Spazio Liga

SpazioLiga: il Rayo di Iraola

Sorprendendo un po’ tutti la squadra cult del barrio operaio di Madrid si è resa protagonista di un avvio di campionato decisamente sopra le righe.

La leggendaria tifoseria Bukaneros.

Le polemiche extra campo che hanno coinvolto il club della banda rossa nelle ultime settimane non sembrano aver intaccato in alcun modo lo spirito del collettivo guidato dal DT Iraola, che ad oggi vanta il sesto posto in classifica con 13 punti in otto gare, figli di un ruolino di marcia da 4 vittorie, un pari e tre sconfitte.

Iraola con Falcao al San Mames.

Certo siamo appena ad inizio ottobre e la Liga è ancora lunga, ma i punti conquistati sono bottino prezioso in vista della classifica finale.

I risultati

La Liga non è iniziata nel migliore dei modi per El Rayito, come del resto era prevedibile.

L’esordio esterno in casa del Sevilla di Lopetegui si è dimostrata una sfida improba per Iraola ed i suoi, affondati con un netto 3-0, grazie alla pessima prestazione del figlio d’arte Luca Zidane, ma sopratutto dal ritrovato estro del Coco Lamela.

Cartellino rosso.

La netta sconfitta della prima giornata però porta con se un premio inatteso. L’espulsione di Luca Zidane costringe il tecnico a schierare il portiere macedone Dimitrievski, che si rivela più maturo ed affidabile del figlio di Zizou.

Lo dimostrerà già nella seconda gara, una sconfitta esterna a San Sebastian, dove renderà la vita impossibile alla Real Sociedad, che avrà la meglio solo grazie ad un rigore del solido Mikel Oyarzabal.

Finalmente alla terza giornata giunge l’esordio casalingo.

E che esordio!

Randy Nteka a segno contro il Granada.

Il Rayo spappola il Granada con un rotondo 4-0, dimostrando di avere in mano una solida compagine con diverse armi offensive in arsenale.

Al primo trionfo fa seguito un prezioso pari esterno agguantato al novantaduesimo con Sergi Guardiola sul campo del Levante, un pari oltremodo meritato per quanto visto in campo.

L’esultanza dopo il pari in extremis.

Il quinto turno è un nuovo trionfo. 3-0 secco al Getafe, rete all’esordio del nuovo acquisto Radamel Falcao e rigore parato nel finale. Un’altra giornata da incorniciare per i Franjillos.

Falcao è un valore aggiunto per La Rosa.

E non è l’ultima.

Pochi giorni dopo il club madrileno viola al minuto 96, sempre con El Tigre Falcao, il San Mames conquistando una vittoria iconica che sarà sicuramente tramandata nella tradizione orale dei Bukaneros, i tifosi più accessi del Rayo.

Il filotto di vittorie continua grazie ad un’autorevole successo sul Cadiz per 3-1. Una vittoria ottenuta con una serenità è una sicurezza che quasi fa dimenticare la condizione di neopromossa del club.

Isi Palazon, piccolo tanque rayista.

Proprio prima della pausa arriva la sconfitta di Pamplona. 1-0 per l’Osasuna, altro club che sta facendo molto bene. Si interrompe la striscia positiva, ma non cambia l’ottima impressione che il collettivo della banda rossa sta dando a tifosi ed addetti ai lavori.

La proposta tecnica

Nonostante un’avvio molto positivo non dobbiamo lasciarci trarre in inganno.

Iraola da indicazioni.

La rosa del Rayo, pur rafforzata durante la finestra di mercato in maniera numericamente massiccia, resta in linea di massima quella che durante la scorsa Segunda Division ha chiuso il campionato al sesto posto, a quindici punti dall’Espanyol campione, ottenendo la promozione tramite i playoff.

Va da se che questa banda di ex promesse non mantenute, veterani e semi sconosciuti delle serie minori ispaniche non può proporre un calcio troppo sofisticato o barocco.

