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RawDiamonds: Luis Maximiano

In spagnolo la chiamano “la soledad bajo los tres palos”, la solitudine sotto i tre pali.

Non mi stancherò mai di riflettere e di sviscerare la natura de ruolo de portiere, una figura affascinante e incredibilmente profonda.

Condannati alla ineluttabilità dell’imperfezione, mai all’altezza delle aspettative, soli.

Lontano dal conforto della panchina amica, per metà del tempo esposti alle ingiurie dei tifosi avversari appollaiati alle spalle, distanti dai compagni persino nel colore della divisa.

Uomini soli, ma dal fascino peculiare.

Ci sono portieri folli, altri imperturbabili, altri ancora dal fare da giullare, ma non esiste mai un portiere triste.

Perché la solitudine del numero 1 è la solitudine dell’eroe solitario, del campione.

Il numero 1 è Batman che veglia sulla città dormiente, il numero 1 è Dylan Dog che scruta nell’abisso dell’orrore per tenerci al sicuro, il numero 1 è Leonida che si incammina verso le Termopili, il numero 1 è quasi messianico nel suo sacrificio personale per consentire agli altri dieci in campo di potersi godere il gioco più bello del mondo.

Si nasce per essere numeri 1, non lo si diventa, è un’attitudine che cresce dentro da quando si è bambini.

È un misto di tratti caratteriali curiosi: volontà di essere unico, spirito di contrapposizione, un po’ di sano masochismo ed un pizzico di follia.

Perché parliamoci chiaro nessuno completamente sano di mente deciderebbe autonomamente di confinarsi in un rettangolo di 16×40 a difendere un buco di 7.32×2.44 ed a venire maledetto ad ogni minima imperfezione.

È una vocazione.

Una vocazione che colse sin da piccolo Luis Maximiano, che lo ha accompagnato durante tutta la sua infanzia ed adolescenza fino all’esordio con il suo club , lo Sporting, ma una vocazione che lo ha anche costretto ad abbandonare la sua città ed il suo paese per stabilirsi a Granada. Se nasci numero 1, non puoi diventare numero 12, ci vuole una testa diversa.

Luis Maximiano è sbarcato in Andalusia per dimostrare a tutti, sopratutto al suo ex club, che è un numero 1 vero e in pochi mesi pare essere già riuscito nell’intento, imponendosi come uno dei migliori acquisti della Liga spagnola.

Biografia

Luis Manuel Arantes Maximiano nasce a Celeiros, sobborgo di Braga, nel nord del Portogallo il 5 gennaio 1999.

Sin da giovanissimo evidenzia un desiderio particolare. Di solito i ragazzini non amano il ruolo di portiere, preferiscono fare gol anziché provare ad evitare quelli avversari.

Luis non è così, anzi racconta che in giovane età imitare i grandi portieri visti alla televisione era diventata una sorta di ossessione, oltre che una primitiva forma di allenamento specifico.

Tuffetto.

Luis si tuffa per strada con gli amici, per la gioia dei pantaloni nuovi. Si tuffa in casa, sul divano o sul letto, per la gioia delle doghe di quest’ultimo.

Quando alla famiglia è chiaro che questo ragazzino incosciente non può continuare a distruggere indumenti e mobilio per sfogare la sua passione Luis Maximiano entra nella locale scuola calcio.

Il primo club è il locale Celeiros, ma non passa molto che lo noti il ben più prestigioso Braga.

Scudo di Celeiros

Con i biancorossi l’evoluzione tecnica e fisica è importante. Molti osservatori dei tre grandi club lusitano lo tengono d’occhio e quando a inizio anni 2010 il vivaio braguense viene poco a poco smantellato in molti vengono a chiedere informazioni su questo dodicenne già alto, ma ancora smilzo come un giunco.

A metà stagione lo Sporting avanza alla famiglia una proposta completa ed interessante per il futuro sportivo e non del ragazzo. A malincuore lo staff del Braga, con le società in pieno caos, si fa da parte ed accetta di perdere il goleiro a fine stagione.

