#RawDiamonds

#RawDiamonds: Luis Sinistierra

Chi segue questa rubrica conosce già i miei legami personali e culturali con il Sudamerica.

Sono e mi sento latinoamericano, almeno in parte, e trovo sempre deludente e poco felice quando la provenienza di una persona viene ridotta a semplice stereotipi.

Il ragazzo ispanico o brasiliano che aspira a diventare un professionista del pallone viene per forza di cose dalle favelas o dalle villas miseria, ha sempre affrontato le cose più terribili e dure della vita in tenerissima età, ma questo lo ha reso più forte e gli ha regalato maggiore determinazione per raggiungere il successo.

Una narrativa semplice, ormai collaudata e che trova sempre orecchie disposte ad ascoltarla. Personalmente non amo usare questi espedienti per raccontare le storie dei protagonisti di RawDiamonds, preferendo la normalità e le differenze culturali oltre che sociali come chiave di lettura della crescita di questi giovani.

Oggi però non posso esimermi.

Come per il nostro Juan Cuadrado, non a caso referente calcistico del protagonista di oggi, la storia del conflitto civile colombiano entra di prepotenza nell’infanzia di Luis Sinistierra.

Bandiera delle FARC

Cresciuto in una zona contesa fra le forze governative e la guerriglia Luis ha visto sparare, ha dovuto nascondersi, ha temuto per la sua vita e quella dei familiari molto più di quanto qualsiasi bambino dovrebbe fare, ma non voglio dire che sia questa esperienza ad avergli dato la forza ed il talento per diventare uno degli esterni offensivi più interessanti della scena europea. Utilizzare le tragedie umane come catalizzatrici del talento le banalizza e non rende mai giustizia a chi ha provato questa sofferenza sulla propria pelle.

Luis Sinistierra è un grande talento, che merita di essere osservato e conosciuto, senza cadere nei soliti luoghi comuni e nel qualunquismo che spesso pervade la narrazione dello sport latinoamericano, sotto l’influenza di certi santoni del percorso ed amenità varie.

Con la maglia dei Cafeteros

Biografia

Luis Fernando Sinistierra Lucumì nasce il 17 luglio 1999 a Santander de Quilichao, piccolo centro semi montano dell’interno del sud della Colombia, provincia di Cauca.

La città di nascita.

Siamo lontani dalla Colombia caraibica di Cartagena e Barranquilla, dalla grandezza decadente e torbida di Medellín e Bogotà.

Siamo nella provincia estrema, lontana dai centri di potere e ricchezza, dimenticata da governanti e turisti, ma non dalla guerriglia.

FARC, ELN e vari gruppi paramilitari pascolano per queste terre durante tutto il periodo successivo al dominio dei cartelli della droga, sul cadavere istituzionale della cosiddetta Narco Repubblica.

Luis vive in prima persona questi stravolgimenti. Le milizie che prendono il paese, gli spari nella notte, la fuga con la famiglia a cercare rifugio, le notti passate a dormire nel negozio del padre per evitare le ritorsioni dei paramilitari.

Una storia da romanzo, non dissimile di quella del nostro Cuadrado che durante una irruzione di una di queste bande perse il padre. Fortunatamente per Sinistierra egli ha più fortuna che il numero 11 bianconero, passando questa fase turbolenta della sua infanzia senza danno, pur districandosi in un tessuto sociale pervaso da micro criminalità e violenza.

Con l’Once Caldas.

I Sinistierra però sono gente per bene, una famiglia che lavora sodo, anche nello sport.

Luis sin da piccolo è una scheggia impazzita sul campo da calcio, un diavoletto ribelle e impossibile da tenere fermo.

Se ne accorgono ai primi provini dopo le esperienze con le squadre locali di Colo colo de Caloto, Boca Juniors de Cali e Universidad del Valle.

È il 2015 e a provare ad entrare nelle giovanili dell’Once Caldas sono in oltre 200 ragazzini. La prova dovrebbe durare tutta la giornata, ma dopo nemmeno mezz’ora Luis ha già una penna in mano per firmare con El Equipo del Alma.

Una scoperta incredibile per il club Tricolor che già pregusta una sostanziosa vendita futura.

Sinistierra nonostante una crescita adolescenziale in contesti lontani dalle big delle trova immediatamente spazio con il club di Manizales.

