#RawDiamonds

#RawDiamonds: Kouadio Konè

Francia e Germania oggi sono due nazioni amiche, con solide relazioni reciproche, una considerevole stima mutua e ottime relazioni commerciali.

Pensare come il percorso per poter finalmente giungere a tutto ciò sia stato tortuoso e complesso è il cardine del novecento europeo, puntellato di tragedie e momenti chiave, nel bene e nel male.

Senza dubbio il 21 maggio 1915 è una delle date che possiamo definire iconiche di questo processo sofferto e doloroso.

Siamo al principio di quel carnaio che fu la prima guerra mondiale e sulla Francia settentrionale incombe l’offensiva tedesca.

I teutonici grazie agli iconici dirigibili Zeppelin riescono ad infliggere danni considerevoli all’industria bellica transalpina colpendo la cittadina di Colombes, nei dintorni di Parigi.

Dirigibile Zeppelin

Il bombardamento colpisce lo stadio che ospiterà i Giochi Olimpici 1924, molteplici abitazioni civili, ma sopratutto le fabbriche della zona, vitali per l’industria bellica.

È solo il prologo dei devastanti tre anni che seguiranno, di martoriante guerra di trincea e macelleria di popoli, senza contare la follia brutale del secondo conflitto mondiale, diretta conseguenza delle nefandezze del primo.

Eppure un secolo dopo Francia e Germania, come tutta l’Europa occidentale, sono in pace. Per la prima volta forse dai tempi dell’Impero Romano, in una nuova ottica di collaborazione fra i popoli europei inimmaginabile per i nostri avi.

Come forse era inimmaginabile che un ragazzo di chiare origini ivoriane, con le freccine colorate di azzurro/verde potesse rappresentare quella Colombes bombardata dagli Zeppelin proprio nei pressi delle basi di partenza dei noti dirigibili, a Moenchengladbach.

Stiamo parlando del centrocampista del Borussia Moenchengladbach Kouadio Konè, ventenne di belle speranze, simbolo, come molti altri ragazzi, di una nuova Europa sia nel calcio come nella quotidianità.

Biografia

Emanuel “Manu” Kouadio Konè nasce a Colombes, hinterland di Parigi il 17 maggio del 2001.

La sua storia è un po’ il soliti cliché dell’ riscatto sociale che arriva attraverso lo sport, ma parlare di cliché e di retorica quando non si passa in prima persona per un percorso tosto e duro come la strada di uscita dalle banlieu, i quartieri popolari periferici dimenticati a lungo dalla politica in uno stato di abbandono scientifico.

Manu cresce in questo contesto problematico per certi versi, con difficoltà evidenti, ma che sa dimostrarsi palestra di vita importante e punitivo.

Agli inizi a Tolosa

Nel quartiere il ragazzo è rispettato, anche dai ragazzi più grandi. La sorella Vanessa racconta infatti di come Manu fosse diventato l’idolo del quartiere dando una lezione a dei bulli che vessavano i ragazzi della zona, sintomo di empatia e volontà di aiutare i più deboli. O forse di una capacità di menare le mani innata.

Parlando di football, nel calcio di strada si dimostra un portento, fisico e tecnico, con quel tocco istrionico e carismatico che lo rende ancor più brillante anche agli occhi degli osservatori.

Sappiamo bene come i centri di formazione sportiva francesi, sia privati che pubblici, sappiano lavorare egregiamente sui ragazzi, come evidenzia la profondità incredibile delle nazionali giovanili dei Galletti negli ultimi anni.

Anche le società di secondo piano sono in grado di crescere ragazzi di ottimo livello, come il caso del Villeneuve-la-Garenne che svezza Kouadio dai sei ai dodici anni, età alla quale arriva per il giovane la possibilità di mettersi alla prova nel vivaio della squadra più antica della città. Nel 2012 Konè veste infatti la maglia della eterna nobile decaduta della Île-de-France: il Paris FC.

Il triennio nel club parigino è importantissimo nella crescita e nello sviluppo del ragazzo.

Si fa notare a livello nazionale, diversi scout lo tengono d’occhio e anche i cugini ricchi del PSG tentano, senza successo, il nativo di Colombes.

Tuttavia il rapporto con la società non è dei migliori, con incomprensioni ed un feeling ambientale che non sboccia mai.