Con la maglia dei Leoes

Furbescamente sia famiglia che genitori non comunicano al ragazzo l’ormai imminente passaggio ai Leões, immaginano infatti che per un piccolo tifoso dei biancoverdi un’annuncio del genere porterebbe una gioia enorme, ma anche un po’ di preoccupazione tanto fuori quanto dentro il rettangolo di gioco e sappiamo bene quanto la serenità possa influenzare il rendimento di un portiere.

Il passaggio allo Sporting in estate viene ricordato da Maximiano come uno dei giorni più felici della sua vita.

Ovviamente per un tredicenne non è certo facile uscire di casa e andare a stare in convitto, pur se inseguendo il sogno e vestendo i colori della squadra del cuore. Nonostante le normali difficoltà dettate dalla lontananza Luis si dimostra un talento notevole, diventando protagonista tanto nelle giovanili dello Sporting quanto nelle nazionali giovanili portoghesi.

Veste la maglia della selezione lusitana a partire dalla U16, fino all’U21. Nel frattempo scala le gerarchie e le categorie pure nel club.

Dopo un paio di stagioni in orbita squadra B ed U23, dopo aver ben impressionato anche in Youth League Luis Maximiano viene inserito in maniera definitiva nella rosa della prima squadra.

La stagione 19/20 vedrà il ventenne di Celeiros scendere in campo 31 volte con la maglia dei Leoes, di cui 23 in campionato.

Lo Sporting concluderà la stagione con un quarto posto, ben lontano dalla vetta, ma il giovane numero 1 si rivelerà una delle sorprese più gradite del campionato, nonostante l’annata orrenda della squadra di Lisbona.

Stranamente l’anno successivo il classe 99 perde la titolarità.

Rubén Amorim gli preferisce l’esperto Antonio Adan, ex di Cagliari e Betis. Molti rumoreggiano, anche all’interno della società, ma il campionato vinto mette a tacere ogni possibile discussione.

Panchinato.

All’improvviso però la situazione per Luis cambia radicalmente.

Di certo è un portiere di talento, ha già dimostrato di poter essere titolare in un grande club, ma ha un contratto in scadenza nel 2023, lo Sporting non ha le risorse per un rinnovo al rialzo e forse la società preferirebbe ricavare qualcosa dalla vendita.

Al Josè Alvalade bussano in molti quando si sparge la notizia che Maximiano non è ritenuto indispensabile.

Arrivano da mezza Europa per prendere informazioni e valutare il da farsi.

È nella rosa dei plausibili sostituti di Gigio Donnarumma al Milan, piace anche al Barcelona, come alla Roma. Più umilmente anche club più piccoli fiutano il colpo come l’Udinese.

Alla fine della giostra del calciomercato la spunta il Granada, che presenta una offerta degna tanto al club (4.5 milioni di euro più uno di bonus) quanto al giocatore.

Presentazione al Nuevo Los Carmenes.

La società nazari si presenta come una realtà solida della Liga spagnola, con una tradizione recente di discreto calcio e tigna difensiva.

Devono sostituire il partente Rui Silva, accasatosi a zero al Betis, e hanno piena fiducia nell’ormai ex sportinguista.

Proprio quello di cui aveva bisogno Luis Maximiano: piena fiducia.

L’inizio di stagione certifica quello che pare un ottimo acquisto da parte della società andalusa.

Dopo la pesante sconfitta per 4-0 contro il Rayo Vallecano, Robert Moreno ha ringraziato Aaron Escandell e lo ha fatto accomodare in panchina. Al suo posto ovviamente il nuovo arrivato portoghese che da subito ha dimostrato un livello di prestazioni impressionante, imponendosi come uno dei portieri più efficaci in Europa per percentuale di parate, oltre che il migliore del campionato iberico.

In uscita

Contro il Barça si è distinto con una prestazione memorabile, capitolando solo al novantesimo dopo aver compiuto almeno cinque interventi decisivi.

Contro il Celta ha ipnotizzato lo specialista Iago Aspas dal dischetto, nonostante la sconfitta giunta al minuto 94.

In sintesi nelle sette partite disputate in biancorosso Maximiano sta facendo gridare al furto con destrezza da parte della società nazari, che ad un prezzo abbordabile ha portato a casa un portiere giovane, ma già molto completo e affidabile.

