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#JPostMatch, Juventus-Atalanta 0-1: sulla gogna anche Allegri

Quanta amarezza nel vedere la Juve ridotta in questo stato, quanta agonia in questo periodo buio, forse eravamo abituati troppo bene, bisognerà abituarsi a qualcosa di diverso per un po’, sperando che questo lasso di tempo transitorio duri il meno possibile. D’altronde la storia è ciclica anche nello sport, per anni si vince, poi si inizia a sprofondare e si ritorna dopo qualche anno (se va bene), funziona così, piaccia o non piaccia.

La Partita

Inutile dire che è stata una brutta partita, probabilmente per entrambe le squadre.

Occasioni vere ce ne sono state poche, nel primo tempo per noi si segnala solo il lancio di McKennie per Chiesa che si avvicina in area e viene stoppato da una grande intervento di Toloi. Per il resto zero. Il loro gol nasce da un errore nostro che vede Djimsiti abile e sveglio a lanciare di prima Zapata.

Il secondo tempo inizia peggio del primo con la Juve che non riesce a superare la metà campo prima di ritrovare un po’ di forze nel finale, ma non basta.

Si segnala l’infortunio di Chiesa nel primo tempo, sostituito all’intervallo, lo rivedremo nel 2022; infortunio anche per McKennie dopo un’ora di gioco, ma nessuna lesione per lui, in dubbio per il turno infrasettimanale.

Gli spettri del passato

Ma la delusione non deriva dalla sconfitta con l’Atalanta, perché in fondo con i bergamaschi si può perdere e soffrire. Tuttavia, ieri non è stata una grande Atalanta, ha creato poco (anche per merito nostro), eppure non abbiamo avuto il coraggio, la forza, l’idea di cambiare e fare qualcosa di diverso rispetto alle altre partite. Discutibili i cambi, le scelte, l’approccio.

Un anno fa, dopo 14 giornate, avevamo 27 punti, terzi in classifica a -7 dalla prima, 27 gol fatti e 14 subiti. Oggi siamo ottavi con 18 gol fatti e 16 subiti, a-7 dalla quarta e a-11 dalla prima (momentaneamente). La Juventus non iniziava così male dai tempi di Del Neri, e avevamo anche tre punti in più. Ma il dato preoccupante non riguarda tanto i punti o i pochi gol fatti (siamo il tredicesimo attacco del campionato), quanto piuttosto le occasioni create che scarseggiano come l’acqua nel Sahara.

Quando si ricostruisce si cerca di aprire un nuovo inizio, anche se capita di sbagliare gli acquisti, la scelta tecnica e tante altre cose. Non è importante solo la classifica, che di suo è già disastrosa, ma anche quello che riesci a migliorare: se dopo 19 partite stagionali e un precampionato non si riesce a vedere un minimo di organizzazione offensiva, qualche automatismo e una discreta gestione del possesso, viene da chiedere “Ma cosa hanno fatto in questo precampionato?”.

Ora si contesta anche Max

Ciò che probabilmente più delude è l’apporto del mister, ci si aspettava sicuramente un upgrade rispetto all’esordiente Pirlo, ad oggi vi è stato un downgrade. Eppure parliamo di un allenatore preparato, stimato, vincente. Oggi è giusto dire che la sua gestione tecnica è ampiamente insufficiente. La squadra sembra improvvisare ogni singola azione, non è preparata a cosa deve fare, non è valorizzata e sicuramente non sta rendendo al 100%. Questa non è una squadra da gestire come anni fa, ma da sviluppare. Il suo è un contratto lungo (4 anni), ciò significa che anche il progetto è altrettanto lungo, si attendono miglioramenti anche nel breve e un minimo di identità.

La rosa, come ben sappiamo, non è esattamente il top che ogni allenatore vorrebbe avere, deficitaria in tanti ruoli: manca un terzino sinistro, manca qualità a centrocampo, manca un bomber che segni con continuità. Su questo siamo tutti d’accordo.

Ma non si chiede di essere nella top 4 d’Europa, di fare 95 punti in campionato e di dominare in lungo e in largo. Si chiede di mostrare un minimo di organizzazione, una certa dose di coraggio, e un’alternativa di gioco valida (ciò che in questa rubrica si chiede ormai da tempo, anche quando si vince). Molti giocatori stanno deludendo, tra chi sbaglia passaggi di due metri a chi dorme in campo.

Va anche detto che non è facile per Morata giocare a 60 metri dalla porta, isolato con due centrali alle spalle e che prova a farsi la metà campo correndo palla al piede; lo stesso si può dire di Chiesa, emarginato sulla linea del centrocampo, lontanissimo dalla porta. Rabiot non è Vieira, ma se deve stare largo a tutta fascia non può che peggiorare, si esalta quando gli viene dato il compito adatto alle sue caratteristiche (come contro la Lazio).

Alex Sandro aveva iniziato anche bene la stagione, subito dopo è ritornato ai livelli delle ultime stagioni: apatico, impalpabile, dormiente. Ma perché continua a giocare? Al netto della disponibilità di Pellegrini, se il brasiliano non rende deve fare panchina, non esistono altre soluzioni. Anche Morata sta giocando male, eppure è sempre titolare, anche ora che abbiamo Kean; il nostro canterano può fare peggio? Lo stesso Kaio Jorge a questo punto meriterebbe più di qualche minuto nel finale.

Abbiamo altri giocatori costantemente relegati in panchina, pur non avendo certo convinto, tipo Arthur e Kulusevski. Quante occasioni hanno avuto Bentancur e Bernardeschi? Per quale motivo il brasiliano non gioca mai due partite da titolare consecutive? Sarebbe logico provarlo qualche volta insieme a Locatelli, può essere veramente così scarso da non giocare mai? Lo svedese non è costato 4 lire, su di lui va fatta una scelta, o lo provi e lo valuti per diverse gare consecutive (come successo al Milan con Leao) o lo cedi senza pensarci. Ma innanzitutto fallo giocare, poi si vede.

Pesa sicuramente l’assenza di CR7, andato via a fine mercato. Rimangono comunque dubbi sulla sua utilità a 50 metri dalla porta avversaria.

Indecorose le dichiarazione post-partite:

«Dopo la partita ho detto alla squadra di non essere delusi. Hanno fatto una buona prestazione, con cose da migliorare. Abbiamo concesso poco all’Atalanta che è da anni tra le migliori quattro, l’episodio ci è andato contro. Abbiamo fatto la stessa prestazione che con Milan, Inter, Roma, Lazio. Abbiamo creato delle occasioni, ma ora dobbiamo essere realisti. Abbiamo 21 punti e da qui dobbiamo ripartire. Bisogna lavorare, non serve fare processi o dire ma, se… La squadra stasera ha fatto una bella prestazione».

Cosa ci aspetta

Se vogliamo rimanere in cosa per il quarto posto toccherà vincere le prossime 5 partite di campioanto, non ci saranno scuse, i punti di distanza iniziano ad essere tanti e si rischia di iniziare l’anno nuovo senza obiettivi alla portata.

Salernitana, Genoa, (Malmo),Venezia, Bologna, Cagliari: sono tutte gare in cui non sussiste alcuna scusa in merito ad un centrocampo non all’altezza, la mancanza di un bomber e di tutto il resto. Si può solo vincere, osando e iniziando a cambiare qualcosa, peggio non può andare.

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