#RawDiamonds

#RawDiamonds: Pedro Porro

L’urna birichina di Nyon stava per assegnare alla nostra squadra bianconera una sfida a dir poco intrigante.

Il viaggio a Lisbona sarebbe stata una ottima possibilità di mettere alla prova in prima persona uno dei tecnici più interessanti dell’intero panorama continentale: Ruben Amorim.

In un periodo di vacche magre a livello economico, dopo una lunga siccità di titoli per i Leoes, il tecnico lusitano è riuscito nel giro di un paio d’anni a creare una squadra molto interessante e stimolante tanto per proposte tattiche che per le individualità messe in campo, pescate nel fecondo vivaio bianco verde o acquistate a prezzo contenuto grazie alle capacità di scouting del club.

Campeao

Il titolo nazionale raggiunto a scorsa stagione ha avuto diversi protagonisti, ma l’orchestra di Amorim suonava così bene che le individualità erano quasi inseparabili. La diaspora dei talenti dello Sporting però era qualcosa di inevitabile, Nuno Méndes è già di casa sotto la Tour Eiffel, ma in biancoverde c’è ancora tanto apprezzabile materiale umano.

Fra i migliori calciatori visti in questo biennio ruba l’occhio lo spagnolo di proprietà Manchester City, sebbene voci di mercato indichino il riscatto vicino da parte dei portoghesi, Pedro Porro.

Uno stantuffo di fascia con un percorso professionale quantomeno peculiare, che con buona probabilità avrebbe messo in grande difficoltà la nostra retroguardia.

Biografia

Pedro Antonio Porro Sauceda nasce a Don Benito, nella provincia spagnola di Badajoz, il 13 settembre 1999.

Nasce nella porzione meridionale della Meseta, la Spagna rurale e legata alla tradizione, con le sue distanze e i suoi ritmi compassati, quasi fuori dal mondo.

In questo angolo ameno di Spagna, la rincorsa al football professionistico inizia presso il Gimnastico Don Benito.

Nel club locale il piccolo Pedro inizia a brillare già dai cinque anni. Farsi notare in Estremadura però non è cosa facile. Serve il talento, ma sopratutto la fortuna ed una rete di supporto.

Oltre al club che lo assiste ed appoggia, Pedro ha una famiglia che stravede per lui e per le sue capacità.

Il padre Yeyo, lo zio Angel e sopratutto il nonno Antonio erano il suo entourage fisso. I viaggi in macchina e le notti passate a dormire nei parcheggi, sopratutto in occasione delle gare della selezione extremeña son testimonianza della fede che la famiglia nutriva in Pedro.

Il ragazzo dal canto suo mostrava vari motivi per farsi sostenere.

Esterno offensivo imprendibile per i pari età cercava solo una occasione per poter brillare, visto che il suo livello era chiaramente superiore a quello del Gimnastico Don Benito.

La Dea bendata assistere Porro. Disputa un ottima gara con la selezione regionale che frutta un provino per il Rayo Vallecano.

Rayista.

Presto il club madrileno si rende conto che non solo ha pescato un buon prospetto, ma si è portato in casa un sicuro futuro professionista.

Viene mandato a giocare sotto età, ma la cosa non ne intacca le prestazioni.

Con la maglia della banda si impone come esterno macino a piede invertito o addirittura punta. Sente la porta e possiede un ottimo tiro, mentre non ama particolarmente ripiegare.

Insomma niente che ne faccia immaginare un futuro da esterno basso.

Forse poco disciplinato, ma con primo controllo e capacità di calcio da altissimo profilo, Pedro passa con il Rayito due anni molto positivi, nonostante le difficoltà nello studio ed una frattura della vertebra che ne minano la continuità.

Ad accorgersi delle qualità del ragazzo sono molti club, si parla di Liverpool e Bayern Monaco fra gli altri, ma a sorpresa Porro vestirà la maglia del Girona.

Il club catalano convince l’extremeño grazie ad un progetto ambizioso e pensato su misura per lui. Non sorprende infatti che dopo una stagione di apprendistato nelle giovanili venga fatto debuttare prima con il club B, il Peralada, dove colleziona 3 reti in sei gare nella stagione 17/18, per poi venir integrato alla prima squadra.

La stagione successiva tocca debuttare nella Liga, un campionato di altissimo profilo, dove spesso i debuttanti pagano dazio.

Non sarà così per Pedro Porro.

32 presenze di cui 25 da titolare, con quattro assist, tanta corsa e qualità, condite da giornate maiuscole come la sfida con il Real Madrid in Copa del Rey o ill pari interno con l’Atletico Madrid. Naturale che a fine stagione, complice la retrocessione dei catalani, ci fossero molte pretendenti per il laterale destro.

