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#JPostMatch, Juventus-Zenit, 4-2: che Joya!

Finalmente una gioia, e che Joya!

Pass per gli ottavi di finale conquistato con due turni di anticipo grazie alla vittoria per 4-2, lo stesso risultato di Juventus U19-ZenitU19 valido per la Youth League. Nelle prossime due partite, Chelsea in trasferta e Malmö in casa, sarà in palio il primo posto nel girone. La Juventus ha vinto tutte le prime quattro gare di un girone di Champions League per la terza volta nella competizione, dopo esserci riuscita nel 1995/96 e nel 2004/05 (OptaPaolo).

Quattro vittorie su quattro, 9 gol fatti e 2 subiti. Con il passaggio del turno la Juve mette in cassa 9,6 milioni di euro, a cui vanno sommati 11,2 milioni per le quattro vittorie (2,8 milioni a vittoria), 15,6 milioni per la partecipazione, 30,7 milioni per il ranking storico e 4,7 per il Market Pool minimo. In totale siamo già a quota 70 milioni, a dimostrazione di quanto sia importante il quarto posto in campionato.

La Partita

Juve che scende in campo con Szczesny, Danilo, Bonucci, De Ligt, A.Sandro, Chiesa, McKennie, Locatelli, Bernardeschi, Dybala e Morata; riposo quindi per Cuadrado, Chiellini e Bentancur, mentre risulta ancora indisponibile Kean, oltre a Ramsey e De Sciglio.

La partita inizia subito in trazione anteriore con una grande occasione che capita a Bernardeschi dopo 7 minuti di gioco ma il tiro finisce contro al portiere, a pochi metri dalla linea di porta. Ma la squadra bianconera appare molto aggressiva, gioca alta e sviluppa una buona manovra; infatti, al minuto numero 9 arriva un’altra occasione da gol con un destro di Dybala che dal limite dell’area va ad infrangersi contro il palo. Il gol arriva subito dopo sullo sviluppo di un calcio d’angolo, sponda di De Ligt e sinistro di Dybala dal centro dell’area, 1-0 Juventus.

L’esultanza di Paulo Dybala. Foto: Juventus.com

Al 17esimo minuto grande giocata del nostro 10 argentino che esegue uno slalom, entra in area e serve Morata vicino al dischetto, palla alta di poco e grande occasione sprecata per il centravanti spagnolo.

Qualche minuto più tardi arriva anche l’occasione per i russi con un tiro da buona posizione che finisce alto sopra la traversa. Dopo 20 minuti di pressing alto la Juve si abbassa un po’ e al 25esimo subisce il gol del pareggio per una sfortunata deviazione di Bonucci che manda il pallone all’incrocio dei pali. Al 29esimo un buon cross di Locatelli becca Chiesa in area ma il suo colpo di testa non è irresistibile e il portiere para senza troppe difficoltà. Dopo qualche tiro da fuori, uno di Chiesa e uno di Mendel, la Juve ritrova apparentemente il vantaggio al 36esimo grazie a Morata ma la sua posizione è irregolare, leggermente avanti al difensore. Il primo tempo si conclude con un colpo di testa di McKennie respinto dal portiere e un tiro da fuori di Bernardeschi. Ad inizio ripresa Dybala sfiora subito la doppietta con una grande azione conclusa con un tiro che esce fuori di poco; successivamente Morata non riesce a sfruttare un cross di Bernardeschi, mentre al 54esimo Chiesa si conquista un calcio di rigore ben sfruttato (dopo averlo ripetuto) da Dybala per riportare la Juventus in vantaggio. Al 60esimo la Joya sfiora la tripletta con un altro tiro dal limite che sfiora il palo, subito dopo Chiesa tira alto da posizione defilato e lo Zenit si rende pericoloso con due tiri da fuori e due buone parate di Szczesny.

Un’altra palla gol arriva sui piedi di Chiesa, defilato, che scivola al momento del tiro e spedisce la palla in curva; al 72esimo grande azione personale di McKennie, in grande crescita, che colpisce la traversa, ma trenta secondi più tardi ci pensa Chiesa a segnare il 3-1 con un mancino sul secondo palo dopo aver dribblato il difensore avversario.

Il gol del 3-1 di Federico Chiesa. Foto: Juventus.com

Dopo il terzo gol, Allegri concede spazio ad Arthur e a Rabiot e dai piedi di quest’ultimo nasce l’azione del quarto gol con un intervento sbagliato del difensore avversario che lascia la palla per Dybala e il conseguente assist per Morata. Esultanza liberatoria per lo spagnolo, abbracciato dai compagni, sperando possa farlo riprendere dal recente brutto periodo.

