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RawDiamonds: Boubacar Kamara

OM vs PSG, la sfida infinita.

“Ici c’est pas la capitale. C’est Marseille bébé!”

Una frase divenuta iconica, che indica inequivocabilmente due modi completamente diversi di intendere la Francia.

Parigi: lussuosa, nobile, altera, grigia, borghese, proiettata nella realtà mitteleuropea.

Marsiglia: popolare, solare, confusionaria, irrazionale, proiettata nel Mediterraneo.

Marseille.

La capitale del sud è caratterizzata da una identità forte, in contrapposizione quasi feroce con la Ville Lumiere, rivale odiata di sempre, rivalità che a livello sportivo si e amplificata a causa della svolta “mediorientale” del PSG.

Chi cresce all’ombra dello splendido Velodrome non può sognare altra cosa che abbattere l’odiato regime sportivo parigino, basato sui denari qatarioti, percepito come un tradimento della storia e dei valori del calcio transalpino.

I capitolini hanno dalla loro il potere economico, ma anche un serbatoio giovanile enorme, anche se almeno in questo gli altri club del paese possono combattere ad armi pari.

Il Velodrome

L’OM sopratutto può contare, oltre sulle strutture societarie di livello, sulla passione e l’amore per i colori bianco azzurri che si respira in tutta la Provenza, che contagia anche i più piccini, alimentando un vivaio florido e produttivo.

Uno degli ambasciatori di questo sentimento è il nostro Boubacar Kamara, numero 4 dell’Olympique che sta conquistando la ribalta delle cronache grazie a ottime prestazioni e ad un contratto in scadenza, che non verrà rinnovato.

Floor general

La Juventus, come altri club, è data in vigile attesa, pronta a sfruttare la situazione a proprio vantaggio, pur correndo il rischio di indispettire un club amico come l’OM.

Biografia

Boubacar Kamara nasce nel 9º arrondissement di Marsiglia, uno dei distretti orientali della città, il 23 novembre 1999.

Il padre è senegalese, mente la madre è corsa.

Boubacar invece è marsigliese, ma che più marsigliese non si può, come tutti quelli che vengono al mondo in questa strana città sferzata dal Mistral.

Essere marsigliese però non è mangiare la tapenade o bere il pastis, o meglio è anche questo, ma Marsiglia è anche e sopratutto l’OM.

Sotto la sua curva.

Orgoglio cittadino, la squadra di casa al Velodrome è il vero amore di ogni cittadino della capitale del sud. Non importa l’origine etnica, la religione, la posizione sociale o le idee politiche, quando scende in campo l’Olympique la città intera di stringe come un pugno attorno ai biancazzurri.

Uno spettacolo festoso che va oltre i successi, i marsigliesi non hanno bisogno dei denari dei Tapie di turno per supportare il club locale. Questa è la differenza con Parigi, amano sottolineare.

Parte di questa gioiosa marea umana multicolore, sebbene orgogliosamente targata OM, è anche il nostro Boubacar.

Non si capisce bene se è stata la madre Cathy a contagiare il piccolo o viceversa, ma già dall’età dei sei anni madre e figlio frequentano la curva con i gruppi storici del tifo organizzato.

Boubacar lo promette, presto sarà lui a scendere in campo per la febbre del Velodrome.

Al debutto in Europa League.

Sembra una delle tenere battute che fanno i bambini, spinti dal loro entusiasmo e dalla loro ingenuità, ma per Kamara è una promessa ed un obbligo che si tramuta in una vera e propria ossessione quando nel settembre 2005 viene selezionato per entrare a far parte del centro di formazione dell’OM.

Kamara sarà un punto fisso del settore giovanile marsigliese, da capitano di buona parte delle selezioni del vivaio dimostra una dedizione ed un impegno per la causa incredibilmente profondi.

Marsiglia nel sangue.

Bouba inizia a bazzicare la prima squadra nel 16/17, debuttando in Coupe de la Ligue a fine 2016, ma raggiunge anche l’apice della sua carriera giovanile con la fascia di capitano vestita in occasione della finale 2017 della Coupe Gambardella, disputata con l’U19, dopo che Jacques Abardonado lo aveva reso una colonna della squadra riserve marsigliese.

Il tecnico, che ne ha seguito questa fase di crescita attentamente, ne ricorda la qualità tecnica, la polivalenza tattica, ma sopratutto un attaccamento alla causa lodevole.

Nel maggio del 2017 sottoscrive un triennale che ne sancisce l’inclusione nella prima squadra, dove conquisterà diversi record di precocità.

