#RawDiamonds

#RawDiamonds: Raoul Bellanova

Non sono mai stato un esperto di cinema o un appassionato particolarmente vorace, tuttavia posso dire con certezza che vi sono opere che mi sono particolarmente care.

Amo ed ho amato profondamente la tetralogia della fuga di Salvatores.

La banda Salvatores

Mediterraneo e Puerto Escondido sono per me due film semplicemente straordinari.

La fuga dal mondo, da se stessi, dalla propria responsabilità sono temi centrali della narrazione di Salvatores.

Non so come mai, ma questa narrazione escapologica mi ha rammentato un po’ la storia di Bellanova.

Terzino destro di scuola milanista, ritenuto uno dei potenziali pilastri del futuro rossonero che dopo una crescita esponenziale nel settore giovanile rossonero alla soglia della squadra titolare lascia Milano in modo rocambolesco, un po’ alla stregua del Mario Tozzi, interpretato da Diego Abadantuono, in fuga verso il Messico dopo aver assistito ad un duplice omicidio.

Destinazione la Francia, Bordeaux. Che non sarà esotica come il Golfo di Veracruz, ma è altrettanto distante concettualmente.

Sulla Gironda sarà un fiasco enorme.

Ma dopo venir prestato ad Atalanta e Pescara senza troppe fortune, Bellanova sembra aver ritrovato se stesso in quel di Cagliari, fornendo prestazioni di ottimo livello che lo hanno rimesso sotto l’attento occhio della Vecchia Signora e non solo.

Biografia

Raoul Bellanova nasce a Rho, hinterland di Milano, il 17 maggio 2000.

L’inizio del percorso è quello di tanti altri ragazzi italiani, con i primi calci tirati con la piccola società locale: la Azzurra di Parabiago.

Gli scout delle squadre milanesi battono senza sosta l’hinterland e non passa molto tempo che il Milan metta occhi e mani su questo ragazzo.

Il settore giovanile rossonero è certamente fra i più produttivi del paese, sfornando con costanza calciatori adatti al professionismo.

Gli esempi si sprecano, da Donnarumma a Calabria, passando per Pobega e finendo al nostro Manuel Locatelli.

Bellanova durante tutto il suo percorso nelle categorie giovanili sembra avere tutte le carte in regola per sedersi allo stesso tavolo dei ragazzi nominati poco sopra.

Infatti Raoul non ci mette nulla nell’imporsi tanto in rossonero che con l’azzurro della nazionale.

Merito senza dubbio di una fisicità importante e precoce, ma non solo. Otre alla statura e alla forza fisica il laterale destro offre alla causa personalità, discreta tecnica e un contributo offensivo egregio.

Anzi con grossa probabilità solo il portiere campano viene considerato un talento più cristallino del terzino milanese.

Già dalla nazionale u15 è nel giro degli azzurrini, partecipando a diversi tornei internazionali come gli europei u17 (2016 e 2017), u19 (2018) ed il Mondiale u20 del 2019.

Raccoglie un secondo posto ed un quarto nelle ultime due competizioni, a conferma che il nostro bistrattato e problematico movimento può ancora offrire qualcosa di buono.

Bellanova pare essere in rampa di lancio.

Il nuovo Milan targato Massara e Maldini fa grande affidamento sui ragazzi delle giovanili e sembra ovvio che avrà la sua chance con il Diavolo.

Qualcosa però continua a non tornare.

Momento più alto del crepuscolo milanese.

Raoul bazzica la prima squadra, ma non viene premiato con una comparsata in campo. Si fanno sempre più pressanti le voci di difficoltà nel rinnovo del contratto, si dice il Milan non voglia accontentare le pretese ritenute eccessive di Raoul, ma è impossibile capire cosa succeda fra la dirigenza ed il ragazzo.

Il colpo di teatro arriva a gennaio 2019 con la cessione del laterale destro per la modica cifra di un milione di euro al Bordeaux più una percentuale sulla futura rivendita. Firma un quadriennale con i girondini, ma resta in prestito a Milano per gli ultimi mesi della stagione, scelta peculiare.

La società della Gironda vive un momento storico particolare. I nuovi padroni, il fondo di investimento a stelle e strisce GACP Sports LLC fanno dell’ austerità volta a ridurre il deficit economico il leit motiv della gestione, provocando il malcontento della tifoseria e della società civile di Bordeaux.

