#RawDiamonds

#RawDiamonds: Gonçalo Inacio

Il 15 maggio 2018 è una data spartiacque nella storia dello Sporting.

La sconfitta con il Maritimo all’ultima giornata aveva precluso ai biancoverdi l’accesso alla Champions League, vitale vista la situazione economica traballante dei Leões, ma come ciò non bastasse aveva fatto deflagrare la relazione con l’irascibile tifoseria locale.

Discussione civile non prevista.

Quel giorno cinquanta ultras fecero irruzione nel centro di allenamento con il preciso intento di vendicare l’onore del club e intimidire a parole, ma pure fisicamente il tecnico Juan Jesus e i giocatori.

La conseguenza di quella giornata fu la fuga dell’allenatore, ma anche di molti calciatori, che rescissero i contratti e salutarono Lisbona.

La dirigenza obbligata dalla congiuntura economica fa l’unica cosa plausibile: attinge al vivaio e cerca di valorizzare il lavoro fatto ad Alcochete.

Il vivaio bianco verde.

Riavvolgiamo il nastro fino allo scorso maggio e scopriamo che la società lusitana scoppia di salute.

Sotto la guida di Rubén Amorim lo Sporting ha riportato al Josè Alvalade il titolo nazionale che mancava da tempo immemore. Il tutto offendo un calcio piacevole e con poche risorse rispetto agli storici rivali di Porto e Benfica.

Ovviamente il contributo del vivaio è stato prezioso, costruendo dall’interno uno zoccolo duro solido e ben affiatato.

Fra i vari meriti di Amorim c’è stato quello di dare spazio a un giovane centrale difensivo, il più giovane a laurearsi campione di Portogallo da titolare.

Campeao!

Già da mesi sui taccuini di mezza Premier League Gonçalo Inacio promette di essere una colonna del Futebol lusitano per gli anni a venire, una sorta di risposta sportinguista a Ruben Dias.

Biografia

Gonçalo Bernardo Inacio nasce ad Almada, sponda sud del Tago proprio di fronte a Lisbona, il 25 agosto 2001.

Cresce e passa la sua infanzia poco distante dalla capitale nella cittadina di Seixal, località nota per aver dato i natali ad uno degli assi portoghesi più quotati della storia lusitana: Antonio Simões, ala leggendaria del Benfica degli anni 60 e 70, partner in crime dell’eterno Eusebio.

Antonio Simões

Il destino di Gonçalo però non prevede la camiseta degli encarnados nel futuro, sebbene la società delle aquile tenti varie volte di incorporarlo al settore giovanile.

Il ragazzo infatti spicca sin da giovanissimo per talento e determinazione, attirando le attenzioni dei grandi club della capitale.

Dal suo quartiere, barrio Miratejo, inizia il suo viaggio verso il calcio professionistico vestendo la maglia della Escola de Futebol Fernando Chalana.

Il classico inizio di ogni ragazzino con il club locale, che lo porta successivamente nel 2010 ad approdare al più ambizioso Almada AC.

Il passo successivo arriverà nel giro di un paio di anni, con Gonçalo orgoglioso nel vestire la storica casacca a righe orizzontali bianche e verdi.

Leões.

Tuttavia è curiosa la storia che porta il ragazzo ai Leoni di Lisbona.

Come accennato sopra infatti i primi a buttare l’occhio su questo giovane centrale difensivo furono gli eterni rivali del Benfica, i quali offrono la possibilità di una prova iniziale prima di venire incorporato al settore giovanile.

Incredibilmente l’auto del padre sembra non volerne sapere di portare la famiglia Inacio dalle parti dell’Estadio da Luz, con rotture e malfunzionamenti che sembrano uno dei più classici espedienti narrativi da commedia.

Ovviamente la famiglia avvisa la società delle aquile, ma questi anziché offrire una soluzione a breve termine tergiversano.

Grave errore.

Stacco sui rivali.

Gonçalo riprende l’attività con la sua vecchia squadra e chissà che questa beffa del destino non gli abbia instillato un poco di sana rabbia e voglia di rivalsa, tanto che pochi mesi dopo sarà lo Sporting a bussare alla sua porta.

Stavolta l’auto va come un orologio e il sodalizio si compie, Gonçalo Inacio sarà un calciatore dei Verde e Brancos.

Il percorso sportivo nel vivaio è regolare, quasi monotono nella sua crescita costante e continua.

Nell’orbita delle nazionali lusitane sin dai tempi della U17 Gonçalo non ruba mai l’occhio, forse a causa di un carattere molto serio e riservato, poco propenso a smancerie e ruffianerie con i giornalisti o i tifosi.

