#RawDiamonds

#RawDiamonds: Vanderson

Per la vendemmia 2010 il mio professore di enologia ci propose di metterci al servizio di una azienda che si occupava di trovare lavoro oltreoceano a tecnici enologici preparati.

L’offerta mi parse interessante e stimolante, così mi ritrovai a vivere per circa sei mesi a Napa, poco a nord di San Francisco, con una signora del posto e un’altro paio di ragazzi, un argentino ed un brasiliano.

Se il coinquilino argentino aveva la passione per la pesca e partiva ogni domenica alle tre e mezzo di mattina per godere della natura californiana, il brasiliano era matto da legare per solo una cosa: il Gremio Porto Alegre.

L’Immortal Tricolor era la sua ossessione, non esisteva nulla di più importante che la partita del Gremio. Nulla.

Inutile dire che vivendo assieme ci siamo contagiati, perché ora, a distanza di dieci anni, io seguo con interesse il Tricolor dos Pampas, mentre lui ha un debole per la Vecchia Signora.

Negli ultimi mesi complici il ritorno di Douglas Costa all’Arena do Gremio e la bruttissima partenza stagionale ho ripreso a seguire con maggiore attenzione quanto accade nel sud del Brasile, perché si sa che è nella cattiva sorte che ci si stringe.

Ho avuto modo quindi di osservare un po’ più spesso un calciatore che monitoravo dalla scorsa stagione, un terzino destro giovane, ma oggettivamente già fuori categoria per la realtà verdeoro: Vanderson.

Biografia

Vanderson de Oliveira Campos, noto anche come Vandinho o Dentinho, ma per tutti Vanderson nasce il 21 giugno 2001 a Rodonopolis.

È un centro commerciale ed agricolo piuttosto importante, al centro della regione del Mato Groso, cuore pulsante dell’agricoltura estensiva del Brasile.

È una regione ricca, dove si vive meglio che nella media del paese, ma è lontana da tutto, sopratutto se parliamo a livello calcistico. I grandi club di Rio e Sao Paulo difficilmente volgono l’occhio in questa area ed anche i giganti del sud faticano ad essere presenti in questa regione così remota.

È un qualcosa di cui tenere conto, altrimenti sarebbe complesso spiegarsi il percorso sportivo atipico di Vanderson.

Dentinho.

Nel paese verdeoro la massa di materiale umano a disposizione delle scuole calcio è praticamente infinita, milioni e milioni di bambini e ragazzi che anno dopo anno si accalcano per mettersi alla prova, con sacrifici e talvolta mettendosi nelle mani di gente poco raccomandabile, che conta di arricchirsi sulla pelle di questi ingenui sognatori.

Ecco per Vanderson le cose non vanno proprio così.

Non che da parte del ragazzo non ci sia mai stata la volontà di arrivare, ma l’impressione è di un approccio molto rilassato e tranquillo al mondo de futebol. Senza smanie, con sicurezza e fiducia.

Vanderson è il primo in basso a destra.

Vanderson o Dentinho, per gli amici e i familiari, infatti se la prende comoda. Gioca a pallone con gli amici, ma il suo primo ingresso in una squadra ufficiale avviene solo agli undici anni.

In allenamento.

Si accasa alla locale Uniao Rodonopolis, dove spenderà cinque stagioni prima di venire semplicemente messo alla porta.

Fortuna volle che un ex professore Joao Batista vedesse nel ragazzo qualcosa che forse nemmeno lui stesso aveva intuito.

Lo propone ad un piccolo club dell’interno di Sao Paulo, il Rio Branco Esporte Club di Americana che sta cercando un laterale destro per la propria U17.

Sorge quindi un problema: Vanderson ha sempre giocato da centrocampista centrale, da 8 come dicono in Sudamerica.

L’occasione però è ghiotta, si tratta di avvicinarsi a Sao Paulo, di poter giocare a livello più alto.

Vanderson e Batista decidono di mentire spudoratamente ed il ragazzo di Rodonopolis viene ingaggiato dal club bianconero.

Giunge ad Americana nel 2018 e gli basta disputare un Campeonato Paulista per ritrovarsi gli occhi di club più importanti addosso.

Nonostante il Rio Branco sia un club di seconda fascia e spesso i risultati dei bianconeri lascino a desirare, Vanderson spicca rispetto ai pari età in maniera notabile, tanto che due club del livello di Fluminense e Palmeiras si mettono in contatto con il suo nuovo agente Sandro Hiroshi.

Ancora una volta il caso di mette lo zampino. L’osservazione del Gremio Erivelton Lima sta seguendo il trequartista Matheus Araujo che si trova ad affrontare proprio la squadra di Vanderson.

