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Assemblea degli Azionisti, le parole del presidente Agnelli

Si è tenuta questa mattina l’assemblea degli azionisti della Juventus, chiamata ad approvare il bilancio con perdite per 209,88 milioni e varare l’aumento di capitale da 400 milioni. L’addio di Ronaldo, il progetto Superlega e gli effetti del Covid fra gli argomenti trattati dal presidente Andrea Agnelli.

L’insolita location dell’assemblea. Foto:Juventus.com

Per via delle normative sul Covid l’assemblea si è svolta all’aperto, all’interno dell’Allianz Stadium, la Juventus è la prima tra le società quotate in Borsa ad aver previsto la presenza fisica e ha scelto una soluzione all’aperto per rispettare tutte le norme. L’assemblea si è aperta con il minuto di silenzio per Giampiero Boniperti, deceduto la scorsa estate, poi ha preso parola il Presidente.

Il minuto di silenzio per Giampiero Boniperti. Foto:Juventus.com

«Essere rispettosi verso gli Azionisti è un segno distintivo di questa società. Oggi approveremo il bilancio al 30 giugno 2021 e ed eleggeremo il nuovo Consiglio di Amministrazione. E’ giusto raccontarvi che cosa ha fatto la Juventus e che cosa farà. Innanzitutto è importante avere un quadro della situazione economica globale del calcio. Le previsioni parlavano di una crescita enorme, distaccata dalla situazione mondiale. Parallelamente, abbiamo assistito a una grande inflazione del mercato dei giocatori. Tutto questo porta a una riflessione: si trattava di investimenti con aspettative di ritorni successivi. In questo contesto è corretto analizzare che cosa ha fatto la Juventus in questi anni. Con la cessione del nostro amato Pogba nel 2016, abbiamo visto una crescita di operazioni al di sopra dei 50 milioni. La dinamica ha mosso il mercato».

Agnelli sui risvolti economici della crisi pandemica.

«Nel ciclo 2014-2018 il nostro fatturato è stato costantemente sopra i 400 milioni. Per questo motivo era arrivato il momento di investire, per pensare in grande. Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo abbiamo pensato che quello era il momento di investire e iniziare un piano espansivo che ci porti a consolidare i risultati degli scorsi anni. Nel gennaio 2020 completiamo l’aumento di capitale e nel febbraio 2020 arriva il Covid e colpisce tutti duramente. Non è bella soddisfazione trovare la via del futuro nella mediocrità, e questo a maggior ragione deve valere per la Juventus. Entriamo in crisi pandemica, che a me ha lasciato riflessioni: cos’è stato l’impatto sulla società, sulla vita, sul sistema sanitario. Un elemento ha fatto riflettere: l’utilizzo della parola quarantena. Quando io ero piccolo non esisteva questa parola, i miei figli quando vanno all’estero si domandano le regole da seguire. Questo fa capire l’impatto della pandemia sulla società. Abbiamo giocato 60 partite senza pubblico dal maggio del 2020 e sono un numero incredibile. Tamponi costanti ogni due giorni, le bolle. Guardavo le partite lassù, in un altro posto in tribuna, è stato irreale. Tutto ha portato ad una crisi politica, con conseguente lancio della Superlega. Procedimenti iniziati e poi annullati dall’Uefa, ora in attesa del giudizio della Corte di Giustizia europea. La vera analisi di questa crisi è il totale ridimensionamento del mercato dei trasferimenti. Da 6.5 miliardi per le società europee nel 2019 a 4 miliardi nel 2020 ai 3 miliardi del 2021. Questa costrizione del mercato avrà ripercussione sulle squadre medio-piccole. Se si ritornerà a una piena normalità in questa stagione, noi potremo consuntivare gli effetti Covid al termine di questa stagione. Che cosa ha fatto la Juventus? L’impatto degli effetti diretti e indiretti è di 320 milioni con un 40% che si riverbera sull’esercizio in corso e andremo a pulire gli effetti del Covid al termine di questa stagione. Ciò che ha lasciato il Covid non viene cancellato. Il piano del 2019 era a medio termine, ma era credibile ieri ed è credibile oggi, e ha le carte in regola per ripartire grazie all’aumento di capitale. Deve passare attraverso una dimensione gestionale: questa industria ha la cattiva abitudine di misurarsi sul fatturato. Non dovremo focalizzarci sulla ricerca del fatturato, ma del profitto. Andremo a inserire un comitato di ESG: col nuovo consiglio andremo a istituire un nuovo comitato ad hoc. Continueremo ad essere all’avanguardia nelle politiche sportive dell’industria. Al di là dei risultati avuti, sfido chiunque a dirmi che l’attuale piramide del calcio professionistico sia soddisfacente. Sento lamentarsi chiunque, ma trovo sorprendente che ogni proposta di riformare questa industria venga accantonata. Qualsiasi proposta, avendo interlocutori così disomogenei tra loro, non troverà soddisfazione. Chi ha i voti non ha il peso e chi ha il peso non ha voti. Questa bilancia dovrà trovare una sua formulazione. Per 10 anni ho lavorato per stabilizzare il sistema, che non tutela gli investitori. Cito Juventus, Real Madrid e Barcellona: nessuna ha vinto il campionato ma partecipiamo alla Champions. Tante squadre hanno vinto ma non partecipano alla Champions: questo per puro aspetto commerciale. In quel momento tanti gridavano allo scandalo».

