#RawDiamonds

#RawDiamonds: Liel Abada

“Pete: Le firm del Millwall e del West Ham si odiano più di qualsiasi altra firm.

Matt: Come gli Yankees e i Red Socks?

Pete: Più come gli israeliani e i palestinesi.

Sostituite i termini Millwall/West Ham con Rangers/Celtic e la cosa non cambierà di molto, anzi forse la rivalità scozzese può dirsi ben più profonda, radicata e veemente del classico proletario londinese, più vicina al vissuto del protagonista dell’articolo.

Quando il due febbraio Liel Abada ha messo in rete la palla del definitivo 3-0 nell’Old Firm credo che a più di qualcuno sia venuto in mente questo iconico scambio di battute del film Hooligans.

Il ragazzo di Tel Aviv, ebreo di rito mizrahi, è entrato di prepotenza in un’altra delle grandi contrapposizioni ideologiche e culturali del nostro tempo, chiudendo la partita che segnava l’avvenuto sorpasso dei biancoverdi cattolici indipendentisti sui blu unionisti protestanti, dopo la scorsa stagione dominata dai ragazzi dii Stevie-G.

I venti punti di distacco dello scorso campionato sono stati vissuti come una cocente umiliazione dalle parti del Park e la dirigenza ha lavorato alacremente per rimetterete i Bhooys in condizione di rivendicare il titolo.

In panchina è stato scelto Ange Postecoglu, semi sconosciuto tecnico australiano di origine greca, che ha fatto dubitare della sanità mentale della direzione.

Le scelte di mercato poi sono state se possibile ancor più peculiari.

Sono partiti pezzi da novanta come Edouard, Ajer e Christie, ma i volti nuovi su cui i biancoverdi hanno fatto affidamento vengono da contesti secondari, come minimo, nel calcio mondiale.

Furuashi, Hatate, Ideguchi e Maeda dalla J1 League giapponese, gli ultimi tre nella finestra di gennaio.

Abada e Furuhashi.

Giakoumakis dalla B olandese, Juranovic dal campionato polacco, Starfelt dal Rubin Kazan ed infine il nostro Abada dal campionato di Israele.

Scelte audaci e al principio poco condivise, ma che oggi paiono dare ragione al club, primo in classifica trascinato dai suoi nuovi acquisti e dalle idee del tecnico venuto dall’altro capo del mondo.

Su tutti primeggia Liel Abada, con gli occhi di alcuni grossi club a sud del Vallo di Adriano a soppesarne le prestazioni.

Biografia

Il 3 ottobre 2001 Liel Abada viene al mondo in quel di Petah Tikva, cittadina di 250mila abitanti a pochi kilometri da Tel-Aviv.

Concittadino di Gal Gadot, Wonder Woman per capirci, ma anche devoto ebreo di rito safaridita Liel entra sin da giovanissimo nei ranghi della squadra locale: Hapoel Petah Tikva.

Ha cinque anni quando entra nel club, ma inizia presto a distinguersi per talento dai pari età.

È giustamente ambizioso e quando a 13 anni gli si paventa la possibilità di venir tesserato per i rivali del Maccabi Petah Tikva, non si formalizza troppo prima di accettare il cambio di casacca.

La scelta però può essere giustificata dalla volontà di crescere e diventare un calciatore professionista.

Il club di destinazione si è già fatto una discreta fama a livello locale per essere un laboratorio molto vivace per lo sviluppo d giovani talenti.

Manor Solomon, stella dello Shaktar Donetsk, esce proprio dal vivaio del Maccabi, un club descritto come attento a coccolare e far sentire apprezzate le proprie giovani stelle.

Basti pensare che per il Bar Mitzvah di Liel è stato celebrato a Barcellona, con il ragazzo ed il padre ospiti dell’allora tecnico delle giovanili Ytamar Yitzhaki.

Un trattamento di favore probabilmente dovuto alle capacità di Abada, clamorosamente superiori rispetto al resto del calcio israeliano.

A diciotto anni Abada trascina il club alla vittoria del titolo nazionale u20, grazie a 12 gol.

L’anno successivo viene incorporato nei ranghi della prima squadra che milita in cadetteria. Grazie anche all’apporto di Liel, 87 reti e 4 assist, il Maccabi guadagna la promozione in massima divisione.

La stagione successiva Abada sorprende nuovamente tutti, gioca a livello altissimo e mette a segno 12 gol, vice capocannoniere del campionato e stella in ascesa del football nazionale.

In nazionale .

Willibald Ruttensteiner, CT della nazionale israeliana, ne segue ovviamente le gesta, convocando il ragazzo e facendogli esordire il 5 giugno 2021 in amichevole contro il Montenegro.

