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#JuveFinanza: la gestione passata e le prospettive future

Un excursus sulla gestione passata, attuale e futura in ottica mercato.

L’acquisto di Dusan Vlahovic ha sicuramente alzato il morale della tifoseria, un apprezzatissimo regalo da parte della società, dato che il serbo era il giocatore più appetibile del nostro campionato per numeri, età e qualità.

Una scelta coraggiosa che rappresenta anche un consistente investimento: 70 mln più bonus per il cartellino, 7 mln netti d’ingaggio.

Foto: Juventus.com

La logica di questa operazione si discosta molto dalle precedenti operazioni di Higuaìn e CR7(ma ci sarebbe da fare un discorso sulle sponsorizzazioni) e si avvicina all’investimento fatto su De Ligt, ovvero un centrale molto ambito, giovane e forte. La differenza sta nella possibilità di rivendere con profitto il serbo e l’olandese, rispetto all’investimento “a fondo perduto” del Pipita e di Ronaldo.

L’attaccante serbo peserà al bilancio per circa 30 milioni annui(escludendo bonus ed onori accessori) tra ammortamento e ingaggio lordo, quasi un terzo rispetto a Ronaldo.

Le valutazioni dell’ultimo quinquennio

L’ultimo lustro bianconero, dalla stagione 2016-17 alla stagione 2020-21, ha visto una Juve vittoriosa (nonostante l’ultimo campionato) ma anche spendacciona nelle spese di gestione. Molte operazioni effettuate negli anni passati hanno praticamente bloccato il mercato bianconero, immobilizzato da calciatori a bilancio per cifre troppo alte, con stipendi fuori mercato e rendimenti negativi; senza dimenticare alcuni rinnovi non proprio profittevoli.

Gli ultimi 5 anni hanno visto i ricavi crescere da 563 mln del 2016-17 a 621 del 2018-19, prima di scendere a 479 nell’ultima stagione; nel 2015-16 i ricavi erano addirittura inferiori ai 400 mln (387).

Il peso dei ricavi degli ultimi 5 anni è così suddiviso:

  • -40% Diritti TV
  • -25% Vendite e Plusvalenze
  • -18% Sponsor
  • -10% Biglietti
  • -6% Vendita prodotti/licenze
  • -5% Altri Ricavi

Il peso dei costi invece:

  • -47% Ingaggi
  • -25% Ammortamenti
  • -13% Servizi Esterni
  • -5% Commissioni/Prestiti/Minus
  • -4% Altri costi del personale
  • -2% Altri costi
  • -2% Acquisto prodotti

Disastrosa l’evoluzione dei risultati economici: dal +42 mln del 2016-17 a -209 del 2020-21, con il grave impatto del Covid.

Gli ammortamenti e gli stipendi hanno subito la seguente crescita:

16-1717-1818-1919-2020-21
Ammortamenti83108149193197
Stipendi235233301259298

I restanti costi sono invece rimasti piuttosto costanti nel tempo.

Nello specifico, per questa stagione, l’andamento dei diritti TV ha visto un peggioramento di 34 mln tra la stagione 20-21 e 21-22 ma un miglioramento di 35 mln rispetto al 19-20. Sono rimasti invariati, rispetto al 20-21, gli introiti derivanti dalle sponsorizzazioni, +16 mln rispetto al 19-20 e +37mln rispetto al 18-19. Qui potrebbe aver pesato la presenza di una multinazionale vivente come CR7.

Piccolo appunto sulla capitalizzazione azionaria: il picco fu raggiunto il 12 aprile 2019 prima del ritorno con l’Ajax, 1,54 euro per azione; oggi il valore delle azioni si attesta a 0,39 (+11% negli ultimi 5 giorni), ovvero vale il 74% in meno.

Andamento degli ultimi 5 anni

In decrescita, per ovvi motivi, i ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti per le partite: 71 mln nel 2018-19, 49mln nel 2019-20, prima della chiusura degli stadi. Sono diminuite anche le entrate per la vendita dei giocatori/plusvalenze: appena 43 mln del 2020-21, costantemente tra 150 e 170 mln nelle 4 stagioni precedenti.

