#RawDiamonds

RawDiamonds: Ricardo Pepi

El Tren Pepi.

Non è facile comprendere le dinamiche della lunga e tormentata relazione fra Stati Uniti e Messico.

Si tratta di due paesi vicini, ma al contempo lontanissimi. Con enormi similitudini e altrettanto grandi contrasti.

Pur comportandosi spesso come l’acqua e l’olio fra loro il mondo Tricolor e quello Stars&Stripes spesso terminano contaminandosi a vicenda, alla faccia delle politiche del muro e di segregazione di alcuni esponenti politici.

È una situazione difficile, dove odio razziale, invidia e diffidenza sono sicuramente presenti e tangibili, ma al contempo è chiaro che questa convivenza forzata sul territorio fra statunitensi anglosassoni e latinos ha anche enormi risvolti positivi e di piacevole contaminazione culturale reciproca.

Tutto ciò si amplifica ed estremizza nello stato della stella solitaria: il Texas.

Questo vasto territorio, un tempo parte dell’impero messicano, è una regione caratterizzata da una forte influenza azteca, nonostante una identità regionale molto orgogliosa e definita.

In Texas messicani e statiunitensi hanno combattuto per quasi tutto l’800, scontrandosi ripetutamente e con ferocia.

Oggi le cose sono molto diverse, molti messicani emigrano oltre il Rio Grande cercando fortuna ed una vita migliore negli States, teoricamente lontani dalla violenza dei signori della droga che fanno il bello ed il cattivo tempo in alcune aree del nord del paese o solamente per cercare una situazione monetaria più stabile e solida che la volubile economia messicana.

Tutti questi uomini e donne che entrano anno dopo anno negli USA hanno regalato al paese un potenziale umano incredibile, prolungandone di fatto la straordinaria crescita economica nei decenni, nonostante le opinioni di certa politica conservatrice. I latinos hanno dato nuova linfa vitale ad ogni aspetto della vita pubblica a stelle e strisce, compreso lo sport.

Non occorre essere dei geni per accorgersene, basta scorrere i roster delle selezioni USA in molteplici discipline.

Il calcio, anzi il soccer, ovviamente è il principale ambito in cui i ragazzi e le ragazze di origine latina dimostrano la loro importanza per il movimento statunitense.

Nelle generazioni passate furono i vari Reyna, Mastroeni, Bocanegra, Torres, Gonzalez, Bedoya e molti altri ancora ad aprire la strada. Oggi ci sono Giovani Reyna, Konrad De La Fuente, Cristian Roldan, George Bello, Julian Araujo, Jesus Ferreira, Paul Arriola e diversi altri a perpetuare questo legame storico e culturale, ma nessuno di questi ragazzi, forse solo Reyna, ha saputo creare più attesa e maggiore contrasto per la sua paternità calcistica che Ricardo Pepi.

Biografia

Ricardo Daniel Pepi oggi è un giovane attaccante in forza al FC Dallas, ma la sua rincorsa parte da lontano. Di umili origini, nasce a El Paso, Texas del sud, il 9 gennaio 2003, ma viene cresciuto nella piccola cittadina di San Elizario, posta proprio al confine con il Messico.

La vita della gente di confine si sa è particolare, metà famiglia a Ciudad Juarez, radici messicane ancora forti e vive. L’altra metà dell’esistenza a stelle e strisce, sotto la guida dello Zio Sam è tutto ciò che ne consegue.

A San Elizario Ricardo inizia giovanissimo a rincorrere il pallone. A quattro anni è già nella squadra locale e si distingue già per qualità potenziali, ma niente che faccia presagire un futuro professionale oltre i Lions FC, il piccolo club amatoriale dove allena il padre.

Anzi, secondo l’ex allenatore ed amico di famiglia Omar Morín, che ha seguito Pepi nella sua tappa nelle giovanili dell’FC Dallas, Ricardo sino agli undici anni non era un ragazzino particolarmente interessante.

