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#JPostMatch, Milan-Juventus 0-0: reti bianche e poche emozioni

Pareggio a rete bianche per il Big Match della 23esima giornata di Serie A, una sfida senza particolari emozioni con le due avversarie che pensano più che altro a non farsi male.

Pioli ritrova Tonali, che ha scontato il turno di squalifica, e Romagnoli, negativizzato al Covid, ma deve rinunciare ancora a Kessie e Ballo-Touré, che partecipano alla Coppa d’Africa, oltre agli indisponibili Kjaer, Pellegri e  Tomori. Il Milan scende in campo col tradizionale modulo 4-2-3-1 con Maignan in porta e difesa composta dalla coppia centrale Kalulu-Romagnoli a e ai lati da Calabria e Theo Hernandez. In mediana Krunic e Tonali. Sulla trequarti Messias, Brahim Diaz e Leao di supporto all’unica punta Ibrahimovic, poi sostituito per un infortunio nel primo tempo.

Allegri deve fare a meno degli infortunati Bonucci, Chiesa e Ramsey, tornato negativo al Covid. 4-4-2 con Szczesny in porta e difesa composta dalla coppia centrale Chiellini- Rugani e sulle fasce da De Sciglio e A.Sandro. In mezzo al campo Locatelli e Bentancur, sulle corsie Cuadrado e McKennie; Davanti Dybala e Morata.

Milan e Juventus hanno pareggiato entrambe le sfide stagionali di Serie A per la prima volta dal 1991/92 – la precedente occasione che invece i rossoneri erano rimasti imbattuti in entrambi i match di un singolo campionato contro i bianconeri risaliva al 2009/10.

La Partita

Posta in palio molto alta e squadre che hanno concesso poco, grande lotta in mezzo al campo. Un punto che non aiuta alla classifica di entrambe ma che alla fine è il risultato più logico per quanto visto in campo. La squadra di Pioli ha perso dopo appena 27 minuti il suo protagonista più atteso, Zlatan Ibrahimovic, fasciatura al polpaccio destro per lui. Poche le azioni degne di nota. Ricordiamo il bolide al 20′ del primo tempo di Leao parato a terra da Szczesny e qualche traversone insidioso sempre ben coperto dalla difesa. É mancata un po’ di fantasia in una gara molto combattuta dove da una parte Brahim Diaz e dell’altra Dybala non hanno lasciato il segno. Tra i migliori in campo da una parte Calabria al rientro con Kalulu e Tonali mentre dall’altra non ha fallito un intervento Chiellini(550ª presenza con la maglia della Juventus in tutte le competizioni per Giorgio Chiellini), bene anche Bentancur e Rugani. Si evidenzia la solita carenza offensiva della squadra bianconera(0 tiri in porta), specie nell’ultimo quarto di campo.

Un punto che fa più comodo al Milan: i rossoneri mantengono 7 punti di vantaggio sulla Juve quinta e non perdono punti rispetto all’Atalanta (fermata sullo 0-0 dalla Lazio). Tre punti facili per il Napoli che aggancia il Milan e vola a +7 sulla Juve.

Ora c’è la sosta con i rossoneri che, a -4 dall’Inter (che ha una partita da recuperare), riprenderanno proprio dal derby mentre i bianconeri restano a -1 dall’Atalanta(una gara da recuperare), ospiteranno l’Hellas Verona.

Qualche polemica per un rigore non concesso, fallo su Morata non richiamato dal Var e non visto dal direttore di gara. Esemplare la risposta di Allegri nel post-gara: “Non l’ho visto, l’arbitro ha arbitrato bene e non era semplice e ha ammonito quando doveva ammonire. Altrimenti in una partita maschia così dovevano esserci quattro espulsi”.

Solita storia: si deve fare di più

La Juve nel corso di questi mesi ha sicuramente ritrovato una maggiore solidità e sembra essere anche più prestante dal punto di vista fisico. Non a caso è la squadra che ha tenuto la porta inviolata in più gare di Serie A da novembre in avanti (otto volte in 12 incontri). Ciò che non migliora è invece la fase offensiva, inefficiente e impotente come non si vedeva da decenni: undicesimo attacco del campionato con appena 34 gol fatti e sesta squadra della Serie A per xG (quartultima, in positivo, per xGA, occasioni concesse). Numeri che trovano poche giustificazioni, con o senza Ronaldo, specie se confrontati alle altre realtà del nostro campionato.

Un terreno indecoroso

Ennesima brutta figura nei confronti degli spettatori esteri, spettatori di una partita brutta sotto il piano del gioco ma ancor di più per le condizioni pietose del prato di San Siro: 8 partite disputate sullo stesso prato in 16 giorni.

In Inghilterra, si spende quattro volte più di quello che si spende in Italia per la manutenzione dei campi erbosi, in più il clima è più favorevole alla crescita dei prati e soprattutto non esistono impianti in condivisione. “La spesa media di manutenzione ordinaria per una squadra di Serie A è di 100-150 mila euro”, dice Giovanni Castelli, agronomo della Lega con una lunga esperienza di gestione di San Siro.

A San Siro, impegni doppi, raddoppiano anche i costi. E rizollare San Siro costa circa mezzo milione, ma in questo periodo dell’anno non si potrebbe essere sicuri del risultato ottenuto. E per il rientro dopo la sosta?

“Da Milan-Juve al derby abbiamo due settimane: una servirebbe per sostituire il campo, una per cucirlo. Dovrebbe funzionare tutto alla perfezione: non dovrebbe piovere, gelare, nevicare. Non dovrebbe esserci un intoppo nei trasporti”. Vale la pena di rischiare? I club se lo stanno chiedendo. 

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