#RawDiamonds

RawDiamonds: Borna Sosa

Nel nono Cerchio dell’inferno di Dante dimorano i traditori della patria, condannati a passare l’eternità nelle acque gelate dell’Antenora.

Il Sommo Poeta identifica in questo luogo di gelido dolore tante figure a lui note e conosciute, macchiatesi di trame oscure ai danni di Firenze e pronti a cambiare bando per denaro ed ambizione.

Non così grave da meritare la dannazione eterna, ma anche nel mondo del calcio esistono i traditori della patria.

Cresciuti in paese, svezzati calcisticamente e divenuti grandi con la collaborazione di determinati colori, cambiano casacca senza preavviso per il tornaconto personale.

Borna Sosa purtroppo è stato quasi uno di questi.

Dopo essere cresciuto a Zagabria, vestendo la maglia della Dinamo e della selezione croata nelle varie categorie giovanili, Borna ha cercato fortuna in quel di Stoccarda.

In Svevia l’esterno sinistro ha trovato anno dopo anno una espressione altissima del suo talento, tanto che, dopo aver ottenuto la cittadinanza tedesca, lo stesso Low lo ha contattato per vagliarne la disponibilità per Euro2021.

Sosa ha cercato di diventare un membro della spedizione germanica, ma senza successo a causa delle nuove norme Fifa relative alla naturalizzazione.

Cornuto e mazziato a causa del caso diplomatico sollevato Borna è stato escluso dai convocati per la Croazia, nonostante la stagione grandiosa disputata.

Tradire la patria pare che non sempre vada a buon fine, ma l’estate di riposo sembra aver fatto bene al laterale sinistro, che pur orfano di Kaladjzic e del fu Wamangituka, ora Katompa Mvumpa, sta continuando a fare molto bene in Bundesliga, attirando gli interessi di club di altissimo livello.

Biografia

Borna Sosa nasce a Zagabria, quartiere Pecko, il 21 gennaio 1998.

Figlio di una coppia bosniaco-croata, la madre Vesna infatti è di origine bosniaca anche se nata a Berlino, Borna cresce e passa la sua infanzia nella capitale croata.

Entra sin da giovanissimo nel vivaio della Dinamo Zagabria, la squadra che domina in tutto e per tutto il movimento calcistico del paese, anche se con molte zone oscure riguardanti sopratutto il padre padrone del calcio croato e presidente del club Zdravko Mamic.

Nel settore giovanile.

Dai sette anni Borna veste la maglia Modri eseguendo in maniera pressoché perfetta il percorso dalla scuola calcio alle porte della prima squadra.

Parte di una notevole nidiata di talenti, molti dei quali non del tutto compiuti oggi, Borna viene definito come il miglior terzino sinistro dai tempi dell’ex bianconero Robert Jarni.

Investitura importante che ha perfettamente senso se pensiamo al percorso nelle nazionali giovanili.

Uno degli ultimi allenamenti a Zagabria.

Con la suggestiva maglia a scacchi della Croazia Borna scende in campo sin dalla U14 per scalare le categorie della nazionale sino a giungere al polemico esordio in nazionale di questo agosto.

Con il club le cose procedono altrettanto bene.

Dopo una crescita costante ed importante nel vivaio inizia a trovare spazio anche in prima squadra.

La prima presenza è del 7 marzo 2015, subentrando nella vittoria per 2-0 sullo NK Zagabria.

Un anno più tardi disputa 90 minuti in coppa nella vittoria sullo Slaven Belupo, debutta il 12 luglio 2016 in Europa nella vittoria esterna sul Vardar a Skopje, Macedonia.

Con la stagione 17/18 Borna si impone fra gli elementi di rotazione della prima squadra, con 21 presenze e 4 assist in campionato, più altre comparsate in coppa nazionale e nello sfortunato preliminare di Champions.

In azione contro il Sevilla.

Bisogna però essere sinceri, alla soglia dei vent’anni probabilmente ci si attendeva una esplosione più clamorosa del Beckham di Zagabria.