Ricardo con i fratelli minori ed il padre.

Lento e goffo, pure sovrappeso, non certo la descrizione di un prossimo wonderkid.

Eppure nel giro di un’estate Ricardo sboccia, tanto a livello fisico e quanto a livello di comprensione del gioco.

I miracoli della pubertà.

A detta di Morín leggeva la gara come un professionista già a 12 anni e questo lo rese immediatamente un profilo interessante per le giovanili del Dallas, dove approderà l’anno successivo.

Il grande pregio del giovane Pepi è stato senza dubbio il continuare a lavorare sempre sul campo di allenamento, con costanza e tenacia insospettabili se si guarda al suo rendimento scolastico, scherza Morín. Sappiamo come negli States educazione scolastica e pratica sportiva vadano di pari passo e dopo qualche passo falso accademico di troppo quando i genitori ne chiesero l’esclusione dalla squadra Morìn penserà bene di punirlo in maniera ancora più sottile. Ricardo va ad allenarsi, ma mentre i compagni si mettono al lavoro sul rettangolo verde, lui viene dirottato in panchina con i libri al seguito.

Pepi nelle giovanili con Reynolds (ultimo a destra)

Una settimana infernale ricorda il ragazzo, che gli sarà di enorme aiuto nella sua crescita e responsabilizzazione, evitando di gettare al vento opportunità e qualità.

Qualità che gli sono giunte in modo naturale, ma anche grazie alla severa educazione ricevuta.

C’è infatti un aneddoto sull’infanzia del giovane che lascia un po’ esterrefatti.

Il padre infatti si premurava di lasciare per tutta la settimana la maglietta di Ricardo nella pattumiera qualora le sue prestazioni non fossero state all’altezza.

Piuttosto rivedibile, ma fortunatamente bisogna dopo il passaggio alle giovanili del FCD, a oltre mille kilometri di distanza, grazie al talento che dimostrerà Ricardo certi metodi non saranno più necessari.

Nel 2016 avviene questo trasferimento, in un primo momento è il solo Ricardo a trasferirsi nella città dei Mavericks e dei Cowboys, ma successivamente tutta la famiglia Pepi si verrà a stabilire qui per aiutare il classe 2003 nella sua crescita calcistica.

In allenamento.

A Dallas sotto la guida di Omar Morín la crescita del ragazzo è impressionante anche per lo staff dei Toros.

Nel giro di un paio di stagioni da goffo ragazzino timido e quasi invisibile si trasforma in uno degli astri in ascesa del calcio texano, seguito e corteggiato dalle federazioni di entrambe le rive del Rio Grande.

Convocato per i training Camp delle selezioni u17, ma alla fine la scelta di Ricardo ricade sulla nazionale USA che si dimostra più interessata tanto nell’immediato che nel lungo periodo. La conferma arriva nelle convocazioni per la CONCACAF Cup U17, dove il Messico decide di non chiamare Pepi, al contrario della selezione a stelle e strisce.

In gol al debutto con Team USA

Il dado è tratto Pepi ormai è nazionale statunitense, parteciperà infatti anche al mondiale u17, sebbene lasci aperta la porta al Tricolor sino a pochi mesi fa quando debutterà con la nazionale maggiore USA.

Anche nella squadra di club le cose procedono piuttosto bene e con velocità.

Precocemente rispetto ai pari età Ricardo si guadagna la possibilità di passare in prestito al North Texas Soccer Club.

Pepi in U17.

Il club affiliato a Dallas opera nel terzo livello del calcio statunitense e qui a soli sedici anni Pepi riesce a collezionare undici reti in tredici presenze, facendosi notare ancor di più dal coach Luchi Gonzalez. Fra le altre cose diventa il primo marcatore del club nella storia, oltre che il più giovane ed il più giovane a mettere a segno un hattrick, grazie alla tripletta all’esordio.

