Spazio Liga

SpazioLiga: focus su Dani Parejo

Chi è?

Parlare di Daniel Parejo Munoz senza partire dal Valencia pare assurdo, ma cercherò di presentare con ordine questo trentaduenne di Coslada, già protagonista di più vite.

Nasce il 16 aprile 1989 nell’hinterland di Madrid. È talentuoso, ma in modo diverso dagli altri ragazzini. Vede geometrie, organizza, gestisce il campo, non si perde in cose futili o leziose, ma spicca rispetto ai coetanei.

Lo notano gli scout del Real Madrid, il club per antonomasia della capitale e a 14 anni Dani entra nella Fabrica.

Parejo si fa largo nel settore giovanile merengues e dopo aver superato i vari step a 17 anni entra nel gruppo del Real Castilla, squadra B dei Blancos.

In due anni colleziona 11 reti in 37 gare, ma non è ancora ritenuto pronto per il grande salto.

Io capoccia della Casa Blanca decidono che un prestito è la cosa migliore per Dani, ma sbagliano clamorosamente il club.

Parejo viene spedito uno Championship dove vestirà la maglia del QPR.

Le geometrie e l’impostazione ragionata del centrocampista non azzeccano nulla con il contesto iper cinetico è aggressivo della cadetteria inglese.

Sei mesi di sofferenza e interviene un grande vecchio che a Madrid qualcosa ha combinato: Alfredo di Stefano.

La Saeta Rubia stravede per Parejo ed insiste perché abbia la sua occasione a Madrid.

Dani scende in campo cinque volte con i Merengues, ottanta minuti in tutto, non certo uno spazio così importante per farsi valere.

Infatti puntualmente in estate Parejo viene ceduto, pur con la famigerata clausola di recompra a favore del Real.

La destinazione è Getafe, hinterland madrileno, club in ascesa e ambizioso.

Con gli Azulones arriva la continuità tecnica e le prime soddisfazioni. In 80 presenze registra 11 gol ed 11 assist, si dimostra leader ed elemento in grado tanto di trascinare quanto di mettersi a servizio del gruppo, come si vedrà nella Rojita u21 che dominerà l’Europeo di categoria.

Il biennio a Getafe è ottimo, ma Parejo brama palcoscenici più alti, per questo spinge per chiudere l’accordo con il Valencia.

Los Che si portano a casa il volante madrileno per 6 milioni più il cartellino del portiere Moyà, con il Real che si astiene dall’attivare il suo diritto di prelazione.

Quello con la città e con la tifoseria tarjona sarà il grande amore per Parejo, un grande amore da romanzo, con quasi un decennio di cammino assieme, con qualche basso e molti alti.

Tuttavia la vita non è un film.

Dopo 383 presenze, 63 reti e 64 assist, dopo gli screzi con Prandelli, dopo l’esperienza con Pellegrino, ma sopratutto la crescita con Valverde e Marcelino.

Dopo una Copa del Rey epica in un momento storico tutt’altro che facile per ii valenciani, dopo nove anni in cui pelle e camiseta sembravano fondersi ad ogni giocata, ad ogni filtrante, ad ogni uscita pulita della palla, ecco dopo tutto questo e molto di più l’idillio si è concluso.

Carnefice del rapporto il solito odiato Peter Lim, padre padrone del Valencia capriccioso e vendicativo.

Nell’ottica di ridurre al minimo le spese a causa di una situazione finanziaria terribile al capitano dei Murcielagos non viene nemmeno proposto il rinnovo, obbligando uno dei migliori registi del calcio iberico a cercare una nuova squadra a parametro zero.

L’addio è un video doloroso in cui Parejo annuncia la sua firma con il Villarreal fra le lacrime.

Di sua spontanea volontà mai avrebbe lasciato Valencia, ma il destino vuole premiare lo spagnolo con una nuova notte di gloria dopo la coppa nazionale strappata al Barça di Messi qualche anno prima.

Il Villarreal di Emery trascinato da Gerard Moreno e da Parejo sta disputando un ottimo campionato, ma sopratutto sta dimostrando grandi cose in Europa dove il Sottomarino Giallo conquisterà l’Europa League in una finale molto combattuta terminata all’undicesimo rigore.

Il titolo europeo è il coronamento di una carriera importante, ma lungi da definirsi conclusa, nonostante le 32 primavere.

Parejo è un centrocampista moderno, di tempra e classe. Un calciatore poco appariscente, ma in grado di far fare il salto di qualità al collettivo, cosa che sta cercando di far accadere nell’ambizioso progetto di Unai Emery.

Come gioca?

Centrocampista centrale con spiccata propensione alla regia ed al comando, si è sempre dimostrato abile anche in fase di contrasto e recupero palla, grazie soprattutto ad una intelligenza tattica sopraffina e ad un senso della posizione superiore.

Elegante e compassato, quasi aristocratico nella sua leadership in mediana, sa compiere con puntualità tanto il lavoro di copertura che gli inserimenti verso la porta avversaria.

Non parliamo di un giocatore di solo fioretto, pur vantando notevoli doti tecniche, ma di un elemento in grado di coniugare quantità e qualità in maniera eccellente.

Per tutta la carriera ha saputo anche dare una buona mano in termini di rifinitura e realizzazioni, dimostrandosi uno specialista nei calci piazzati, diretti o indiretti.

Non brilla per dinamismo o qualità atletiche, ma i tratti migliori del gioco del classe 89 sono più legati ad aspetti tecnici e tattici del gioco.

La sua capacità di lettura e creatività sono uno dei pericoli maggiori della manovra del Villarreal, sopratutto se accoppiate alla letalità sobria ed essenziale di Gerard Moreno.

Nel 4-4-2 del Villarreal si divide i compiti di gestione e costruzione con i compagini di reparto (Capoue, Iborra, Trigueros), ma sarà interessante vedere la possibile intesa con il nuovo arrivo Lo Celso, altro volante di talento e classe cristallina, piuttosto simile a Parejo per tendenze ed attitudini.

Un 4-2-3-1 con un doble 5 per liberare gli esterni offensivi potrebbe essere più che un’ idea per il tecnico specialista della Europa League.

Perché seguirlo?

Il motivo principale per conoscere Dani Parejo è senza dubbio che si tratta di un uno dei registi dalla sensibilità calcistica più pulita del calcio moderno, di una precisione stilistica da manuale, ma con la capacità di saper evolvere nella direzione più mobile ed aggressiva dettata dal futbol contemporaneo.

La sua straordinaria epopea a Valencia è una storia d’amore come poche negli ultimi anni. Il suo video di addio ai Tarjona in lacrime dipinge un senso di appartenenza e responsabilità verso la maglia degno dei migliori capitàni.

A Villarreal finalmente sta trovando il meritato successo mediatico e sportivo, ma cosa per noi importantissima è il faro della squadra che affronteremo nei prossimi ottavi di Champions League, un’avversaria che sicuramente si dimostrerà un osso duro per la Vecchia Signora.

Stefano Follador

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