Il ragazzo veniva infatti atteso come uno dei talenti più cristallini del vivaio, oltretutto in un ruolo dove negli ultimi lustri si è assistito ad una carenza qualitativa importante un po’ in tutto il pianeta calcio.

Sosa è cresciuto, ma non quanto atteso dalla dirigenza croata o da molti osservatori. Le qualità del calciatore sono evidenti, ma sembra ci sia una barriera comunicativa far lui ed il resto della squadra che impedisce al terzino sinistro di essere efficace.

Sosa firma per il VfB Stuttgart.

Probabilmente per questo la Dinamo nel maggio 2018 decide di incassare e passare oltre, liberando spazio per altri elementi del vivaio casalingo.

Borna ha fatto il suo tempo nel campionato croato e comprende che è il momento giusto per lasciare casa. Tuttavia le offerte sul tavolo non sono quelle di top club continentali, ma solamente una nobile decaduta del calcio teutonico: lo Stoccarda.

Gli svevi sono una delle squadre di metà classifica con ambizioni europee della Bundesliga, vogliono puntare all’Europa dopo averla sfiorata con il settimo posto della stagione 17/18 e Borna è parte della strategia di crescita e rinforzo del club.

A vestire la maglia delle Effezh la società chiama, oltre a Sosa (6 milioni €), un bel drappello di giovani: Nico Gonzalez (11.25 milioni €), Ozban Kabak (11 milioni €), Pablo Maffeo (9 milioni €), oltre agli esperti Gonzalo Castro e Daniel Didavi.

Una campagna acquisti dispendiosa, ambiziosa e con un occhio al futuro che sembra poter far sorridere i tifosi della Mercedes Benz Arena.

Ovviamente non sarà così.

Una annata deficitaria, numerosi infortuni portano la compagine biancorossa a chiudere la stagione al terzultimo posto, valido per i play out.

Allegria…

Sarà un epilogo stagionale drammatico dove lo Stoccarda non riuscirà ad avere ragione dell’Union Berlin. Al 2-2 casalingo farà seguito il pareggio a reti bianche nella capitale, con le punte Donis (ex Juventus) e Mario Gomez incapaci di pungere i capitolini.

Si tratta della seconda retrocessione in pochi anni, cosa inconsueta per il club, che si vede costretto a cedere diversi pezzi pregiati. Partono Pavard, Kabak, Baumgartl e Ascascibar.

Maffeo giunto in Germania con il biglietto da visita di terzino del futuro saluta con un triste prestito in direzione Girona.

Dal mercato arrivano elementi dal valore incognito. Un pennellone di oltre due metri austriaco, ma dal nome molto balcanico: Sasa Kaladjzic. Una freccia nera parigina senza una vera e propria identità, si dice si chiami Silas Wamangituka, ma scopriremo poi che il suo vero nome è Katompa Mvumpa. Chi segue la rubrica sa di chi stiamo parlando.

Sosa-Kaladjzic connection.

Borna nel frattempo osserva il tutto dall’infermeria.

Quando chiamato in causa ha risposto bene, ma le prime due stagioni in terra tedesca di riveleranno terribili a livello di infortuni. Tuttavia in un certo senso la sua indisponibilità si rivela una cosa positiva, dato che lo costringe a rimanere a Stoccarda per guarire e poi giocarsi le sue carte.

Solo dodici gare nella prima stagione in Bundesliga, quella terminata con la retrocessione. Altrettante l’anno successivo in cadetteria dove però compie un incontro fondamentale per la sua crescita tecnica e sportiva: Pellegrino Matarazzo.

Sosa e Matarazzo.

Il tecnico Italostatunitense, ex assistente e compagno di corso di Julian Nagelsmann, viene assunto a stagione in corso dal capace dirigente Sven Mislintat.

In pochi mesi il tecnico del New Jersey, sebbene di formazione teutonica, cambia completamente le dinamiche del club e dei suoi calciatori.

Borna Sosa è di certo uno di coloro che trovano maggior beneficio nel nuovo corso tecnico.

Con la promozione in Bundesliga, giunta grazie al secondo posto in campionato, arriva anche una certa stabilità fisica per l’esterno croato.