Foto: Juventus.com

Il Presidente Agnelli sul tema della Superlega.

«La nascita della Superlega è stata la constatazione da parte di 12 club che le obsolete impalcature su cui si regge il calcio rifiutano ogni cambiamento per mantenere classe politica che non rischia, non vuole decidere e vuole incassare. Non mi voglio arrendere e non mi arrenderò. Il sistema ha bisogno di un cambiamento e la Juventus ne farà parte, ma ribadisco che solo attraverso un dialogo costruttivo si potrà arrivare a un cambiamento soddisfacente per tutti. Sfido chiunque a confermarmi che l’attuale sistema del calcio professionistico sia soddisfacente. Sento lamentarsi chiunque, è sorprendente che ogni tentativo di riforma venga accantonata, un progetto di 12 club, non di 3: il sistema ha bisogno di cambiamento e la Juventus vuole arrivarci attraverso un dialogo costruttivo che porti a una soluzione soddisfacente per tutti. Il merito sportivo è stato abbandonato quando si è deciso che una quarta classificata in Serie A avesse più diritti di un campione di un altro campionato ».

Alla domanda “A che punto siamo con la Superlega?”: «Ho cercato di enunciarlo durante l’intervento iniziale. C’è un giudizio della Corte di Giustizia e dovremmo attenderlo per capire quali percorsi si apriranno. Attraverso il dialogo, si può arrivare a risposte soddisfacenti».

Agnelli su Under 23 e Women.

«L’Under 23, con il direttore Manna e l’allenatore Zauli, sono in filiera con la prima squadra. Sta dando i suoi frutti: Fagioli, Frabotta e Dragusin sono in prestito per tornare poi alla Juve. Anche la convocazione di Soulé con la Nazionale argentina è un altro esempio. Le Women hanno vinto il quarto Scudetto sul campo: un ringraziamento va a Rita Guarino e l’accesso di Montemurro ai gironi di Champions League femminile sono un segno che questo movimento sta diventando di importanza, ci abbiamo creduto da quando abbiamo iniziato».

Agnelli su Cristiano Ronaldo.

«È stato un onore e un piacere. Dobbiamo applaudire Cristiano Ronaldo per quanto fatto sul campo. L’unico peccato è stato non avere il pubblico. Ha ragione Morata, a pochi giorni dall’addio di Ronaldo, che ha detto che la maglia della Juve richiede responsabilità. Io sono responsabile per quello che significa la società per cui lavoro. La Juventus è più grande di chiunque, viene prima di qualunque persona. Dobbiamo lottare, soffrire e vincere per la Juventus»

Investor Day nel 2022.


«La Juventus ha in progetto, per il 2022, un ‘Investor day’ “per consentire agli azionisti e agli investitori di fare valutazioni su obiettivi precisi e ben definiti.»

Sulla politica del Psg e l‘acquisizione del Newcastle.

«Poter comprare liberamente società, non deve avere preclusioni, ma la proposta all’interno della Superlega era la definizione molto chiara sulla struttura dei costi all’interno di un restatament dei bilanci delle società».

Sulle operazioni di calciomercato e i Diritti TV.

«Ogni operazione va contestualizzata nel momento in cui viene eseguita. Ogni valutazione assunta dai dirigenti si reputa corretta nel momento in cui viene presa. Solo chi non fa non sbaglia, nessuno di noi pensa di essere perfetto».

«I cicli televisivi fanno la differenza. I tre anni sono il massimo di visibilità che possiamo avere». Troppe piattaforme a cui abbonarsi? «Non è una decisione autonoma della Juventus. Siamo in un momento di tensione di mercato, può essere sana per il futuro. Per il prossimo triennio sarà così, normalmente si esce con situazioni migliorative. Anch’io su una gara partita mi sono chiesto: dove la guardo? Situazione complessa».

La possibilità di intitolare lo stadio a Boniperti.

«C’è una sala intitolata a Giampiero, così come a Sivori. Spendo 5 secondi in più al suo ricordo. Da bambino ho ricevuto il telegramma quando battemmo il Torino con la Sisport. Boniperti è sinonimo di Juventus: non intitolare un centro sportivo, uno stadio non significa non avere rispetto delle persone, ma andare avanti ben sapendo come è intitolato questo stadio. Con logiche più fredde rispetto al passato».