Rapporto % Stipendi/Ricavi:

  • -2020-21: 62%
  • -2019-20: 45%
  • -2018-19: 48%
  • -2017-18: 46%
  • -2016-17: 42%

Rapporto % Costi/Ricavi:

-2020-21: 135%
-2019-20: 106%
-2018-19: 98%
-2017-18: 97%
-2016-17: 86%

Appare evidente la necessità di ridurre il monte ingaggi e in generale i costi di gestione, non è sostenibile un modello simile, a prescindere dal Covid. Inutile dire che parliamo di un sistema calcio alla deriva, urge un ripensamento gestionale in tutta Europa, specie in Italia (per saperne di più, qui un vecchio articolo).

La cattiva gestione delle spese in questi anni

Senza alcun dubbio in questi anni c’è stata una gestione errata delle varie operazioni: non solo acquisti sbagliati ma anche rinnovi illogici e a cifre elevate.

Molti giocatori della nostra rosa percepiscono ingaggi senza senso, dati resi evidenti anche dai confronti con gli altri giocatori del nostro campionato: Alex Sandro guadagna quanto Perisic, con rendimenti opposti; Leao, con il rinnovo, potrebbe guadagnare quanto Bernardeschi; Rugani guadagna più di Bastoni e Tomori; Szczesny è un buon portiere ma percepisce 12 milioni lordi; De Sciglio ha più o meno lo stesso ingaggio di T. Hernandez e Gosens; inutile citare Ramsey e Rabiot. Solo un anno fa ci siamo liberati di Khedira e dei suoi 11 milioni lordi, lo stesso si può dire di Mandzukic con i suoi 8,7 mln lordi.

Comprare De Ligt, Locatelli, Vlahovic o Kulusevski non rappresenta un problemac costosi ma rivendibili con un contratto che rispecchia il suo status nella rosa. Il problema si pone quando una riserva guadagna quanto il titolarissimo di una rivale. Ben vengano gli investimenti in giocatori futuribili, senza il rischio di avere il mercato bloccato da un esubero difficilmente piazzabile.

Si può dire lo stesso per Demiral e McKennie: due under 23, il primo pagato 18 mln e rivendibile quasi al doppio(con 20 mln di plusvalenza se dovesse essere riscattato), il secondo pagato 4,5+18 ma con un valore attuale che già supera quello di acquisto. É giunta quindi l’ora di ritornare a piazzare colpi alla Pogba e alla Vidal, giovani non troppo famosi, economici e valorizzabili; gli acquisti di Kaio Jorge e Ihattaren rispecchiano una logica simile, aldilà di ciò che sarà il risultato finale: giovani, economici, da valorizzare e/o vendere.

L’obiettivo della Juventus del prossimo triennio sarà quello di consolidarsi ad alto livello sul piano italiano e internazionale, attraverso operazioni di mercato come questa. Giovani con potenziale (tecnico ed economico) da far crescere, sfruttare, valorizzare. Ecco, in tal senso andrebbe evitato il ritorno del tanto caro amico Paul Pogba, non in linea con le direttive economiche intraprese(giocatori under25, niente ingaggi faraonici e rivendibili) senza mettere in discussione il suo valore tecnico.

Di seguito un riepilogo di alcuni giocatori(ed ex giocatori) della rosa:

Amm.to annuoIngaggio LordoValore residuo al 30/06/22Costo annuo
A. Sandro2,511,22,613,5
Bentancur2,44,64,87
Ramsey0,99,2*0,911,2
Chiellini5,55,5
Bernardeschi7,87,4015,2
Arthur14,46,5*43,221,5
Rabiot0,39,2*09,5
Dybala5,513,5019
Kulusevski6,34,618,910,9
Rugani0,36,40,56,9
Morata6,5*In Prestito6,5
Perin4,24,208,4
Douglas Costa10,90010,9
De Ligt1710,5*3427,5
Demiral3,9010,53,9
Pellegrini3,42,410,55,8
Pjaca3,603,73,6
Rovella6,71,813,68,5
Mandragora3,103,73,6
Cuadrado2,39,25011,5
Szczesny2,3124,614,3
Khedira011,111,1
Mandzukic48,712,7
Higuaìn18,21432,2
Matuidi7,6714,6
C. Ronaldo295887
Fagioli00,80,8
*Agevolazioni fiscali per il Decreto Crescita. Dati: Calcio&Finanza

Alcuni giocatori sono stati inseriti nella tabella perché in scadenza, altri come esempio delle spese passate, altri ancora perché potrebbero andare via per vari motivi, Chiellini perché potrebbe ritirarsi. Andranno risolti i vari prestiti: per Mandragora è previsto il diritto di riscatto da parte del Toro per 14 mln entro giugno, che diventa obbligo per 9+1 mln tra un anno e mezzo; più difficile il riscatto di Pjaca per 5 mln; da valutare i rientri dei vari giovani e la questione rinnovi.