Debutta nel 2016 contro il Deportivo Pasto, collezionando solo un paio di presenze nella prima stagione. Sarà solo nel 2018 che la sua presenza in campo diverrà maggiormente incisiva, scendendo in campo 17 volte in campionato mettendo a segno 4 reti ed altrettanti assist.

Talento precoce

Numeri buoni per un diciannovenne senza troppa accademia, che attirano gli scout della preparata rete di osservazione del Feyenoord.

Gli olandesi restano colpiti da questa perla dell’oriente del paese cafetero, veloce come pochi e creativo.

I due milioni di euro sborsati all’Once Caldas sono ritenuti un investimento saggio e che produrrà entro breve ottimo dividendi, tanto che la società biancorossa inserisce come incentivo per la chiusura dell’affare pure una fornitura completa di pulmini destinati alle giovanili del Tricolor.

Sinistierra resta positivamente colpito dalla preparazione e organizzazione del Feyenoord. La dirigenza olandese si dimostra preparata e professione, impressionando il ragazzo con una conoscenza e pianificazione esemplare.

Sbarco in Europa

Il primo anno in Olanda sarà dedicato al prendere confidenza con la lingua, la cultura, lo stile di lavoro e di vita, senza pressioni calcistiche in un primo momento, focalizzando tutte le energie o quasi nella sfera personale.

Successivamente il club illustra a Luis le varie opzioni per la sua crescita, gli obiettivi ed le strategie per riuscire a centrarli, un bel salto culturale per il ragazzo, passato dallo stile di vita rilassato ed improvvisato del futbol latino allo zelo calvinista di Rotterdam. Sinistierra però apprezza molto il programma stilato, sentendo di aver affidato la sua carriera e crescita in mane affidabili e sicure.

Adattamento

Il primo anno in Olanda come da copione è di adattamento, ma la crescita tecnica e sopratutto tattica del colombiano è piuttosto rilevante, grazie anche all’ottimo feeling che si instaura con Giovanni Van Bronckhorst che si dimostra oltre che un tecnico interessante pure un discreto poliglotta, aiutando Luis nella transizione linguistica con lo spagnolo appreso probabilmente durante la sua esperienza in maglia Barça.

Luis e Giovanni.

Come anticipato la prima annata è interlocutoria, ma è chiaro che fra le riserve è sprecato, dimostrandosi devastante con la squadra B. Non passerà molto tempo che Sinistierra inizi a fare la differenza a livello superiore.

Nell’estate 2019 si svolge il mondiale under 20. I Cafeteros disputano un buon torneo, fermandosi ai quarti di finale, con Sinistierra che si mette in luce con due marcature in cinque gare, confermato da tutti gli addetti ai lavori come uno talenti più cristallini della manifestazione.

Non a caso in estate arriva anche la convocazione da parte di Queiroz, CT della Seleccion colombiana, che lo premia con il debutto in amichevole contro l’Algeria.

Al debutto

Le cinque presenze in Eredivisie del 18/19, diventano 21 l’anno successivo, condite da cinque reti e sei assist.

Purtroppo per Luis due eventi si mettono di traverso nella sua crescita.

Nella gara contro il PEC Zwolle il numero 7 biancorosso soffre infatti la rottura del legamento crociato, grave infortunio che lo costringe ad una lunga inattività, parzialmente mitigata dalla pandemia covid che provoca la sospensione delle attività della Federcalcio olandese diminuendo il tempo fermo ai box del colombiano.

Il momento del grave infortunio

Senza dubbio comunque lo stop è importante, sopratutto considerando lo stile di gioco di Sinistierra, dove le articolaIoni sono sottoposte a sollecitazioni notevoli.

Il ritorno in campo avviene a dicembre ed il colombiano ci mette qualche gara ad ingranare dopo la lunga inattività, ma come nei film è la partita proprio contro il PEC Zwolle a sbloccare mentalmente l’ala di Santander de Quilichao.

Trova infatti la rete decisiva contro la medesima squadra con cui aveva subito il grave infortunio, in una sorta di chiusura del cerchio narrativo molto suggestiva.