Con grande sorpresa di tutto il sottobosco pallonaro di Parigi nel luglio 2015 Kouadio decide di salutare il vecchio club per accordarsi a titolo gratuito con la società non professionista AC Boulogne Billecourt.

A Tolosa

I biancoarancio non sono un club vero e proprio, ma più una polisportiva specializzata in formazione, con risultati notevoli.

In questo piccolo club hanno militato calciatori del calibro di Bruno Cheyrou, Paul Lasne, Ishak Bekfodil, Allan Saint-Maxime, Marcus Thuram, Adama Soumaro, Issiar Dia, Hatem Ben Arfa, Jean Kevin Agustin, Myziane Maolida e Georges Kevin Nkoudou.

Insomma un drappello notevole, sintomo che qui si creano calciatori veri, in grado di fare una carriera di livello e di poter raccogliere soddisfazioni sportive ed economiche tali da cambiare la propria vita e quella delle relative famiglie.

Uno dei vanti di una accademia come il ACBB è quello di poter indirizzare i propri tesserati in un club che possa rivelarsi l’ambiente perfetto per la personalità bella crescita dei ragazzi.

Ed infatti così accade anche per Manu.

Il giovane parigino riesci in qualcosa che sempre costa molto ai ragazzi dei quartieri difficili, si lascia infatti alle spalle casa per crescere e mettersi alla prova in un nuovo contesto.

Firma per il Tolosa, mettendo kilometri su kilometri fra Colombes e se stesso per Los prima volta in vita sua.

Sarà la scelta giusta.

Con i colori biancomalva troverà serenità, un ambiente a misura di calciatore e tecnici che stravedono per lui come Koumbarè e Casanova.

Nonostante un grave infortunio al piede nel 2016 che quasi ne mette a repentaglio la carriera Kouadio si conferma un talento di rilevanza notevole.

Dopo aver perso per infortunio tutta la stagione 16/17 il centrocampista di origine ivoriana diventa in breve colonna portante dei “violette”.

L’acuto a livello giovanile è certamente la finale di Coppa Gambardella, dove giunge una sconfitta per 2-0 contro i pari età del Saint Etienne, ma il percorso degli occitani è ammirabile.

Il secondo è il primo degli ultimi.

La manifestazione giovanile è una sorta di trampolino di lancio per Konè.

Arriva il debutto nell’ultima giornata della Ligue1 nella gara contro il Digione, il 24 maggio 2019.

Il biennio speso nella città adagiata sulla Garonna è proficuo anche dal punto di vista della nazionale. Sotto la guida del tecnico Vannucchi prende padre a diverse partite della rappresentativa U18 ed U19, collezionando 12 presenze ed una rete con i Blues.

In nazionale.

Nella stagione 19/20 Kouadio entra a far parte delle rotazioni della prima squadra.

Troverà il campo sedici volte fra campionato e coppe, mettendo a segno là la prima rete fra i professionisti nella sconfitta esterna per 4-1 a Lione in Coppa di Lega.

In rete per la prima volta.

A fine anno il Tolosa andrà incontro ad una triste retrocessione, ma egoisticamente la discesa in Ligue2 sarà una manna per il parigino.

In cadetteria si rivela un calciatore di dominio. Moto perpetuo, duro, ma elegante, tecnico, ma senza leziosità.

Si prende la titolarità in mediana e guida i suoi a sfiorare la promozione nella sfida playoff contro il Nantes.

La sua carriera prende di fatto una svolta totale. Si parla di Milan, di Barcelona, ma alla fine la spunta, sorprendentemente, ma non troppo, il Borussia Moenchengladbach.

I Fohlen vengono premiati per il tempismo e per la decisione, anticipando l’esborso a gennaio e lasciando il ragazzo in prestito per sei mesi con i biancomalva.

Il cartellino di Konè è un esborso relativamente contenuto, ma estremamente mirato.

Presentazione.

I tedeschi negli ultimi tempi hanno consolidato una certa familiarità con i lancio di giovani talenti transalpini, la lista è pressoché infinita, e questo fattore certamente è stato soppesato e valutato attentamente da Kouadio in sede di trasferimento.