Vanderson in lacrime al primo gol da professionista.

La partita osservata da Lima è una imbarcata colossale del Rio Branco, un 6-0 senza appello da parte dell’Uniao Barbarense.

Normalmente un difensore di una squadra che prende sei palloni verrebbe scartato a priori, ma Erivelton racconta di aver visto l’autentico spirito gremista quel giorno nel ragazzo.

A dispetto del risultato, a dispetto sella netta superiorità degli avversari e del risultato finale, Lima racconta di aver visto chiaramente un ragazzo con lo spirito del guerriero, con qualità tecnica ed intelligenza, con tutte le doti per poter arrivare molto in alto nel calcio brasiliano.

Sopratutto ricalcando in pieno il carattere tipico del club protagonista della famosa Batalha dos Aflitos, vero e proprio mito di fondazione dell’Imortal Tricolor.

Il Gremio mette sotto contratto Vanderson per 6 mesi, una sorta di prova, fino a metà 2019, acquistando il 50% del cartellino dal Rio Branco, con la possibilità di rilevare un ulteriore 20%.

Vanderson fa ritorno a Rodonopolis con un contratto da professionista, una prospettiva fuori da ogni immaginazione solo un anno prima.

Allenamento.

Non resta però con la famiglia a lungo.

Dentinho sa bene che il Gremio è un’istituzione di altra pasta rispetto a quanto vissuto finora. Per cui vacanze rimandate e direzione Porto Alegre il più velocemente possibile.

Hiroshi ricorda come alla sua richiesta di godersi un poco la famiglia e le vacanze Vanderson abbia risposto seccamente che il tempo per stare in casa era già passato e lui ne aveva speso fin troppo.

I successivi mesi sono caratterizzati da una enorme crescita tecnica e tattica del ragazzo che finalmente si trova ad operare in un contesto calcistico di alto livello. Vanderson è stato messo sotto contratto per giocare nella u23, ma causa infortuni suoi e poi in prima squadra a inizio 2020 viene catapultato direttamente nella rosa.

5 presenze nello scorso Brasilerao, con una rete, un paio di apparizioni anche in coppa sono solo il prologo alla annata in corso. Esordio con assist e crampi, gol ala seconda presenza, insomma pare proprio che il ragazzo voglia farsi apprezzare per qualità e per carattere.

In Copa Libertadores.

Nonostante la presenza dell’ex Bayern Rafinha nel suo ruolo, Vanderson si dimostra incontenibile, uno delle poche note positive di questa stagione a Porto Alegre.

Dopo qualche gara il ragazzo dì Rodonopolis si prende la titolarità, forte di una qualità ed un’energia che nessuno dei suoi compagni, anche quelli dal pedigree importante, sembrano possedere.

Si prende le luci della ribalta con un paio di reti strepitose.

La punizione a Morumbi contro il Sao Paulo è un pezzo di bravura raro, semplicemente da incorniciare.

La rete al Cearà forse è pure meglio, converge, ruleta a mandare al bar due difensori, uno due con la punta e diagonale nell’angolino.

I più ottimisti fra i tifosi del Gremio lo descrivono come un incrocio fra la potenza atletica di Maicon e la tecnica e la creatività di Dani Alves, giusto per tenere le aspettative basse.

Sula fascia.

Lo invocano per la Selecao e si dichiarano pronti a scendere in piazza in caso di una cessione prima della fine di questa delicata stagione.

Sul mercato sono già da tempo iniziati i primi sussurri e nel malaugurato caso che il Gremio retroceda, preparatevi a vedere un’asta scatenarsi. Nonostante un contratto valido fino al 2025 ed una clausola rescissoria da 100 milioni di euro non mancano le pretendenti.

Tottenham, Arsenal, Inter, Milan, Juventus sono le grandi squadre che si dice siano interessate a ragazzo, ma su Vanderson si muovono anche club di taglia minore come l’ambizioso Brentford o lo Spartak Mosca, offrendo denari e la possibilità di essere e subito protagonista anche da questa parte dell’Oceano.

Non sarà stato facile, ma Vanderson può dirsi soddisfatto.

Con un po’ di fortuna, ma con tanto merito, ormai il ragazzo di Rodonopolis può dirsi arrivato nel calcio che conta, ma se la sua determinazione sarà ancora quella dimostrata all’approdo al Gremio state pur certi che non si accontenterà di partecipare.

Caratteristiche tecniche

Vanderson è un terzino destro, qualche volta è sceso in campo come esterno a tutta fascia, ma la sua natura è chiaramente quella del laterale basso sull’out di destra, per caratteristiche ed inclinazioni.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Fisicamente nonostante i vent’anni di età si rivela sorprendentemente maturo e sviluppato. 180 centimetri di statura, ma sopratutto una potenza atletica dominante.