Anche nello spogliatoio, tanto con il club che con la selezione, si costruisce la nomea di veterano prima del tempo, per professionalità, autorevolezza e impegno costante. Non a caso il suo soprannome è “O Chefe”, il capo, sintomo di una presenza carismatica sul rettangolo di gioco riconosciuta dai compagni, sebbene senza bisogno di urlacci e scene plateali per dimostrare la sua leadership.

Canterano.

Probabilmente però questo carattere poco appariscente, almeno da fuori, gli permette di passare sotto traccia per i media locali.

Quando a inizio della stagione 20/21 viene integrato alla prima squadra assieme a Nuno Méndes, Tiago Tomas ed Eduardo Quaresma, il suo nome viene visto quasi come un riempitivo, dato che gli amici delle giovanili promossi con lui fra i professionisti sembrano avere molte più possibilità di esplodere.

In effetti gli inizi per Gonçalo non sono facili. Fatica ad integrarsi, fatica ad applicarsi al nuovo e particolare assetto tattico del tecnico Ruben Amorim, ma proprio l’allenatore decide di puntare forte sul ragazzo, aspettandolo e prestando particolare attenzione al suo sviluppo.

Maestro ed allievo.

A fine stagione lo Sporting conquisterà il titolo, dopo una attesa quasi ventennale, con Inacio protagonista indiscusso e titolare nel l’undici di Amorim.

Lo Sporting viene considerata una delle squadre più interessanti del continente, per le soluzioni tattiche proposte, per il valore dei suoi giovani calciatori e ovviamente per l’interesse di mercato riscosso dai suoi gioielli.

Ovviamente il nostro centrale difensivo è fra questi, ma decide di rifiutare la corte di vari club della Premier League, rifiuto reiterato a gennaio di quest’anno a Manchester United, ma sopratutto al Newcastle degli sceicchi sauditi.

Il motivo è semplice, Gonçalo è conscio di avere ancora da migliorare in diversi aspetti del suo gioco e non vede un luogo migliore dove farlo che Lisbona, sopratutto se sotto la guida di Amorim.

La società resta tranquilla sul fronte mercato. Un contratto con scadenza 2026, rinnovato ad inizio aprile 2022, mette al sicuro il patrimonio del club, forte di una clausola rescissoria da 45 milioni di euro.

Nelle rotazioni.

La seconda stagione tuttavia ha messo a nudo qualche criticità in più, sopratutto nei big match.

Come diceva Caparezza il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un’artista e di riflesso possiamo affermare che anche per gli sportivi le cose non siano granché diverse.

Ripetere l’exploit è ciò che differenzia meteore da calciatori solidi e nonostante qualche passaggio a vuoto di troppo, Gonçalo sta disputando una buona stagione, sopratutto se osserviamo la disinvoltura con cui viene schierato in qualsiasi posizione del terzetto difensivo, diventa di sempre più leader del pacchetto arretrato.

Il Capo.

I Leoni di Lisbona quest’anno probabilmente abdicheranno a favore del Porto, ormai in fuga a più nove, in coppa nazionale si sono fermati alle semifinali, in Europa sono stati eliminati severamente dal City di Guardiola, ma hanno portato a casa la Taça de Liga, quarto trofeo da protagonista per Gonçalo, con un campionato due Taça de Liga ed una Supertaça nel palmares.

A nemmeno ventuno anni però Gonçalo può considerarsi una risorsa essenziale per un club con ambizioni europee, nel giro della nazionale portoghese, anche se a causa di un infortunio non ha potuto esordire ancora.

Chi immaginava che quell’assalto ultras in quel triste maggio avrebbe portato indirettamente a tutto ciò?

Caratteristiche tecniche

Gonçalo Inacio nasce come centrale difensivo con una spiccata predisposizione non solo alla fase difensiva, ma anche all’impostazione dell’azione.

Se durante la scorsa stagione si disimpegnava prevalentemente come braccetto sinistro di difesa, durante questa stagione ha occupato sia lo slot centrale che il destro, senza particolari affanni.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Ha giocato relativamente poco in una linea a quattro fra i grandi, vista la predilezione del tecnico Amorim per il 3-4-3, ma nelle selezioni nazionali ha vestito senza problema il ruolo di centrale di sinistra nella coppia difensiva.

In passato ha pure fatto il terzino sinistro, ma si tratta di una soluzione più che altro emergenziale.

185 centimetri di statura, muscolarmente già piuttosto formato, si distingue per una esplosività notevole, garantendogli una ottima predisposizione al gioco aereo e all’anticipo.

Anticipo.

Si muove bene in campo, con agilità e senza peccare di macchinosità, pur potendo contare su potenza e forza fisica.

Ottimo atleta, in grado di coprire molto campo anche alle sue spalle, permette alla linea difensiva dei Leões di stazionare quasi costantemente nei pressi della mediana, accorciando il campo agli avversari, pur offrendo la profondità.