Nel suo debutto in Europa League a soli 17 anni e 10 mesi, scende in campo da titolare nella sfida contro il Konyaspor, come mai nessuno prima d’ora.

Prenderà parte a tutte le competizioni, dimostrando che, sebbene appena maggiorenne, il suo contributo poteva essere prezioso per il club.

Così avviene la stagione successiva, con ben 26 presenze da titolare, nonostante la presenza in rosa di gente del calibro di Adil Rami, Luiz Gustavo e Caleta-Car.

Kamara, Thauvin e Payet. OM pura.

Arriva anche la prima rete da professionista, messa a segno sul campo del Bordeaux.

Insomma una carriera iniziata precocemente e che sembra sorridere a Kamara, giudicato fondamentale per i futuro del club da Villas Boas che certifica il tutto con un rinnovo con adeguamento fino al 2022, nonostante una trattativa travagliata.

Nelle stagioni a seguire sarà uno degli elementi di spicco dell’OM, disputando un gran numero di gare con il numero 4 sulle spalle. La sua versatilità tattica aiuterà i vari allenatori che si siederanno in panchina alla Velodrome a trovare soluzioni ai infortuni e squalifiche.

Boubacar infatti gioca quasi indifferentemente da centrale di difesa, da terzino destro e ultimamente anche da mediano. Ruoli diversi, ma sempre un enorme impegno, qualità e concentrazione per la causa marsigliese.

Orgoglio cittadino.

D’altronde Kamara pur essendo giovane ha già dimostrato di essere pronto a prendersi responsabilità importanti, in campo come fuori.

Infatti Bouba è già padre di famiglia, avendo avuto già un primo figlio dalla moglie Coralie Porrovecchio, ora in dolce attesa del secondogenito.

La famiglia Kamara

Anche in questo ambito il figlio di Cathy ribadisce la sua precocità e la sua serietà, nel prendersi cura della famiglia, come della difesa del Marsiglia.

Kamara si è conquistato un posto da titolare nella squadra del cuore, ma ha dato tanto anche alle selezioni nazionali giovanili, con 48 presenze dalla U17 a salire, sebbene l’ultima esclusione dall’U21 in estate abbia riaperto la porta alla nazionale senegalese, eredità paterna.

Ai tempi dell’U19

Dopo un percorso di crescita personale e tecnica eccezionale in seno all’OM, dove ha saputo cogliere le occasioni offerte e sfiorato più titoli, Boubacar si è deciso a cercare fortuna fuori dalla Provenza, attirando su di se molti sguardi interessati.

Fisicamente prestante, discretamente tecnico, versatile, affidabile e carismatico Kamara potrebbe rivelarsi un colpo di mercato molto interessante, a un prezzo d’occasione.

Caratteristiche tecniche

Boubacar Kamara è un calciatore di grande versatilità ed adattabilità.

Nasce come centrale di difesa, schierato per lo più sulla destra, con tale profitto che spesso ha saputo calarsi nel ruolo di terzino destro.

La svolta definitiva però è arrivata con l’occupazione del ruolo di mediano a schermo della difesa. Una scelta che ha diverse ragioni, sia dal punto di vista tattico, che nel ottimizzare le qualità del numero 4.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

In questa veste nell’ultima stagione ha spiccato il volo, dimostrandosi un calciatore di livello superiore, in grado di proteggere la difesa e di ripulire la costruzione dell’azione, pur con qualche limite.

Dal punto di vista fisico Boubacar è un buon atleta. 186 centimetri di statura, ottima capacità di elevazione, tempismo e coordinazione. Fisicamente ectomorfo, ma dotato di buona forza e resistenza, non brilla particolarmente per velocità nel lungo, mentre è più a suo agio negli spazi più stretti.

In conduzione.

Kamara è un calciatore affidabile in marcatura sull’uomo, molto concentrato, attento, dotato di un ottimo senso dell’anticipo e reattività. Caratteristiche che sono presenti anche quando viene schierato da mediano, con compiti di schermo per la difesa più che di diretta interdizione sull’uomo.

Estremamente attento, abile nel controllo dello spazio e nel prevenire le minacce avversarie, si rivela particolarmente dotato nel negare la profondità ai passaggi avversari, leggendo bene i filtranti avversari e negando le linee di passaggio verticali anche con l’intercetto della sfera.

Anticipo o intercetto?

