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#RawDiamonds: Ivan Ilic

Niš in Serbia non è altro che la fiorente città romana di Naissus.

Una località di grande rilevanza storica, in tempi recenti qui è iniziato il sollevamento popolare contro il regime di Milosevic, durante la seconda guerra mondiale proprio da un campo dì concentramento qui messo in piedi dai tedeschi fuggirono per formare il primo nucleo dei partigiani jugoslavi numerosi ribelli titini.

Qui i turchi incontrarono una resistenza così feroce e determinata da sentire la necessità, una volta conquistata la fortezza, di erigervi una torre di teschi (Cele Kula in serbo). Gli ottomani pensavano di piegare la resistenza locale utilizzando le teste mozzate dei combattenti della resistenza come monito. Inutile dire che non funzionò.

Dettaglio della Cele Kula.

Più anticamente, durante la fiorente epoca romana, Naisso era la capitale della regione della Moesia, fu saccheggiata e quasi cancellata dalle mappe dagli Unni di Attila nel 443, ma resistette.

Due secoli prima aveva dato i natali al futuro imperatore Costantino l, forse più noto come Costantino il Grande.

La centralità di Naisso e il suo secolare legame con l’Italia non termina qui.

Proprio alle porte di questa importante piazzaforte i legionari guidati da Claudio il Gotico inflissero una sconfitta tremenda agli invasori Goti, lasciando sul campo un numero compreso fra 30 e 50mila nemici. A Niš l’Impero è rinato, dalla crisi profonda del terzo secolo, finalmente superata grazie al valore ed al sangue dei suoi comandanti e delle sue truppe balcaniche.

Busto di Claudio il Gotico.

Insomma Niš e chi vi nasce, anche se 1733 anni dopo la celebre battaglia, sembra destinato ad un legame atavico con la lotta e con l’Italia.

In senso lato Ivan Ilic, omonimo del protagonista di un famoso romanzo di Tolstoj, non fa eccezione. Nato a Niš, dopo un piccolo peregrinare per il Vecchio continente, ha trovato casa e fortuna nella romanissima Verona, diventando uno degli elementi più quotati dei gialloblù che si esibiscono all’ombra dell’Arena.

Biografia

Ivan Ilic nasce a Niš il 17 di marzo 2001.

Figlio della ex playmaker della nazionale iugoslava di basket, la madre Danijela è stata argento mondiale nel 1990, è stato indirizzato alla pratica dello sport sin dalla giovane età assieme al fratello maggiore Luka, con cui condividerà il campo e parte del destino professionale.

Come la scuola slava detta i fratelli Ilic si avvicinano e praticano più discipline sportive. Amano entrambi il basket, ma è il calcio la vera passione.

I fratelli Ilic assieme alla Stella Rossa.

Ivan e Luka giocano per il locale Real Niš, ma la città è da sempre un crocevia di strade e storie all’interno della penisola balcanica e non ci vuole molto perché gli onnipresenti scout della Stella Rossa facciano capolino a casa Ilic.

È il 2016 e arriva il primo trasferimento da Niš.

L’offerta è ghiotta.

I Crevno-beli vogliono inserire entrambi i fratelli nel loro florido settore giovanile, offrono il prestigio della Stella Rossa, una istituzione rispettata in Serbia, un settore giovanile molto ben gestito e la promessa di non mettersi di traverso quando le big europee busseranno al Rajko Mitic.

Sanno bene i dirigenti biancorossi che non è una questione di se, ma solo di quando i grandi club adocchieranno Ivan e Luka.

A Belgrado Ivan si trova benissimo. La città è in piena rinascita dopo gli anni bui post bellici e per un quindicenne, pur condizionato dagli obblighi sportivi, la dimensione e ben diversa che la più piccola e di gran lunga meno cosmopolita Niš.

Ivan però è un ragazzo serio, al pari del fratello, frequenta l’accademia di design e sopratutto si allena tanto e bene.

