#StorieDiJuve

I predecessori di Vlahovic- serbi e jugoslavi che hanno vestito la maglia bianconera prima di Dusan

Venerdì 28 gennaio 2022 entra di diritto nelle date più importanti della storia bianconera recente, con l’ufficialità di Dušan Vlahović a vestire la maglia bianconera. Il serbo arriva nel pieno della sua crescita calcistica a 22 anni (proprio nel giorno del suo compleanno) con 49 reti in 108 presenze con i viola, col titolo di capocannoniere attuale con 17 reti in questo campionato (insieme al laziale Immobile), pronto a dare peso (non solo con i suoi 190 cm) ad un attacco molto ridotto. La punta di diamante di un mercato senza grande emozioni, la piccola grande bugia di Paratici ed Arrivabene sul mercato fermo.

In attesa di ammirare le gesta e le prodezze del bomber di Belgrado con la maglia bianconera dopo la sosta a partire da febbraio, riviviamo le “gesta” di tutti i predecessori connazionali. Facendo una distinzione tra Serbia, Montenegro e Jugoslavia, lo stato di cui la Serbia ha ereditato i titoli sportivi .

SERBIA

Da quando la repubblica serba ha ottenuto l’indipendenza, raccogliendo le ceneri della defunta nazionale jugoslava, solo un giocatore è passato da Torino: il centrocampista Miloš Krasić. Classe 1984, di Kosovska Mitrovica, Krasić arriva a Torino nell’estate 2010, preso dai russi del CSKA Mosca, e subito balza all’occhio quella sua somiglianza fisica con Pavel Nedved. Purtroppo solo fisica, anche se comunque nella prima stagione con Delneri le cose non vanno affatto male: il 26 settembre 2010 rifila una tripletta al Cagliari, trovando le prime reti in bianconero, un mese dopo a Salisburgo in Europa League segna la sua prima rete bianconera in Europa. ed a dicembre lo si ricorda per un gol al 94′ che permette in extremis di superare la Lazio. A gennaio segna pure al debutto in Coppa Italia al Catania, e chiude comunque la stagione con 9 reti complessive, 7 in campionato. All’inizio della stagione 2011/12 trova poca considerazione nel nuovo tecnico Antonio Conte, che non riesce a trovargli collocazione ideale nel suo 4-4-2, e dopo aver segnato il gol a settembre che evita la sconfitta bianconera a Catania, viene utilizzato sempre di meno dal tecnico di Lecce ed a fine stagione, dopo aver contribuito con quella segnatura alla vittoria dello scudetto, lascia la Juve e va in Turchia al Fenerbahce. Si ritira dal calcio giocato nel dicembre 2018.

JUGOSLAVIA

Sono tre i serbi che hanno militato alla Juve ai tempi della Jugoslavia. Quello che ricordiamo con più affetto è di sicuro Vladimir Jugović, centrocampista classe 1969, di Trstenik. Arriva alla Juve nell’estate 1995 dopo un triennio alla Sampdoria, in cui ha vinto una Coppa Italia. Nel magico biennio di Lippi, Jugović vince praticamente tutto: Supercoppa italiana e Champions League al primo anno, grazie anche al suo rigore decisivo calciato nella lotteria nella finale contro l’Ajax del 22 maggio 1996 a Roma, mentre l’anno successivo conquista scudetto, Coppa Intercontinentale e Supercoppa Europea. Nel 1997 si trasferisce alla Lazio, dove resta una stagione vincendo un’altra Coppa Italia, poi dopo un anno all’Atletico Madrid nel 1999 torna in Italia dove giocherà due stagioni all’Inter vincendo…nulla. Chiude la carriera nel 2005 dopo aver giocato nella serie B tedesca e diventerà procuratore.

Jugovic in azione nella finale di Champions League del 1996 a Roma

Darko Kovačević, attaccante classe 1973, di Kovin, ora regione autonoma della Vojvodina, arriva alla Juve nell’estate 1999, vincendo subito con Ancelotti l’Intertoto. Grazie alla sua statura (1,92 cm) si conferma un bisonte d’area, ed anche se non è titolare, essendo Inzaghi e Del Piero (e poi anche Trezeguet l’anno successivo). Nella Coppa Uefa 1999/2000, nonostante l’uscita agli ottavi, riesce a laurerarsi capocannoniere con 10 gol , ed anche in Coppa Italia ne fa 3 in 4 presenze con la Juve che si ferma ai quarti. Segna in tutte le competizioni anche nel secondo anno (un solo gol in Champions), poi nell’agosto 2001 viene ceduto alla Lazio come pedina di scambio per l’arrivo di Salas alla Juve, ma sarà un’operazioine fallimentare per entrambe, perchè Kovacevic racimolerà solo 7 presenze nell’unica annata laziale (conclusa comunque con lo storico 4-2 all’Inter, donando lo scudetto alla sua ex squadra) e Salas non riuscurà ad imporsi nelle due stagioni in bianconero. Gioca fino al 2009, poi diverrà dirigente dell’Olympiacos. Nel gennaio 2020 viene ferito in una gamba durante una sparatoria ad Atene.

Nello stesso periodo di Kovacevic, veste bianconero il difensore di Belgrado Zoran  Mirković, classe 1971. Arriva nella Juve nell’estate 1998, dopo un biennio all’Atalanta. Titolare nella prima stagione con Lippi, fino all’arrivo di Ancelotti, che lo relegherà, specialmente nella seconda stagione, a riserva, giocando solo poche gare di Coppa Italia e Coppa UEFA. Nel 2000 lascia la Juve e passa al Fenerbahce, in Turchia. Si ritira nel 2006.

C’è poi la storia di un serbo che è stato tersserato per poco dalla Juve: Ivan Ergić, classe 1981, nasce a Sebenico, in Croazia, ma di genitori serbi. La Juve lo pesca nell’estate 2000 dall’Australia, ma dopo due mesi lo cede al Basilea, dove giocherà gran parte della sua carriera, convivendo anche con la depressione.

MONTENEGRO

Era ancora di doppia nazionalità serba e montenegrina, quando Mirko Vučinić arrivò alla Juve nel mercato estivo del 2011. Attaccante classe 1983, nato a Nikšić, seconda città di Montenegro, in Italia veniva da cinque stagioni alla Roma che gli avevano fruttato solo due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana e due scudetti sfiorati. Prima ancora, sei annate al Lecce, da dove era arrivato 17 enne nel 2000. Alla Juve resta tre stagioni sotto la guida di Antonio Conte, vincendo altrettanti scudetti e due Supercoppe Italiane. Tuttavia, dopo le prime due buone stagioni, il rapporto con la Juve si deteriora nella terza stagione, tanto che nel mercato invernale del 2014 sembra già fatto lo scambio con Guarin all’Inter, ma una frangia del tifo organizzato meneghino (così dissero) fece saltare tutto. Nel luglio 2014 lascia la Juve ed andrà a consumare gli ultimi spiccioli di carriera negli Emirati Arabi, dove si ritira nel 2017 a causa di un grave inforunio. Recentemente è entrato nello staff della nazionale montenegrina.

Vucinic esulta dopo aver aperto le marcature nello storico 5-0 in casa della Fiorentina nel marzo 2012

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