Una squadra giovane ed in cerca di rilancio, un nuovo tecnico convinto delle sue capacità(Adì Hutter), un campionato che pare essere cucito addosso alle qualità del ragazzo. Insomma la scelta del BMG pare estremamente logica e sensata.

A distanza di sette mesi dalla firma definitiva e dall’assegno da 9 milioni versato nelle casse del Tolosa possiamo dire senza timori di smentita che l’investimento è stato azzeccato.

Il nuovo numero 17 di Gladbach ha inanellato una serie di prestazioni eccellenti, con qualche battuta a vuoto contro Lipsia e Friburgo, ma con partite da dominatore come il leggendario 5-0 rifilato ad un rimaneggiato Bayern Monaco in Coppa di Germania, dove ha trovato la sua prima rete in terra teutonica.

Contro il Bayern.

Il Borussia continua a faticare dal punto di vista dei risultati, ma il suo innesto a centrocampo è chiaramente uno dei fattori che regalano un poco di ottimismo all’ambiente, ad oggi relegato ad un mediocre dodicesimo posto, sopratutto a causa di un attacco asfittico.

Le qualità e le prestazioni di Kouadio hanno trovato diversi interessati osservatori.

La Juventus stessa, sempre in cerca di rinforzare e rivoluzionare il reparto mediano, pare aver chiesto informazioni sul ragazzo per il prossimo futuro.

Ovviamente non sappiamo se quello bianconero sarà un matrimonio che s’ha da fare oppure no, ma è sensato dire che in pochi mesi Manu abbia superato tutte le aspettative riposte in lui in estate, dimostrandosi un centrocampista di ottimo livello tecnico e di grande completezza, con innegabili aspirazioni da top club.

In allenamento.

Caratteristiche tecniche

Sin dalla sua comparsa sul palcoscenico internazionale Konè è stato indicato come un possibile erede di Pogba, calciatore con più tentativi di imitazione dei calzini Nike al mercato. Chiariamo subito il punto, per essere il nuovo Polpo non basta il passaporto francese, le origini africane e giocare da centrocampista abbinando fisicità e tecnica. Perché Kouadio e Paul sono due calciatori distanti per molti versi, seppur accomunati da qualche tratto comune.

In gol.

Volessimo giocare ai paragoni, passatempo divertente, ma poco utile, potremo avvicinare il nostro Konè a Moussa Sissoko, calciatore abile in entrambe le fasi di gioco e di grande funzionalità. Ovviamente però è una approssimazione, per conoscere veramente un calciatore credo sia doveroso concentrarsi sulla sua unicità, sopratutto se il profilo tecnico si dimostra così peculiare come quello in oggetto.

Centrocampista centrale con un passato da numero 10, un presente da numero 8 ed un futuro da numero 6, Konè può giocare senza problemi in quasi tutti i ruoli e gli assetti della mediana, senza grosse differenze fra la sponda destra o sinistra del campo.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Fisicamente si presenta come un atleta di ottimo livello. 186 centimetri, buon sviluppo muscolare, ma senza essere pesante. Resistenza da podista professionista, ottima mobilità anche se tende a soffrire sui primi passi in accelerazione, salvo riprendersi molto positivamente in allungo.

Le lunghe leve sono utili anche per sopperire alla rapidità nel breve consentendo allunghi alla “tiramolla” per recuperare palla, non disdegnerei di considerare una discreta capacità di usare le braccia ed il corpo nei duelli fisici, tenendo a debita distanza gli avversari in modo molto astuto e funzionale.

Focus.

A livello offensivo spicca senza ombra di dubbio la sua capacità di portare palla, guadagnando rapidamente metri di campo. Non è ordinato nella progressione, tecnicamente può raffinare il tocco e la gestione della sfera, ma è tremendamente efficace, resistendo nei duelli grazie a forza fisica ed ad un baricentro particolarmente basso per un’atleta di 1.86.

La sua progressione nei corridoi centrali è un efficace elemento in situazioni dinamiche e di transizione, ma la disponibilità e generosità del ragazzo è evidente anche quando si tratta di offrire ai compagni linee di passaggio ed appoggio. In maniera un po’ caotica, ma onnipresente Kouadio chiama il passaggio, si smarca e si propone, infaticabile e spontaneo, magari senza pretese da scienziato del gioco, ma con ardore infinito.

In impostazione.