Quella rete probabilmente va a toccare qualcosa anche a livello psicologico ed infatti le prestazioni di Luis mutano notevolmente, migliorando e alzando il livello qualitativo, sebbene oggi sappiamo essere solo un prologo all’annata 21/22.

Rinascita

La scorsa stagione infatti Sinistierra mette a segno 5 reti e 7 assist in 25 presenze. Un bottino discreto, ma che impallidisce di fronte all’esplosione realizzativa di questa stagione.

Agli ordini di Arne Slot è chiaro che il ragazzo stia massimizzando il suo potenziale, per lo meno a livello meramente numerico.

Parliamo di 23 reti complessive in stagione, fra campionato e Conference League dove ha trascinato la squadra alla finale di Tirana. Dodici assist, ma sopratutto una spina nel fianco costante per qualsiasi difesa affrontata, senza eccezioni.

Ovviamente con questi numeri molti sguardi interessati sono comparsi al De Kuip.

Plastico.

Chiunque in Europa stia pensando ad acquistare un esterno offensivo ha pensato a Sinistierra in questo periodo, con i biancorossi di Rotterdam pronti a registrare una vendita che possa finalmente far cadere il record di 18 milioni di euro per l’assegno ricevuto da Liverpool per Dirk Kuyt.

Caratteristiche tecniche

Luis Sinistierra risponde al classico profilo dell’esterno offensivo esplosivo e di grande capacità di conduzione e dribbling.

Heatmap

Di piede destro, sebbene il sinistro non sia per niente male, ama giostrare però sulla sinistra dove gli riesce più facile convergere verso il centro e rendersi pericoloso con il suo piede più forte.

Dal punto di vista fisico possiede una statura di 175 centimetri, buon atleta, dotato di forza e resistenza che gli permettono di svolgere molto bene la fase di pressing e contrasto, anche se è chiaro che il suo tratto caratteristico è certamente l’accelerazione bruciante e la velocità da scattista, armi devastanti in fase di transizione, me non solo.

Beep- Beep

Sinistierra ama certamente attaccare in spazi ampi, magari prendendo la profondità alle difesa, ma si trova ugualmente a proprio agio quando i ranghi difensivi si serrano, grazie ad un buon bagaglio tecnico per quanto concerne gestione della sfera e conduzione, ma anche a una innata agilità e sapiente controllo del corpo.

Si tratta di un calciatore molto reattivo, attento allo sviluppo del gioco e sempre presente mentalmente nella gara. Non sono un caso le diverse reti in tap in registrate, infatti Luis si è dimostrato un’atleta sorprendentemente concentrato e feroce nella lettura delle situazioni di gioco. Non fatevi ingannare da sorrisi e balletti di esultanza, in questo ragazzo c’è molta personalità e volontà di arrivare prima degli avversari su ogni palla, in ogni parte del campo.

Analisi statistica

Ovviamente se combiniamo accelerazione, velocità, capacità di controllo e conduzione della palla e reattività risulta chiaro che Sinistierra è dribblomane estremamente pericoloso e difficile da contenere, anche perché il colombiano possiede ambizione e fantasia per prevalere nell’uno contro uno.

Non è raro vedergli superare anche più di un avversario alla volta, grazie alla capacità di muoversi in maniera fulminea ed imprevedibile, guidato da un istinto notevole.

Scardinare le difese avversarie però è un lavoro di gruppo e Luis non manca di appoggiarsi e collaborare con i compagni, sopratutto nel creare triangolazioni rapide palla a terra nello stretto.

Produzione offensiva stellare

Ad ogni modo non è ad oggi un passatore particolarmente dotato, per ampiezza del range e qualità delle scelte. Se palla al piede si dimostra affidabile ed ambizioso, diventa più timido ed impreciso nel dialogo con i compagni, sopratutto se viene richiesta particolare complessità del gesto tecnico, come nel caso di un cambio gioco o filtrante ardito.

In questo senso l’arsenale offensivo sembra quasi tronco, con il ragazzo che si affida quasi esclusivamente al gioco corto.

Anche la qualità dei suoi cross non è particolarmente brillante. Il traversone propriamente detto non è una soluzione che il ragazzo riesca ad utilizzare con particolare efficacia, preferendo di gran lunga penetrane all’interno della difesa ed utilizzare a profusione i cut-back per il rimorchio. Soluzione efficace, ed i numeri stagionali di Cyril Dessers lo confermano, ma non semplice da trovare. Inoltre lo scarso sfruttamento di una parte del repertorio rende più prevedibili le scelte del colombiano, agevolando la difesa.

