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#JPostMatch: Inter-Juventus, l’importanza della Joya e il “momento no” del Panita.

Termina con un risultato indolore il Derby d’Italia, un 1-1 che non fa male a nessuno e probabilmente era ciò che entrambe le squadre volevano.

Uno “spettacolo” che di certo non soddisfa l’estetica e che si afferma come una pessima vetrina del nostro calcio per gli spettatori esteri, considerando l’umile tasso tecnico dell’intera gara e le poche emozioni suscitate.

La partita

La prima occasione arriva dopo appena 7 minuti con un tiro di Morata che Handanovic fatica a trattenere con A.Sandro e Chiellini che provano ad intervenire, senza successo, sulla ribattuta.

La gara si apre dopo 17 minuti con un tiro da fuori di Calhanoglu che, complice la deviazione sfortunata di Locatelli, si infrange contro l’incrocio dei pali e rimbalza sui piedi di Dzeko che mette la palla in rete. Poco prima del fortunoso gol interista si infortuna Bernardeschi ma stoppa il cambio per tentare di rientrare, nel mentre subiamo il vantaggio neroazzurro e subito dopo arrivare il cambio con l’ingresso di Bentancur. Al 22esimo tiro da fuori di Cuadrado che esce fuori di poco, venti minuti più tardi palla in mezzo di A.Sandro che arriva sui piedi di Bonucci, sinistro e palla fuori che sancisce la fine di un primo tempo senza lampi da entrambe le parti.

Il secondo tempo inizia con lo stesso copione del primo e risulta statico fino al 62esimo, quando Perisic entra palla al piede in area di rigore e conclude fuori con una conclusione di destro. Juve che rispetto ai primi quarantacinque minuti tiene maggiormente il possesso ma continua a non creare alcuna occasione da rete e si fa notare solo per un tiro da fuori di A.Sandro al 67esimo; poco prima però arriva l’ingresso di Chiesa e Dybala per Cuadrado e Kulusevski, forse anticipabile visto l’andamento della partita.

Con i due cambi sembra aumentare la nostra convinzione e all’85esimo un fallo di Dumfries su A.Sandro ci regala la possibilità del pareggio con Paulino Dybala che non sbaglia e porta il match sull’1-1.

Il rientro di Dybala e la prova sottotono di Cuadrado

La pochezza creativa del nostro reparto offensivo è ormai risaputa, facciamo troppa fatica ad arrivare allo smarcamento e alla conclusione, praticamente rappresenta il nostro tallone d’Achille. Solamente Dybala può colmare (parzialmente) questo grosso limite offensivo, ieri sera non era al 100% e non ha fatto poi granché ma la sua presenza tecnica in campo si è percepita, specie nel ricevere palla tra le linee, dando un po’ di linfa ad una squadra che sembrava incapace di offendere.

L’argentino è atteso da tempo, in questi primi due mesi ha già saltato l’intera gara con il Napoli, ha giocato solo 20 minuti con la Samp per poi infortunarsi e saltare Chelsea, Torino, Roma e Zenit. Non proprio il top della continuità per un giocatore che è alle prese con problemi fisici ormai da troppo ma che allo stesso tempo risulta essere indispensabile per alzare la qualità degli 11 in campo. Pirlo non ha praticamente mai potuto godere delle sue doti, con Sarri è stato il migliore giocatore della stagione 2019-2020, ora è arrivato il momento di prendersi la Juve chiedendo aiuto anche alla mitologia greca se necessario, invocando i favori della dea bendata Tyche (figlia di Zeus). Consci del fatto che non ci si può affidare in eterno al “corto muso” (come scritto qui), ritrovata la solidità difensiva, occorre per forza di cose capitalizzare le risorse a disposizione e provare a dominare di tanto in tanto anche qualche match ottimizzando il talento di Laguna Larga e compagni. Sarebbe bello vederlo giocare 7-8 partite consecutive, sia per valutare i benefici offerti alla squadra e sia per poterlo finalmente vedere al 100% della forma fisica, senza allenamenti saltati ad intermittenza.

Un altro giocatore significativamente necessario è Juan Cuadrado, solitamente anarchico (ma meno rispetto al passato) e frizzante, funambolo e fastidioso (per chi deve affrontarlo) ma ultimamente spento e insufficiente (vedasi Juventus-Roma e Colombia-Ecuador), annullato da Perisic e protagonista di tanti errori nelle scelte e nella qualità delle giocate.

Cuadrado VS Inter, Foto:Juventus.com

Il colombiano aveva giocato titolare subito dopo il rientro dal SudAmerica, ha disputato l’ultima mezz’ora nella trasferta russa per poi rimanere un campo un’ora nel derby d’Italia, un problema di condizione o un semplice momento no? Dalle sue iniziative, insieme a quelle di Chiesa e Dybala, devono nascere le azioni da gol con dribbling riusciti, cross e assist, una preziosa fonte di imprevedibilità per scardinare le difese avversarie e accendere un reparto che, ad oggi, non è da top 4 del campionato.

Mercoledì ospiteremo il Sassuolo, sabato ci toccherà la trasferta a Verona, due occasioni per rivedere Dybala in campo, magari con Arthur a centrocampo; non è escluso il riposo di Cuadrado nel turno infrasettimanale, lo scopriremo tra 48 ore.

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