Dallas si sta costruendo una solida fama di ottimo vivaio e di club attento allo sviluppo ed al lancio dei ragazzi.

In conduzione

I gemelli Funes Mori, McKennie, Reynolds, Cannon, tutti frutti del vivaio texano hanno fatto strada aldilà ed al di qua dell’oceano, ma questo Pepi pare di stoffa addirittura superiore ai suoi illustri predecessori.

Il 2020 segna il suo ingresso definitivo nelle gerarchie della prima squadra. Coach Luchi lo inizia ad inserire dalla panchina via via più spesso, seguendone con attenzione i progressi in allenamento.

Dallas raggiunge il quinto posto nella Western Conference che significa playoff, ma i numeri di Pepi sono quelli della tempesta, o dell’uragano vista la zona geografica, che si sta ancora caricando in alto mare, ancora lontana dalla costa.

457 minuti di gioco, due reti ed un assist in 17 scampoli di gara. Nei playoff va a segno in una delle due gare.

Non sono numeri pazzeschi, ma Pepi lavora molto bene in allenamento e cresce.

Cresce tanto da meritarsi la convocazione per tre settimane di allenamento premio con i campioni d’Europa del Bayern Monaco insieme ad altri cinque compagni. Nel suo periodo in Baviera impressiona i dirigenti tedeschi, ma non è ancora il momento di fare il passo verso il Vecchio Continente.

Esordio

Nonostante la fama in crescita Ricardo resta un ragazzo di indole tranquilla e riflessiva, ma sopratutto umile. Con mamma che lavora alle pulizie e papà nell’edilizia il giovane Pepi si fa carico della sorella minore e del fratello, il tutto mentre studia per prepararsi allo studio di gestione di impresa e contemporaneamente rassetta la casa.

Il ragazzo è insomma ancora un normale teenager, ma la routine presto cambierà.

La stagione 2021 sarà quella dell’esplosione.

Ad oggi le reti sono 13, con due assist, in 27 partite. Più giovane di sempre a mettere a segno una tripletta, ama le marcature multiple.

Numeri molto importanti, sopratutto se rapportati alla giovane età.

Doppietta alla Giamaica

Con i gol in MLS arrivano anche le chiamate da Team USA, il 9 settembre esordisce in nazionale maggiore contro l’Honduras in una vittoriosa trasferta per 1-4. Un mese dopo arriva una doppietta casalinga sulla Giamaica.

Gli ultimi risultati personali, per quanto non supportati dai risultati di squadra, lo portano sotto i riflettori della stampa, ma sopratutto sotto l’occhio guardingo degli agenti di mercato.

Juventus e Milan sono sulle tracce del ragazzo, ma anche club del calibro di Chelsea, Ajax, Bayern e Wolfsburg sembrano molto interessate ai servizi del nativo di San Elizario.

Pepi ha le stigmate del numero nove del nuovo corso a stelle e strisce, braccio armato della generazione che con tutta probabilità metterà sulla mappa mondiale il soccer. Sarà lui la next big thing che farà sbocciare il calcio in maniera definitiva negli States?

Caratteristiche tecniche

Ricardo Pepi è un centravanti.

Numero nove discretamente completo nel repertorio e nelle qualità tecniche, tanto che saltuariamente è stato impiegato come esterno alto, sebbene si tratti di una soluzione dettata dall’emergenza.

Esempio della sua capacità di giocare a tutto campo.

Fisicamente non si può definire del tutto sviluppato a livello muscolare, vista la giovane età, ma sembra senza dubbio in possesso di una stazza interessante.

185 centimetri, leve lunghe, tendenzialmente ectomorfo, gli garantiscono una buona presenza al centro dell’attacco, capacità di giocare spalle alla porta e di essere un fattore nel gioco aereo.

Duello aereo.

Probabilmente gli manca un poco di forza fisica, ma quello che cede a livello di potenza lo acquista in agilità e capacità di sgusciare via ai difensori.