Ora Luis deve dare costanza alle prestazioni degli ultimi due mesi, come ha saputo fare due stagioni fa in maglia Sporting, magari togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, o dal guanto, verso la dirigenza che con un po’ troppa fretta lo ha messo sul mercato.

Si sa che il Barcelona ne segue da vicinissimo lo sviluppo, ma anche l’amico ed ex compagno di squadra Bruno Fernandes ne ha parlato diffusamente con la dirigenza dei Red Devils.

Come sempre per un portiere, il futuro è tutto nelle sue mani.

Caratteristiche tecniche

Luis Maximiano è un portiere dotato di ottime qualità atletiche e completo dal punto di vista tecnico.

Di statura considerevole, 190 centimetri, ma adatta al ruolo Luis possiede una struttura muscolare longilinea e molto reattiva, con una fisicità nervosa e piuttosto elettrica.

Con la selezione U21

È dotato di una apertura di braccia importante, che gli permette una buona copertura della porta.

Rapido di piedi e sicuro, si distingue per capacità di uscita sopratutto bassa, anche se talvolta lo stile non è dei più eleganti resta fra i portieri più sicuri e validi nel fondamentale, andando al suolo senza paura e cercando la palla a terra anche in condizioni rischiose.

Uscita a croce modificata.

Meno spericolato nelle uscite alte, ma sa farsi rispettare piuttosto bene, occupando l’area e saltando con autorità e senza paura degli avversari.

La sicurezza nei propri mezzi, la decisione e la mancanza di timore, assieme ad una certa propensione al rischio, sono le caratteristiche che Maximiano evidenzia nella sua gestione dell’area.

Fra i pali Luis è molto mobile, sempre in attività, pronto sulle punte dei piedi a rispondere agli avversari o a reagire allo svolgersi dell’azione.

È un portiere efficace e si tuffa con stile plastico ed elegante, ottima la tecnica, ma talvolta sembra cercare di far felici i fotografi enfatizzando gli interventi.

Amore per le telecamere

Preferisce respingere anziché bloccare la palla, ma è una tendenza ormai consolidata in quasi tutti gli estremi difensori causata dal cambiamento a livello di materiali e di palloni nel football moderno.

Nonostante la statura spicca rispetto a molti colleghi per la celerità con cui riesce ad andare a terra, tanto sul palo lungo che sul primo, abilità che ha più volte impressionato gli osservatori durante questo avvio di Liga.

Non ha ancora avuto modo di affrontare molti rigoristi, ma la splendida risposta ad Aspas durante l’ultimo Granada – Celta fa molto ben sperare per il futuro.

Aspas ipnotizzato

Tuttavia sappiamo bene che oggigiorno un portiere non viene valutato solo per quanto può dare fra i pali, ma anche per le qualità in fase di impostazione.

Maximiano da questo punto di vista si rivela estremamente moderno e preparato, praticamente ambidestro alla ora di calciare può rivelarsi un eccellente libero per le sua squadra.

Plastico

A Lisbona con una squadra più votata alla costruzione e al possesso lungo si trovava molto più coinvolto negli scambi palla a terra, gestendo bene la sfera e facendosi apprezzare come buon passatore.

Ovviamente nel diverso contesto tattico nazarì non può avere gli stessi numeri per qualità di passaggio e volume di gioco. Il Granada cerca molto di più la verticalità è il calcio lungo ed ovviamente le percentuali ne risentono, anche perché Luis sembra perdere un po’ di smalto quando chiamato al lancio lungo, rispetto al gioco corto.

Uscita senza paura, un po’ eterodossa

A livello caratteriale come ogni buon portiere ha imparato a farsi sentire dai suoi, anche se sembra piuttosto in controllo delle emozioni e non si lascia andare a scenate anche in caso di errori. Viene descritto come un ragazzo umile, testa sulle spalle e buon lavoratore, molto dedito all’allenamento, sopratutto negli aspetti più cerebrali dell’arte dello stare in porta, come le concentrazione, la reattività e la capacità di prevedere i movimenti avversari o le conclusioni da lontano, fondamentale su cui può lavorare un po’.