Bellanova sembra aver fatto una scelta piuttosto azzardata nell’accertare la corte dei Marines, alla stregua del Mario Tozzi di Puerto Escondido che si ferma a mangiare nello stesso ristorante del commossa Viola.

Tuttavia le premesse per una buona esperienza transalpina ci sono.

Campionato molto aperto ai giovani, con una cultura che non punisce l’inesperienza in modo esagerato.

Bellanova parte con i galloni del titolare, forte di un contratto importante e della ventilata fiducia del corpo tecnico.

L’esordio in Ligue1 è anche la prima da professionista per il terzino lombardo, ma il battesimo del fuoco contro l’Angers si rivela un disastro. I bianconeri passeggiano per 3-1 sul Bordeaux e Bellanova viene sostituito dopo un’ora di gioco dopo aver offerto una prestazione senza dubbio insufficiente.

Incredibilmente sarà il suo unico cameo con la maglia dei girondini.

L’Italia però non scorda i suoi figlioli all’estero ed a gennaio 2020 sarà l’Atalanta a tendere la mano al ragazzo.

La Dea ottiene dai francesi un prestito per 18 mesi con opzione di acquisto per 5 milioni di euro e una percentuale dedicata al Milan per la formazione.

Bellanova sembra possedere le qualità adatte per il contesto tattico di Gasperini, dove vigore atletico e gamba sono elementi essenziali, tuttavia l’esperienza bergamasca non si avvicina minimamente a soddisfare le attese.

La pandemia certamente non aiuta la crescita del ragazzo, con il carico emotivo e le difficoltà del periodo, ma è lecito pensare che ci si attendesse qualcosa in più che una comparsata nel derby con il Brescia, vinto 6-2, da parte di Raoul.

Rispedito oltralpe, Bellanova decide di ripartire facendo un passo indietro.

A Bordeaux non può restare a giocarsi il posto, anche a causa della situazione societaria poco felice, per cui la scelta è di partire dalla Serie B.

La destinazione è Pescara agli ordini di Massimo Oddo. Finalmente Bellanova trova una certa continuità, scendendo in campo trenta volte e fornendo un assist.

I Delfini vanno incontro a una inopinata discesa in Serie C e i cattivi risultati si riflettono in parte anche sul ragazzo classe 2000.

Nonostante l’età verde è chiaro che Bellanova sia ad una sliding door cruciale per la sua carriera, che dopo un’avvio importante sembra essere ad un punto morto, o peggio vicino ad inabissarsi.

Cagliari sembra essere l’ultima spiaggia per una carriera ad alto livello, con un concreto rischio di farsi terra bruciata attorno in caso di fallimento.

I sardi si presentano al via della Serie A con ambizioni da metà classifica, ma il campo riconsegna gli isolani alla lotta salvezza più feroce.

Dopo una prima parte di stagione incolore il terzino trova spazio sull’out di destra nel 3-5-2 convincendo coach Mazzarri e molti degli addetti ai lavori.

Arriva la prima rete fra i professionisti, nella vittoria esterna sul Torino, ma sopratutto iniziano a fioccare indiscrezioni sul futuro del ragazzo, su cui si mormora sia vigile anche e soprattutto la Juventus.

Finalmente Raoul sembra aver fatto vedere una parte del potenziale che gli è sempre stato riconosciuto, iniziando a ingranare anche in Serie A.

Il Cagliari sicuramente eserciterà il diritto di riscatto (500mila €) per cercare di ottenere una corposa plusvalenza o per far semplicemente proprio uno dei talenti più interessanti del movimento italico, sopratutto in caso di permanenza in massima serie.

Caratteristiche tecniche

Laterale destro purissimo, in grado di fornire un ottimo disimpegno tanto in fase offensiva che difensiva, Raoul Bellanova sta trovando molto spazio come quinto nel 3-5-2 di Mazzarri, dove può esprimersi nel migliore dei modi.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

188 centimetri, grande fisicità e corporatura da corazziere sono armi importanti nel suo gioco, potendo mettere in difficoltà chiunque dal punto di vista muscolare, pur non essendo particolarmente pesante. Falcata importante, ottimo allungo, ma ovviamente paga pegno nello stretto e nel breve, pur dimostrando una buona reattività.