Esplosivo e reattivo, dotato di eccellente frequenza di passo e resistenza non avrà il benché minimo problema ad adattarsi al calcio europeo, più muscolare rispetto al rude, ma tutto sommato compassato gioco brasiliano.

Tanque.

Tende a far sentire molto la sua qualità atletica quando si sente in vantaggio da questo punto di vista, talvolta esagerando nella fiducia riposta nella sua fisicità.

Eccellente equilibrio, resistenza nei contrasti spalla a spalla e coordinazione, Vanderson è un ottimo atleta non solo perché ha delle superbe qualità, ma anche perché le sa usare a dovere, risultando particolarmente efficace quanto più sale il dinamismo dell’azione.

Tuttavia non è un eccellente saltatore e questo può rivelarsi un punto debole sopratutto nella propria area di rigore.

Contrasto.

A livello tecnico si rivela particolarmente dotato.

Il destro è di scuola squisitamente brasiliana. Educato e sensibile sia in situazioni dinamiche che statiche, possiamo definirlo ottimo nel controllo, nel passaggio e nel cross, con una sorprendente qualità anche nella battuta a rete. Sfortunatamente il mancino pare possa crescere molto tecnicamente, sebbene non sia rozzissimo, sopratutto se consideriamo le idee e le ambizioni di Vanderson.

Proprio le scelte offensive sono quanto più interessante offre il ragazzo.

Contro il Sao Paulo

Parliamoci chiaro ventenni che fanno i terzini con il suo fisico e i suoi piedi non sono tanti, ma esistono, quelli che invece coniugano queste qualità con la capacità di creare gioco si contano sulle dita di una mano.

Il giocatore ama coinvolgere e venite coinvolto nel gioco, cucendo trame offensive e caricandosi della responsabilità di imbastire l’azione offensiva o la semplice risalita del campo.

Vanderson non è istintivo nelle sue scelte sul campo da gioco, è chiaro che ponderi movimenti e tocchi con attenzione, sebbene non sempre le sue intuizioni si rivelino corrette. Il numero 35 però non teme di provare, fiducioso ed ottimista.

Esultanza.

Ovviamente vista la sua qualità atletica ama aver campo da attaccare, spesso lanciandosi da solo oltre l’avversario, in una espressione di superiorità atletica che poche volte ho visto su un campo da calcio fra professionisti.

La veste cavallo pazzo però non è l’unica freccia al suo arco.

Nonostante l’esuberanza resta un calciatore dalle tendenze fortemente associative. Ama lavorare in sincronia con i compagni, tanto sull’esterno che entrando dentro al campo, anche se il piatto forte resta sempre la sovrapposizione per la ricerca del cross dal fondo.

Nella metà campo offensiva è già di un altro livello rispetto al contesto tecnico in cui si trova, ma esiste sempre il rovescio della medaglia.

Difensivamente Vanderson deve mangiare ancora tante della proverbiale pastasciutta.

Dobbiamo considerare la sua relativa giovinezza come calciatore, per di più dopo una adolescenza legata ad un ruolo da centrocampista e non da terzino. Va da se che in diversi aspetti nella metà campo difensiva non riesce ancora a trovare certi automatismi e movimenti.

Nell’uno contro uno e nella difesa sull’uomo resta un osso duro, grazie a fisicità, spirito di sacrificio e dedizione, affonda bene il tackle, senza timore, in modo deciso e quasi sempre pulito, ma quando si tratta di difendere lontano dalla palla o di squadra con il resto del reparto vengono fuori notevoli peccati di gioventù e la mancanza di un percorso formativo dedicato.

Si nota come sia molto più a proprio agio nel difendere in avanti, piuttosto che abbassarsi ed attendere, tanto che talvolta sembra in controtendenza all’impostazione tattica di squadra.

Rincorrendo l’avversario.

Si tratta di un qualcosa di cui, tanto Vanderson che lo staff del Gremio, sono al corrente e su cui evidentemente stanno lavorando vista la crescita rispetto all’anno scorso, ma è chiaro che si dovrà mettere di buona volontà per crescere come difensore, sopratutto se le ambizioni vanno oltre il Brasilerao.

Dal punto di vista caratteriale Vanderson ha destato un’ottima impressione a tutto il mondo Gremio dal primo momento, impressione confermata dagli scout europei che lo hanno osservato.

Contro Filipe Luis.

Competitivo, combattivo, intelligente ed ottimo studente. Spicca per applicazione nel lavoro e mantiene un approccio molto umile con stampa e compagni.