La non qualificazione per la Champions.

“Juve fuori dalle Coppe internazionali? Abbiamo diverse alternative cui attingere nel caso non ci dovessimo qualificare, ma in 40 anni mi sembra sia capitato solo un paio di volte. Guardiamo le statistiche”.

Agnelli: “Nessuno si aspetta gratitudine e appagamento, perché siamo juventini. Penso però che sia importante avere fiducia nella dirigenza e nella guida tecnica della squadra”.

Foto:Juventus.com

L’Aumento di capitale.

Come si evince dalla presentazione pubblicata anche sul sito, nel contesto della prospettata operazione di rafforzamento patrimoniale mediante un
aumento di capitale in opzione fino a massimi € 400 milioni, Goldman Sachs International, J.P. Morgan AG, Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. e UniCredit Corporate & Investment Banking agiranno in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners. Tali istituti hanno sottoscritto con la Società un accordo di c.d. pre-underwriting ai sensi del quale si sono impegnati a stipulare un accordo di garanzia per la sottoscrizione e la liberazione delle azioni di nuova emissione che non dovessero essere sottoscritte al termine dell’asta dei diritti inoptati.

Il socio di maggioranza, EXOR N.V. (che attualmente detiene il 63,8% del capitale sociale di Juventus) si è impegnato a sottoscrivere la porzione di Aumento di Capitale di propria pertinenza.

Il CdA di Juventus, in data 25 agosto 2021, ha approvato la proposta di aumento di
capitale sociale a pagamento fino a massimi €400 milioni comprensivo di eventuale
sovrapprezzo.

L’Aumento di Capitale si inserisce nel contesto delle misure atte a far fronte ai rilevanti
impatti economici e patrimoniali della pandemia da Covid-19 e consentirà di rafforzare la struttura patrimoniale della Società e riequilibrare le fonti di finanziamento a supporto del raggiungimento degli obiettivi strategici del Piano di sviluppo per gli esercizi 2019/24, che sono stati confermati: consolidamento dell’equilibrio economico e finanziario, mantenimento della competitività sportiva e incremento della visibilità del brand Juventus.
Subordinatamente al verificarsi di condizioni di mercato favorevoli, all’approvazione
dell’Aumento di Capitale da parte dei competenti organi sociali e al rilascio delle
necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti, è previsto che l’Aumento di Capitale possa essere realizzato entro la fine del 2021.
Il CdA, preso atto della disponibilità del socio di maggioranza EXOR N.V. di effettuare un versamento in conto futuro aumento di capitale, ha inoltre deliberato di procedere con la richiesta di un versamento in conto futuro aumento di capitale da parte del socio stesso per complessivi € 75 milioni, al fine di rafforzare la struttura patrimoniale e finanziaria della Società nelle more dell’esecuzione dell’Aumento di Capitale. Il versamento – la cui esecuzione è avvenuta in data 27 agosto 2021 – costituisce una anticipazione delle somme destinate alla liberazione di parte della quota di Aumento di Capitale di spettanza di EXOR N.V. e resterà di sua esclusiva pertinenza.

Nomina degli organi sociali per il Consiglio d’Amministrazione.

È stato proposto, nell’unica lista depositata, presentata dal socio EXOR N.V., di determinare in 10 il numero di Amministratori per i prossimi 3 esercizi, quindi fino alla data dell’Assemblea chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio 2023/2024, e di nominare i seguenti candidati:

  1. Massimo Della Ragione (Amministratore Indipendente)
  2. Maurizio Arrivabene
  3. Kathryn Frances Fink (Amministratore Indipendente)
  4. Andrea Agnelli
  5. Laurence Debroux-Siouffi
  6. Pavel Nedved
  7. Giorgio Tacchia (Amministratore Indipendente)
  8. Laura Zanetti (Amministratore Indipendente)
  9. Daniela Marilungo (Amministratore Indipendente)
  10. Francesco Roncaglio

Nella predetta lista è stato altresì proposto di stabilire in € 40.000 lordi il compenso annuo per ciascun Amministratore.

Un piccolo appunto su Nedved, dopo le critiche di vari azionisti sul suo comportamento: “Non si può svolgere un ruolo così prestigioso essendo solo un amico del presidente, la proprietà non lo permetterebbe. Sento tante responsabilità, a volte troppe. Ci sono critiche giuste, non sempre ho avuto comportamento esemplare. Darò sempre tutto alla società e lo farò fino alla fine. Sentire queste parole mi fa effetto, mi fa male, ma è il mio carattere, svolgerò sempre il mio ruolo con massimo impegno e responsabilità’”. E Agnelli: “Un privilegio averlo”.

Qui è possibile visualizzare l’intera presentazione esposta: https://www.juventus.com/it/club/investitori/assemblee#season-2020-21

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