È proprio durante l’estate che il Celtic si fionda sul giovane israeliano, anticipando molti club, fra cui Roma e Milan.

Gli Hoops firmano un assegno da circa 4 milioni di euro e accolgono il ragazzo a Glasgow.

Già al debutto casalingo Liel si presenta con una rete per i suoi nuovi tifosi, calandosi di immediato nella nuova realtà, al pari del dirimpettaio e “gemello mancino” Jota.

Il Celtic parte a sprazzi, alternando grandi gare ad amnesie collettive, ma con ii passare dei mesi è chiaro che i dirigenti ci hanno visto lungo, tanto per il corso tecnico che per a nuova infornata di acquisti esotici.

Abada è fra i migliori, grazie a goal, accelerazioni e gioco entusiasmante.

Nuovo idolo del Celtic Park, ma forse non a lungo, visto che il numero 11 è già osservato speciale da molti club di Premier League.

Caratteristiche tecniche

Razzente ala destra Liel Abada è un calciatore gradevolmente vecchia maniera in molti aspetti, ma anche di grande modernità.

Abada verso piativi ruolo U23 nei big5

Calciatore da grande volume di gioco, sovente protagonista nella fase conclusiva dell’azione tanto in prima persona che con la rifinitura, non partecipa in maniera particolarmente incisivo in fase di costruzione dell’azione, preferendo di gran lunga la fase offensiva a quella di non possesso o al “medio gioco”.

168 centimetri di statura, croce e delizia del giovane israeliano, tanto imprendibile nel breve e sui cambi di direzione, quanto in enorme difficoltà nelle situazioni più fisiche e di contatto. Buona capacità atletica, resistenza e sopratutto doti caratteriali importanti.

Non è comunque da sottovalutare l’astuzia di Liel, abilissimo nell’inserimento sul secondo palo, dove ha già raccolto quattro reti. Rapidità, tempismo, coraggio ed anche una certa malizia, oltre che l’intesa con il dirimpettaio Jota, sono caratteristiche chiave nel gioco senza palla dell’israeliano, fondamentale dove si distingue per capacità di attacco alla profondità e di occupazione delle porzioni di campo fra le maglie della difesa.

Dribbling e conduzione palla in maglia Bhoys

Taglia con decisione ed efficacia dall’esterno verso il centro del campo, senza però tendere a rientrare come spesso succede alle ali moderne. Abada non ha problemi nell’uso del mancino, ma resta una ala destra di piede destro, a proprio agio danzando sulla linea laterale, ma anche negli ultimi sedici metri, entrando dentro al campo sopratutto per concludere o dettare l’ultimo passaggio.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Quando rientra tende a cercare in maniera testarda la porta, dimostrando poca variabilità di scelte offensive e una certa testardaggine. Un po’ veneziano quindi nella ricerca spasmodica della conclusione, aspetto uno cui l’esperienza potrà essergli utile nel cercare di migliorare l’efficacia o meglio l’efficenza nell’ultimo terzo di campo.

Di altro livello risulta la sua creatività e capacità di creare pericoli per la difesa avversaria tramite gli assist.

Che stagione.

Abilissimo nel cross, con percentuali di successo importanti (28%), nonostante un volume di tentativi rilevante, per scelta specifica del tecnico, tuttavia il suo tratto distintivo è rappresentato dalla diabolica capacità di gestire l’uno contro uno con il terzino avversario.

Un primo controllo orientato di altissima qualità, primo passo bruciante, qualità tecnica ed ambizione sono gli ingredienti per un maestro de dribbling, Abada possiede tutte queste qualità, ma a differenza di altri aspetti del suo gioco estremamente chirurgico nella scelta delle momento del dribbling, con una efficacia altissima, pur sacrificando qualcosa come tentativi di duello offensivo.

Via sulla fascia.

Congiungiamo abilità nel cross, che effettua con sorprendete precisione e varietà di scelte, e dribbling al fulmicotone e capiamo perché il canovaccio tattico di Postecoglu prevede sovente il sovraccarico della fascia sinistra per liberare spazio sulla destra per Abada, o viceversa per Jota, con un attacco dell’area successivo in forze per sfruttare l’abilità dell’israeliano e del portoghese nelle assistenze.

Come nella selezione tiri anche nella gestione delle scelte offensive Liel può e deve migliorare la qualità delle sue decisioni, specialmente nel dettare l’ultimo passaggio. L’ex Maccabi Petah Tikva è un calciatore abituato a creare tanto per i compagni, ma anche a sbagliare molte valutazioni, per fretta, per ambizione o per incomprensione riguardo i movimenti e le scelte della difesa avversaria.

Ad onor del vero la crescita nella qualità del passaggio negli ultimi mesi c’è, segno evidente di un lavoro in settimana mirato e preciso.