Matarazzo lo convince a giocare da fluidificante sinistro nel suo 3-4-2-1, liberandolo da alcuni compiti di copertura e fornendogli un bersaglio per i suoi traversoni.

La connessione Sosa-Kaladjzic è una costante del buon campionato dello Stoccarda, assieme alle accelerazioni di Nico Gonzalez e di Silas Wamangituka.

Traversone plastico.

Gli Svevi chiudono la stagione in frenata, ma da neopromossi si piazzano nella metà sinistra della classifica, nonostante gli infortuni della stella congolese Katompa Mvumpa.

Borna Sosa si dimostra uno specialista terrificante sulla fascia mancina, sfornando assist a ripetizione e combinando alla grande con i compagni. Il meccanismo congegnato da Matarazzo è uno spettacolo e fin quando lo Stoccarda ha potuto contare su tutti gli effettivi si è rivelato fra le compagini più interessanti del continente, con soluzioni tattiche ardite ed ottimo interpreti.

Le qualità dimostrate dall’esterno di Zagabria non passano inosservate.

Borna ottiene la cittadinanza tedesca e si espone pubblicamente in uno scambio di battute con il CT Low e con il team manager Bierhoff per far parte della spedizione europea germanica.

La Mannshaft esprime in maniera chiara l’interesse ad una convocazione anche immediata, sollevando l’indignazione della Federcalcio croata e dei tifosi.

A tagliare la testa al toro interviene la FIFA che nega la possibile vestizione di Borna con la casacca dei quattro volte campioni del mondo, visto il suo lungo e consistente impegno nelle giovanili croate.

Sosa perde il treno per l’Europeo e si vede costretto a scrivere una lettera di scuse per riparare almeno in parte il rapporto con la tifoseria e la federazione croata, operazione in parte riuscita dato che dopo tanto peregrinare il primo settembre fa il suo esordio la maglia della nazionale nel pareggio a reti bianche contro la Russia.

Sosa in nazionale.

La polemica sulla scelta della nazionale si e trascinata a lungo in patria, dove Sosa è stato considerato un vero e proprio traditore, probabilmente anche a causa delle sue origini in parte bosniache.

Si sa nei Balcani certe cose contano ancora molto.

Fortunatamente la tempesta estiva non ha intaccato le prestazioni del mancino.

Rientrato nelle fila dello Stoccarda nonostante i sondaggi da parte di diversi club di Champions League (Manchester City, Inter, Atalanta e Napoli) Borna ha ripreso da dove aveva concluso la stagione scorsa ovvero sfornando assist su assist. Ad oggi sono già tre i passaggi vincenti del croato, fra i difensori più prolifici in questo fondamentale in tutto il continente.

Purtroppo una brutta caduta e conseguente infortunio alla spalla ha messo fuori gioco il gigante Kaladjzic, suo “partner in crime” per eccellenza.

Inoltre la lungo degenza di Katompa Mvumpa e l’evanescenza dei sostituti offensivi, Al Ghaddioui e Marmoush, ha reso la manovra offensiva dello Stoccarda piuttosto sterile e priva di un finalizzatore di livello a convertire in rete le iniziative del croato.

In azione.

La classifica riflette queste problematiche, con lo Stoccarda a languire ai bordi della zona retrocessione, con troppi punti persi per strada.

Borna Sosa però continua imperterrito nel suo ruolo, come fedele pretoriano del tecnico Matarazzo, facendo i kilometri sulla fascia sinistra e smistando una marea di palloni verso l’area avversaria.

A ventitré anni oramai non ha più tempo da perdere. Ha superato infortuni pesanti, tempismo quanto meno rivedibile nelle scelte di club e nel cercare di cambiare nazionale, ma ora Borna è pronto a diventare il terzino che tutti si aspettavano quando iniziò ad affacciarsi nel grande calcio da giovanissimo.

Il mondo del pallone sa essere estremamente punitivo con coloro che gettano al vento le opportunità, una cosa che il nostro amico di Zagabria farà bene a tenere a mente.