Plastico.

Grazie anche ad uno storico rapporto di parentela con il City Group, il Girona incassa dal Manchester azzurro un assegno di circa 12 milioni di euro, nella ormai consolidata politica di cannibalizzare il mercato dei ragazzi in rampa di lancio per profitto tecnico o economico.

A Pedro Porro però vengono concessi solo quattro giorni per visitare la città inglese dato che in un lampo viene trovato un accordo di prestito con il Valladolid.

Contro l’Athletic

Coi Pucelas però non scatta la scintilla, dopo aver trovato spazio durante la prima parte di stagione viene via via accantonato da Sergio, che non lo vede nella sua rigida struttura tattica basata sul 4-4-2.

Non tutto il male viene per nuocere però.

La cattiva annata in biancomalva mette ai margini della pianificazione Citizens il laterale dell’Extremadura, ma il neo insediato Ruben Amorim non si fa sfuggire l’occasione.

In arrivo a Lisbona

Pedro vola a Lisbona grazie ad un prestito biennale con possibilità di riscatto a circa 8.5 milioni di euro.

Lo Sporting di Amorim è una squadra con grossi problemi di conti da risanare, ma la ricostruzione ad opera del tecnico lusitano è ai massimi livelli di scouting e sapienza calcistica.

Si pesca a piene mani dal vivaio e sul mercato arrivano Pedro Porro e Pote Gonçalves, che insieme al motorino Nuno Méndes saranno i migliori della stagione.

Dopo un digiuno quasi ventennale lo Sporting riporta al Josè Alvalade il titolo portoghese, con protagonisti il tecnico, il trequartista goleador Pote, ma sopratutto i devastanti esterni Nuno Méndes e Pedro Porro.

Il titolo nazionale, più la coppa di Lega, proietta Porro nel giro della Roja, debuttando a marzo 2021 nella vittoria per 2-1 sulla Georgia. Inoltre Pedro diventa un elemento di grande interesse per molti club.

In nazionale

Lo Sporting quasi sicuramente ne concretizzerà il riscatto, magari per poi rivendere il laterale a uno dei club che lo seguono. Lo stesso Manchester City, che pare abbia diritto ad un contro riscatto, oppure il Real Madrid molto interessato ai servigi, così come i rivali cittadini dell’Atletico.

Caratteristiche tecniche

Pedro Porro nasce come calciatore di fascia dalle attitudini offensive. Negli anni ha cambiato ruolo, passando da esterno alto sinistro a laterale destro a tutta fascia o di difesa. Proprio nel ruolo di quinto o di esterno di centrocampo nel 3-4-2-1 o 3-4-3 di Ruben Amorim ha trovato la consacrazione, ma attenzione a fossilizzarsi su módulo e posizioni.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Ciò che traspare maggiormente dal gioco dell’extremeño è certamente la grande capacità di attaccare e creare pericoli per la difesa avversaria, massimizzata dalla sicurezza di un centrale a coprirgli le spalle, ma anche un piglio moderno nel gioco. Intensità fisica e tecnica sono le chiavi di lettura dello stare in campo di Pedro, non a caso corteggiato da una sfilza di grandi club sin dal suo addio al Rayo.

Nel classico portoghese

Entrando nello specifico a livello tecnico possiede un bagaglio di livello molto alto.

Abilissimo nella gestione della palla, sicuro di se e ambizioso nelle scelte, sfrutta a meraviglia un controllo orientato da PlayStation, in grado di tagliare fuori uno o più difensori in un battito di ciglia.

Ad aggiungere maggiore difficoltà per i difendenti c’è una capacità di uso del piede debole che rasenta l’ambidestrismo, infatti Porro pur amando stazionare sulla fascia non disdegna qualche incursione per vie centrali, sopratutto quando agisce di comune accordo con il trequartista o esterno offensivo accoppiato.

Tunnel

A differenza di molti esterni creativi ama combinare con i compagni e gode di situazioni di gioco organizzato collettivo, dove andare ad aggiungere il suo pizzico di creatività.

Non è un esterno da binario, ed è un aspetto positivo, anche se talvolta pecca di ambizione o in ricerca della giocata più spettacolare piuttosto che della più efficace.

Per quanto concerne la capacità di calcio parliamo di un elemento di grande valore. Gioca indifferentemente sul corto come sul lungo, con precisione e tempismo. Probabilmente già oggi è fra i migliori dieci crossatori del continente, grazie ad un repertorio variegato e curato. Se lasciato libero è preciso nel servire il compagno in area, optando per la soluzione migliore a seconda delle situazioni.

