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#JPostMatch, Juventus-Salernitana 2-0: tre punti per dimenticare

Una partita sulla carta facile ma che non andava sottovalutata, e così è stato: Dybala e Vlahovic nel primo tempo chiudono i conti per conquistare il 16° risultato utile consecutivo (11 vittorie e 5 pareggi) portandosi a -1 dall’Inter, prossima avversaria.

Allegri con i soliti obblighi di formazione è costretto a schierare Danilo a centrocampo con Pellegrini e Cuadrado larghi, De Sciglio, De Ligt e Chiellini in difesa e il duo Arthur- Rabiot a centrocampo, coppia d’attacco Dybala-Vlahovic.

Foto: Juventus.com

La Partita

Buon primo tempo della squadra di casa, 45 minuti di dominio con tante occasioni create (e sprecate) e un 2-0 che appare anche stretto.

Il gol di Dybala arriva dopo appena 5 minuti dopo una buona combinazione con Vlahovic, la possibile doppietta non viene finalizzata qualche minuto più tardi. Ancora più ghiotta l’opportunità per Vlahovic, sprecata per non aver tirato di prima e con il destro. Ma il raddoppio arriva ugualmente, stavolta Vlahovic non sbaglia su un cross di Mattia De Sciglio.

Molto statico il secondo tempo, un inizio di ripresa che ricorda terribilmente le partite precedenti: squadra in vantaggio che scende in campo senza grinta, molle e troppo conservativa, rallentando il ritmo e rischiando più volte di subire gol. Non un buon segnale per una squadra che fatica ad acquisire una mentalità “più europea”, o forse maggiormente ambiziosa. Vanno più che bene i tre punti, specie post eliminazione e pre-sosta, eppure la tendenza di giocare non più di 50-60 minuti rimane e non va via.

I ragazzi di Allegri vincono per la quarta volta consecutiva e si portano ad un punto dall’Inter terza: resta invariato, invece, il distacco dal Napoli secondo (-4) e dal Milan primo (-7). La Salernitana, invece, resta ancorata all’ultimo posto con 16 punti, 9 in meno rispetto al Cagliari, primo tra le squadre fuori dalla zona retrocessione.

La qualità di Dybala

Oggi abbiamo visto l’ennesima dimostrazione della superiorità tecnica del 10 argentino, mai messa in discussione d’altronde. Un Dybala che è apparso voglioso di far bene, facendosi apprezzare anche per qualche recupero palla e non solo per le giocate offensive. Meno di un’ora per lui, sostituito dopo 58 minuti da Morata, logicamente non aveva 90 minuti nelle gambe. Lunedì potrebbe essere il giorno decisivo per il rinnovo, i parametri societari sono stati ampiamente fissati, aldilà dell’esito è giunta l’ora di chiudere la questione una volta per tutte.

Le qualità di questo giocatore farebbero comodo a chiunque, i dubbi sono da sempre legati ad aspetti prettamente fisici e tattici. 13 gol e 6 assist in stagione per lui, in appena 1930 minuti circa.

L’importanza di Danilo

Con gli infortuni di Zakaria e McKennie e la positività al Covid di Locatelli, Allegri si ritrova ancora una volta con i giocatori contati e il popolo juventino invoca la presenza del giovane Miretti (match-winner in Youth League), eppure il mister preferisce schierare Danilo a centrocampo, come già successo lo scorso anno.

Una prestazione decisamente buona da parte del brasiliano, che ben ripaga la fiducia del mister e che continua a farsi apprezzare per l’amore verso la maglia, la professionalità e la duttilità. Si parla troppo poco di questo grande professionista, uno dei Leader della squadra: terzino destro, terzino sinistro, centrale a 3 o a 2, mediano e regista, jolly indispensabile.

Danilo a DAZN: “Alla Juve non sono mai fuori ruolo, la Juve È il mio ruolo. Sono a disposizione per fare quello che mi chiede il Mister, quello di cui ha bisogno la squadra. Sono veramente contento per la vittoria di oggi e per il percorso che stiamo facendo. Inter a -1? Facciamo il nostro lavoro, dobbiamo solo guardare a noi stessi. È chiaro che sarà una partita che ci darà molta motivazione, ci spingerà di più, ma il nostro obiettivo è rientrare tra le prime quattro. Guardiamo sempre avanti”

Parole al miele anche da parte di Allegri per il brasiliano:

“Danilo? Per me è stata una piacevole sorpresa, perchè comunque è un grande professionista oltre che essere un grande giocatore, ma soprattutto perchè conosce come si gioca a calcio. Poi ascolta, quando ci parli c’è un confronto dove lui aiuta anche l’allenatore perchè mi rendo conto che è molto bravo nelle letture di campo e capisce subito. E’ normale che davanti alla difesa ha due piedi buoni, gioca sul corto e sul lungo. Poi si mette sempre a disposizione, oggi ha fatto una bella partita. Addio Ronaldo? Più che gestire c’era da lavorare, è andato via Cristiano a tre giorni dalla fine del mercato, io ero arrivato appena da un mese e mezzo, tanti giocatori non li conoscevo, quasi sicuramente credevo che potesse bastare… ho iniziato a lavorare in un certo modo, poi piano piano anch’io ho cambiato perchè la squadra era totalmente diversa, quindi ho cominciato a lavorare in un altro modo. Abbiamo cominciato a lavorare alzando molto l’intensità e quando abbiamo cominciato a correre e a diventare squadra direi che i ragazzi sono stati e sono meravigliosi, quindi di questo sono molto contento”.

Un ultima menzione per Giorgio Chiellini: con 552 presenze ha raggiunto oggi Gaetano Scirea al terzo posto nella classifica dei giocatori più presenti con la maglia della Juventus in tutte le competizioni, davanti a lui solo Buffon e Del Piero.

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