Le letture di gioco, con e senza palla, non sono materia che mastica con naturalezza, ma in pochi mesi di Bundesliga i miglioramenti fatti sono notevoli. Magari la posizione non sarà sempre impeccabile, ma di certo non gli si può rimproverare passività nel suo modo di stare in campo.

Possiede una tecnica di base piuttosto buona, che si nota sopratutto nei fondamentali di ricezione e conduzione, come già detto. Non fa differenza fra destro e sinistro nello stop, possiede ottime qualità della gestione della palla nello stretto ed una notevole fiducia nei propri mezzi. Questo ultimo tratto lo porta ad essere un porto sicuro per qualsiasi passaggio, abile ripulitore di pallone e temporeggiatore in grado di riordinare e gestire i tempi di gioco della squadra, non come un direttore d’orchestra classico, ma più come frontman di una band punk.

Comunicazione.

Per quanto concerne i passaggi anche in questo aspetto de gioco la valutazione è piuttosto positiva. Kouadio è preciso ai limiti dell’infallibilità sul gioco corto, dove palesa grande sicurezza e tempismo, sebbene tenda ad affidarsi poco al piede sinistro.

Qualche imprecisione in più sorge quando gli viene richiesto di giocare su distanze più ampie, ma resta un ottimo interprete del fondamentale, con scelte prudenti e geometriche, alternate a giocare più audaci. I suoi filtranti possono poi essere una minaccia rilevante per le difese avversarie visto che il ragazzo sa calibrare con perizia tempi e giri del pallone, sopratutto grazie ad una sensibilità innata per le distanze fra i difensori.

Contro Witsel.

In fase di rifinitura e conclusione Kouadio dimostra di possedere buone intenzioni, ma di peccare in fase di esecuzione di precisione tecnica e mordente.

Tende ad inserirsi poco in area ed è un peccato perché possiede la fisicità per poter essere una minaccia in situazioni aeree, pur dovendo migliorare come colpitore di testa. Possiede una buona stoccata dalla distanza, ma in situazioni da gol tende a cercare la potenza e non la precisione, con il risultato di trovarsi spesso a sparare bordate, ma in bocca al portiere avversario. Va rifinita la tecnica di calcio senza dubbio, ma sopratutto trovata una maggiore freddezza e lucidità nell’ultimo terzo di campo.

A livello difensivo le qualità fisiche ed atletiche di Manu sono evidenti. Lavora in pressing costantemente, senza fermarsi mai e con tenacia. Il problema è che lo fa in modo piuttosto caotico e slegato dal resto della squadra.

In contrasto.

Le sue azioni di contrasto sono estremamente redditizie quando riuscite, ma purtroppo spesso si traducono in buchi posizionali importanti che i compagni devono colmare. Tende a farsi attirare eccessivamente dalla palla e non dare la dovuta attenzione ai propri compiti, trovandosi sovente fuori posizione o tagliato fuori dal gioco. Quando però riesce a tenere il contatto con l’uomo si nota una discreta perizia nel tackle, portato con pulizia e tempismo, grazie alle lunghe leve ed a una ottima coordinazione.

Rete al Bayern.

Deve senza dubbio crescere in vari aspetti del gioco, sopratutto se teniamo in considerazione la parte più cerebrale e tattica del calcio. Una maggiore consapevolezza del proprio intorno unita una maggiore attenzione ai compagni, pur mantenendo le sue caratteristiche di dinamismo e generosità sarebbe foriera di una crescita importante, rendendolo un profilo interessantissimo per qualunque club di grande lignaggio.

Evoluzione

Giova ricordare che Kouadio Konè ad oggi deve ancora compiere ventuno anni.

Si è già conquistato la titolarità in uno dei club con più storia della Bundesliga e ha dimostrato volontà e qualità di apprendimento evidenti.

Concentrazione.

La scelta del campionato tedesco pare essere perfettamente centrata. In Germania Manu può nascondere alcuni difetti e mettere in mostra le sue qualità più evidenti, grazie ad uno stile di gioco più dinamico e meno filosofico rispetto ad altri campionati.

Ciò senza dubbio permette al 17 dei Fohlen di poter fare molta più esperienza che in altri contesti, confermando la bontà della scelta di mercato effettuata.