Buone performance anche nei duelli aerei dove fa valere statura, tempismo e grinta.

Una certa macchinosità la ritroviamo anche nella gestione della sfera. Bellanova non possiede un brutto piede, ma di certo in conduzione stretta tende ad essere un po’ ruvido, prediligendo spazi ampi e situazioni più dinamiche.

Buonissimo crossatore, si è specializzato nel fondamentale sin da giovane, con evidenti qualità.

In tutto il resto del suo bagaglio tecnico traspare una certa tendenza a fornire grossi volumi, magari a discapito della precisione.

Raoul in questa stagione sta dimostrando di essere onnipresente sia in avanti che in fase di non possesso.

Gestisce un discreto numero di palloni, aiutando nella costruzione, ma anche garantendo una risalita efficace del pallone, grazie alla sua buona gamba e dinamismo.

Non è un passatore precisissimo, ma il dato è influenzato dalla ricerca del cross, soluzione a bassa percentuale di successo, tuttavia sa eseguire con buona tecnica, sbrigandosela bene nella maggior parte dei casi, pur restando piuttosto scolastico nelle decisioni.

Il suo stare sempre in movimento e in proiezione offensiva quasi costante sono estremamente importanti per la manovra offensiva cagliaritana, che tende a soffrire di staticità e prevedibilità.

Tuttavia Bellanova non è solo fase offensiva.

Difensivamente ha ancora cali di concentrazione ed anche alcune lacune a livello di letture e posizionamento difensivo, non a caso sta dando il meglio con le spalle coperte da un centrale, che lo rende più libero nel portare il duello fisico o addirittura tentare l’anticipo con la sicurezza di avere le spalle coperte.

Le sue qualità fisiche lo rendono un cliente estremamente scomodo per qualsiasi giocatore, anche perché sta crescendo gara dopo gara in astuzia ed esperienza, fattore in cui ovviamente tende ad essere carente a causa delle poche gare sotto la cintura.

Ha una buona tecnica di base a livello difensivo, lavorando bene sia sull’uomo che lontano dalla palla.

A volte tende a seguire l’azione senza prestare attenzione alle spalle, ma la sua velocità e le lunghe leve permettono spesso a Raoul di metterci una pezza, grazie anche ad energia, grinta e gambe estese.

In tutto ciò non è stata ancora nominata la qualità che ritengo più interessante del giovane terzino, ovvero una personalità innata che si traduce con una presenza mentale e fisica costante nei momenti più caldi del match, senza nascondersi, magari sbagliando, ma lasciando trasparire volontà e ambizione, doti che sembravano mancare a Raoul nel suo percorso sportivo lontano da Milano, ma che sono fondamentali per una carriera di livello.

Evoluzione

Bellanova ha una storia per molti versi abbastanza comune.

Ingiocabile in primavera grazie ad attributi fisici fuori categoria uniti a piedi discretamente educati, ha poi faticato nel trovare una dimensione nel calcio dei grandi, faticando a fare il salto fra le categorie giovanili e i professionisti, difficoltà acuite da scelte di carriera poco felici.

Oggi sta iniziando a rendere giustizia ad un talento importante, grazie ad un contesto tattico favorevole ed a un allenatore che ne ha intuito il potenziale.

Ne abbiamo parlato a più riprese, ma la mancanza di terzini di qualità e l’importanza degli esterni bassi nel calcio moderno può andare ad influenzare la carriera del lombardo, oggetto sin dalla giovane età di attenzioni di top club come Liverpool e Chelsea in passato e Juventus oggi.

Bellanova però non è ancora un calciatore adatto a mettersi alla prova in contesti di quel genere, sebbene la curva di crescita stia crescendo in maniera piuttosto verticale.

Senza dubbio le migliorie al bagaglio tecnico sono da ritenersi d’obbligo, sopratutto se il ragazzo ambisce a militare per club blasonati dove diventa necessario sapersi muovere in spazi stretti, contro difese arroccate, a differenza del Cagliari che può garantire spazi e campo da attaccare in modo più diretto.

Se la capacità di cross è già pregevole, vanno raffinati il resto dei fondamentali tecnici, dove Raoul si difende, ma senza eccellere.