Difensivamente si rivela abilissimo nella fase di riconquista del pallone, vincendo più del 70% dei tackle e risultando vincitore del 42,4% dei duelli, di due duelli aerei su tre (fra i migliori 8% nei big5) e portando a successo una azione di pressione alta nel 35.1% dei casi (fra i migliori 7% dei big 5). Tutti dati che ci rendono efficacemente l’idea della grande capacità di Kamara nel rompere il gioco avversario, in maniera talvolta dura, ma anche pulita ed intelligente.

Contrasto stilisticamente perfetto.

Infatti nonostante l’enorme mole di lavoro difensivo svolto il marsigliese si vede fischiare molti pochi falli e ancor meno ammonizioni, grazie ad sicuramente ad un mix di conoscenza del gioco, fisicità, astuzia e controllo del proprio corpo.

Il tallone d’Achille in fase di non possesso di Boubacar è una certa sofferenza contro avversari più rapidi. Se a corta distanza la sua qualità nell’interpretare spazio e posizioni lo rendono un ostacolo difficile da superare, quando le distanze si amplificano tende a soffrire l’assenza di un allungo particolarmente brillante.

In questa ottica il suo avanzamento in mediana da parte di Villas Boas rappresenta una scelta molto attenta e comprensibile.

Avendo alle spalle la linea difensiva pronta a coprire la profondità Boubacar si vedeva liberato della incombenza che più lo metteva in difficoltà, potendosi concentrare sul giocare in anticipo e sulle linee di passaggio, ma anche alla costruzione dell’azione offensiva.

Nonostante la nascita come centrale difensivo Kamara si è sempre distinto per sensibilità di piede e capacità di gestione della sfera, elevate anche per gli standard moderni dei difensori registi.

La sua presenza in campo rende l’OM molto più resistente al pressing avversario, la sua versatilità nell’abbassarsi fra i difensori, applicando la salida lavolpiana libera i terzini da compiti difensivi, rendendo la manovra offensiva più efficace ed avvolgente.

In costruzione.

Boubacar può contare su un repertorio tecnico non troppo vistoso, ma efficace, pulito e preciso.

Strettamente destrorso, con un primo controllo molto buono e una sicura gestione palla nello stretto, Kamara sa sfruttare molto bene il proprio fisico per schermare la ricezione palla e proteggere il possesso, smistando con efficienza la sfera, grazie alla ottima comprensione degli spazi e della posizione di compagni ed avversari.

Can’t touch this..

Ottimo passatore sulla breve e media distanza, ha i mezzi tecnici per soluzioni più ambiziose che talvolta utilizza, ma con molta parsimonia. Preferisce infatti cercare la giocata semplice, sopratutto per mettere a proprio agio i calciatori più creativi (Payet e Thauvin ringraziano) nell’ultimo terzo di campo.

Kamara non è un elemento particolarmente pericoloso a livello offensivo, un po’ per le sue attitudini ed un po’ per l’impianto tattico marsigliese.

Un raro tiro in porta

Nonostante una capacità di calcio interessante, sia per la conclusione che per il cross o il lancio, difficilmente Bouba si trasforma in una minaccia diretta per gli avversari. Sembra infatti molto più a suo agio nel ruolo di facilitatore di gioco e protettore della retroguardia.

Anche la sua abilità nel gioco aereo non si traduce in una minaccia per i portieri avversari, nonostante nel fondamentale abbia dimostrato qualità di tempismo, elevazione e posizionamento di ottimo livello.

In aria.

Dal punto di vista caratteriale Kamara è un calciatore di grande carisma e dalla leadership nata.

Calmo, concentrato, attento, sicuro di se, ma anche esigente con se stesso in gara come in allenamento, possiede una determinazione ed una dedizione alla causa encomiabili.

Non è però un “primo violino” del reparto, ma un eccellente gregario o ingranaggio di un sistema. Ha il pregio di lavorare molto per la squadra, anche se il più delle volte i frutti più vistosi della sua applicazione saranno colti dai compagni di squadra, sia in attacco che in difesa. Tuttavia questo a Boubacar sembra non importare. È sempre stato un capitano da quando era un bimbo ed un capitano fa esattamente questo, mette le esigenze e le onorificenze del collettivo prima che quelle personali.

Esultanza

Questa sua personalità gli ha riservato la stima di tutti gli allenatori che hanno avuto modo di lavorare con lui, definito un vero secondo in comando per i tecnici, responsabile e disciplinato, in grado di richiamare all’ordine i compagni, anche con durezza, a dispetto della giovane età.

Evoluzione

Kamara è un ventiduenne con quasi tredicimila minuti di calcio professionistico sul groppone.

