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RawDiamonds: Conor Gallagher

Quando nel 2019 il mercato del Chelsea fu bloccato per due sessioni di mercato a causa di violazioni in merito al trasferimento di calciatori minori di età mi trovai piuttosto incuriosito dalle reazioni.

Sicuramente fu un periodo di difficoltà, ma la società londinese, pur andando a lottare in sede legale ottenendo il dimezzamento della sanzione, non si dimostrò mai nervosa o indispettita, anzi.

Paradossalmente gli isterismi erano per lo più Made in Italy, con la Juventus in difficoltà per l’eventuale riscatto di Higuain, l’Inter che vedeva infrangersi il sogno Giroud e via dicendo.

Tutta la stampa italica piangeva il club che tante voci di mercato aveva alimentato negli anni, ma da Londra le cose venivano viste più come una opportunità.

Marina Granovskaia.

I Blues negli ultimi anni hanno lavorato alacremente a livello di settore giovanile, raccogliendo successi; ma sopratutto formando una pletora di ottimi giovani calciatori.

La sospensione di mercato paradossalmente poteva rivelarsi una opportunità per i prodotti del vivaio di Cobham.

Ovviamente molti di questi atleti, pur di talento, per mille ragioni non troveranno spazio a Stamford Bridge, ma il club, nelle vesti della plenipotenziaria Zarina Marina, ha saputo far fruttare bene il patrimonio economico creandosi un bel tesoretto dai ragazzi del vivaio, ma anche gestendo con intelligenza ed attenzione quelli che con il prestito giusto ed il percorso adeguato sarebbero potuti diventare un elemento importante per il club.

Fra questi ragazzi negli ultimi mesi ha iniziato a brillare il ventunenne Conor Gallagher, centrocampista ora in forza al Crystal Palace.

Prestazione con i Glaziers

Considerato all’unanimità uno dei possibili fulcri del futuro della nazionale dei tre leoni, Conor sta spiccando fra i pari ruolo, prendendosi pure il lusso di far colare a picco la corazzata di Pep Guardiola nell’ultimo turno di Premier.

Le mosse della signora Granovskaia non sono prevedibili, ma Gallagher sta facendo di tutto per mettere in difficoltà la talentuosa DS. Riportarlo all’ovile o mega plusvalenza?

Dubbi che gradirei avesse anche la nostra società, che non può contare su un vivaio fecondo come quello dei Blues.

Biografia

Conor John Gallagher nasce ad Epsom il 7 febbraio del 2000.

I fratelli Gallagher (versione Londra)

Ultimo nato dei quattro figli maschi di Samantha e Lee Gallagher, Conor ha sette anni di differenza rispetto ai gemelli Jake e Josh, mentre Dan è ancora più vecchiotto rispetto al biondino.

La famiglia Gallagher è composta da fanatici tifosi Blues, con una passione diffusa e coltivata. I tre fratelli maggiori infatti sono calciatori semi professionisti nella mitica Non League inglese.

Conor ed il fratello durante una amichevole Chelsea-Aldershot.

Provate ad immaginare i coniugi Gallagher con questi tre scalmanati in casa, cercando di fargli scaricare le pile prima di cena.

Epsom fortunatamente è un centro cittadino veramente bello e dove la qualità della vita è fra le più alte di tutto il Regno Unito. L’offerta di attività per i ragazzi, l’ampia disponibilità di spazi verdi e parchi, Conor è particolarmente affezionato al Painshill Park dove ha iniziato a dare i primi calci al pallone, proprio mentre osservava i vari Lampard, Drogba, Terry, Cech e via dicendo sfrecciare verso il poco distante centro di allenamento di Cobham, a venti minuti da casa Gallagher.

Centro di allenamento di Cobham.

Nonostante le influenze dei fratelli e l’immancabile competizione con loro, il primo amore sportivo di Conor non è stato il football, bensì la ginnastica.

Gallagher al trampolino

Lee e Samantha hanno istallato un trampolino per i salti in cortile e il piccolo Conor stupiva per energia, coordinazione e capacità atletiche, tutto materiale che troviamo nel suo attuale repertorio.