Caratteristiche tecniche

Borna Sosa nasce come terzino sinistro, dove svolge il compito con cognizione di causa, ma sale agli onori delle cronache internazionali grazie al cambio di modulo e di mentalità tattica operati da Pellegrino Matarazzo.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Con il tecnico ex Norimberga, scuola laptop trainer, Sosa è riuscito a massimizzare il suo potenziale dato che i compiti previsti per i quinti di difesa o esterni di centrocampo paiono disegnati sul profilo tecnico del croato.

A livello fisico Borna ha attraversato un’aumento di statura tardivo, pari a 6-8 centimetri, verso i vent’anni che hanno portatola sua altezza al 1,87 attuale.

In maglia Dinamo aveva una fisicità più compatta.

Quasi sicuramente questa crescita un’attesa proprio nel momento in cui ha cambiato campionato e metodo di allenamento può aver influenzato il seguente biennio travagliato a livello di infortuni.

Di struttura longilinea, dallo sviluppo muscolare presente, ma contenuto, Sosa dimostra di possedere buone qualità atletiche, sebbene non siano la sua prerogativa principale. Possiede senza dubbio un buono spunto e sopratutto in allungo dimostra buone caratteristiche, oltre ad una resistenza importante che gli permette di coprire tutta la fascia per i novanta minuti.

In progressione.

Molto interessante il suo profilo tattico, sopratutto nella metà campo avversaria, non è un mistero che sia stato cercato da club importanti nel recente passato, ma sopratutto da tecnici come Conte e Guardiola che fanno della spinta dei loro esterni bassi uno dei capisaldi del loro calcio, pur in contesti assolutamente diversi fra loro.

Sotto la guida di Matarazzo non ha quasi mai rivestito il compito di quarto di difesa, ma è stato schierato sovente sulla linea dei centrocampisti o come fluidificante sull’out di sinistra. In quest’ultima posizione ha saputo essere molto propositivo e creativo, distribuendo 15 assist in 47 presenze con inoltre 2 reti realizzate. Da terzino puro invece gli assist sono stati 9 in 53 gettoni.

Una situazione tattica tipo della scorsa stagione.

Nella versione 20/21 dello Stoccarda Borna si è rivelato un ingranaggio importantissimo del meccanismo svevo.

Ben protetto alle spalle da Marc Oliver Kempf, giocatore poco noto, ma molto importante dal punto di vista tattico, Sosa si poteva dedicare all’aggressione del corridoio di sinistra, dove creando una certa apprensione nel terzino dirimpettaio aiutava alla creazione di spazi fra le maglie difensive dove le mezze punte potevano creare pericoli e a loro volta obbligare a lasciare il gigante austriaco Kaladjzic in “single coverage”, una situazione tatticamente desiderabile.

Migliori esterni dei top 5 campionati. Sosa e Cuadrado guidano la gang.

Questo grimaldello tattico è di certo il più utilizzato nel recente passato e senza dubbio il più efficiente, ma non è il solo.

Uno contro uno, ricerca della profondità, ma anche la lenta e paziente costruzione dal basso sono tutti frangenti in cui si può contare sul croato, sia in veste di esecutore che di suggeritore o catalizzatore.

Grazie senza dubbio ad un ottimo istinto offensivo, creatività e facilità di gioco a livello offensivo, ma anche ad un repertorio tecnico importante.

Figlio della scuola Dinamo, dove i piedi buoni sono tenuti in grande considerazione Borna possiede un mancino estremamente educato.

Al cross contro il Bayern.

Dotato di un calcio pulito, elegante e stilisticamente ineccepibile è stato definito come la risposta croata a David Beckham. Paragone pesante, ma che può indicare in maniera allusiva come la capacità di pennellare cross e traversoni del numero 24 svevo sia di altissimo profilo, tanto stilisticamente quanto per efficacia.

È ormai noto come il cross stia diventando un fondamentale che sta assumendo anno dopo anno le sembianze di una sorta di arte perduta, sempre meno utilizzato in lo per mancanza di interpreti all’altezza, un po’ perché i big data hanno rivelato come non sia und soluzione così profittevole dal punto di vista statistico.

