#CheAriaTira

Step By Step, ma ora serve il passo successivo

La nostra stagione non è iniziata bene, tra l’addio del nostro giocatore più importante negli ultimi giorni di mercato, il sostituto che per ovvie ragioni (bilancio da salvaguardare, tempistiche troppo strette) non è arrivato e uno shock per tutto l’ambiente, tifoseria in primis, che ha dato l’impressione di avere mille problemi.

Eppure la prima partita stagionale non stava andando malissimo, la squadra aveva il controllo della gara e un doppio vantaggio senza aver rischiato più di tanto, poi due errori individuali hanno fatto evaporare i tre punti, importanti per iniziare al meglio per non partire dietro ai rivali. Nella seconda partita il mondo ci è crollato addosso, una prestazione anonima, senza guizzi e senza alcun aspetto positivo, mandando in depressione nove tifosi su dieci e gettando l’ombra sugli obiettivi prefissati qualche settimana prima. Il primo big match è arrivo subito dopo la sosta delle nazionali e ce ne siamo accorti per via delle tante assenze (ben otto tra chi non è rientrato in tempo e gli infortunati Arthur, Kaio Jorge e Chiesa) ma, tutto sommato, la prima ora di gioco non era andata malissimo con Morata bravo a sfruttare una delle poche occasioni avute e un match che da quel momento è stato giocato sulla difensiva prima di subire la rimonta per altri due errori individuali. Una settimana dopo abbiamo visto una prestazione simile nell’altro big match, Juventus-Milan, mentre qualche giorno prima è arrivata la prima vittoria stagione in casa del Malmö con un secco 0-3.

Le difficoltà si sono viste anche con Spezia e Sampdoria, pur ottenendo i sei punti a disposizione con i salvataggi di Locatelli e di Szczesny: nel primo caso siamo passati subito in vantaggio, siamo andati sotto e abbiamo rimontato; nel secondo abbiamo chiuso la prima frazione di gara in vantaggio 2-1, prendendo gol su una dormita generale della difesa. É apparsa evidente una grande difficoltà nella gestione della palla e della partita, per una squadra che non ha saputo chiuderla quando si è presentata l’occasione giusta e che poi non è riuscita ad addormentare il gioco mantenendo il possesso della sfera, tanti e troppi i palloni persi e i passaggi sbagliati.

Nelle settimane successive abbiamo però assistito ad un netto miglioramento nella tenuta difensiva, ritrovando “il piacere di difendere” e quella determinazione che è essenziale per non subire gol. Inaspettata la vittoria contro i campioni d’Europa in carica, trionfo che probabilmente ha rasserenato e caricato l’ambiente, tesissimo fino a due settimane prima.

L’esultanza di Chiesa dopo il gol vittoria contro il Chelsea, Foto: Juventus.com

Solidità ripetuta nelle partite successive, ovvero nel derby di Torino e in Juve-Roma. L’ultima partita, la trasferta a San Pietroburgo, è stata importantissima per i punti conquistati e la qualificazione ipotecata (basterebbe un punto al ritorno per andare agli ottavi) ma ha evidenziato le preoccupazioni emerse anche contro la Roma: ritrovata la solidità difensiva, assenti le idee offensive, ben coeso il gruppo.

La rete decisiva di Locatelli nel derby di Torino, Foto: Juventus.com

Ecco, sta proprio qui il prossimo Step da superare, perché di partite come Juventus-Roma e Zenit-Juventus ne arriveranno parecchie e non sempre sarà possibile capitalizzare così bene le poche occasioni create. Ma attenzione, non si tratta della ricerca del “Bel gioco” e delle richieste del buon Lele Adani, piuttosto di una maggiore capacità di andare a rete, di movimenti offensivi e di miglioramenti tecnici che saranno imprescindibili per il prosieguo della stagione perché ad oggi non siamo in grado di dominare la gara e non potremo giocare in contropiede in eterno, prima o poi ti va male. Contro lo Zenit giocare di rimessa non è stato possibile, i russi hanno preferito arroccarsi in difesa e abbiamo faticato molto a creare occassioni.

Probabilmente il rientro di Arthur può agevolare il palleggio e il giro palla, schierato da mezzala di possesso con l’ausilio di Locatelli in mezzo e di un picchiatore più fisico sull’altro lato, ed è anche vero che con il passare del tempo si potrebbe raggiungere un certo “rodaggio” con l’acquisizione di determinati automatismi in campo.

Arthur al rientro in campo in Juventus-Roma, Foto:Juventus.com

Ma non basta, specie se si guarda alle partite in programma nei prossimi 30 giorni: Inter(T), Sassuolo(C), Zenit (C), Fiorentina (C), Lazio (T), Chelsea (T) e Atalanta (C).

C’è ancora molto da migliore e non bisogna accontentarsi della solidità difensiva, l’1-0 soddisfa ma è rischioso, servono maggiori idee per scardinare le difese, schemi offensivi efficaci, qualche sovrapposizione in più (del tutto assenti contro lo Zenit, poche contro la Roma), gol da parte dei centrocampisti (i famosi gol chiesti in estate a Rabiot e McKennie) e soprattutto l’apporto di tutti, Dybala e Kulusevski in primis. L’argentino in partite come quella di San Pietroburgo è importantissimo, essendo uno dei pochi giocatori in grado di accendersi con una giocata dal livello tecnico elevato, che porti direttamente al gol o all’assist non fa differenza; deve prendersi la Juve e deve farlo con costanza. Lo svedese deve diventare un’arma in più, specie quando entra a gara in corso, perché il più delle volte ha mostrato grosse difficoltà a partita in corso, sbagliando l’approccio.

Restano poi i dubbi tattici presenti fin da questa estate, poiché attualmente non abbiamo un sistema di gioco certo, varia in base all’avversario e soprattutto a seconda dei giocatori disponibili: avendo Chiesa, Morata, Cuadrado e Dybala disponibili, chi gioca? Doppia mediana o trio di centrocampo con Arthur e Locatelli insieme? Tridente offensivo o coppia d’attacco? Sarebbe bello poterne discutere con Allegri ma sarà il tempo a mostrarci le sue scelte.

I miglioramenti ci sono stati e dobbiamo esserne felici, ci mancherebbe, ora occorre salire di livello, non necessariamente domenica sera contro l’Inter (in quel caso conterà solamente il risultato) ma già tra Sassuolo, Verona e Zenit potrebbe sembrare logico tentare qualcosa di più.

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