In allenamento

Evoluzione

Parlare di evoluzione nel ruolo di portiere è tutt’altro che semplice.

Parafrasando lo stesso Luis Maximiano non esistono portiere perfetti, esistono solo portieri che lavorano e si migliorano ed altri che no. In un ruolo così punitivo e delicato è necessario avere la coscienza a posto per quanto concerne il lavoro in settimana per poter affrontare le partite, e gli eventuali errori, con la dovuta serenità e senza carichi di coscienza per non perdere la tenuta mentale.

Controllo.

Già il fatto che parli così, per quanto sappiamo bene che le parole sono nelle proprio perché sono gratis, fa ben sperare per la carriera dell’estremo difensore lusitano.

Il numero uno del Granada ha evidenziato ottime doti tecniche e fisiche, ma non mancano aspetti in cui può crescere o perfezionarsi.

Nel passato allo Sporting aveva evidenziato qualche incertezza sui tiri dalla distanza, mentre invece in Andalusia nonostante le sue prestazioni ottime si è già fatto notare per un eccesso di irruenza che è sfortunatamente costato un’infortunio al compagno Domingos Duarte. Una minore irruenza e maggiore pulizia tecnica e stilistica nelle uscite forse ne mitigherebbero la personalità, ma probabilmente farebbero diminuire i colpi al cuore alla tifoseria del ragazzo.

Kamikaze

Aldilà di queste due aree l’impressione è che Luis sia già un portiere di livello, con la necessità di provare a se stesso e poi agli altri di avere la tenuta mentale per mantenere lo standard prestazionale delle sue prime apparizioni granadine anche per il resto della stagione.

Come forse avrete intuito molti non pensano che Maximiano resterà a lungo all’ombra della Alhambra, sintomo di una attenzione meritata per le sue qualità.

Vestito in bianconero

Se il mondo fosse un luogo decente e non la cloaca di dolore e sofferenza che è oggi il numero uno bianconero sarebbe un tipo ragazzone grosso come un’orso e dal procuratore ex pizzaiolo.

Purtroppo però così non è.

A difendere i pali bianconeri c’è ancora il polacco Wojciech Szczesny, un buonissimo interprete del ruolo, nonostante l’avvio di stagione horror, ma che sembra faticare a fare breccia nella tifoseria. Oltretutto l’ex Arsenal e Roma si appresta a superare le trentuno primavere, non tante per un portiere, ma nemmeno poche.

Al Camp Nou.

Pensare ad un avvicendamento fra i pali della Juventus non è affatto blasfemia, anche se l’impressione è che la dirigenza abbia scelto di dirottare altrove le risorse per il rinnovamento del club.

Luis Maximiano ha dimostrato di poter stare in un grande club nella sua stagione da titolare allo Sporting, anche se il campionato vinto dopo il suo panchinamento non depone a suo favore.

Questa stagione potrà dire molto sulla tenuta di Maximiano, sopratutto sulla continuità mentale più che tecnica.

Le qualità per far parte di un top club pare possederle, ma c’è da capire se saprà far fronte agli inevitabili rovesci che si troverà ad affrontare nel corso della stagione.

Rilancio.

Per ora vanno tenuti gli occhi aperti, anche perché la compagnia in osservazione sul giovane goleiro lusitano pare nutrita.

Conclusione

Il ruolo del portiere non è di facile interpretazione, nemmeno per chi lo deve valutare.

Un compito così delicato, particolare e di enorme responsabilità si lascia analizzare sopratutto attraverso l’esperienza sul campo cosa che è un poco mancata al nostro Luis Maximiano nell’ultima stagione portoghese, prima di arrivare a Granada.

Intervento spettacolare

Con il club nazarì l’impatto è stato tremendamente buono, ma dovrà essere valutato quanto meno nel medio periodo.

L’impressione sul lusitano è che con le giuste opportunità ed un poco di fortuna possa confermarsi come un portiere solido ed affidabile a livello europeo, magari anche per la selezione nazionale.

Coraggio.

D’altronde non credo che Luis abbia distrutto per anni il mobilio della famiglia imitando i migliori portieri del continente per limitarsi alla mediocrità.

Riassunto

Stefano Follador

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