#RawDiamonds

#RawDiamonds: Lorenzo Lucca

Negli anni ho preso l’abitudine di seguire un mio compaesano, tale Davide Marsura.

Non lo conosco, dubito di averlo incrociato per il paese in passato, ma mi piace l’idea che un ragazzo di Valdobbiadene sia riuscito a diventare un calciatore professionista.

In estate Marsura è passato al Pisa ed in pomeriggio di fine agosto penso bene di rilassarmi osservando i toscani scendere in campo contro l’Alessandria.

Partita frizzante, godibile, ma che resta inchiodata sullo zero a zero.

A inizio ripresa fra i neroazzurri entra in campo un ragazzo molto alto, maglia numero 9, cognome Lucca.

L’ho sentito nominare, ma poco altro.

Il pennellone fa subito un paio di cose eccellenti. Prima un taglio a portare via l’uomo per favorire l’inserimento del compagno pressoché perfetto, per tempismo e decisione.

Poi riesce a crearsi lo spazio per la conclusione, poi parata, sganciandosi dal difensore e portandosi verso l’esterno.

Si muove bene, in maniera intelligente e molto agile, a dispetto della statura.

Pochi minuti alla fine e Lucca trova il gol. Cross tagliato del mio compaesano e il centravanti brucia la linea difensiva deviando in maniera tanto sporca quanto efficace nell’angolo basso.

Esultanza.

Altri cinque giri d’orologio ed all’improvviso ritorno indietro di vent’anni e mi innamoro un po’.

Lancio in profondità alla viva il parroco di Masucci, Lucca su questa palla fa una cosa che mi rimanda indietro alla mia infanzia, quando vedevo Bobo Vieri fare a pezzi le difese avversarie grazie ad un dominio fisico indiscutibile. Lorenzo taglia fuori il difensore grazie ad un giro dorsale perfetto ed una volta preso il vantaggio è implacabile, destro tonante e palla in fondo al sacco. È la prima doppietta stagionale, faranno seguito altre quattro marcature ed un assist nelle successive cinque gare, un filotto notevole di prestazioni che lanciano Lucca alla ribalta, oggetto di interesse dei migliori club italiani e anche del CT della Nazionale Roberto Mancini.

Biografia

Lorenzo Lucca nasce a Moncalieri, a due passi da Torino, il 17 marzo 2000.

La famiglia Lucca.

Figlio di Federico, già difensore centrale nel sottobosco del calcio di provincia, si avvicina precocemente al calcio, entrando a far parte della scuola calcio CBS, affiliata al Milan.

Un anno e mezzo più tardi viene notato dagli scout del Torino ed entra a far parte del vivaio granata. Ci resterà per otto anni prima di ricevere il benservito dal club.

Con la maglia dell’Atletico Torino.

Dopo una deludente esperienza a Chieri , riesce a trovare spazio all’Atletico Torino.

Nel club gialloblù trova due figure importanti per la sua crescita: il DS Goglia e l’allenatore Malagrinò.

Nonostante i solo sedici anni riesce spesso a fare la differenza anche fra i grandi e sovente gli viene chiesto il doppio impegno di giocare tanto con i pari età che con gli adulti, talvolta anche due volte al giorno.

Quando Goglia e Malagrinò passato al Vicenza anche Lorenzo si unisce al club Veneto, senza trovare tuttavia grande fortuna.

Lorenzo in maglia Lanerossi.

Con i “magnagati” biancorossi riesce a scendere in campo tre volte in serie C, pur senza rubare particolarmente l’occhio.

Terminata la stagione ritorna in Piemonte, dove firma nuovamente con il Toro.

Anche questa volta non riesce a trovare spazio in granata, ma viene spedito in prestito al Brescia.

Lucca al Brescia.

Con la maglia delle Rondinelle vedrà il campo solo nel campionato Primavera2, dove però sarà grande protagonista: 16 reti in 18 presenze, da vero dominatore fisico del campionato.

A Brescia dal tecnico Corini in giù sono tutti stregati dal talento del ragazzo di Moncalieri, ma quando l’affare sembrava ormai cosa fatta il presidente Cellino si oppone a firmare l’assegno da trecentomila euro per acquistare Lucca.

Deluso ed arrabbiato Lorenzo non può far altro che tornare a casa.

A Torino non riesce a trovare spazio, anzi.

Lucca nella sua seconda tappa granata.

Dopo otto presenze e due reti ottiene di vedersi rescindere il contratto in maniera consensuale.

All’ultimo giorno utile durante il mercato invernale Lucca si accasa in Sicilia, firmando per il Palermo.

Il club rosanero è una nobile decaduta, ma ambiziosa che nella stagione 19/20 punta alla promozione dal campionato di D alla Serie C.