Nonostante le lusinghe del mondo ginnico, sopratutto attraverso la prestigiosa Howard Effingham School di Leatherhead, il calcio è la vera passione di Conor.

Gli inizi sono con la scuola calcio locale degli Epsom Eagles, ma nemmeno il tempo di abituarsi ai colori della rappresentativa paesana che sul bambino arriva proprio il Chelsea.

A soli otto anni Conor entra nel settore giovanile della sua squadra del cuore, una emozione che immagino sia stata enorme per lui e per la famiglia.

Conor alla firma del suo primo contratto.

I quattro fratellini si trovano quindi a militare per il Wimbledon AFC (Dan) e per il Fulham (Josh e Jake), oltre al Chelsea. Possiamo dire che in famiglia il talento per il pallone non dovrebbe mancare.

Il solo talento però non basta, se non accompagnato da un pizzico di fortuna e tanta applicazione e diligenza.

Conor forse si trova più a suo agio rispetto ai fratelli.

Cobham è a venti minuti da casa, un luogo familiare, che non richiede lunghe tratte per essere raggiunto e poi il Chelsea, il Chelsea è un sogno per Conor.

I primi anni sono di sviluppo incredibile.

Gallagher è un ottimo atleta, un grande prospetto e convince sia sull’ala che quando viene spostato in mediana.

In squadra poi ci sono amici e compagni di livello, che ne stimolano la già forte competitività. Parliamo di nomi del calibro di Marc Guehi, ritrovato poi al Palace, e Reece James.

Piccoli campioni crescono.

Lavora sodo a livello giovanile e si guadagna la convocazione per la nazionale giovanile U17, con la quale vincerà da subentrante la Coppa del Mondo di categoria in India nel 2017, primo alloro di categoria per i Tre Leoni. Il rapporto con la maglia bianca è molto buono ed arrivano le chiamate per le categorie superiori, dove militerà con impegno e buoni risultati.

Con l’U21 ad oggi ha fatto registrare dodici presenze e due reti e sembra che a breve potrebbe arrivare pure la chiamata da Southgate, nonostante la Scozia e l’Irlanda non abbiano ancora perso la speranza di poterlo convincere a rappresentare la patria dei nonni.

Con la maglia dei Tre Leoni.

Gli anni della adolescenza sono anni di grande crescita tecnica e fisica per Conor, ma probabilmente il ragazzo mette un po’ troppa carne al fuoco a livello fisico.

In breve successione arrivano prima un fastidioso infortunio al ginocchio, ma sopratutto una aritmia cardiaca che lo tiene lontano dai campi di gioco per qualche mese.

Il Chelsea accompagna Conor in questa tappa, ma l’unica soluzione definitiva è una operazione. Fortunatamente questa avviene proprio poco dopo la firma del primo contratto da professionista del ragazzo nel 2018, risolvendo si spera per sempre le noie cardiache del ragazzo.

Nella stagione 18/19 Conor si prenderà infatti la ribalta.

Annata produttiva.

Nominato giocatore dell’anno del settore giovanile è protagonista indiscusso nella Premier League2 e nella Youth League, riuscendo ad ottenere l’onore di essere convocato per la finale di Europa League, poi vinta da Sarri e compagni, conquistando il quarto alloro in carriera dopo il mondiale U17 e i due titoli nazionali U18.

Europa League.

Per Conor è giunto il momento di lasciare il nido e mettersi alla prova salutando la accogliente e familiare Cobham per provare a farsi le ossa nel calcio vero.

In quest’ottica la Championship è un campionato estremamente interessante, probante a livello atletico e mentale, ed in grado di scremare molto bene chi può e chi non può avere un futuro nel gotha de calcio anglosassone.

Il primo prestito è a Greenwich, con la storica maglia rossa del Charlton Athletic Football Club.