Tutti giù per terra

Un lavoro specifico sul gioco lungo sembra quindi obbligatorio nell’ottica di crescita a medio termine, sebbene già oggi nonostante alcune lacune nel playmaking, Luis risulti il secondo in graduatoria per assist che portano al tiro, dietro solo a Dusan Tadic con 3.8 shot assist/90 min.

È chiaro che Sinistierra non è un playmaker esterno come il suo idolo Cuadrado, ma bensì una creativa inside forward, abile nel dribbling, fortissima in transizione e conduzione (migliore in Eredivisie nel creare occasioni palla al piede e nei duelli vinti), con un ottimo istinto per la porta, sopratutto se consideriamo la partenza defilata.

Fiuto del gol

Le tante reti esse a segno non sono un caso, ma figlie del gran lavoro svolto negli ultimi mesi, amplificato dal feeling con il tecnico Slot.

L’ex allenatore dell’AZ ha costruito la sua carriera su una gestione tattica che prevedesse un rendimento stellare degli esterni offensivi, bussare a casa Malen, Boadu e Idrissi per conferma, e anche nel Feyenoord sta dimostrando quanto il suo calcio possa fare bene agli avanti.

Stiamo parlando infatti della migliore stagione in carriera per Till, Dessers, Linsenn e Kokcu (di cui abbiamo parlato qualche mese fa). Infatti la cosa non costituisce eccezione per Sinistierra, sul quale Slot ha puntato molto sopratutto in fase di finalizzazione.

Il colombiano infatti ha ricevuto la consegna di cercare maggiormente la porta rispetto al passato, con ottimi risultati. La buona tecnica, la capacità di colpire con entrambi i piedi e l’aggressività nello smarcamento nei pressi dell’area piccola hanno trasformato l’esterno in una minaccia costante e onnipresente per i portieri.

Indicazioni dalla panchina

Sinistierra segna infatti in diverse maniere: azione solitaria, inserimento, azione manovrata di squadra, persino colpo di testa. Non è un centravanti sia chiaro, tende ad avere bisogno di un certo volume di conclusioni per arrivare al gol, ma Luis sa guadagnare e creare le occasioni come pochi in Olanda, con personalità, reattività ed intensità.

Proprio l’intensità e l’applicazione al lavoro difensivo sono caratteristiche quasi inattese in un profilo come il 7 del De Kuip, eppure anche nella metà campo difensiva Luis riesce ad essere un fattore.

Anticipo

Ama particolarmente la fase di riconquista del possesso alta, dove sfrutta a dovere la sua forza nei contrasti per cercare di recuperare velocemente la sfera, ma è un’elemento molto abile anche nella lettura delle linee di passaggio.

Un suo intercetto con transizione fulminea può rivelarsi letale per moltissime difese, tanto che molte squadre della Eredivisie si dispongono già in maniera preventiva prima che i biancorossi recuperino palla, inficiando la bontà della fase offensiva avversaria.

In fase di non possesso sta crescendo notevolmente sotto vari aspetti, dalla qualità di letture, passando per i duelli aerei dove sa far valere l’esplosività, fino agli aspetti più raffinati a livello di contenimento preventivo e posizionamento sopratutto sul lato debole.

Per quanto riguarda invece la sfera caratteriale Luis Sinistierra è un ragazzo solare e allegro, una presenza notoriamente positiva nello spogliatoio, come spesso accade per i colombiani. Si allena bene, in maniera diligente e precisa, ma ha dato l’impressione di faticare a dare il meglio di se quando non sente la fiducia del tecnico in maniera totale.

Colombia grande amore

Ha affrontato e superato un infortunio molto serio e questo non può che parlare bene della sua capacità di fronteggiare le avversità.

Evoluzione

Classe 99, con alle spalle già una discreta dose di esperienza Luis Sinistierra è già un atleta con una dimensione piuttosto definita.

Negli ultimi mesi senza dubbio ha saputo massimizzare le sue qualità, dando il meglio in molteplici aspetti in fase offensiva e non.