I tecnici della Zvezda lo hanno dirottato dalla fascia mancina ad un ruolo più interno al gioco. Mezzala sinistra, ma anche trequartista, spesso doble cinco in coppia con il fratello.

Un giovanissimo Ivan.

Alla soglia dei sedici anni è chiaro che sebbene Luka sia dotato, Ivan parla una lingua diversa a livello calcistico, più talentuoso del fratello maggiore.

Ivan infatti debutta con la maglia della Stella Rossa il primo aprile 2017, a poco più di sedici anni di età, rompendo il record di precocità appartenuto a Luka Jovic.

La stagione successiva ci sarà spazio anche per una gara completa in Coppa di Serbia, ma a quel punto sia Ivan che il fratello Luka saranno già calciatori del Manchester City.

Zvezda.

I Citizens battono sul tempo tutta la concorrenza europea e si aggiudicano i due fratelli per una cifra pari a 5,5 milioni euro, non pochi, ma in prospettiva un ottimo affare.

I fratelli Ilic vengono rimandati in prestito per un anno alla Stella Rossa, ma solo Luka ha spazio in prima squadra, dove raccoglierà 14 presenze e due reti, mentre il più giovane Ivan viene costretto a mordere il freno.

Al compimento del diciottesimo anno di età Ivan può completare il trasferimento in Inghilterra.

I fratelli Ilic a Breda.

Qui trova il fratello, ma le strade dei due si dividono ancora con il maggiore Luka che si dirige in Olanda al Nac Breda, mentre Ivan resta sei mesi a prendere confidenza con l’ambiente, si ritroveranno più tardi.

Pep Guardiola e la stampa sono entusiasti dell’impatto del giovane serbo.

Il Guardian lo incorona come miglior prospetto delle giovanili evidenziando come le sue qualità sembrino collimare perfettamente con il calcio inglese e quello dell’allenatore catalano.

Ovviamente però il ragazzo deve ancora crescere e la dirigenza dei citizens opta per mandarlo in prestito in una delle diverse squadre satellite che gli emiri hanno in giro per l’Europa.

La scelta ricade sullo Zemun, squadra di medio cabotaggio della non irresistibile lega serba. La soluzione però permette a Ivan di conquistare i galloni da titolare velocemente, trovando minuti e spazio.

Ivan Ilic in maglia Zemun.

In sedici gare trova per tre volte la via della rete, con un assist, aiutando i neopromossi a conquistare un dignitoso decimo posto.

Le buone prestazioni di Ivan in patria convinci il City Group a fargli fare un passo in avanti. Il prossimo step in carriera sarà la Eerstedivisie, la seconda serie olandese, con i colori del Nac Breda.

Ivan con i colori del Nac.

Il ragazzo di Niš trova discreto spazio nella cadetteria olandese, ma purtroppo lo stop alle attività agonistiche causato dalle pandemia ne frena la crescita.

Nelle ultime gare, prima dello stop legato al covid, Ivan evidenzia una netta crescita nelle sue prestazioni. La ciliegina sulla torta è la rete messa a segno nell’upset di coppa contro il PSV Eindhoven, quando il Nac si prende la ribalta estromettendo i biancorossi dalla coppa nazionale per 2-0.

In gol.

Il club giallonero chiuderà al quinto posto, in piena lotta per la promozione, mentre Ivan tornerà a Manchester con un bel bagaglio di esperienza.

Durante l’estate 2020 si concretizza un passo in avanti decisivo per la carriera del serbo.

Il City si accorda con l’Hellas Verona per il prestito del suo giovane centrocampista.

La Serie A nonostante il declino degli ultimi anni resta un campionato difficile, tosto ed usurante, sopratutto dal punto di vista mentale e caratteriale. Una sfida difficile che però Ivan abbraccia con entusiasmo.

Verona è una piazza calda, molto particolare dal punto di vista del tifo, che può elevarti o annullarti.

