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#JPostMatch, Roma-Juventus 3-4: c’è ben poco da essere allegri

Una partita folle, piena di errori e disattenzioni, tranquillamente definibile come indecente.

Probabilmente questa partita conferma, per entrambe le squadre, una palese inadeguatezza per poter puntare alle prime 4-5 posizioni. Sarebbe un grande errore illudersi o esultare per questi tre punti, arrivati in maniera completamente casuale e senza alcun senso.

Probabilmente una squadra mediamente discreta avrebbe passeggiato su Roma e Juve stasera, senza neanche sforzarsi più di tanto. Amaro anche il bollettino di guerra: infortunato Chiesa, ammonito Cuadrado ed espulso De Ligt; salteranno la Supercoppa, da valutare Danilo,Sandro e Bonucci.

La Partita

Il match è denso di confusione, così tanta che sembra di essere in un film di David Lynch, ma senza un minimo accenno di arte e di piacere visivo.

Dybala, con una bella conclusione, risponde all’iniziale vantaggio di Abraham (nato dalla non-marcatura del duo Rugani-Bentancur). Dopo mezz’ora la Juve perde Chiesa per un infortunio al ginocchio (incrociamo le dita), ad inizio ripresa la Roma va avanti con un tiro di Mkhitaryan deviato da De Sciglio. Gli errori da una parte e dall’altra giganteggiano sulla partita per tutta la gara, come confermano le azioni dei vari gol, se non fosse per la pregevole conclusione di Pellegrini sulla punizione che porta al 3-1. Poi succede di tutto in sette minuti: il subentrato Morata trova il colpo di testa di Locatelli che vale il 3-2; Kulusevski sfrutta un pallone vagante in area; De Sciglio sfrutta la confusione della difesa romana e tira fuori un destro vincente portato a termine la rimonta.

Sarebbe inopportuno e sbagliato dare dei giudizi sui singoli, data la l’oscenità della partita. Spettacolare nel risultato, da cavarsi gli occhi per la fiera degli errori messa in scena.

Due grandi delusioni

Roma e Juventus sono le due grandi delusioni del campionato, tanto quanto i rispettivi allenatori. Entrambe si ritrovano in una situazione peggiore rispetto alla passata stagione, sia in termini di punti che di gioco.

Manca tutto ciò che rende quanto meno discreta una squadra di calcio, non c’è un aspetto apprezzabile o almeno tollerabile e i miglioramenti sembrano ormai un miraggio.

Ad oggi, 9 gennaio 2022, per entrambe le compagini si fa fatica ad individuare un aspetto positivo, un leggero upgrade rispetto alla stagione passata, sia a livello di squadra che nel caso dei singoli giocatori. C’è molto lavoro da fare per Mourinho e Allegri, specie se alla valutazione del loro apporto associamo anche le cifre messe a libro paga dai club per ingaggiarli.

Due allenatori che sembrano non aver compreso l’evoluzione del nostro campionato e che ad oggi faticano a trovare la squadra giusta, con tutti i limiti evidenziabili da parte delle due rose.

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