Nemmeno il tempo di presentarsi che subito Conor dimostra che tipo di calciatore sia. Tre reti in sei gare, premio come giovane del mese ed il The Valley in visibilio per il biondino di Epsom.

Giocatore del mese all’esordio.

Gallagher arriva alla pausa invernale con un ottimo ruolino di marcia, 6 reti e 4 assist in 26 gare, con la fiducia totale del tecnico Lee Bowyer (si quel Lee Bowyer) e della squadra.

Il Charlton però è invischiato nella lotta per non retrocedere, gioca un calcio da piccolo club, cercando un gioco speculativo più che di dominio come il Chelsea, per cui i Blues prendono una strada piuttosto controversa.

Richiamano il giocatore a Cobham e in nemmeno ventiquattr’ore lo mandano in prestito in Galles, allo Swansea City.

Alla firma con il Galles

Non è un qualcosa di insolito nel calcio inglese, ma difficilmente un club toglie un calciatore dell’importanza di Gallagher ad un club per mandarlo ad un altro nella stessa divisione.

Lo Swansea City però a differenza del Charlton lotta per la promozione, presidiando la zona playoff ed il Chelsea, sopratutto nella persona de mentore Claude Makelele vuole vedere se Conor ha la stoffa per il livello superiore, ma anche se ha la maturità per vivere in un contesto diverso e distante dal centro sportivo dei Blues e della casa di famiglia.

In Galles Gallagher non troverà la rete personale, ma ben 7 Assist in 19 presenze, purtroppo però la Swans Jack Army non riuscirà a superare il primo turno di playoff, venendo eliminata dal Brentford.

Nel frattempo il Charlton orfano di Conor crollerà fino alla retrocessione.

È chiaro a tutte le parti in causa che il ragazzo merita una chance in Premier League, dove poter confermare quanto di buono mostrato in cadetteria.

L’impatto con il calcio dei grandi è stato duro, sopratutto a livello fisico, ma Conor ha retto più che bene, anche grazie al costante sostegno ed appoggio della società londinese che ne ha monitorato ogni gara e lo ha seguito passo dopo passo. Non c’è da stupirsi che così tanti ragazzi usciti da Cobham stiano facendo strada, l’organizzazione dei Blues infatti è eccellente nel seguire i ragazzi durante lo sviluppo lontano da casa.

Lo step a seguire di Gallagher è al West Bromich Albion.

Esultanza al WBA.

I Badgers sono una delle cosiddette squadre ascensore della Premier, con frequenti retrocessioni e promozioni, un contesto piuttosto instabile, ma le cui difficoltà possono far maturare il nativo di Epsom.

Come da copione la squadra allenata prima da Slaven Bilic e poi da Sam Allardyce retrocede in maniera neanche troppo combattiva, in un marasma tecnico e tattico abbastanza evidente.

Pur in condizioni non ideali però il talento di Conor risulta evidente.

Passa da un ruolo all’altro senza fiatare, dando sempre energia e qualità balla mediana dei biancoblu, nonostante il centrocampo venga spesso fatto a fette dagli avversari Gallagher si dimostra di tempra dura, raccoglie due reti e due assist e fa ritorno a Cobham con un bagaglio di esperienza notevole nei 1226 minuti trascorsi in campo in Premier League.

In nazionale.

Tornato alla casa madre Gallagher però nonostante un buon precampionato con il Chelsea pare destinato a non vedere troppo il campo visto che la mediana dei Blues è farcita di grandi giocatori come Kantè, Mount, Jorginho, Saul, Barkley e Loftus Cheeck.

Conor valuta insieme alla dirigenza la sua posizione e la scelta ricade su un’altro anno in prestito.

Fra le varie pretendenti la scelta ricade sul Crystal Palace del neo assunto Patrick Vieira.

Gli Eagles, curiosamente lo stesso nomignolo del primo club di Conor, mettono Gallagher al centro del progetto tecnico, assieme ad un manipolo di giocatori molto interessanti.