Contro il Porto,

Non sono molti coloro che possono vantare cifre simili, sopratutto al livello competitivo a cui Boubacar si è dimostrato protagonista.

La sua crescita è senza dubbio dovuta a qualità fisiche, tattiche e tecniche di grande livello, ma anche la duttilità del ragazzo ha aiutato molto.

Terzino destro, centrale di difesa ed ora mediano, compiti sempre assolti con intelligenza e maestria.

In anticipo

Lo schermo davanti alla linea difensiva è certamente il contesto in cui ha reso meglio, ma la storia tattica di Bouba ci indica che il suo futuro potrebbe essere non solo quello di jolly difensivo.

Caratteristica preziosa la versatilità in un calcio sempre più frenetico e privo di tempi di recupero.

Per quanto concerne il livello a cui potrebbe aspirare Kamara credo sia sufficiente dare un’occhiata alle voci di mercato per comprendere come il suo futuro, che si sa già lontano da Marsiglia, sarà comunque legato ad un club di livello europeo.

Si è parlato di Sevilla, vista la necessità degli andalusi di sostituire Fernando.

Si è parlato di Chelsea, con i Blues che vorrebbero sostituire Jorginho, qualora uscisse, con un profilo più fisico, anche se dotato come palleggiatore.

Milan ed Inter sono interessate per sostituire il partente Kessie e il sempre appetibile Brozovic, possibile plusvalenza per puntellare il bilancio nero azzurro.

Infine anche il Psg sembra aver fiutato l’affare, volendo sostituire Gueye, ma sarebbe un tradimento troppo crudele per un marsigliese purosangue come il figlio della ultras Cathy.

Testa alta

Vestito in bianconero

Non è mancato l’accostamento anche fra la Vecchia Signora e Kamara.

Le motivazioni sono diverse e anche piuttosto plausibili.

La Juventus storicamente ha sempre avuto un buon feeling con i calciatori d’oltralpe, inoltre il profilo di Boubacar risponde a indicazioni ed esigenze già illustrate dalla nuova dirigenza.

In scadenza di contratto, per cui acquisibile a zero o con esborso limitato per non incrinare i buoni rapporti con l’OM, giovane, ma già dotato di esperienza, integro, polivalente e dal carattere adatto ad un grande club, il ragazzo potrebbe vedersi discretamente bene in maglia bianconera.

In gol.

Confrontando le esigenze tecniche e le voci di mercato Kamara pare una versione light di Aurélien Tchuoameni, calciatore già abbondantemente accostato alla Juventus sul quale ormai c’è già mezza Europa.

Rispetto al monegasco Kamara ha un possibile costo inferiore, può fornire un contributo paragonabile per recupero palla e rottura dell’azione avversaria, oltre che compiti di regia corta e pulizia della costruzione. Boubacar non ha il potenziale fisico e tecnico da dominatore del centrocampo, ma offre una duttilità tattica preziosa, potendo riempire diversi ruoli e offrendo flessibilità ed affidabilità.

Il duello con Caicedo.

Come detto in precedenza il francese è un giocatore di sistema funzionale ed intelligente, bravo nel migliorare i compagni e nel facilitarne i compiti, quando si può muovere in un meccanismo di gioco definito.

L’incognita maggiore dell’eventuale matrimonio Kamara-Juventus è legata proprio all’assenza di uno spartito tattico definito nella nostra squadra, ma è anche corretto dire che la presenza dei calciatori adatti influenza lo spartito stesso.

Conclusione

Dice un detto occitano “i marsigliesi non temono nessuno” e Kamara ha già dimostrato nel suo percorso sportivo di non avere paura di mettersi alla prova e di nuove sfide.

Non si tratta solo di sapersi adattare a un nuovo ruolo o scegliere una nuova squadra, ma di essere un leader tecnico ed emotivo.

Ici c’est pas la capitale.

Insomma di essere un capitano vero e Boubacar è nato per essere un capitano.

Le squadre vincenti hanno bisogno di gente così, di capitàni non per la fascia al braccio, ma per la loro capacità di mettere il collettivo sopra ogni problematica personale, guidando i compagni e indirizzandoli.

Puntando la porta.

Kamara possiede queste qualità, oltre a un bagaglio tecnico notevole e sono certo che la sua carriera sarà ad alto livello, anche se dovrà lasciare la sua amata Marsiglia per raggiungere i trofei ed il successo che il suo talento merita.

Riassunto

Stefano Follador

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