Presentazione gialloblù.

Spesso per i giovani queste girandole di prestiti si risolvono in tante ore passate a scaldare la panchina, con società poco interessate a valorizzare un calciatore altrui e allenatori alla ricerca di uomini più pronti possibile per salvare il posto di lavoro.

Non è il caso dell’Hellas Verona della scorsa stagione.

Sotto la guida del vulcanico Ivan Juric i veneti sono protagonisti di una stagione sorprendentemente buona, offrendo un calcio corale ed aggressivo molto interessante.

Fra i beneficiari di questa bella annata c’è senza dubbio il nostro Ivan Ilic. Il giovane serbo si trova a meraviglia con il tecnico Juric, che lo apprezza moltissimo e lo rende uno dei calciatori più importanti del suo scacchiere tattico, sopratutto nel filotto invernale che contribuisce alla precoce salvezza dei gialloblù, i quali chiuderanno la stagione in calando, ma con un onesto decimo posto.

In azione contro il Milan.

Nel 3-4-2-1 di Juric il numero 14 fa spesso coppia in mezzo con il muscolare Tameze, incaricato di recuperare palla e ripulirla il più velocemente possibile.

Il compito di Ilic non è semplice in questo assetto tattico, sopratutto considerando le sue caratteristiche e la richiesta di un gioco iper cinetico e sfrontato, ma Ivan lo assolve a meraviglia.

A fine anno Ilic può vantare 29 gettoni di presenza nel massimo campionato italiano, due reti e il primato non ufficiale di nove ruoli rivestiti.

Gruppo affiatato a Verona.

Juric infatti non esita a spostarlo anche in slot non suoi pur di non perderne le qualità, tanto che la sua prima marcatura arriva nella sconfitta casalinga contro l’Inter dove viene schierato da falso nueve.

Alcuni giornali riportarono la notizia che lo stesso Pep Guardiola si sia sorpreso positivamente della versatilità del ragazzo, compiacendosi di aver inserito una clausola di riacquisto nel contratto di prestito.

Infatti il Verona estremamente soddisfatto delle prestazioni del serbo in estate ne ufficializza il riscatto per 12 milioni di euro. Una cifra notevole, visto il periodo di pessima congiuntura economica e vista la dimensione monetaria del club scaligero.

In rete contro l’Inter.

Notizie non ufficiali fanno trasparire la presenza di una clausola di “recompra” attivabile dai Citizens pari a 24 milioni di euro.

Nell’avvio di stagione 21/22 Ivan sta cercando di non far pentire i dirigenti gialloblù dell’investimento fatto.

Non c’è più Juric in panchina, è arrivato Di Francesco che però ha salutato dopo un avvio negativo, lasciando il posto alla vecchia conoscenza bianconera Igor Tudor.

Sia sotto l’ex romanista che con il coach croato Ilic ha ormai soppiantato Miguel Veloso nel ruolo di regista della squadra, adattandosi al diverso approccio tattico e tecnico dei due allenatori.

Il suo avvio di campionato si può definire positivo, sebbene l’Hellas stia faticando più del previsto con soli 5 punti in 6 gare, mentre Ivan ha già messo a segno una rete e due assist vincenti.

Ad ogni modo le buone prestazioni in quel di Verona gli hanno anche fatto guadagnare la nazionale.

Con la nazionale giovanile.

Dopo aver fatto parte di tutte le selezioni giovanili a partire dall’U14 è riuscito ad esordire il 7 giugno 2021, durante una amichevole estiva con la Giamaica, agli ordini del CT Dragan Stojkovic, meteora Hellas, ma sopratutto idolo di infanzia di Ivan.

Caratteristiche tecniche

Sebbene sia nato come terzino sinistro e abbia ricoperto diversi ruoli in maniera occasionale, Ivan Ilic è ormai stabilmente impiegato come centrocampista centrale, con compiti di regia ed interdizione, giostrando come volante in un sistema con due pivotes o da mezzala sinistra nel caso di centrocampo a tre.