In progressione

Niente preghiere casuali nell’area avversaria, ma situazioni di gioco create e cercate per lui, che nel sistema di Amorim si muove come un pesce nell’acqua.

Oltre ad un ottimo calcio, anche di prima ed anche verso la porta avversaria, Porro ha nel suo arsenale una buona capacità di dribbling. Sfrutta ottimamente il suo primo controllo e l’accelerazione che gli permettono, quando c’è spazio, di superare in progressione ed in conduzione l’avversario.

Nello stretto possiede una buona gestione di palla e la sua sensibilità di piede lo aiuta molto nel districarsi fra gli avversari, ma non è altrettanto efficace.

Duello.

A livello fisico è ben costruito, dotato di ottimo spunto, sopratutto nel breve, ma anche grande resistenza allo sforzo, visto che sa coprire tutta la fascia senza problemi di tenuta.

Atleticamente possiede buone qualità, sebbene non sia provvisto della potenza muscolare di alcuni colleghi.

176 centimetri, mesomorfo, con leve discretamente lunghe rispetto alla statura, tende a cercare il duello con grande aggressività, peccando di pazienza e riflessività in fase difensiva, dove talvolta si lascia trascinare dalla foga.

Recupero.

Un peccato, visto che i prodromi di un buon elemento difensivo ci sono.

Coraggioso e aggressivo, rapido a chiudere ed accorciare, discretamente abile nel leggere la propria posizione rispetto al reparto, pecca però nella gestione dell’1vs1, cercando soluzioni dirette al problema, anziché temporeggiare. Può certamente crescere nella attività nella sua metà campo difensiva, diventando maggiormente completo ed affidabile, sopratutto in ottica di uno spostamento tattico in una linea difensiva a quattro.

Evoluzione

Nel solco tattico tracciato dalle più moderne scuole tattiche Pedro rappresenta pienamente quello che può essere un terzino da grande club per il prossimo decennio.

Buone qualità atletiche, piedi educati, ma sopratutto la mentalità adatta ad essere una fonte costante di pericolo per gli avversari, con creatività ed imprevedibilità, doti rare ed oltremodo preziose nel football contemporaneo dominato da tatticismi e da fisicità sempre più impressionanti.

Appoggio.

Il futuro di Porro non pare essere destinato a rimanere legato al biancoverde di Lisbona per molto tempo, a dispetto di un possibile riscatto da parte del club lusitano.

Lo spagnolo è chiaramente materiale da grande club europeo, per attitudini e qualità, sebbene qualche dubbio possa nascere dalla sua esplosione, avvenuta in un sistema pressoché ineguagliabile come quello creato da Rúben Amorim allo Sporting.

In gol.

La squadra campione in carica del Portogallo è un impianto tattico cucito su misura dei suoi interpreti, con uno spartito ben definito e preciso. Pensare che Pedro possa trovarsi in difficoltà in contesti diversi è possibile è plausibile, sebbene credo personalmente che dopo un fisiologico adattamento le sue qualità faranno la differenza pressoché ovunque.

Nello stretto

Vestito in bianconero

Nella evidente e complessa opera di rinnovamento della società come potrebbe inserirsi un profilo come Porro?

Certamente per qualità tecnica, atletismo, personalità ed esuberanza offensiva, potrebbe essere un elemento più che interessante per un club del nostro blasone. Sfortunatamente però il laterale spagnolo ha lo slot occupato in bianconero da due calciatori di grande peso specifico nel mondo bianconero: Danilo e Cuadrado.

Inutile sottolineare come nella situazione attuale sia fondamentale centellinare le risorse per tamponare le vere emergenze tecniche della rosa, mentre diventa sconsigliato andare a spendere in ruoli già piuttosto forniti.

Curiosamente è ciò che sembra accadere a Pedro anche in ottica City. Lo spagnolo potrebbe fare al caso di Pep Guardiola, ma la presenza di Joao Cancelo e Kyle Walker nella rosa rende arduo immaginare una sua presenza da titolare con la squadra degli emiri.

Conclusione

Venuto alla ribalta in modo quasi inatteso Pedro Porro ha trovato in quel di Lisbona sotto la guida di Ruben Amorim un ambiente calcistico che gli pare calzare come un guanto, talmente costruito su misura che fa sorgere qualche dubbio sulla sua adattabilità a contesti diversi.

Porro e Amorim

Ciò non sembra scoraggiare uomini mercato di diversi club che ne stanno seguendo da vicino le tracce. Mi sorprenderei se la stagione ventura lo spagnolo non vestisse la maglia di una delle candidate al titolo europeo.

Riassunto

Stefano Follador

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