Tactical Point

IL FUTURO, CON UNO SGUARDO AL PASSATO

Il tour de force juventino, concentrato tra le due pause per le nazionali, si conclude con due vittorie molto simili tra loro: tre giorni dopo la vittoria contro i campioni d’Europa in carica del Chelsea, infatti, il Derby della Mole giocato ieri sera è stato la naturale prosecuzione dell’incontro di Champions, sia dal punto di vista tattico, che di organizzazione della squadra.

Le scelte forzate effettuate da Mister Allegri, date le improvvise e concomitanti assenze di Morata e Dybala, hanno determinato la messa in pratica di due mosse tattiche allo stesso tempo nuove (per la rosa attuale) e vecchie, in quanto già adottate da Max durante la prima esperienza in bianconero.

Max Allegri chiama la disposizione in campo

Ci riferiamo in maniera particolare al posizionamento di Cuadrado in fase difensiva e a quello di Rabiot una volta in possesso del pallone: già dopo pochi minuti dall’inizio della sfida di Champions si è vista una Juventus che concedeva volentieri il possesso del gioco all’avversario, con Danilo che scalava dalla posizione di terzino destro a quella di terzo centrale e Cuadrado che andava a coprire lo spazio difensivo  sulla fascia. Agendo in questo modo la squadra si chiudeva a riccio in un 5-3-1-1 arroccato sulla propria trequarti: un bunker che infatti per la prima volta dopo tanto tempo ha permesso a Szczesny di mantenere la porta inviolata per due partite di seguito.

L’altra mossa invece riguarda Rabiot e la sua posizione una volta riconquistato il pallone: soprattutto nei lanci da dietro (Bonucci e lo stesso Szczesny) e nei cambi di fronte (Cuadrado, Danilo etc.) il francese si allarga sulla fascia sinistra, per contendere il pallone al terzino avversario nel gioco aereo sfruttando la sua altezza e la “normale” statura inferiore dei difensori laterali rispetto ai centrali. Una soluzione che permette così di saltare il pressing nell’immediato, ma che soprattutto nell’arco dei 90 minuti pone l’avversario in una posizione scomoda: continuare il pressing, col rischio di venire saltati regolarmente dai rilanci ed essere sguarniti dietro, oppure rinunciarvi e perdere il possesso prolungato del pallone, vero e proprio mantra di tante squadre attuali?

La formazione di ieri

A ben vedere, entrambe le mosse richiamano a quello che è stato il “periodo d’oro” di Max nel biennio 2016-2018: Danilo/Cuadrado come Barzagli/Dani Alves e Rabiot “alla Mandzukic” (ovviamente con tutti i distinguo del caso!!).

Dopo la pausa Nations League la Juventus affronterà un altro ciclo terribile, con Roma, Inter, Sassuolo, Verona e Fiorentina inframezzate dalla doppia sfida Champions con lo Zenit San Pietroburgo. Se lo stop per le nazionali non porterà brutte notizie però, per la prima volta in stagione Allegri avrà a disposizione la rosa al completo, e sarà molto interessante vedere come continuerà l’evoluzione della squadra. Vi lasciamo un giochino per riempire questi giorni senza calcio di club: prendendo le Juventus del primo quinquennio allegriano, a quale si potrebbe adattare meglio la rosa attuale? Un esempio:

Juventus 2016-17: Buffon / Barzagli-Bonucci-Chiellini / Dani Alves – Khedira – Pjanic / Alex Sandro / Dybala – Mandzukic / Higuain

Juventus 2021-22: Szczesny / Danilo-Bonucci-De Ligt / Cuadrado – Locatelli – Arthur – Alex Sandro / Dybala – Chiesa / Morata

E la vostra?

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