Come atleta può crescere, ma si sta dimostrando un elemento che preferisce farsi valere più per le qualità mentali che per lo strapotere fisico.

In quest’ottica è opportuno segnalare come la forza di Ricardo risieda sopratutto in una spiccata capacità di analizzare e leggere la gara, gli avversari ed i compagni.

In zingarata.

Una interessante analisi statistica rivela come Pepi risulti a livello di meri numeri fra i migliori attaccanti della MLS nell’ultimo decennio, superando mostri sacri come Ibrahimovic, Vela, Giovinco, Robbie Keane e Josef Martinez, calciatori che hanno letteralmente dominato il campionato a stelle e strisce.

Statistiche alla mano è un fenomeno.

Ricardo risulta secondo nella graduatoria per non penalty xG e xA, evidenziando una sorprendente qualità nelle sue giocate.

Il 22% delle azioni in cui è coinvolto in maniera centrale termina con la rete o con un assist, il doppio rispetto all’attaccante medio.

L’indice statistico +G, una misura ormai utilizzata dai più grandi club del mondo come Liverpool e Bayern Monaco per valutare il contributo alla pericolosità offensiva del singolo giocatore e delle sue scelte, premia ancora una volta lo stile di gioco e le qualità del giovane di El Paso.

Nell’ultimo biennio Pepi è terzo nella MLS per +G, con un valore di +0.43 goal/90 minuti.

Macchina da goal

Il perché un diciottenne, oltretutto impiegato in un contesto tattico depresso ed in grave crisi come gli Hoops di questa stagione sia in grado di ottenere numeri così strabilianti è presto detto.

Lo stare in campo di Pepi è incentrato sull’efficacia e l’efficenza più assoluta.

La sua selezione di tiro è oggettivamente incredibile. Pepi non prende buoni tiri, no. Pepi prende solo ottimi tiri.

Niente conclusioni velleitarie per lui, l’azione deve concludersi in modo pericoloso, senza cercar fortuna dalla distanza o da posizioni strane o coperte dal difensore.

Il tiro medio del classe 2003 avviene a meno di dieci metri dallo specchio della porta, ottenendo un indice di pericolosità più alto ovviamente.

Si tira solo per segnare.

Rifiutare il tiro in certe circostanze significa dover cedere il pallone e infatti Ricardo è quinto per passaggi completati ogni 100, in tutta la lega americana, un valore straordinario contando che gioca come prima punta. Ovviamente il rovescio della medaglia è che Pepi si dimostra un giocatore tendenzialmente conservativo, oltremodo paziente e flemmatico in talune circostanze.

Tutti questi dati sono ovviamente utili per inquadrare il tipo di calciatore che abbiamo di fronte, ma vanno mediati dal contesto tattico di Dallas.

I Toros stanno giocando il peggior calcio da anni e stanno cercando di salvare il salvabile con una impostazione tattica molto difensiva. Ciò ovviamente ha delle ripercussioni sul gioco di Pepi.

Da un lato premia la sua ottima qualità nel primo pressing e nel contrasto della costruzione bassa avversaria, dall’altro lo costringe una volta riconquistata palla a ricezioni molto basse, spalle alla porta e lo obbliga a duelli di puro fisico. Il risultato è che in questo fondamentale Pepi è ancora acerbo, poco smaliziato e la qualità della protezione della sfera per far salire i suoi non è ancora di livello.

Ricezione complessa.

Pepi preferisce di gran lunga attaccare fronte alla porta, attaccando l’area o la profondità con o senza palla.

Dal punto di vista del dribbling infatti è sorprendentemente abile. Le lunghe leve non gli precludono una ottima capacità di conduzione ed una buona sensibilità nei piedi, che unite alla sua naturale agilità lo rendono un cliente scomodo per qualsiasi centrale venga puntato.