Gruppo Palace

Ci sono Zaha, Edouard, l’amico di mille battaglie Marc Guehi, Eze e Matera, più altri interessanti atleti. Una squadra ben assortita che piace molto al pubblico e fa ben sperare per il proseguo del campionato, nonostante i tanti pareggi raccolti, ma anche vittorie di prestigioso come il 3-0 rifilato agli Spurs o la sconfitta per 0-2 cagionata al City di Guardiola.

In questo contesto tecnico Gallagher si è dimostrato il miglior calciatore della squadra per media voto, pezzo fondamentale nel ruolo di mezzala destra nel gioco impostato da Coach Vieira.

Conor Gallagher si è preso la ribalta internazionale bel giro di pochi mesi, dimostrando di possiede doti rare, anche per un vivaio florido come quello dei Blues.

In estate si presuppone un ritorno definitivo a Cobham, sebbene molti club si siano disposti a fare follie per questa mezzala d’assalto forte ed efficiente.

Che futuro c’è in serbo per Conor Gallagher?

Caratteristiche tecniche

Entrato nel settore giovanile del Chelsea come ala si è ben presto posizionato a metà campo dove ha trovato la sua vera posizione.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Si tratta di un centrocampista centrale piuttosto completo, molto abile in fase offensiva viste le qualità realizzative e di rifinitura, ma molto utile e dotato anche in fase di non possesso.

Viene utilizzato prevalentemente come mezzala destra di un centrocampo a tre, più raramente come trequartista atipico o mediano.

A livello fisico si tratta di un tipico prodotto del calcio anglosassone, dove le qualità atletiche sono ritenute fondamentali. 182 centimetri di statura, muscolatura già ben formata ed adatta a sostenere l’urto della Premier League.

Contrasto con Gareth Bale.

Negli ultimi due anni è cresciuto molto a livello di struttura, ma non ha perso l’agilità e la coordinazione che ne hanno sempre caratterizzato il gioco.

Possiede un motore atletico di primissimo livello, pare avere una energia infinita e copre porzioni molto ampie di campo con continuità durante tutti i novanta minuti.

Nel breve è agile, solido, non molla mai e tiene posizione e contrasti con tenacia, non possiede leve particolarmente lunghe e questo lo porta a soffrire un po’ in allungo e quando si trova la palla un po’ più distante dal corpo, sebbene ne benefici a livello di equilibrio, baricentro e capacità di sterzata.

In controllo con il Charlton.

Tatticamente parlando si tratta di un giocatore molto propositivo, sempre attivo e pronto ad offrire soluzioni di passaggio ai compagni, utilizzando bene il corpo come scudo.

Sa muoversi con discreta efficacia fra le linee e capisce piuttosto bene quando deve abbassarsi a ricevere palla per facilitare la circolazione. Senza dubbio la passività non fa parte del suo repertorio, anzi è alla costante ricerca di far accadere qualcosa di positivo.

In quest’ottica è sorprendente come nei diversi contesti tattici in cui è stato schierato nel corso degli ultimi due anni abbia sempre trovato la capacità di dialogare in maniera naturale con i compagni, dimostrando un QI calcistico ed una prontezza di apprendimento non indifferente.

In maglia Swansea City.

Quando gli è stato chiesto di giocare in verticale come al Charlton ed in parte a Swansea lo ha fatto con ottimi risultati, quando gli è stato chiesto di dare maggior copertura con il WBA ha svolto il compito con diligenza ed ora con i Glaziers sta dimostrando come sappia cucire splendidamente il gioco, ma alternando con efficacia giocate di fino a strappi di potenza atletica.

Il suo repertorio di movimenti ampio e variegato, oltre che di buona intelligenza e tempismo, fa da contraltare ad una fase difensiva volenterosa, ma non ancora così precisa e puntuale.

Dati in pressione.

Conor è un ottimo elemento in pressing sulla palla, ma tende a seguire eccessivamente la sfera, faticando a tenere la posizione ed il controllo sull’uomo. In parte ciò è dovuto al suo ruolo, ovvero una sorta di disturbatore nelle costruzione bassa, come si evince dal gran numero di azioni in pressione, con bassissima percentuale di successo, visto che non deve tanto togliere la sfera, ma impedirne l’uscita pulita.