Mancino, dotato di una tecnica di base più che buona Gonçalo nell’ultimo anno e mezzo si è imposto sempre più come il cervello dell’undici biancoverde.

Plastico.

Possiede tempi di gioco e carisma da regista, non teme di portare palla ed affondare nelle maglie avversarie e possiede un vasto arsenale di soluzioni di passaggio, che vanno dall’appoggio semplice alla palla filtrante, fino al pezzo forte del repertorio ovvero la sventagliata a tagliare il campo e cambiare gioco, magari cogliendo alle spalle i difensori avversari.

Ci vuole personalità per giocare in questo modo, ma se il tuo soprannome è O Chefe credo che nonostante l’indole riservata e taciturna Inacio possegga un certo ascendente su compagni e ambiente, che ne riconosce le qualità e che si affida alla sua capacità di giudizio.

Offensivamente un difensore centrale con le sue qualità di costruzione bassa può essere una arma strategica rilevante.

Pulizia della palla.

84 passaggi riusciti a gara, con precisione generale del 91%, quattro lanci lunghi riuscito a partita (58% di precisione), questi sono i suoi numeri in Primeira Liga, ma non si discostano molto da quanto visto nelle coppe europee.

A livello difensivo l’approccio di Gonçalo cambia un po’.

Se in fase di possesso predilige una impostazione pacata e riflessiva, intervallata da isolati cambi di passo, quando la palla passa all’avversario il numero 25 cambia completamente atteggiamento.

Aggressivo, interventista, è sempre alla ricerca dell’anticipo o dell’intercetto. Tende a difendere con il baricentro alto, come da istruzioni tattiche, con la libertà di prendersi qualche rischio in uscita sull’attaccante proprio per la presenza del centrale di mezzo, solitamente Coates, a tamponare gli eventuali buchi.

Marcatura stretta.

Gonçalo Inacio è un difensore molto energico nella ricerca del recupero e nel voler soffocare sul nascere i pericoli, ma non è un difensore falloso. Molto corretto, non commette molti falli e viene ammonito poco (1 ammonizione in stagione in campionato, con 0.7 falli/90min).

Apparentemente una ottima cosa, sebbene si percepisca un’atteggiamento un po’ naïf sotto alcuni punti di vista, con l’incapacità di rimediare ad un errore spendendo un fallo tattico. Si tratta di un difetto legato sicuramente alla giovane età, alla mancanza di esperienza nel leggere le gare, sopratutto quando la palla pesa un po’ di più.

Durante questa stagione infatti sono diventati evidenti alcuni passi falsi particolarmente gravi di Inacio proprio in occasione delle partite più calde. La semifinale di coppa con il Porto, lo 0-5 di coppa contro il City, la sconfitta esterna per 4-2 con l’Ajax o le ultime uscite contro il Braga.

In tutte queste cattive prestazioni si nota un filo conduttore comune, quando lo Sporting non ha il dominio del possesso e viene costretto a difendere basso, snaturandosi, Gonçalo tende ad andare in difficoltà.

Bruta serata contro i Citizens

Difendere in maniera posizionale, arroccati in area come un David Crockett all’Alamo non è cosa per lui, preferisce la battaglia in campo aperto, le prateria dove sfogare il motore atletico e dove andare a limitare l’avversario in forma dinamica.

Oltretutto in queste situazioni ha prodotto anche le amnesie difensive maggiori, sbavature che, sopratutto contro il Porto, hanno compromesso il risultato.

Errori a cui troverà rimedio con la crescita, ma che ci parlano di una ragazza ancora tanto dipendente dalla sua coperta di Linus tattica, che presto dovrà abbandonare, per lo meno in nazionale.

Resta comunque un profilo estremamente interessante in marcatura individuale, abile nell’anticipo e nel gioco aereo, con qualche difetto da sistemare nella gestione tattica ed emotiva del rapporto con i compagni.

Piccole imperfezioni che però potrebbero creare grandi problemi, un fuorigioco portato pigramente, un’uscita sull’uomo ardita non andata a buon fine, un’anticipo bucato. Piccoli errori che però nella posizione di centrale non sono concessi.

Certamente si tratta di un pegno minimo da pagare rispetto a quanto Gonçalo offre alla squadra, porto sicuro per la manovra e distributore di palloni con tempi e modi quasi sempre impeccabili.

Esultanza

Oltretutto il nostro non disdegna nemmeno le capatine in area avversaria dove sa far sentire bene la propria presenza aerea. Quest’anno Inacio ha già messo a segno quattro reti, dimostrandosi una minaccia aerea sui piazzati da temere.

Evoluzione

La crescita di Gonçalo negli ultimi mesi è stata quasi logaritmica.

Entrato in squadra all’inizio della scorsa stagione, dopo qualche mese di apprendistato si è preso la titolarità per non mollarla più.

Cagnaccio.