Al Celtic, nel modesto campionato scozzese, può permettersi di sciupare una o più chance a gara, ma quando il livello si alzerà ciò non sarà più permesso.

Il risvolto positivo, sopratutto a livello caratteriale di Abada, è la sua qualità nel non voler arrendersi. Anche quando perde palla non si ferma a lamentarsi o perde interesse per l’azione, ma si mette subito a ringhiare sulle caviglie dell’avversario.

Volontà

Difficilmente recupera palla, anche a causa di una struttura fisica poco avvezza ai duelli, ma senza dubbio la sua presenza costante e fastidiosa a mo di zanzara influenza e rende meno agevole la risalita del campo da parte degli avversari, ostacolando la transizione e costringendo talvolta i difensori al lancio lungo.

Non ha ancora una costanza nel portare il pressing ad alto livello, ma sono evidenti tutte le qualità per crescere sotto questo aspetto difensivo, sopratutto se integrato in un contesto aggressivo e cinetico. In quest’ottica non sorprende l’interesse di Klopp e del Liverpool.

Amato.

Parliamo quindi di un’esterno di grande propensione offensiva, con qualità tecniche notevoli, ottimo dribbling, grande velocità ed una sana dose di furbizia in area di rigore e nei movimenti senza palla, giocatore aggressivo, nonostante la taglia che ne penalizza il successo nei duelli fisici, sempre presente all’interno de match generando molto volume di gioco, pur non brillando per precisione. Eccellente nel cross, nella conduzione della sfera, meno nel passaggio e nel giuoco corto, più per impostazione mentale che per lacune tecniche vere e proprie, ma con notevole capacità di crescere.

Ange e Liel

Evoluzione

119 presenze fra i professionisti a poco più di vent’anni d’età non sono quisquilie e possono indicare che il talento c’è in maniera inconfutabile in Liel Abada.

La vera discriminante sarà capire quale è il cosiddetto “ceiling” del numero 11 bianco verde.

Conclusione vincente

La crescita degli ultimi mesi è innegabile, l’impatto con la Scottish Premier League è stato eccellente e il matrimonio con il tecnico australiano Postecoglu si è dimostrato molto azzeccato. Ciò senza dubbio depone a favore del giovane israeliano, che ha fugato i dubbi riguardanti la sua fisicità poco imponente che sembrava poter cozzare con il football anglosassone, invece grazie a dinamismo, agonismo e carattere Abada si è preso la scena in pochissimi mesi.

Restano però ancora grandi passi avanti da fare.

Contrasto

Il decision making è ancora rudimentale e necessita di una evoluzione importante, che potrebbe avvenire anche solo grazie a una maggiore abitudine a scendere in campo in contesti di maggiore livello, ma con tutta probabilità rappresenta il vero discriminante fra una buona ed una ottima carriera.

Mi pare chiaro che la scelta del contesto di squadra adatto sia un argomento essenziale per poter immaginare il futuro dell’ israeliano, infatti il calcio offensivo, dinamico e senza riferimenti fissi degli Hoops è chiaramente cucito su misura dell’organico di Postecoglu, Abada su tutti. In altri contesti è possibile che il ragazzo possa incontrare difficoltà nel rendere al meglio.

Colpo da biliardo

Personalmente considerando la crescita tecnica e tattica in questi mesi non fatico a vedere Liel in uno dei migliori club dei Top5, magari partendo dalla panchina con dodicesimo uomo in grado di sparigliare il match, puntando su velocità, creatività e tecnica nel momento in cui gli avversari o iniziano ad andare in debito di ossigeno.

Vestito in bianconero

Sull’out di destra la nostra Juventus possiede già uno dei migliori interpreti del ruolo, recupero dal crociato permettendo.

Stiamo parlando ovviamente di Federico Chiesa, pietra angolare del futuro bianconero e della nazionale.

Ovviamente Liel Abada non può essere messo sullo stesso piano dell’italiano in questo momento, come probabilmente in futuro, ma potrebbe rappresentare una opzione interessante per ampliare le rotazioni offensive, portando imprevedibilità e brillantezza.

Conclusione

Israele non è un paese noto per essere particolarmente fecondo per produzione calcistica, ma anche questa barriera sembra in procinto di cadere.

Abada si è preso abbastanza celermente la ribalta in un campionato di secondo piano europeo come quello scozzese, ma forse non è ancora pronto per avere un impatto simile in un altro contesto con tutta probabilità, pur lasciando intravedere potenziale da interessante prospetto.

Idolo.

Un paio di stagioni con la maglia del Celtic potrebbero aiutare enormemente la crescita del giovane esterno e rendere più chiaro il suo possibile futuro che potrebbe essere discretamente luminoso.

Riassunto

Stefano Follador

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