Ciò non toglie che Gallagher resti un ottimo centrocampista sopratutto quando le cose diventano fisiche.

Con Vieira come allenatore difficile non imparare qualcosa nell’arte del tackle, infatti Conor ama scendere in battaglia e spesso ne esce vincitore. Nei contrasti viene fuori la natura profondamente anglosassone del suo calcio, poco votato al risparmio, generoso e sanguigno nella volontà di lotta e nel piacere della competizione.

Tackles.

A livello tecnico Gallagher dimostra ancora una volta lo splendido lavoro svolto dalla Accademy del Chelsea.

Nonostante non sembri particolarmente a proprio agio con il piede debole, resta fortemente destrorso, Conor è un elemento di qualità, già oggi fra i più interessanti centrocampisti della Premier non tesserati per una candidata al titolo.

La versatilità e la capacità di saper fare bene pressoché tutto sono incredibili.

Non ha difficoltà nel portare la palla e nel guadagnare campo in progressione, anzi nel dribbling di potenza fisica è uno spettacolo. Spesso il suo compito è quello di spezzare lo schieramento difensivo avversario grazie ad una percussione per poi scaricare palla ad un compagno che possa approfittare dello scompiglio generato.

A volte lo si ferma solo così.

Per quanto concerne la abilità nel passaggio Gallagher risulta capace ed ambizioso con il destro, ben più scolastico con il mancino. Talvolta la voglia di mandare in porta il compagno lo porta ad esagerare, ma le sue letture sul gioco lungo e sui filtranti sono spesso da applausi. Paradossalmente lo si può vedere un po’ più impacciato quando deve giocare semplice e corto, quasi come un pittore messo a fare l’imbianchino.

Interessante è la sua interpretazione del fondamentale del tiro. Conor non è di certo timido al momento di cercare la conclusione, producendo un gran numero di conclusioni a rete. Il problema ovviamente è che la qualità delle stesse non è sempre eccelsa.

Grafico tiri.

Per un pallone che finisce nel sette da 35 metri, ce ne sono altri dieci che vanno a finire in curva, magari bruciando un buon possesso o una costruzione ben avviata. Proprio i tiri velleitari sono un tallone d’Achille del ragazzo che deve cercare di capire quando abbassare il ritmo o manovrare e quando ci sono i presupposti per la conclusione. Gallagher sa fare molto male dalla distanza, grazie ad un calcio potente e preciso, secco e piuttosto veloce che gli consente di impensierire gli estremi difensori anche ben oltre il limite dell’area.

La sua ottima capacità di calcio viene fuori anche sui piazzati dove sa pungere, sopratutto nei calci di punizione indiretti e nei corner, grimaldelli tattici molto pesanti.

Pulizia tecnica.

In sintesi Conor Gallagher è un calciatore molto interessante, piuttosto completo sotto ogni punto di vista, tattico, fisico, mentale e tecnico.

Evoluzione

Il tratto più interessante di Gallagher che ho potuto cogliere nella osservazione del numero 23 del Crystal Palace è che buone parte degli errori o delle imperfezioni nel suo gioco non vengono da lacune tecniche o tattiche, ma piuttosto da eccessi.

Eccesso di foga, di entusiasmo, di ambizione o di frenesia.

Entusiasmo.

Eccessi che non mi sento di condannare perché paiono figli di una genuina passione e di un sano furore agonistico, aumentati dal fuoco della gioventù.

Trovo difficile non stravedere per il ragazzo, infatti la dirigenza di Stamford Bridge pur aprendo al prestito ha cassato in maniera netta ogni possibile opzione sul futuro del ragazzo.

D’altronde lo stesso Conor lo ha ribadito più volte, il duo obiettivo è vestire la maglia del suo cuore, il blu del Chelsea, e farà tutto il possibile per coronare il suo idillio sportivo.