L’esultanza liberatoria di Alvaro Morata. Foto: Juventus.com

Poco prima del quarto gol Chiesa sfiora il gol per pochi centimetri dopo aver bruciato la difesa russa. Tuttavia, una nostra disattenzione permette allo Zenit di trovare il 4-2.

Nel complesso una buonissima partita giocata, probabilmente la migliore della stagione per qualità di gioco e occasioni create. Il primo tempo poteva tranquillamente finire 2-0, il secondo tempo è stato dominato e alla fine il 4-2 può risultare anche stretto, specie per i gol subiti.

Che Joya!

La notte di Torino è stata illuminata dal nostro numero 10, nonché capitano, una di quelle partite in cui è impossibile fermarlo perché gli riesce qualsiasi cosa. I numeri di Paulo Dybala:

84 tocchi effettuati
66 passaggi con il 94% di precisione
8 tiri, di cui due usciti per pochi centimetri e un palo
6 recuperi
5 duelli vinti
4 dribbling riusciti su 4, 100%
3 occasioni create
2 gol e 1 assist

Paulo Dybala ha già superato lo score della scorsa stagione segnando 6 gol con 3 assist effettuati in 10 presenze, lo scorso anno 5 gol e 3 assist in 26 presenze.
Ha raggiunto quota 18 gol in Champions League, superando Bettega e Inzaghi, 3° assoluto dietro Del Piero (44) e Trezeguet (28). Pregevole l’esultanza con cui omaggia Platini, emulandone la posa di Tokyo dopo averlo superato in termini di gol (106 vs 104); prossimo obiettivo: superare Munerati (113 gol) e Baggio (115), poi Hansen (124) e Anastasi (130).

L’esultanza in omaggio a Platini. Foto:Juventus.com

La partita di Dybala ci lascia un mix di gioia e di rammarico, sarebbe troppo bello vederlo così continuo senza problemi fisici e malanni vari, la sua presenza in campo si vede con estrema chiarezza: tira da fuori, salta l’uomo, crea occasioni per i compagni, segna e aumenta notevolmente il tasso tecnico della squadra con molta più imprevedibilità. Preghiamo ogni Dio contemplato affinché Dybala possa essere protetto da nuovi infortuni, perché la prestazione di ieri coincide con un periodo in cui è riuscito ad allenarsi con continuità. Dybala dopo Juve-Fiorentina volerà in SudAmerica con la propria nazionale e rientrerà tra mercoledì 17 e giovedì 18 per poi affrontare a Roma la Lazio di Sarri; potrebbe far ritorno insieme al suo agente per porre la firma sul rinnovo.

La crescita di Chiesa e McKennie

La partita di ieri ha confermato i progressi fatti da McKennie nelle ultime apparizioni, gol a parte, per l’atteggiamento e i movimenti fatti. Sta mostrando i motivi per cui nella passata stagione(prima parte) si era fatto apprezzare dai tifosi e da Pirlo, ben apprezzato anche da Allegri. Tecnicamente non sarà eccelso ma ha delle caratteristiche essenziali per il nostro gioco, è importante averlo in buona forma (e vietargli le merendine) e in zona gol.

Buonissima prestazione anche da parte di Federico Chiesa, il primo giocatore della Juventus capace di segnare in quattro presenze casalinghe di fila in Champions League da David Trezeguet nel novembre 2001(OptaPaolo). Specie nel secondo tempo, ha fatto vedere la fame e la forza con cui ci aveva impressionato lo scorso anno e che gli era un po’ mancata in questo inizio di stagione. Forse meglio a sinistra che a destra(con Dybala potrebbero anche pestarsi i piedi), ieri partiva da destra ma ha prodotto maggiormente quando si trovava sulla fascia sinistra.

Dopo aver perso Ronaldo, dobbiamo assolutamente trovare i gol di tutti, Chiesa, McKennie e Dybala in primis, sperando in Kean (che a livello di reti ha sempre avuto una buona media) e in una maggiore continuità di Morata.

Quanto conta la testa

Questa vittoria però non deve illudere perché in campionato la situazione è tragica con solamente 15 punti conquistati in 11 partite contro i 12 punti europei guadagnati in sole 4 partite. Ecco, questo deve far riflettere.

Lo Zenit di San Pietroburgo è inferiore ad Empoli, Udinese, Sassuolo e Verona? Come si spiega la differenza nell’atteggiamento? Sarà un caso isolato post ritiro punitivo? Questa squadra ha bisogno prima di tutto di ritrovare la testa e la mentalità e di farlo con continuità senza pause e senza quella remissività che troppo spesso abbiamo visto negli ultimi 2 anni e mezzo. La testa viene prima di ogni cosa, prima della tattica e della tecnica, poi si può discutere sullo stile di gioco e sulla qualità della rosa.

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