Lucca in maglia rosanero.

Così avviene infatti, sebbene il contributo di Lorenzo nella seconda parte di stagione sia limitato a causa della sospensione del campionato per la pandemia.

La prima annata di Lucca in rosanero si chiude con tre spezzoni di gara ed una rete.

Durante l’estate il contratto di Lucca con il club siculo scade, senza che le parti riescano a trovare un accordo in prima istanza. Fortunatamente per entrambi però prima dell’inizio della stagione, dopo qualche settimana da svincolato Lucca firma un prolungamento quadriennale con i rosanero.

Tuttavia nonostante le premesse i primi mesi in Serie C si rivelano particolarmente difficili.

Lucca non riesce a trovare la via della rete per mesi e, ovviamente, partono le critiche anche piuttosto pesanti da parte della tifoseria.

Ormai però lo sappiamo, il teorema di Higuain o legge del ketchup è un caposaldo della fenomenologia del numero 9.

Una punizione storica.

Dopo mesi di astinenza, finalmente il centravanti piemontese riesce a trovare la via della rete. È il 2 dicembre 2020 e da quella doppietta alla Viterbese, con tanto di esultanza polemica, non si fermerà più.

Una rete dopo l’altra si prende anche la ribalta nazionale grazie ad una punizione capolavoro da trenta metri messa a segno contro il Bari.

Insomma il vasetto del ketchup sembra essersi sbloccato per bene, ed infatti a fine stagione il Palermo acciuffa la qualificazione ai playoff per la B, grazie ai 13 goal in 27 presenze dell’ariete piemontese.

Sfortunatamente però in una delle ultime gare della stagione regolare Lucca rimedia una brutta distorsione al ginocchio sinistro, con interessamento della capsula. Nonostante i tentativi di rientrare per i playoff l’infortunio si rivela più serio del previsto costringendo il giovane attaccante a dare forfait in modo definitivo, con grande disappunto di tifosi e società, entrambi convinti che con il loro centravanti in salute la promozione sarebbe stata pressoché certa.

Le prestazioni del piemontese però non sono passate inosservate. Diversi club osservano con attenzione le prestazioni del ragazzo, che viene premiato con la chiamata e l’esordio con la nazionale azzurra U21.

A rompere gli indugi è il Pisa, società toscana dalle rinnovate ambizioni e fresca di nuova proprietà russo-statunitense.

Firma del contratto.

I nerazzurri si accordano per acquistare il cartellino di Lorenzo per una cifra pari a 2.1 milioni di euro più bonus, un investimento notevole che certifica la fiducia del Pisa nel ragazzo.

Il resto è storia recente.

Dopo un’avvio quasi perfetto, frutto di sei vittorie ed un pari in sette gare, i nerazzurri comandano la classifica di Serie B con Lorenzo Lucca mattatore grazie a 6 reti ed un assist.

Ottima presentazione.

Questo momento di forma estremamente felice ha fatto in modo che la stampa italica gettasse l’occhio sul ragazzo di Moncalieri, nella rabbiosa ricerca di un centravanti che possa riprendere la dinastia dei grandi numeri nove azzurri, stirpe che pare essersi fermata ai tempi di Christian Vieri e Luca Toni, oltre un quindicennio fa.

Ovviamente non si può non notare la mancanza di equilibrio della nostra carta stampata e di un certo modo di fare giornalismo che inizia a paragonare questo ragazzo a mostri sacri come Van Basten o a fenomeni di caratura mondiale come Haaland un ragazzo chiaramente in pieno percorso formativo.

Caratteristiche tecniche

In gergo cestistico molto raramente viene utilizzata la definizione: Unicorno.

Con questo termine viene designato un’atleta le cui qualità fisiche e tecniche si combinano fra loro in maniera così buona ed insolita che l’atleta in questione assume contorni quasi mitici o inverosimili.

Gesto plastico.

Lorenzo Lucca per stazza, fisicità e qualità tecniche ha tutto per essere un unicorno meraviglioso, tanto raro ed introvabile che prezioso.

Inutile negare che quanto balza maggiormente all’occhio è senza dubbio la statura del nove pisano. 201 centimetri è statura tradizionalmente legata al basket più che al Football, eppure Lucca li porta in giro per il campo con buona mobilità, eleganza e coordinazione.

Insomma scordatevi il lungagnone che attende statico in mezzo al campo gli spioventi dalla difesa, o il pennellone goffo alla Peter Crouch, Lucca è si alto, ma possiede una ottima coordinazione, buona agilità e sa anche attaccare la profondità con profitto, vista la discreta velocità in allungo che possiede.

Colpo di testa ai tempi del Brescia.