Parola d’ordine: sostenibilità

Non inganni l’acquisto di Vlahovic, l’imperativo sarà la riduzione dei costi di gestione e la razionalizzazione degli stessi, vietato offrire cifre folli senza una logica di fondo. Ciò significa che per ogni euro risparmiato non corrisponderà un altro euro reinvestito.

Nei prossimi 30 giorni si deciderà il destino dei giocatori in scadenza, il solo Dybala potrebbe ottenere cifre pari o superiori a quelle attuali, plausibile un leggero risparmio sull’ingaggio di Cuadrado. Altri potrebbero rinnovare a cifre più basse, dilazionando l’ingaggio su più anni per alleggerire i costi annui. In parole povere, il sostituto di Ramsey non potrà costare quanto il gallese, più probabile uno switch con Rovella che porterebbe una riduzione di 2,6 mln annui (pesa l’ammortamento per il giovane italiano); lo stesso si può dire di Arthur(21,5 mln annui), in tal caso il subentro di Fagioli darebbe tanto respiro al nostro bilancio.

Per fare un esempio, l’eventuale cessione di Bentancur e/o Kulusevski comporterebbe un risparmio annuo di 7 mln per il primo e 10,9 per il secondo, ciò significa che sarebbe lecito pensare ad un tetto di spesa pari o inferiore per i sostituti.

Nel caso di Vlahovic vi sono altre logiche, dato che serviva un sostituto di CR7 (ma con costi nettamente inferiori), senza contare il probabilissimo addio di Morata a giugno (6,5 mln annui in meno), compensato dalla presenza di Kean. Da non sottovalutare il riscorso a qualche giovane in prestito o dell’U23 per sostituire eventuali partenze.

Breve considerazione: oggi conviene acquistare un calciatore dall’estero per i benefici fiscali del Decreto Crescita.

Plausibile stimare un certo obiettivo: riduzione di un ulteriore 15% del monte ingaggi entro agosto, già passato dai 236 mln lordi di settembre 2020 ai 182 mln di gennaio 2022 (Dusan compreso), principalmente per l’addio di Ronaldo. Con l’addio di Bentancur, Ramsey e Kulusevski il monte ingaggi scenderebbe di circa 18,4 mln lordi, a cui aggiungere l’eventuale ingresso di Zakaria (4 mln lordi stando alle voci).

Per ritornare quanto meno sui livelli della stagione 2018-19 sarà necessario un taglio del 9% del monte ingaggi (rispetto ai dati pre-Vlahovic) e del 39% per le spese di ammortamento, senza contare circa 90-95 mln di plusvalenze. In una nota della società si evince la previsione di un sensibile miglioramento nell’esercizio 2022-23 e del raggiungimento di un semi-equilibrio economico e finanziario, dal punto di vista operativo, entro il 2023-24.

Interessante la nota integrativa allegata al comunicato per l’aumento di capitale: “Campagne Trasferimenti caratterizzate da un’attenta e disciplinata gestione delle operazioni di investimento e disinvestimento, con l’obiettivo di mantenere un adeguato livello qualitativo della rosa della Prima Squadra e garantirne nel tempo il necessario ricambio generazionale”.

L’intento è ritornare a vincere al più presto, anche attraverso degli investimenti, ma con una parola d’ordine.. sostenibilità! Lo hanno spiegato a più battute Elkann, Allegri, Agnelli, Cherubini, Arrivabene e Nedved: ricostruire la squadra e ringiovanirla per aprire un nuovo ciclo vincente. Purché siano investimenti nel vero senso della parola. Non somme di denaro a fondo perduto, come nel caso del Pipita, ma acquisti che nel giro di tre o quattro stagioni possano anche essere rivenduti allo stesso prezzo, se non superiore, e possano gettare al tempo stesso le basi per una squadra pronta a imporsi anche a livello europeo. Non a caso è subentrata la figura di Arrivabene, uomo di fiducia della famiglia, con il compito di sistemare i conti.

Insomma, il diktat è chiaro.

“La nostra generazione – ha detto Elkann – è stata molto fortunata: il record di nove scudetti di fila ha battuto quello dei cinque consecutivi che mio nonno mi ricordava. Ora abbiamo una squadra che si sta ringiovanendo. Quando si vuole costruire il futuro si deve puntare sui giovani. E questo comporta degli aggiustamenti”

John Elkann

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