimini, con traguardi e maglie importanti.

Una qualità però spicca meno e non ho nominato, ma è la più grande di tutte: l’affidabilità.

Carnesecchi porta punti con le sue parate, ma sopratutto con la sua costanza, la sua noiosa continuità e onnipresenza.

Sono belli i voli plastici, i riflessi felini, ma alla fine conta essere una certezza e Marco lo sta diventando.

Riassunto

Stefano Follador

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