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IL CASO ARTHUR

Tra le prove di risalita in classifica e qualche cambiamento tattico persiste ancora un mistero irrisolto relativo all’ex blaugrana, arrivato in uno scambio con Pjanic. Le aspettative su Arthur erano abbastanza alte, anche il prezzo del suo cartellino (iper-inflazionato dallo scambio), chiamato a dirigere il centrocampo bianconero, orfano di un regista e di una certa qualità tecnica.

La sua avventura a Torino non inizia nel migliore dei modi, reduce da un lungo periodo di inattività tra il suo status da fuori rosa al Barcellona e lo stop del calcio per il Covid.

Fa il suo esordio nella trasferta romana del 27 settembre 2020, giocando l’ultima mezz’ora, poi colleziona 5 presenze nelle successive 6 partite. Tra la ricerca della giusta forma e una Juve ancora troppo sperimentale staziona in panchina nelle prime due gare di dicembre e scende in campo da titolare nella gara con l’Atalanta del 16 dicembre 2020, qui la svolta (in negativo) della sua stagione: dopo appena 27 minuti di gioco subisce un brutto fallo ed è costretto al cambio, si scoprirà in seguito di una calcificazione della membrana tra tibia e perone, un posto atipico. Inizia così un calvario durato fino al 17 luglio 2021, giorno in cui si decide di risolvere il problema con un operazione che non poteva essere anticipata poiché la calcificazione era ancora “attiva”.

Il centrocampista brasiliano dopo un lungo periodo di stop è tornato ad allenarsi in gruppo il 29 settembre ma ad oggi ha giocatori solamente il 14% dei minuti stagionali in cui era a disposizione di Allegri (166′ su 1170′). Ha colpito soprattutto la sua non presenza nelle ultime partite, ma probabilmente giocherà pomeriggio contro gli svedesi. Eppure Allegri ha espresso solo giudizi positivi sul giocatore, evidenziandone l’impegno e la professionalità in allenamento e soprattutto le qualità tecniche.

Arthur in Verona-Juventus. Foto: Juventus.com

La tecnica di Arthur non è in discussione, piuttosto i dubbi nascono sulla sua collocazione tattica e sull’utilità delle sue caratteristiche in un calcio che non prevede un certo tipo di palleggio. Nel periodo precedente all’infortunio aveva iniziato a farsi notare per le sue qualità di gestione della palla, atipiche per la nostra rosa; tuttavia, in altre occasioni non è riuscito ad incidere, anzi.

Già nella passata stagione Arthur aveva dimostrato che “non era Pirlo”, ovvero che non era in grado da solo di mettere in porta l’attaccante o di illuminare il campo con lanci a occhi chiusi. Tuttavia più le cose si aggiustavano, non senza qualche difficoltà, più le sue prestazioni miglioravano; la Juventus sembrava aver trovato, temporaneamente, una certa stabilità intorno al duo Bentancur-Arthur, con McKennie più libero davanti a loro. Fino all’infortunio.

Parliamo di un giocatore che preferisce giocare sul corto, non a caso era stato designato come erede di Xavi per il tiki-taka blaugrana. Nella stagione 2018-2019 gioca 27 partite in campionato, questi i dati di Sofascore:

Assist1
Tocchi53.1
Grandi opportunità create3
Passaggi chiave0.5
Precisione44.3 (94%)
Precisione passaggi nella propria metà campo17.1 (96%)
Precisione passaggi nella metà campo avversaria27.3 (91%)
Palle lunghe precise2.1 (85%)
Precisione passaggi corti0.9 (63%)

Recuperi a partita0.3
Tackle a partita0.6
Possesso vinto0.4
Dribbling subiti a partita0.3
Salvataggi per partita0.3
Errore che ha portato al tiro1
Errori che hanno portato al gol0
Falli da rigore commessi0

Dribbling riusciti0.4 (59%)
Contrasti totali vinti2.5 (61%)
Contrasti a terra vinti2.4 (64%)
Contrasti aerei vinti0.1 (30%)
Possesso perso4.5
Falli0.4
Falli subiti1.5
Fuorigioco0.0

Ma il meglio di sé lo mostra probabilmente nella Champions Legue 2018-19, giocando 9 partite con il Barça che arriva fino alle semifinali. A stupire è soprattutto nella sfida casalinga contro l’Inter (qui un video esplicativo).