Rimessa.

In Bundesliga solo Filip Kostic ha messo in mezzo più palloni di Borna, che con 7.41 cross/gara è il secondo in graduatoria e primo per efficacia fra tutto colori con più di sette traversoni a partita in Europa, con una percentuale di 39.63%.

Questo significa che Borna Sosa lavora molto sulla fascia, ma con discreta precisione, rivelandosi una spina nel fianco costante per la difesa avversaria, molto condizionata dalla sua presenza sul terreno di gioco, sopratutto se abbinata a quella di una torre come Kaladjzic.

Il mancino elegante e pulito è certamente un dono naturale, ma c’è da dire che il ragazzo non su e mai accontentato, anzi sopratutto nelle giovanili si è sempre distinto per lo zelo e la disciplina quasi da samurai nello sviluppo e nella cura del suo repertorio, dal cross in movimento ai traversoni dalla trequarti, fino alla battuta di calcio d’angolo ed altri piazzati.

In azione contro il BVB.

Le ore dedicate al perfezionamento della sensibilità di entrambi i piedi sono state proficue, infatti Sosa a differenza di molti colleghi si disimpegna molto bene anche con il destro, aggiungendo una difficoltà in più per i difensori chiamati a marcarlo.

Inoltre Borna possiede und innata capacità di scegliere il tipo di assist adatto alla situazione, non semplicemente sparare un pallone in mezzo a caso.

Il direttore Mislintat si è espresso con grande entusiasmo su questa sua capacità, ma si è pure premurato a sottolineare come per quanto Sosa abbia risposto in maniera eccellente ai test in questo fondamentale, non si tratta della sola qualità che il croato sa esprimere sul campo.

Il suo dribbling risulta piuttosto efficace, non troppo appariscente, ma è veramente un aspetto sorprendente del gioco del ragazzo. 4.2 dribbling a partita eseguiti, con la migliore percentuale di riuscita fra i pari ruolo (64.52%) descrivono una minaccia non solo statica, ma anche in situazioni maggiormente dinamiche.

Non si tratta di un elemento però pericoloso in prima persona per la porta avversaria. Borna è il classico esempio di calciatore che preferisce sporcarsi gli scarpini con il gesso della linea laterale, piuttosto che entrare in area, non a caso in carriera ha saputo trovare appena due volte la via della rete, a dimostrazione che creare molto gioco non significa per forza di cose partecipare alla fase di finalizzazione.

Grafica comparativa fra Sosa e i colleghi dei big 5.

A livello difensivo i numeri di Borna sono fortemente influenzati dall’assetto tattico dello Stoccarda.

Costantemente in proiezione offensiva, con ormai poche comparsate sulla linea dei centrali di difesa, il croato tende a risultare un po’ leggero in fase di contrasto, più per la sicurezza di avere le spalle coperte che per una vera e propria mancanza di fisicità o capacità di andare a contrasto. La percentuale di duelli vinti, pari a 59.7% è certamente migliorabile, ma è da imputare in parte al contesto tattico.

In linea di massima comunque Sosa tende a difendere in modo molto proattivo ed aggressivo, forzando la ricerca dell’intercetto, cinque a partita di media, per poi poter ripartire in transizione quanto prima.

Elegante anche in scivolata.

La tendenza è quella di rompere le giocate avversarie quanto prima possibile, per non perdere campo e sopratutto per poter generare immediatamente un pericolo per gli avversari una volta riconquistato il possesso.

Grafica riepilogativa di TotalFootballAnalysis

Evoluzione

Non è difficile notare come l’importanza del ruolo dei laterali difensivi nella proposta tecnica moderna sia andata di pari passo con una crescita esponenziale del valore monetario degli interpreti del ruolo.

Difficilmente chi dispone di un buon terzino è propenso a cederlo. Sopratutto se si tratta di un mancino.

Le motivazioni sono presto dette.

Si stima che solo il 10% della popolazione mondiale sia naturalmente mancina, fatto che diminuisce a livello statistico la possibilità di avere interpreti sportivi ad altissimo livello, già di per se molto bassa.