Ovviamente resta un elemento estremamente valido e pericoloso nel gioco aereo. Grazie alla combinazione di statura ed elevazione risulta praticamente ingestibile per le difese, infatti quando prende posizione è impossibile per il difensore contrastarlo in salto e grazie ad una ottima tecnica di incornata risulta molto spesso pericoloso per il portiere avversario.

Non sono solo gli attributi fisici a rendere speciale Lorenzo, infatti a tutti gli addetti ai lavori ha sorpreso enormemente il miglioramento fatto negli ultimi mesi dal ragazzo nell’aspetto più cerebrale ed associativo del gioco.

Da mero finalizzatore di sta trasformando passo dopo passo in un centravanti in grado di aiutare la manovra, un punto di riferimento su cui i compagni possono fare affidamento e contare. Il suo gioco spalle alla porta è cresciuto molto, anche se ci sono ancora delle migliorie possibili visto che ogni tanto pecca di ingenuità. Rispetto alla stagione scorsa riesce a tenere palla con maggior profitto, a proteggersi meglio utilizzando la sua fisicità e a distribuire bene la sfera fungendo da pivot.

In protezione

Per quanto concerne i movimenti “off the ball” resta un profilo estremamente interessante. A dispetto della stazza mastodontica di muove con intelligenza e tempismo insospettabili, proponendo una ampia varietà di movimenti sia attaccando l’area, come prendendo l’esterno o rinculando a ricevere palla verso la mediana.

Non teme infatti di gestire la sfera, visto la buona tecnica di base che può vantare. Conduce discretamente bene la sfera nel lungo, talvolta cercando anche il dribbling che però non è la specialità della casa. Pur avendo una buona tecnica e reattività nello stretto evidenzia fisiologici problemi di scarsa fluidità, ma non è ciò che viene chiesto al ragazzo.

Deviazione in mischia.

Da buon puntero deve essere in grado di essere pericoloso negli ultimi sedici metri e Lucca sa farlo molto bene.

Come detto il gioco aereo è di alto livello, ma il piemontese sa anche trovare marcature da palle sporche in maniera poco ortodossa e da rapace d’area. E sappiamo bene che questi gol, magari poco spettacolari ed un po’ immeritati alla fine sono quelli che differenziano un buon attaccante da un grande. Perché la tecnica può essere allenata e migliorata, ma l’istinto per la rete non si può trovare se non lo si possiede già.

Inoltre a Lorenzo non fanno difetto le capacità balistiche. Il suo destro è educato, preciso e potente, anche da distanze notevoli e su calcio piazzato. Non è il tipo di calciatore a cui lasciare spazio per la conclusione anche a distanza dalla porta, perché ci proverà è perché sa di poter far molto male.

Esultanza.

Come detto in precedenza Lucca ha saputo migliorare molto la sua capacità di interagire con i compagni, crescendo in capacità di passaggio e qualità degli stessi, risultando settimana dopo settimana più efficace e convincente nell’interpretazione corale del gioco, sebbene in quest’ottica possa ancora crescere molto, sopratutto in rifinitura.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Sorprende la sua qualità in fase difensiva. Riesce a dare una mano notevole alla sua squadra sia in fase di ripiegamento che in fase di pressing, grazie a volontà di sacrificio ed attenzione. Ovviamente sui calci da fermo risulta importantissimo nella protezione della propria porta, svettando quasi sempre in maniera impressionante a respingere il pallone.

Evoluzione

Come detto in precedenza, nonostante le medie realizzative interessantissime e le evidenti qualità di Lorenzo Lucca non lo possiamo ancora considerare un calciatore totalmente formato, anche se è chiaro che il ragazzo stia lavorando tantissimo per migliorare il proprio gioco, non sono infatti un caso gli enormi progressi visti durante l’ultimo anno e mezzo.

In gol.

I media hanno già tirato in ballo paragoni pesanti con i vari Toni, Van Basten, Haaland e chi più ne ha più ne metta, ma è bene predicare calma.

Tecnicamente i riferimenti del piemontese potrebbero essere centravanti di stazza e buona tecnica come il bosniaco Edin Dzeko, anche se personalmente trovo il suo profilo molto simile al giovane centravanti austriaco Saša Kalajdzic, autore di una rete nell’ottavo di finale contro l’Italia all’Europeo estivo.

Gara fra Pisa e Vicenza.

Lucca deve certamente migliorare alcuni aspetti del suo stare in campo, per poter trarre il massimo dalle sue grandi qualità.

Il piede debole deve crescere, dato che ad oggi lo utilizza con reticenza ed in maniera limitata, diventando prevedibile sopratutto nel momento di battere a rete.

Come detto sopra ci si attende una ulteriore crescita anche nella capacità di dialogare con i compagni, di essere maggiormente coinvolto nella manovra e di riuscire a creare per se stesso e per gli altri.