Particolarmente apprezzabili sono il suo buon primo controllo, preciso e sensibile, ma sopratutto la sua intelligente preparazione prima della ricezione. Ricardo è attento agli spazi, alla disposizione degli avversari e al posizionamento del proprio corpo e spesso con un solo tocco e movimento anche semplice sa come mandare in confusione il difendente.

Dribbling ubriacante.

Avvicinandosi alla porta possiamo usare la bellissima definizione anglosassone “a fox in the box”. Pepi si trova infatti perfettamente a proprio agio negli ultimi sedici metri, il suo territorio di caccia favorito.

Possiede un naturale istinto per la rete, legge a meraviglia gli errori della difesa e si muove come un fantasma, galleggiando quasi innocuo per poi sbucare dal nulla e andare in gol. Posto giusto al momento giusto, questo potrebbe essere il motto del numero 16 di Dallas.

Ovviamente non basta esserci, perché un buon movimento senza palla è importante, ma la capacità di finalizzare è fondamentale. Il destro di Pepi è educato, magari non un cannone per potenza, ma tagliente e beffardo quanto basta per finire in fondo al sacco.

Grafico conclusioni stagionali.

Da buon centravanti però non si limita, per arrivare alla rete va bene tutto. Colpo di testa, fondamentale in cui si difende, ma con margini di crescita, acrobazia, tocchi sporchi. Nel repertorio di Ricardo c’è tutto quello che serve ad un killer dell’area di rigore.

Infine a livello mentale Pepi ha sempre saputo impressionare i suoi coach per la presenza costante in gara, anche quando non vede la boccia per diversi minuti oppure quando parte dalla panchina.

Come Vinnie “The Microwave” Johnson ha la capacità di essere subito efficace alzandosi dalla panca, risolvendo o ribaltando diverse gare.

In allenamento eccelle per dedizione e qualità del lavoro, merito suo, ma anche dei genitori che ne hanno da sempre fomentato serietà ed applicazione.

Evoluzione

La crescita di Ricardo Pepi negli ultimi diciotto mesi si può definire verticale.

Solitamente le esplosioni di questo tipo, rapide e tumultuose, lasciano spazio a problemi “strutturali” nella costruzione del calciatore, ma Pepi sembra non avere questo tipo di problema.

Cecchino

Nonostante la giovanissima età, nonostante le relativamente poche presenze fra i professionisti, il ragazzo sembra essere ben costruito e completo come calciatore, in ogni aspetto del suo gioco, senza particolari lacune tecniche o tattiche.

Ovviamente completo non significa perfetto, anzi ci sono diversi aspetti suscettibili di crescita e miglioria.

Chiaramente ogni valutazione sul ragazzo va mediata dal contesto competitivo in cui opera.

La MLS è un campionato patinato, di grande fascino scenico e di ottima copertura mediatica e di marketing, ma a livello tattico e tecnico è ancora ben lontano dall’Europa, anche da campionati di secondo piano.

Tranne qualche felice eccezione i giocatori provenienti da oltreoceano hanno sempre faticato, almeno in principio, in Europa.

Per Pepi la difficoltà maggiore, perché è chiaro che arriverà in Europa nel giro di un paio di anni, sarà adeguarsi al nuovo livello dei propri avversari.

È chiaro quindi che Pepi deve continuare a lavorare in area come ha sempre fatto, migliorandosi e crescendo, mettendo in faretra nuove soluzioni, anche fuori dai sedici metri. Certo il suo modello ed idolo d’infanzia Van Nistelrooy segno tutti i suoi gol per il Real dentro l’area di rigore, ma non tutti possiamo essere Ruud.

Focus.

Altro aspetto in cui può migliorare è la capacità di giocare spalle alla porta, tenere palla, fare da boa e temporeggiare per far salire la squadra. In questo fondamentale va migliorata la tecnica, ma non farebbero male un po’ di kili di muscoli per resistere ai mastini del Vecchio Continente.

Sarà poi interessante vedere se nei prossimi mesi Ricardo saprà restare ugualmente efficace anche quando i difensori impareranno a conoscerlo più in profondità.

