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#JPostMatch, Fiorentina-Juventus 0-1: brutta ma vincente

Termina 0-1 l’andata valida per le semifinali di Coppa Italia, una partita che la Juve vince di “corto muso” tra i fischi del Franchi e qualche amarezza per la prestazione.

Ricordiamo che per questa stagione continua a valere doppio il gol in trasferta, il che rende ancora più bello l’autogol nel finale di gara. La prestazione non è stata certo esaltante: zero idee, pochissime azioni d’attacco degne di nota, un solo tiro in porta e l’impressione di voler terminare il match con un pareggio in cassaforte. Eppure, il tabellino di gara certifica la vittoria in trasferta, tanto basta.

Foto: Juventus.com

La partita non è stata emozionante, le uniche occasioni da gol sono arrivate per i padroni di casa, specie grazie ad Ikonè, vicinissimo al gol in due occasioni; la Juve si è resa pericolosa solo una volta grazie al grande ex, Dusan Vlahovic.

La crescita di Arthur

Tra i migliori in campo figura certamente Arthur. Il brasiliano ha giocato con tanta personalità cercando di collegare difesa e centrocampo in fase di costruzione, trovando anche qualche linea di passaggio interessante, nonostante la mediocrità offensiva espressa dal collettivo. Più che altro però sorprendono i suoi progressi in fase difensiva, infatti è risultato decisivo in diverse situazioni con alcune chiusure difensive degne di nota.

Le qualità di Arthur non sono mai state in discussione, sicuramente può migliorare ed esprimersi meglio trovando continuità (anche per via della tantissime assenze). Eppure continua ad essere difficile la sua permanenza a fine stagione, caratteristiche forse troppo lontane dal credo e dalle attitudini di questa squadra; dovrà giocarsi la permanenza in questi ultimi mesi rimanenti.

Foto:Juventus.com

Poco assistito Vlahovic, isolato e inerme tra i difensori viola, idem Moise Kean, che si è fatto notare solo per due falli conquistati sfuggendo a Milenkovic. Piccola precisazione per il giovane Akè, schierato a tutta fascia nel 3-5-2: il francese non è un esterno di centrocampo, è il classico attaccante esterno che vive di accelerazioni, dribbling e cross in mezzo negli ultimi 30 metri di campo; anche nell’Under 23 non aveva convinto in questa posizione atipica, specie se riceve palla spalle alla porta o se non ha un appoggio facile con la mezzala di riferimento. Non ha disputato una buona gara (anzi) ma è giovane e va tutelato senza giudizi affrettati, non era un fenomeno prima, non sarà un bidone dopo questa partita.

Foto: Juventus.com

Molto bene Danilo, benissimo De Ligt, visibilmente stanco Locatelli, che tuttavia non fa mai mancare il suo impegno. Non bene neanche Cuadrado, nonostante il cross che ha poi portato all’autogol di Venuti: quasi sempre a terra senza apparente motivo, poco attento in entrambe le fasi, mentalmente e fisicamente insufficiente.

Gli episodi non saranno sempre favorevoli

La partita è stata vinta e questo conta più di ogni altra cosa ma rimane l’amarezza per il gioco espresso( o non espresso) e la sterilità offensiva. Non sempre gli episodi vanno nel verso giusto: quando arrivano a nostro favore si gioisce, come stasera; quando arrivano contro si recrimina. Pochi dubbi sull’inadeguatezza della Juve vista a Firenze (ma anche in altre occasioni), ma il tempo per rimediare e lavorarci su è ormai troppo poco, sono pochi anche gli uomini arruolabili in questo momento.

Di certo prestazioni simili non basteranno se l’obiettivo è passare il turno con il Villarreal, vincere la Coppa Italia e agguantare il quarto posto. Troppo spesso abbiamo dovuto fare affidamento ad episodi fortunosi, espediente che non sempre paga.

Spesso la squadra è sembrata divisa in due blocchi: il primo costituito da difesa e centrocampo, il secondo dal povero Vlahovic isolato in mezzo al nulla. Anche in alcuni contropiedi l’azione non è stata ben seguita dagli esterni e dalle mezze ali, rendendo vani i pochi attacchi tentati.

Foto: Juventus.com

Recuperare i pezzi

Oltre alla vittoria arriva un’altra buona notizia: da domani rientreranno in gruppo Rugani, Bernardeschi e Dybala, come confermato da Allegri nella conferenza post-partita. “Ci daranno una mano nelle prossime turnazioni. Stiamo bene fisicamente e mentalmente, ma dobbiamo mettere da parte questa partita: la testa è già allo Spezia, gara fondamentale per il cammino in campionato. Sono sicuro che possiamo ulteriormente crescere e migliorare”, così Max Allegri.

Da non sottovalutare la partita di domenica pomeriggio contro lo Spezia di Thiago Motta, nonostante le tre sconfitte consecutive della squadra ligure. Il campionato sta mettendo in mostra diverse sorpresa, dimostrando che su ogni campo i punti vanno sudati, a prescindere dal livello delle avversarie. Tra Sampdoria e Villarreal si cercherà di recuperare qualche altro giocatore, magari Chiellini, oltre ad Alex Sandro; si incrociano le dita per Zakaria, che potrebbe rientrare dopo la sosta o al massimo per Juventus-Salernitana del 20 marzo.

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