È chiaro però che per diventare un centrocampista ai massimi livelli Kouadio deve crescere e migliorarsi sotto diversi punti di vista.

Tatticamente può migliorare tantissimo la comprensione del gioco, le sinergie con i compagni e le scelte posizionali.

Un Kouadio con maggiore capacità di fare reparto, di muovere in armonia il pressing con i colleghi, mantenendo dinamismo, aggressività e continuità atletica sarebbe un arma quasi illegale in fase di recupero palla.

Lo stesso possiamo dire della fase conclusiva, dove ricorda un po’ il McKennie arrivato due anni fa alla Juventus. Un calciatore di grande dinamismo, doti fisiche e tecniche molto positive, ma che mancava della capacità di inserimento necessaria per raccogliere i frutti della sua pericolosità. In due anni il nostro texano è cresciuto in maniera esponenziale in questo fondamentale e Konè può fare un percorso simile, migliorandosi dal punto di vista tecnico, ma anche nella comprensione dei movimenti della difesa e nell’attacco allo spazio.

Se vogliamo sintetizzare Kouadio Konè è già un atleta formidabile, ha già un buon bagaglio tecnico di buon livello, deve capire come massimizzare i talenti naturali in suo possesso, continuando a fare quello che già sa fare bene come macinare campo ed essere un costruttore di gioco molto funzionale, mentre cresce negli aspetti meno performanti.

Vestito in bianconero

Qualche settimana fa sono giunte voci di un interessamento della Vecchia Signora per questo ragazzo di Colombes, cresciuto all’ombra dello Stade de Frances al dodicesimo piano di una casa popolare.

Konè viene visto come un possibile rinforzo per la mediana bianconera, dove porterebbe entusiasmo, carattere, dinamismo e capacità di risalire il campo come nessuno nella nostra rosa.

Dirigendo.

Con un costo economico sostenibile, un ingaggio abbordabile ed una età molto verde rappresenterebbe un rinforzo in linea con la nuova linea di sostenibilità aziendale, prendendo il posto potenzialmente di uno fra Ramsey, Rabiot e Bentancur.

A livello tattico parliamo di un profilo discretamente completo, in grado di interagire con diversi calciatori, adattandosi e modulando i propri compiti.

Al momento la sua collocazione preferibile potrebbe essere quella di mezzala in una mediana a tre, più che in una coppia di centrale. Operando con un regista alle spalle può fare ciò che gli riesce meglio, concentrandosi nel cercare di offrire linee di passaggio, strappando palla al piede per avanzare il baricentro della squadra e ripulendo palloni.

In conduzione

In quest’ottica la sua qualità nel risalire il campo palla al piede, guadagnando metri, può risultare utile ad un club che tende a tenere il baricentro basso ed a faticare nell’uscita pulita della palla o nel guadagnare rapidamente campo.

Ovvio le pecche ci sono, sopratutto a livello difensivo, ma la linea difensiva bassa di mister Allegri può mascherare le tendenze anarchiche, per quanto generose del ragazzo.

BMG.

In ottica ricostruzione a medio periodo Konè rappresenta certamente una opzione valida sul mercato, anche se rispetto ad altri profili dati in orbita bianconera sembra peccare ancora di una certa immaturità tattica, cosa non di poco conto.

Conclusione

Il connubio fra talento francese e crescita in Bundesliga ormai possiamo considerarlo uno dei grandi classici del calcio europeo.

Kouadio Konè è l’ennesimo matrimonio ben riuscito fra le due scuole calcistiche, sempre più vicine e ricche.

Centrocampista completo, con qualità molto interessanti in fase di costruzione e di gestione nella parte mediana del campo, Manu deve fare uno scatto prestazionale nel terzo di campo offensivo, mettendo in pratica le sue doti ad oggi più che altro potenziali.

In fase di non possesso ha ancora bisogno di addestramento, ma con il suo ardore e la sua tenuta atletica siamo di fronte ad un potenziale centrocampista box to box da top club.

C’è molta carne al fuoco, servirà una guida saggia ed esperta per far rendere al massimo il ragazzo di Colombes, ma senza dubbio il gioco vale la candela. Kouadio ha già dimostrato lampi di dominio, ora deve dare continuità alla crescita portata avanti finora, i premi non tarderanno ad arrivare.

Riassunto

Stefano Follador

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