Il tecnico Andoni Iraola è quasi un novizio nel posto di allenatore, precedentemente ha allenato AEK Larnaca e Mirandes, ma si è saputo rapidamente adattare alle caratteristiche della sua squadra, trovando soluzioni pratiche e concrete agli interrogativi calcistici.

Il suo Rayo offre un calcio semplice, quasi scolastico, ma curato con attenzione e applicato con intensità.

Fran Garcia, atteso ad una grande stagione.

Il marchio di fabbrica è il 4-2-3-1, in cui la squadra de la Franja fa molto affidamento sulle catene laterali sulle fasce.

Sulla sinistra il duo Fran e Alvaro Garcia, mentre a destra Ivan Balliu ed Isi Palazon, essi rappresentano la fonte di gioco primaria del Rayo che si muove molto per linee esterne cercando il cross con maggior frequenza che tutte le altre compagini della Liga.

La seconda giovinezza del Tigre.

Cross che ovviamente devono trovare un rapace d’area pronto a riceverli. Senza dubbio Falcao è l’uomo copertina del club rayista, ma nel ruolo di centravanti si sono disimpegnati bene anche il veterano Sergi Guardiola e Nteka.

Grande importanza a livello offensivo hanno le capacità di inserimento dei centrocampisti, su tutti Ciss e Comesaña, dotati di fisicità e tempismo, mentre al numero 10 Trejo vengono affidati compiti di regia ed organizzazione.

Santi Comesaña è il motore del Rayo.

A dispetto di quanto si possa immaginare il Rayo non è la classica neopromossa che piazza il bus e cerca la ripartenza, anzi.

La Banda per ora ha mostrato una ottima capacità di andare a prendere alto gli avversari, cercando il recupero rapido per poi sfruttare la disorganizzazione dell’avversario con gli inserimenti dei laterali.

Questo è possibile grazie alle grandi capacità atletiche dei due mediani, ma anche alla disponibilità della difesa nel tenersi alta, pur lasciando la profondità agli avversari.

Catena in scivolata su Trincao, durante la scorsa Copa del Rey.

In quest’ottica l’importanza di Catena al centro della difesa è capitale.

Il numero 5 funge da vero allenatore in campo, coordina e guida la linea ed è pronto a tamponare quando la linea di pressing viene superata malamente. Inoltre risulta importantissimo per la sua capacità di lanciare lungo, approfittando spesso del posizionamento incompleto degli avversari.

Per quanto visto finora il Rayo è una realtà basata su concetti semplici: intensità, ampiezza della manovra e riempimento dell’area.

Un gruppo coeso.

Tuttavia il piano gara del tecnico basco ad oggi si è sempre dimostrato ben congegnato, anche nelle sconfitte, pur dovendo fare affidamento su una condizione fisica pressoché perfetta dei suoi per risultare funzionale.

Prospettive

L’ebrezza delle zone di alta classifica non devono illudere o far fare voli pindarici ai tifosi del Rayo.

La squadra è più competitiva del previsto, ha saputo fare punti su campi difficili, ma la realtà è che il Rayo può rendere in questo modo solo al massimo della condizione fisica dei suoi interpreti e con un piccolo aiuto della buona sorte.

Falcao al minuto 96.

Senza le reti nel recupero di Guardiola a Valencia o di Falcao a Bilbao parleremo di un’altra classifica, magari non così strepitosa.

Insomma fino ad ora tutto pare aver girato nel verso giusto, ma sapranno reggere agli inevitabili infortuni o cali di forma?

Difficile a dirsi.

Hay equipo.

Di certo c’è che il Rayo sta mettendo fieno in cascina per l’inverno. Ogni punto, ogni risultato utile è un mattone in più nella costruzione della salvezza rayista, che deve rimanere l’obbiettivo ultimo della squadra di Madrid.

Stefano Follador

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