Insomma sembra proprio uno studente da dieci in condotta.

Evoluzione

Questa rubrica si chiama diamanti grezzi e non ci potrebbe essere definizione che calzi maggiormente a pennello di questa per Vanderson.

In conduzione.

Il giovane laterale brasiliano alterna giocate fenomenali ad ingenuità colossali, figlie di una educazione calcistica iniziata tardivamente e non ancora completata ad alto livello.

Se offensivamente le sue innate qualità fisiche e la sua ottima tecnica non hanno reso necessario un indottrinamento meticoloso, lo stesso non può dirsi della fase difensiva, sopratutto a livello di decisioni relative ai movimenti ed alla tattica collettiva ed individuale.

Se nei duelli individuali la sua esplosività fa di che spesso riesca a metterci una pezza, non è si può dire lo stesso quando una sua incertezza o uscita senza tempismo provocano il crollo del castello difensivo gremista.

In Brasile le mancanze difensive possono essere perdonate da una supremazia offensiva terrificante, non sarà lo stesso in Europa.

Contrasto.

Tuttavia ricordo un altro laterale destro brasiliano, cresciuto nel vivaio del Gremio, arrivato in Italia con un bagaglio tattico quantomeno disordinato, dotato della stessa potenza atletica, qualità tecnica e creatività. Si tratta di Maicon.

Ovviamente nessuno sta dicendo che Vanderson si trasformerà per magia in quel tipo di calciatore, ma le potenzialità ci sono tutte.

Gamba, creatività, forza fisica, intelligenza e qualità tecnica. Se riesce ad imparare a difendere di squadra e a limare certe asprezze disciplinari stiamo parlando del terzino destro del Brasile per il prossimo decennio.

Controllo.

Vestito in bianconero

Nei dialoghi fra piemontese e Gauchos per definire la cessione di Douglas Costa al Gremio quasi certamente i nostri uomini mercato hanno cercato di inserire il terzino nel discorso, si mormora in una operazione a tre con il Sassuolo, in stile Rogerio, sperando con esiti più felici.

Rispetto a qualche mese fa il costo di Vanderson è cresciuto, ma la situazione economica traballante unita alla possibile retrocessione potrebbero far scendere i brasiliani a più miti consigli, anche le possibilità di un’asta sono sempre più concrete.

Potenza.

Dal punto di vista tecnico la situazione bianconera è chiara.

Cuadrado si è trasformato ormai in un terzino di livello assoluto, ma le primavere sono ormai 34 ed il conta chilometri ha girato molto negli ultimi anni.

Danilo dopo una prima stagione interlocutoria si è dimostrato un calciatore eccellente e versatile e, inaspettatamente, anche un’uomo spogliatoio prezioso.

Urge un ricambio?

Non nell’immediato, ma non è mai troppo presto per programmare.

Rinnovo blindato con clausola da 100 milioni di euro.

Vanderson ha tutto per diventare uno dei migliori terzini al mondo, salvo dover imparare a fare il difensore e non immagino un posto migliore dove poter apprendere quest’arte se non l’Harvard della fase difensiva mondiale.

A Torino poi ultimamente verdeoro se ne vedono sempre più e questo può essere un fattore positivo a livello ambientale.

Uno contro uno.

Arthur è stato il faro del Gremio campione continentale del 2017. Alex Sandro e Danilo erano la coppia di terzini del Santos di Neymar quando conquistarono la Libertadores nel 2011 e ora alla banda si è aggiunto pure il centravanti Kaio Jorge.

Conclusione

Cerco di essere sempre equilibrato nei miei giudizi, onde evitare figuracce, ma su Vanderson mi vorrei sbilanciare.

🇪🇪

Ha ancora tanto da imparare, deve crescere sotto diversi aspetti del suo gioco, ma non vedo come un giocatore delle sue qualità possa finire in un ambiente diverso da una contendente per la Champions League.

Dovessi andare a prendere oggi un laterale destro sul mercato il suo sarebbe il primo nome sulla mia lista, per qualità fisiche, tecniche e per la evidente capacità di crescita e miglioramento.

Sono fermamente convinto che chiunque riesca a portarselo a casa nella prossima estate, perché sappiatelo non resterà a lungo a Porto Alegre, farà un affare.

Talento.

Certamente non è un prodotto finito, ma le premesse sono troppo golose per non farsi tentare.

Riassunto

Punti di forza: tecnica, atletismo, personalità

Punti deboli: concentrazione, movimenti difensivi

Qualità potenziale: 9/10

Qualità attuale: 6.5/10

Valore di mercato: 18 milioni di € (Transfermarkt: 8.5 milioni di €)

Stefano Follador

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