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#JPostMatch, Juventus-Sassuolo 2-1: l’importanza di Vlahovic

Con una sofferta vittoria casalinga la Juventus vola in semifinale di Coppa Italia, dove dovrà affrontare la Fiorentina nel doppio confronto tra marzo e aprile.

Grande partita all’Allianz Stadium, dove le due squadre giocano sempre a ritmi alti con tante emozioni in entrambi i tempi.

La Partita

Pronti via e Juventus subito in vantaggio: Alex Sandro scatta sulla sinistra e serve McKennie, il cui tiro è deviato da Tressoldi ma sulla traiettoria Dybala, che punisce Pegolo col sinistro. Tuttavia la squadra perde troppo presto la concentrazione, si abbassa troppo e non riesce più ad uscire dalla propria trequarti. Il Sassuolo infatti non demorde, e per quasi tutto il primo tempo tiene la Juventus nella propria metà campo.

Il Sassuolo risponde subito con uno spunto di Berardi, che entra in area ma mette il destro sull’esterno. Ancora Berardi, con un sinistro al volo su uscita sbagliata di Bonucci, costringe Perin ad intervenire.

Sassuolo aggressivo nei minuti successivi: Berardi, servito da Kiryakopoulos, impegna ancora Perin col destro. Ci prova anche Traoré, con una conclusione al volo, bloccata senza problemi dall’ex Genoa.

Il gol del pari è nell’aria e lo firma proprio Traoré: uno-due con Scamacca e tiro a giro col sinistro che si insacca meravigliosamente nell’angolino, complice però una deviazione.

Il gol scuote la Juventus che riprende a costruire gioco: McKennie ha l’occasione per colpire di testa, ma Pegolo para. Poco dopo è Vlahovic a scappare in campo aperto, ma a tu per tu con Pegolo gli calcia addosso di destro sprecando l’azione.

Sempre Juventus con una serie di rimpalli in area che per poco favoriscono Alex Sandro: Pegolo anticipa il terzino. I bianconeri chiudono in avanti la prima frazione: Dybala, in area, non trova il tempo giusto per battere a rete, contrastato da dietro.

Inizio secondo tempo con Scamacca che, di testa, mette alta una palla che spiove dalla sinistra. Juventus pericolosa da azione d’angolo: Cuadrado mette in mezzo, ma sulla sponda di De Ligt non interviene nessuno.

Scamacca si rende ancora pericoloso su un cross di Muldur, ma è la Juve ad avere le migliori occasioni: McKennie, servito da De Ligt, lascia partire il destro a giro. Palla che bacia il palo. Poco dopo è Vlahovic, servito dalle corsie, ad impegnare Pegolo con un colpo di testa. Dybala mette in mezzo per De Ligt, che mette alto di testa.

Allegri prova a vincerla nei 90′: entrano Locatelli per Zakaria ma, soprattutto, Morata per De Sciglio, con Cuadrado che scala a destra.

I bianconeri premono: McKennie sulla verticale per Vlahovic. Sinistro messo fuori con i piedi da Pegolo. Dybala, lanciato lungo, mette sull’esterno della rete. Era in fuorigioco. Il Sassuolo risponde con una verticalizzazione per Raspadori, che sciupa calciando tra le braccia di Perin. I bianconeri iniziano a far vedere momenti di ottimo calcio: uno-due al limite tra Vlahovic e Morata, lo spagnolo viene chiuso da un Ferrari provvidenziale.

Su azione d’angolo la Juve si mangia un paio di gol: Pegolo miracoloso sul colpo di testa di McKennie, ma De Ligt non riesce a ribattere in rete centrando il palo e Bonucci non riesce a finalizzare con la palla che va sulla traversa alla fine.

Ancora un’azione sull’asse Vlahovic-Morata: lo spagnolo, lanciato a rete, viene bloccato da Pegolo che gli chiude lo specchio. Juventus a trazione anteriore: maggiore densità a centrocampo, con Locatelli, che recupera quantità industriali di palloni.

C’è però sempre Pegolo a negare la via del gol a “Madama”: altro intervento prodigioso su colpo di testa di Rabiot. Ancora Dybala filtra per De Ligt. L’olandese fa sfilare la sfera e calcia col destro. Pegolo ancora mostruoso.

Il portiere neroverde sembra un baluardo invalicabile, ma subisce gol nel modo più beffardo: con una deviazione.

Dusan Vlahovic, lanciato sulla destra, entra di forza su Muldur , il serbo calcia brucia il difensore, entra in area e calcia: Ruan Tressoldi devia il pallone quel tanto che basta per farlo rotolare in fondo alla rete per il 2-1 finale.

L’importanza di Vlahovic

Aldilà del gol, il serbo si rende utile in varie circostanze: nel primo tempo effettua un lancio chirurgico per Dybala, azione da cui poi nasce il palo di McKennie; nel secondo tempo mette ben due volte Morata davanti al portiere, confermando una buonissima intesa con l’attaccante spagnolo.

Nel primo tempo si mangia un gol a tu per tu con il portiere avversario, piede destro sicuramente da perfezionare, ma nulla di insolito per un mancino. Ciò che risalta è la sua voglia di vincere, la sua grinta e la personalità. Non è da tutti avere un impatto così rapido con la maglia bianconera. I margini di miglioramento sono ancora tantissimi, il tempo per perfezionarsi non manca di certo. Nonostante un primo tempo sottotono, la squadra con il serbo ha sempre una soluzione a cui affidarsi, sia per finalizzare che per ricevere supporto. La precoce intesa trovata con i suoi compagni lascia ben sperare, in attesa del rientro di Chiesa per la prossima stagione.

Meglio con il centrocampo a tre

L’ingresso di Locatelli e Rabiot, con lo spostamento di McKennie(prima leggermente largo sul centro-sinitra) sul centro-destra ha migliorato la manovra della squadra, garantendo anche più equilibrio e fluidità. Il texano, nonostante una partita piena di errori, riesce sempre a trovare gli spazi giusti muovendosi da destra verso il centro.

La doppia mediana resta una valida alternativa ma solo con due esterni puri (e non McKennie o Rabiot) e Dybala dietro la punta. Con Vlahovic e Zakaria oggi le alternative non mancano, sia in attacco che a centrocampo, probabilmente manca qualcosa sugli esterni con l’addio di Kulusevski e l’infortunio di Chiesa. A breve dovrebbe però rientrare Bernardeschi.

Monumentale De Ligt

Ennesima conferma da parte del prodigio olandese: corpo a corpo in difesa con Scamacca, personalità nell’impostazione e iniziative anche nell’area avversaria. Un difensore completo, sempre più leader del reparto difensivo e con tutte le carte in regole per diventare il prossimo capitano, se solo non fosse nell’aria la sua partenza… che sia a fine stagione o tra un anno. Insieme a Locatelli, Chiesa e Vlahovic potrebbe rappresentare la spina dorsale di questa squadra, preghiamo ogni giorno per la sua permanenza.

Buona la prima, buona la seconda, testa ai prossimi match

Dopo la sosta, con gli acquisti di Zakaria e Vlahovic, la Juve ha iniziato la scalata per rimettere la stagione nella giusta direzione tra quarto posto, coppa Italia e doppia sfida europea. Le prime due prove, Verona e Sassuolo, sono state superate, adesso arriva forse la partita più importante della stagione, ovvero lo scontro diretto contro l’Atalanta, decisivo per la qualificazione alla prossima Champions Legue. Subito dopo toccherà affrontare il Torino, prima dell’andata con il Villareal.

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