La mia personale idea è che a fare la differenza sarà la diligenza e la capacità di allenarsi molto bene del ragazzo.

Non sempre talento e professionalità si accompagnano, ma nel caso di Pepi sembra proprio che la sua capacità di studiare e vivere il calcio in maniera totalizzante possa aiutarlo moltissimo.

Vestito in bianconero

La ricerca da parte della Juventus di una punta giovane su cui ricostruire il reparto avanzato non è un mistero.

L’interesse per Pepi in realtà però sorprende.

Il texano ha senza dubbio qualità interessanti, ma sembra ancora piuttosto acerbo per mettersi alla prova in un contesto importante come quello della Torino bianconera.

L’Haaland americano?

Tuttavia una sua eventuale acquisizione, sopratutto a cifre abbordabili, non sarebbe così fuori dal progetto tecnico descritto da Agnelli e Cherubini.

I nostri massimi dirigenti hanno parlato di gioventù, di anticipare i tempi, di crescita fuori e dentro il rettangolo verde.

Pepi risponde a queste linee guida.

È statunitense e sappiamo come Agnelli tenga particolarmente a penetrare nel lucrativo mercato a stelle e strisce.

Ha solo 18 anni, ma già gli occhi di mezza Europa addosso, per cui è plausibile la necessità di anticipare i tempi per non farsi scippare questo talento da sotto il naso.

Il rovescio della medaglia è che ad oggi Pepi è un mezzo salto nel vuoto, che probabilmente meriterebbe uno step intermedio di crescita dalla MLS all’Europa, magari transitando in prestito presso una società con minori pressioni che la Juventus.

In conduzione.

Conclusione

Ricardo Pepi è un profilo estremamente intrigante, ma al contempo problematico da valutare per il suo contesto tattico e tecnico così distante dall’Europa.

In rete.

L’impressione è che però non si debba temporeggiare troppo, visto il rischio di doverlo pagare molto di più da qui a dodici mesi.

Sta dominando la MLS nonostante Dallas sia una squadra mediocre.

Si è preso la titolarità nella nazionale USA in quella che si candida ad essere la generazione dorata del calcio a stelle e strisce.

Tenuta fisica migliorata.

Sentenza in area di rigore, efficiente e chirurgico davanti alla rete.

Intelligente e preciso nei movimenti senza palla, abile nel dribbling.

Sembra tutto estremamente perfetto e magari proprio per questo c’è il rischio che tutto sia una illusione dovuta all’ambiente del calcio d’oltreoceano dove Pepi sembra aver trovato il suo fit. Saprà rendere allo stesso modo anche fuori dal suo ambiente naturale? Questo è la grande domanda.

Per lui possono valere alcune considerazioni che feci all’epoca dell’acquisto di Kaio Jorge.

Il brasiliano come e più di Pepi era acerbo e impreparato al calcio europeo, pur evidenziando potenziale e talento.

In festa.

Se si decide di fare questo tipo di acquisto è necessario avere fiducia assoluta e la visione di dare al ragazzo la possibilità di sbagliare e crescere.

Prendere Pepi oggi può essere una scommessa azzardata, ma può pagare dividendi altissimi. L’importante sarà non farselo scappare per strada, infilandolo in una serie infinita e senza senso di prestiti in provincia che molto raramente si dimostrano utili per la crescita di questo tipo di calciatore.

Insomma per chiunque sia interessato, meglio fare alla svelta. El Tren Pepi è in partenza.

Riassunto

Punti di forza: finalizzazione, movimenti offensivi, etica del lavoro.

Punti deboli: gioco spalle alla porta, fisicità, contesto tattico di provenienza.

Qualità attuale: 6/10

Qualità potenziale: 8.5/10

Valore di mercato: 8-10 milioni di € (Transfermarkt:2.5 milioni di €)

Stefano Follador

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...