Uno degli aspetti senza dubbio importanti per la crescita di Lorenzo sarà la capacità di restare mentalmente in partita. Talvolta il giovane centravanti pare estraniarsi dalla gara, magari per poi riapparire minuti più tardi. Se Lucca vuole un futuro da grande squadra senza dubbio non può permettersi pause nei novanta minuti.

In U21.

Parlo di grande squadra perché con tutto il rispetto per Pisa ed il suo interessante progetto tecnico è chiaro che già oggi il numero nove pare essere un lusso per la categoria e sembra poter puntare ad obiettivi molto alti.

Gli interessi di Inter, Juventus, Milan e Sassuolo non sono affatto casuali e farà bene la società toscana a farsi pagare profumatamente il coraggio di aver puntato forte su questo ragazzone all’epoca privo di granché esperienza.

Vestito in bianconero

Piemontese, con alle spalle una buona dose di gavetta in provincia, dalle grandi qualità atletiche e con la testa sulle spalle. Lorenzo Lucca accostato alla Juventus rappresenta una sorta di tuffo nel passato. Sembra di rivivere gli anni 70 quando Madama pescava a piene mani e con autorità nelle squadre e nelle serie minori, costruendo compagini estremamente identitarie.

Sotto la curva.

Già questo mi porta a vedere di buon occhio il possibile interesse di mister Allegri per la Torre di Pisa: giovane, di talento, italiano, margini di crescita elevati e costi (si spera) contenuti.

Inoltre a rendere la cosa ancor più interessante c’è l’accordo di collaborazione fra le società, dato che il Pisa è parte del progetto Club15 promosso e creato da Cherubini, che prevede una collaborazione approfondita fra la Juventus e altre compagini, fra cui i nerazzurri toscani.

A livello tecnico se i vari Haaland o Vlahovic diventano irraggiungibili a causa di un bilancio da profondo rosso, ben vengano le alternative intelligenti come Lucca.

Sia chiaro non può diventare il salvatore della patria in quattro e quattr’otto, ma un suo acquisto, magari lasciandolo terminare la stagione in B, ed un’inserimento programmato e pianificato nelle logiche della prima squadra sarebbero sintomo di visione e programmazione.

Deviazione vincente.

Purtroppo come la stampa anche il tifoso bianconero si è dimostrato volubile ed impaziente, stroncando sul nascere calciatori al primo impatto con il mondo bianconero.

In quest’ottica a prescindere dall’adeguatezza tecnica di Lorenzo, che io comunque ritengo potenzialmente all’altezza della maglia bianconera, sarà fondamentale la capacità di tenere mentalmente. La maglia della Juventus pesa tantissimo e per molti è un fardello insostenibile, sopratutto quando la propria tifoseria non aiuta nel portare questo peso.

Tornando sulla eventuale questione tecnica sono dell’idea che seppur acerbo ed ancora bisognoso di uno svezzamento notevole, sopratutto a livelli più alti, Lucca potrebbe tornare molto utile ai colori bianconeri.

Fisicità, capacità di riempire l’area, capacità di fornire un riferimento centrale alla manovra, buon istinto per la rete e una capacità in miglioramento di dialogare con la squadra. Un mix interessante e che andrebbe a completare il nostro reparto avanzato e si spera sistemarlo per almeno un lustro.

Esultanza alla Mark Bresciano.

Conclusione

Il calcio moderno è un tritatutto, un’ottovolante dove ascesa e discesa risultano tremendamente vicine nel tempo e nello spazio.

In questo momento la stella di Lorenzo Lucca è in decollo verticale, ma non è plausibile che sia sempre così. Arriveranno momenti più difficili e il giovane piemontese dovrà dimostrare di avere le spalle larghe, non solo a livello fisico, ma anche emotivamente per reggere l’urto delle critiche che sicuramente gli potranno piovere addosso.

L’estasi del gol.

Tecnicamente e fisicamente possiede doti interessantissime, che sta imparando a sfruttare in maniera letale.

Avrà bisogno di minuti e fiducia per crescere ulteriormente, magari steccando qualche gara, ma diventando un centravanti di livello assoluto passo dopo passo.

Contrasto aereo.

Non sarà un percorso facile, negli anni calciatori con pedigree più importante e maggiori sponsorizzazioni non sono mai riusciti ad imporsi del tutto perdendosi lungo il cammino, ma se Lorenzo saprà curare le sue scelte professionali come è riuscito a fare fino ad oggi sicuramente potrà diventare un nome importante nel firmamento europeo.

Non ne nascono tanti di Unicorni, meno ancora in Italia, sarà responsabilità anche nostra far crescere questo nella maniera più corretta.

Stefano Follador

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