Blue is the color…

Dal punto di vista dei Blues sarebbe una opzione di ottimo livello per la loro mediana folta e ricca.

Gallagher potrebbe apportare quel pizzico di brio ed entusiasmo che manca ad una mediana forte, ma un poco ingessata.

Conor potrebbe rappresentare un upgrade rispetto a Barkley, giocatore con cui sembra avere qualche affinità, ma la carriera dell’ex Everton non è stata all’altezza del talento del ragazzo cresciuto nei Toffees anche a causa di una testa non esattamente da professionista, cosa che non sembra mancare a Conor.

Ovviamente ogni centrocampista box to box deve per forza di cose passare dal confronto con il massimo esponente della categoria: Franck Lampard.

Numeri 8, entrambi londinesi, entrambi con un buon feeling per la porta avversaria e con quello stile di gioco che alterna sciabola e fioretto con irrisoria facilità, in effetti non è difficile vedere punti in comune, ma oggi è bene mettere le cose al proprio posto.

Campioni del mondo U17

Da un lato una leggenda assoluta, dall’altro un ventunenne che sta sbocciando e che non ha certo bisogno di paragoni pesanti come macigni a distrarlo.

Gallagher dovrà migliorare nella lettura dei momenti del match, nella gestione della sfera in maniera più calma, senza cercare sempre e solo l’acceleratore, ma imparando a modulare ritmi e tempi di gioco. Dovrà mettere al lavoro quel piede sinistro ancora un po’ pigro, ma in linea di massima sta dimostrando di avere tutto per poter essere un Blue e non uno di quelli di passaggio.

La prima rete da professionista

Vestito in bianconero

Cosa manca al centrocampo della Juventus?

Fisicità, energia, entusiasmo, carisma, gol, inserimenti e dinamismo.

Quali sono le qualità di Conor Gallagher?

Fisicità, energia, entusiasmo, carisma, gol, inserimenti e dinamismo.

Direi che la risposta alla domanda è tutta qui.

Tottenham in scacco.

Lasciate stare la pessima tradizione dei britannici in italia, pacchi alla Ramsey e via dicendo, questa nuova generazione di talenti cresciuti in terra d’Albione sembra essere perfettamente in grado di sovvertire la storica reticenza dei sudditi di casa Windsor all’Europa continentale.

Purtroppo però Gallagher pare essere tutt’altro che disponibile a livello di mercato ed anche nella remota ipotesi in cui il Chelsea volesse far cassa, la cifra richiesta sarebbe corposa. Probabilmente adatta solo alle tasche di uno sceicco.

La ovvia riflessione che però sovviene all’osservare i continui successi dei vivai di club come il Chelsea, ma ci sono molti settori giovanili che potremo prendere d’esempio, è chiederci come mai in casa bianconera nell’ultimo decennio non si sia riuscito a formare nemmeno un buon panchinaro per la prima squadra, nonostante i corposi investimenti fatti.

Conclusione

Conor Gallagher rappresenta l’essenza di quello che è il calcio inglese per me. Un local Boy, cresciuto a dieci minuti dal centro sportivo del club per cui ha sempre fatto il tifo, che ha saputo scalare le giovanili categoria dopo categoria, conquistandosi la nazionale ed un posto in orbita della prima squadra.

Al WBA

La cosa che più ho ammirato della sua storia e del suo percorso di crescita è sicuramente l’energia con cui ogni sfida è stata affrontata dal ragazzo, probabilmente nato con una dose di talento buona, ma non fenomenale, ma in grado di dare sempre il 100%, con entusiasmo, dedizione e spirito di sacrificio.

Percorsi come quello di Conor sono un meraviglioso biglietto da visita per un club.

Il ragazzo si è sentito tutelato negli infortuni, sostenuto prima e dopo l’operazione al cuore, seguito e consigliato durante i prestiti in Championship.

Cambio di direzione

Come ha lavorato il Chelsea è stato splendido e ha saputo formare un giocatore che personalmente trovo molto interessante in ottica moderna e divertente da vedere in campo.

Riassunto

Stefano Follador

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