Tactical Point

SOLUZIONI ANTICHE PER PROBLEMI NUOVI

Prosegue la “cura del Dottor Max” per la Juventus edizione 2021-22, uscita indenne dalla trasferta di San Siro contro i campioni in carica grazie a un rigore del subentrato Dybala a pochi minuti dal termine della partita.

L’esultanza di Dybala dopo il rigore del pareggio

La partita contro l’Inter, al netto delle defezioni annunciate di Rabiot e Kean, ha visto Mister Allegri proporre una formazione che fin dall’inizio ha “tradito” l’idea di proporre una gara dai due volti: lotta, corsa e resistenza nella prima parte per poi passare a tecnica e velocità nella seconda, puntando sugli ingressi di Dybala, Chiesa e Arthur, quest’ultimo in costante lento miglioramento. Una interpretazione non così nuova, in verità, bensì spesso usata nel nostro campionato da parte di mister storici come il Trap, capace di vincere partite di cartello lasciando gente del calibro di Vialli o Baggio in panchina per poi inserirli nella ripresa.

La mossa Kulusevski su Brozovic in realtà è stata un marchio di fabbrica della gestione Pirlo, mentre Bernardeschi in posizione da mezz’ala sinistra una opzione interessante che purtroppo non può essere giudicata al completo, causa infortunio del nazionale azzurro dopo pochi minuti.

Aldilà del fortunoso vantaggio interista (tiro da fuori deviato dalla schiena di Locatelli, che prende la traversa e torna in campo proprio sul piede di Dzeko), la difesa bianconera anche stavolta non ha concesso più di tanto a uno degli attacchi attualmente più prolifici del campionato, dimostrando quindi che la prima parte del lavoro di Max Allegri continua a dare i suoi frutti: restituire solidità e certezze alla squadra, con un atteggiamento accorto e concreto in netta controtendenza con le ultime due annate, in cui per inseguire i dogmi del “bel gioco” spesso ci si è scoperti in modo sconsiderato oppure si sono regalati gol clamorosi e ben impressi nella memoria dei tifosi.

Max Allegri guarda avanti

Il secondo tempo di ieri sera, viceversa, ha accennato a quale deve essere la prossima evoluzione bianconera: grazie all’inserimento di giocatori tecnici e rapidi sia di testa che di piede (Dybala e Arthur su tutti, ma anche Chiesa e, perché no, quella giovane stellina che sta dimostrando di poter essere Kaio Jorge) alzare il baricentro della squadra gestendo di più e meglio il pallone, e cercando la via della rete con consapevolezza invece che forzando le giocate individuali e/o in profondità, per via della cosiddetta “palla che scotta” tra i piedi. Da più parti si chiede a gran voce una Juventus ultra offensiva, schierata con un 4-2-3-1 che preveda l’uso contemporaneo di più bocche da fuoco. 

Molto più realisticamente, se si vuol restare nel comodo ma a volte pleonastico mondo dei numeri, crediamo che quel famoso “4-3-POI SI VEDE” Allegriano sarà utilizzato ancora per molto tempo in questa stagione, sperando porti i risultati ma soprattutto la crescita che tutti noi speriamo.

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