La fiducia di Amorim è evidente ed ha aiutato molto la crescita del ragazzo che è passato velocemente dal “compitino” ad essere uno dei leader tecnici ed ingranaggi tattici chiave dello Sporting.

Il sistema di gioco in cui si muove ne esalta le qualità, donando sicurezza e fiducia al ragazzo, ma credo sia opportuno considerare l’adattamento ad altri contesti, per lo meno per capire quanto vantaggiosa sia la sinergia fra club e calciatore nella valutazione di quest’ultimo.

Nella stagione in corso Gonçalo pur essendo quasi strettamente mancino ha dimostrato di non avere difficoltà di spostarsi a destra o al centro, modulando atteggiamento e intenzioni a seconda dei casi.

Il passo a seguire è riprendere confidenza con la linea a quattro, più usata in giro per il continente, magari in ottica trasferimento.

A livello tecnico non c’è molto che Gonçalo debba andare a migliorare, possiede ottimi piedi, sa gestire la palla con tranquillità, rivelandosi un profilo già formato.

Protezione

La crescita più evidente che deve fare è quella dell’esperienza. Dalla lettura delle situazioni di gioco, all’avversario, passando per una maggiore ponderazione degli interventi con molto campo alle spalle, l’impressione è che a Inacio serva solo un po’ di mestiere per poter diventare un centrale di caratura europea, ricalcando le orme di Ruben Dias, calciatore per molti versi simile per percorso ed ambizioni.

Vestito in bianconero

È da tempo giunto il momento di guardare in faccia la realtà .

Si è parlato per anni dei nostri problemi endemici di mediana, senza rendersi conto che anche la difesa, un tempo impenetrabile, iniziava a scricchiolare.

I nostri centrali anziani, non danno più alcuna garanzia di tenuta fisica. Bonucci alla soglia dei 34 anni ha bisogno di rifiatare sempre più, Chiellini credo stia svuotando l’armadietto per trasferirsi in maniera definitiva al J Medical. Resta Rugani, volitivo, ma inadeguato per un ruolo di responsabilità, oltre che stipendiato troppo profumatamente e sopratutto Matthijs De Ligt, titano e colonna su cui ricostruire la squadra, elemento imprescindibile che però dovrà essere affiancato da un ulteriore elemento in grado di reggere la baracca.

Tackle.

Gonçalo Inacio per attitudine tattica, per utilizzo del mancino, capacità di costruzione e di difendere l’ampiezza sembra sposarsi in maniera perfetta con il nostro olandese, formando una coppia potenzialmente valida, solida e con enormi prospettive, ma anche presente.

Ovviamente la spesa non sarebbe contenuta, si parla di una clausola da 45 milioni come unica offerta accettabile per i portoghesi, ma come sempre è opportuno sottolineare come questa tipologia di acquisto si trasformi con facilità in un investimento fruttifero, anziché a perdere.

Una presenza atletica come la sua porterebbe a una maggiore varietà di atteggiamenti tattici, potendo finalmente eccepire dalla difesa bassa e pensando di impostare la squadra in maniera differente, anche grazie alla capacità di orchestrare e coordinare il gioco che può ricordare il miglior Bonucci.

Controllo

Conclusione

Quando a nemmeno ventuno anni sei titolare inamovibile in una squadra fra le top 16 d’Europa non credo servano molte analisi.

Certamente Gonçalo può e deve levigare e migliorare alcuni aspetti del suo rendimento difensivo, può crescere in malizia, in cattiveria e concentrazione, ma già oggi è un profilo che può fare benissimo in qualsiasi contesto, a prescindere da compagni di reparto ed impostazioni tattiche, pur prediligendo il calcio aggressivo ed atletico di Rubén Amorim, suo vero maestro.

Cartellino rosso.

Le qualità caratteriali, tecniche ed atletiche sono da élite del ruolo, ma sarà fondamentale per sfruttarle al meglio scegliere con cautela la prossima maglia da indossare, siamo onesti restare allo Sporting per più di una ulteriore stagione non è realistico.

In quest’ottica il secco rifiuto invernale a Manchester e Newcastle sono un’ottimo biglietto da visita. Rinunciare ad uno stipendio faraonico nel campionato più seguito al mondo per continuare il percorso di crescita in maglia bianco verde è una gran cosa, sopratutto perché questa scelta ha evitato, per il momento, l’ingresso in due gineprai tecnici ed ambientali molto complessi, che poco vantaggio avrebbero dato a Gonçalo.

In nazionale.

Se in campo il lusitano ha sempre urgenza di recuperare palla e far ripartire i suoi, qui è giusto optare per un’atteggiamento diverso.

Attendere il matrimonio perfetto, aspettando il partito che possa far rendere al meglio questo centrale mancino, merce rara e quantomai preziosa.

Testa alta

Riassunto

Stefano Follador

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