Inutile indorare la pillola la sfida vera per il ragazzo sarà replicare quanto fatto vedere in Eredivisie e Conference League ad un livello superiore, lasciando l’Olanda probabilmente, per un campionato più duro.

Incontenibile

Ovviamente gli interessi ci sono e sono molteplici, ma le sirene di mercato non devono distogliere l’attenzione dalle cose importanti.

A livello di ruolo e di interpretazione dello stesso credo che nell’ultima stagione il ragazzo abbia trovato la giusta alchimia. Schierato sulla sinistra, libero di restare sulla fascia o di puntare l’area, con l’appoggio di un centravanti associativo e con la possibilità di puntare l’uomo Luis può dare il meglio di se.

Deve però crescere in maniera decisa per quanto concerne la capacità di creare gioco, migliorando la capacità di calcio sul gioco lungo e nel crossing game.

Confronto con Jasper Karlsson, profilo simile.

Il poco utilizzo di questa parte dell’arsenale offensivo può essere dovuto almeno in parte alle scelte tattiche di Slot, ma è stato un filo conduttore per tutto l’inizio di carriera di Sinistierra, migliorarlo significa aggiungere variabilità e imprevedibilità al proprio gioco, caratteristiche fondamentali per un’esterno offensivo.

Vestito in bianconero

Non ci sono connessioni di mercato ad oggi con il bianconero per Luis, che invece pare raccogliere le attenzioni di Napoli e Milan.

Eppure a livello tattico, tecnico ed economico il colombiano sembra poter essere una buona combinazione con quanto la Juventus ha già in casa, ma i media parlano più di Antony che di lui.

Confronto statistico con il brasiliano dell’Ajax

Una ala sinistra vera e propria, pur con alcune caratteristiche tecniche peculiari, significherebbe poter adottare con stabilità uno schieramento a 4-3-3, ideale per Federico Chiesa, sull’out di destra, ma anche per Dusan Vlahovic, evitando finalmente soluzioni cervellotiche e poco felici come quei 4-4-2 storti visti sia con Pirlo che con Allegri.

Inoltre l’aspetto che ritengo più interessante di Sinistierra è la sua capacità di ricercare e dialogare con il centravanti.

Dessers esulta.

Il nostro Vlahovic ultimamente sembra isolato e lontano dalla forma migliore, ma potrebbe trarre giovamento dalla presenza di un elemento come Luis, associativo, abile ad attaccare la profondità e molto creativo. Basti osservare come la presenza di Sinistierra abbia fatto lievitare i numeri di Dessers, un buon mestierante che mai aveva raccolto tanto in termini realizzativi.

Infine Luis ha dimostrato di vedere la porta, dettaglio non indifferente per una squadra che soffre di una certa anemia offensiva. Cercare di mettere in squadra gente con gol nei piedi credo sia necessario per un processo di crescita globale.

Con El Tigre.

Infine la capacità di condurre e gestire la transizione anche partendo dal basso del nativo di Santander di Quilichao sembra cucita addosso a questa Juventus, abituata a difendere basso e cercare la profondità.

Ovviamente non sarebbe un investimento leggero, si parla di 25 milioni, ma nemmeno di un esborso folle per le casse di Madama. Infatti fossi il buon Cherubini darei un’occhiata attenta alla finale di Conference League, dove sicuramente sarà protagonista.

Conclusione

La storia di Luis Sinistierra è particolarmente interessante.

In gol

Partito giovanissimo da una parte remota della Colombia, superando esperienze dure come quella della guerriglia, riesce ad arrivare in Olanda, paese che per molte ragioni pare la nemesi della patria del caffè, ma invece si cala alla perfezione nella nuova realtà, con un adattamento culturale sorprendente e non così scontato.

Supera un infortunio gravissimo e rinasce sotto la guida di Arne Slot, diventando uno degli esterni goleador più interessanti del continente.

Ineccepibile

Ha la sfortuna di avere davanti in nazionale quel diavolo di Luis Dias che al Liverpool sembra aver trovato il paradiso, ma anche Sinistierra può costruirsi una carriera di altissimo livello, compiendo le giuste scelte e sopratutto continuando a lavorare su se stesso dentro e fuori dal campo.

Riassunto

Stefano Follador

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