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#JPostMatch, Salernitana-Juventus 0-1: il minimo indispensabile per restare in corsa

Juve corsara a Salerno, per provare a inseguire le prime della classe e soprattutto per aumentare il distacco dai bergamaschi, vincenti in goleada contro il Venezia.

Questo era l’unico risultato pensabile, 3 punti obbligatori, non vi erano scuse o attenuanti, si torna a Torino con la consapevolezza che c’è tanto lavoro da fare perché bisogna chiudere prima le partite, in un paio di occasioni siamo stati salvati dalla dea bendata, non avremmo meritato questa punizione. Era fondamentale vincere con questo tipo di partita e sarà ancora più importante continuare a vincere contro le squadre piccole, per non ripetere gli errori della passata stagione (0 punti tra andata e ritorno con il Benevento), la sconfitta con l’Empoli e le disfatte subite con Verona e Sassuolo, pur essendo squadre più dotate.

La Partita

Allegri oggi schiera una formazione differente rispetto alle altre gare, tendente al 4-2-3-1 con Dybala libero di svariare, Kean unica punta, Kulusevski e Bernardeschi larghi.

Una squadra molto più propositiva del solito, complice un avversario di ben differente valore (8 punti in 15 partite, ultimo posto in serie A) e probabilmente anche la voglia di riscattare la sconfitta casalinga di qualche giorno fa.

La Juve arriva facilmente sulla trequarti avversaria, tuttavia raramente riesce a tirare con precisione verso lo specchio e trova il gol dopo una buona combinazione tra Locatelli, Dybala e Kulusevski e la rete del nostro dieci argentino con un tiro al limite dell’area.

Eppure la Juve non riesce a chiudere la partita e rischia di subire gol alla prima e alla seconda occasione dei padroni di casa, nonostante un possesso a senso unico.

Il gol del raddoppio arriva solo al 70esimo con Alvaro Morata, rete che dona un pizzico di tranquillità alla squadra in una partita che poteva finire 4-0 ma che ha rischiato di prendere svolte clamorose. Nel finale il terzo gol non arriva per via di alcune occasioni sprecate e per mancanza di cattiveria, nonostante un bella azione di Kulusevski, Morata e Dybala (ipnotizzato da Belec). All’ultimo secondo della partita Morata si guadagna un calcio di rigore ma Dybala scivola e tira alto.

Più rabbia, più ordine e meno leggerezze

Nelle prossime partite dovranno essere sistemate alcune cose, considerando il valore delle avversarie e le necessità di trovare certezze, miglioramenti e qualità di gioco.

Le partite vanno chiuse prima per addormentare le voglie di ribalta dell’avversario e per stare tranquilli, il pareggio sul primo tiro subito è tra le cose più odiose del calcio.

Ecco Pellegrini oggi ha messo in mezzo alcuni palloni interessanti, senza strafare, una roba che Alex Sandro sembra aver scordato da qualche anno. Oggi merita la titolarità, sperando funzioni come stimolante per il dormiente brasiliano.

Pertanto, nelle prossime partite ci aspettiamo maggiore cattiveria, più ordine e qualche minuto in più per Soulè (entrato per assistere al rigore di Dybala), De Winter e soprattutto di Arthur: il brasiliano è un oggetto misterioso, rimane inspiegabile il suo scarsissimo utilizzo. La sfida con il Malmo sarà la vetrina per chi ha giocato meno, Rugani compreso.

Appuntamento a domenica sera per la sfida casalinga al Genoa di Sheva.

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