Saluti al pubblico.

Borna Sosa rappresenta in maniera molto plastica ciò che il calcio moderno richiede ai laterali.

Spinta, capacità di regia e costruzione, innata propensione alla creazione di pericoli per gli avversari.

La fase difensiva c’è, sicuramente è un capitolo molto importante, ma non è più il cardine del ruolo.

Personalmente credo che la scorsa stagione abbia mostrato chiaramente quello che è il suo potenziale, la qualità di gioco e prestazioni che può dare, se messo a proprio agio a livello tattico e sopratutto se la salute lo assiste.

Sosa è un calciatore con le qualità per fare bene in contesti ambiziosi a livello tattico e sportivo, squisitamente moderno e tatticamente all’avanguardia.

Saltato.

Può dare il meglio di se quando il suo primo compito è l’offesa e l’impressione è che abbia le qualità per farlo in un contesto con ambizioni europee.

Pur nelle difficoltà di iniziò stagione dello Stoccarda, martoriato dalle assenze dei propri giocatori più importanti in attacco, Borna ha mantenuto uno standard di prestazioni notevole, segno di maturità e di un percorso tecnici ben indirizzato sotto tutti i punti di vista.

Vestito in bianconero

Il lento e difficoltoso rinnovamento della rosa bianconera passa anche dai laterali di difesa, sopratutto sulla corsia sinistra.

Alex Sandro per quanto ciclicamente appaia rinvigorito ha dato tanto alla causa e pare in una fase di depressione tecnica ormai cronica, resta un elemento solido, ma forse non basta più.

I rincalzi, come Frabotta, De Sciglio, Pellegrini, paiono tutti non all’altezza della situazione.

In dribbling.

Pacifico quindi che urga per lo meno un profilo nuovo entro breve.

Borna Sosa risponde a questa esigenza, offrendo molto dal punto di vista offensivo, sia se messo in campo come terzino, ma sopratutto in ottica continuativa nel solco del 4-4-2 “storto” proposto più volte da Allegri, nel ruolo di centrocampista di sinistra.

Il nativo di Zagabria non brilla per duttilità tattica, ma il ruolo richiesto sembra cucito sulle sue qualità, pur con le doverose incognite di un adattamento ad un calcio diverso in un campionato differente.

Il calcio è semplice. Hai uno di due metri, gli butti i palloni in area.

Il tutto ad un prezzo ad oggi ancora abbordabile, grazie alla ragionevolezza dei germanici, ma anche alla stagione finora poco felice dello Stoccarda.

In definitiva una occasione di mercato da tenere monitorata, ma che va sfruttata solo se il resto della rosa verrà costruito con criterio.

Che senso avrebbe acquistare uno dei migliori crossatori del continente, avendo l’area tristemente vuota? Urgono soluzioni multiple.

Conclusione

Borna Sosa era atteso da diversi anni dagli amanti del calcio croato alla definitiva consacrazione, forse non ancora arrivata.

Il suo percorso non è stato luminoso come molti si attendevano, forse abbacinati da una pulizia di calcio strepitosa, ma a cui il ragazzo doveva aggiungere per forza di cose un contorno solido e di livello tale da non ridursi al ruolo di specialista.

Lo sviluppo fisico tardivo, la fragilità e le beghe societarie dello Stoccarda hanno reso la crescita di Borna più tortuosa, ma questo lottare ha portato sulla strada del terzino uno dei tecnici più indicato per le sue caratteristiche, oltre ad una rosa perfettamente adattabile alle sue qualità, quando tutta sana.

Nella sua oramai ottava stagione da professionista Sosa cercherà di dare conferme e di continuare a crescere, con l’obiettivo di diventare un punto fisso della nazionale croata, oltre che fare bene con lo Stoccarda in campionato.

Il futuro potrebbe essere molto interessante per il ragazzo di Zagabria, anche a stretto giro di posta, con i riflettori del grande calcio europeo pronti ad accendersi su di lui.

D’altronde essere la risposta croata a Beckham un po’ di attenzione la deve risvegliare.

Riassunto

Stefano Follador

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