Arthur con la maglia blaugrana

Arthur era considerato tra i migliori talenti brasiliani fino a qualche anno fa, dopo aver vinto la Copa Libertadores nel 2017 con il Gremio e la Copa America con il Brasile nel 2019, in entrambi in casi da titolare. É per questo motivo che il Barcellona ha scelto di investire su di lui 31 milioni più 9 di bonus; ma tra la presenza ingombrante di Busquets e l’acquisto di De Jong diventa difficile trovare spazio e come se non bastasse viene messo fuori rosa a dicembre 2019.

Sicuramente Arthur non ha saputo sfruttare a dovere le occasioni che gli sono state offerte e non è mai riuscito ad esprimersi appieno in Europa, anche per qualche infortunio di troppo. Ma nell’attuale centrocampo della Juve, carente di tecnica e incapace di gestire il possesso, possibile che Arthur giochi così poco?

Arthur in Juventus-Roma. Foto:Juventus.com

Nella Juve ha giocato appena 1880 minuti da quando è arrivato e in questi ultimi mesi non abbiamo mai potuto vederlo insieme a Locatelli. Il brasiliano potrebbe dare una grossa mano al nazionale italiano, agendo da mezz’ala di possesso sul centro sinistra o in una doppia mediana, permettendo maggiori inserimenti per Locatelli, ma anche meno responsabilità nel palleggio, abbinando il gioco corto di Arthur con i lanci lunghi dell’ex Sassuolo. Probabilmente rimane un giocatore poco universale, troppo legato al calcio spagnolo (“Ha caratteristiche da calcio spagnolo, il suo calcio è corto e vede magari poco davanti”, Pirlo dopo Crotone-Juventus) con una fitta rete di passaggi corti, spesso all’indietro. In alcune partite è sembrato sul punto di diventare veramente utile alla Juventus, soprattutto contro squadre che lo pressavano in maniera diretta dove poteva mettere in mostra la sua capacità di difendere il pallone e smarcarsi sfruttando un baricentro basso e gambe forti, ma è durato troppo poco. Eppure meriterebbe più occasioni, soprattutto con continuità, perché il potenziale per fare bene(ma non benissimo) è presente.

Che ci sia dietro una scelta di mercato?

I guru del mercato danno Arthur lontano da Torino già a gennaio, il che spiegherebbe il suo limitatissimo utilizzo; probabilmente sarebbe potuto essere il centrocampista tanto cercato da Sarri, le loro strade non si sono incrociate per questione di pochi mesi.

Difficile ipotizzarne la destinazione, tra un ritorno in Spagna(Siviglia), la Premier Legue( Arsenal, su esplicita richiesta di Arteta) o addirittura la fredda terra teutonica.

Il giornale sportivo teutonico Abendzeitung stamattina ha dato la notizia di un interessamento anche del BayernMonaco con una proposta di scambio con il terzino francese Pavard, ma nessuna conferma in merito.

Il 25enne pesa a bilancio 17,2 milioni annui: 10,72 mln di ammortamento e 6,49 mln di ingaggio lordo(usufruisce del decreto crescita). Per questa ragione appare complicato cederlo nel breve periodo, il suo valore residuo al 30/06/2021 è di 60 milioni, 50 al 30/06/2022; occorre ragionare sull’ottica di un prestito con diritto/obbligo(più difficile) di riscatto. Nel mentre, Arthur ha cambiato agente, entrando nella scuderia di Federico Pastorello.

Appare evidente una cosa sola: o inizia a giocare con regolarità (perché sarebbe inutile testarlo e giudicarlo con 1 partita giocata su 7) o viene mandato altrove per liberare quanto meno il posto ad un altro centrocampista, ad esempio il rientro di Rovella dal Genoa. Arthur probabilmente ambisce a scendere in campo con continuità dopo il grave infortunio e l’operazione della scorsa estate, con l’obiettivo anche di riconquistare un posto nel Brasile per il Mondiale di Qatar 2022.

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