Difensivamente c’è poco da fare, visto che Bellanova sa il fatto suo, pur traendo ancora giovamento dalla posizione di quinto che lo libera da eccessive responsabilità in marcatura, tamponandone le saltuarie amnesie che dovrà giocoforza limitare in futuro.

Mettersi alla prova in una linea a 4 sarà il passo a seguire per la sua crescita personale, che sono certo potrà essere fruttuosa e con ambizioni europee.

Vestito in bianconero

Nel nuovo corso bianconero il rinnovamento è la chiave.

Giovani, affamati, talentuosi e magari italiani, meglio se a cifre contenute per cartellini ed ingaggio.

Bellanova, con i suoi dieci milioni stimati di cartellino, rientra nell’identikit stilato dalla dirigenza juventina che è vigile nel programmare il futuro della fascia destra difensiva.

Con Danilo ormai senatore e colonna dello spogliatoio, Cuadrado sempre utile e funzionale e pure De Sciglio a rimpolpare i ranghi la corsia di destra sembra piuttosto affollata, eppure non è troppo presto per programmare.

Se Danilo è ancora un caposaldo, gli ultimi due sono calciatori in scadenza di contratto, con un rinnovo che per motivi vari (economici, anagrafici o sanitari) stenta ad arrivare.

Bellanova in bianconero prende quindi una dimensione più reale.

Se per fisicità e personalità potrebbe rappresentare una valida opzione ed opportunità ritengo che il contesto bianconero lo possa mettere in difficoltà a livello tecnico tattico.

La poca dimestichezza con la linea a quattro, unita ad una quantità di minuti ancora limitata nella massima serie potrebbero rappresentare un problema, che in un top club non può essere tollerato.

La mia modesta opinione è che l’investimento sul 12 cagliaritano ha perfettamente senso, per ragioni tecniche, economiche e anche di liste, tuttavia prenderei spunto dalla parabola di crescita di un altro prodotto del vivaio milanista come Manuel Locatelli.

Il centrocampista bianconero oggi è una colonna del club, ma dopo le delusioni patite a Milano si era quasi perso, ritornando ad essere se stesso solo grazie al lavoro svolto in provincia a Sassuolo, palestra di crescita e sviluppo fondamentale.

Cagliari e Mazzarri in questo senso stai lavorando con decisione su Raoul, con risultati innegabili, ma rimane il dubbio che lo scalino fra lotta salvezza ed alta classifica si possa rivelare eccessivo.

Conclusione

Come i protagonisti di Mediterraneo o Puerto Escondido anche Raoul Bellanova ha vissuto più vite all’interno di pochi anni.

Prima promessa cristallina del pallone italico, poi esule oltralpe, esuberò di lusso, flop di mercato ed ora giovane in rampa di lancio.

Non è semplice tenere la barra dritta con questi saliscendi professionali, ma Bellanova c’è riuscito dimostrando testa e personalità titaniche.

Probabilmente a livello tecnico non diventerà mai un terzino “brasiliano”, sempre maggiormente avvezzo alla spada che al fioretto, ma per attributi, qualità atletiche e atteggiamento ritengo difficile che la sua dimensione sportiva resti quella dei bassifondi della Serie A.

Uno dei più amati protagonisti dei nove scudetti di fila occupava l’out di destra con autorità e piglio fisico, ovviamente parliamo di Stephan Lichtsteiner, prezioso pretoriano bianconero di cui Raoul potrebbe ripercorrere il cammino tecnico tattico.

Abbiamo bisogno di storie di rivalsa, abbiamo bisogno di protagonisti in grado di superare, almeno dall’esterno, il nemico più difficile per ognuno di noi, ovvero noi stessi, nei vortici di auto sabotaggio e scelte genuinamente sbagliate che ognuno di noi ha.

Raoul in giovane età avrebbe dovuto spaccare il mondo in due, ma per colpe anche sue ha toppato diverse stagioni. Ora ancora giovane e promettente sembra aver avuto la meglio su una preoccupante spirale negativa, invertendone la rotta verso l’alto.

Quanto in alto non è dato sapere, ma la sua storia può essere d’esempio ed ispirazione per tutti.

Riassunto

Stefano Follador

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