Heatmap stagione 20/21 (dati SofaScore)

Giocatore che si divide fra istinti difensivi ed offensivi in maniera piuttosto equilibrata, anche se ha una naturale predisposizione alla costruzione bassa ed alla gestione di tempi e ritmi di gioco, mentre inserimenti in area e ricerca della profondità o della ricezione fra le linee sono meno spontanei.

182 centimetri, di discreta fisicità, con quella muscolatura nervosa e asciutta tipicamente balcanica. Buon dinamismo e resistenza, ma manca di brillantezza nello strappo possedendo un passo piuttosto monocorde, sebbene migliori nell’allungo.

Più che discreto nel gioco aereo, dove dimostra buon tempismo, si fa apprezzare per la ottima coordinazione ed agilità, anche in spazi angusti.

Apprezzabile anche l’uso del corpo, sia in protezione della sfera che nei contrasti, dove traspare intelligenza ed una certa malizia.

Mancino educato, ma abile anche con il piede debole, possiede un bagaglio tecnico solido ed ampio.

In cabina di regia.

Capacità di conduzione ottima, anche quando contrastato da avversari, gestisce molto bene la palla in allungo come negli spazi stretti, grazie a coordinazione e ad una eccellente capacità di utilizzo di suola ed interno piede. L’abilità nel controllo della sfera lo rende una discreta minaccia nel dribbling che spesso usa come mezzo per rompere la linea di pressing avversaria, prendendosi talvolta qualche rischio, ma guadagnando la superiorità numerica in ben tre quarti dei casi.

Passatore competente e completo, ama coinvolgere i compagni e farsi coinvolgere nella manovra. Deve toccare tanti palloni per rendere, sopratutto se gli viene chiesto di cucire il gioco piuttosto che inserirsi.

Contrasto con Saponara.

Tende a rendere meglio se può agire circondato da calciatori di maggiore creatività e tendenze offensive, visto che risulta molto abile nel recupero e pulizia della sfera, mentre tende a perdere fluidità quando gli viene chiesto di inventare.

Non è un caso che le due gare migliori durante la scorsa stagione siano state quelle in cui ha potuto agire alle spalle di due centrocampisti offensivi come Barak e Zaccagni.

Resta comunque un passatore affidabile, molto puliti tecnicamente e sicuro, che talvolta può tirar fuori il coniglio dal cilindro se particolarmente ispirato. Non un architetto particolarmente estroso nella costruzione dell’azione, ma un elemento di buona qualità e pulizia tecnica, abile nel gestire la sfera e nel dettare il ritmo di gioco alla squadra.

Esultanza.

Pur in possesso di qualità offensive interessanti, buon tiro e discreta capacità di inserimento, Ilic tende a gravitare a distanza dall’area avversaria, giungendo a conclusione con frequenza non altissima e sovente con poca convinzione.

Ad ogni modo la crescita maggiore di Ivan Ilic è da ascriversi senza dubbio alle fase di non possesso. L’influenza di Juric in questo senso è stata importante.

Il serbo infatti è migliorato tantissimo in tutti i fondamentali difensivi.

Il piatto forte della casa è il controllo delle linee di passaggio e l’intervento in anticipo sull’uomo o direttamente sulla linea stessa. In questo fondamentale si è dimostrato un ottimo interprete, garantendo recuperi puliti e ripartenze rapide.

Contrasto su Barella.

Migliorato anche l’istinto per le palle vaganti. Ilic legge bene le situazioni e riesce a posizionarsi in maniera vantaggiosa per potersi impadronire della sfera, quando questa esce sporca da un contrasto di gioco.

Il senso delle posizione e la capacità di schermare la difesa sono senza dubbio le sue migliori qualità.

La prontezza sulle seconde palle e la capacità di pressare con energia ed efficacia gli avversari sono stati due capisaldi dell’Hellas dello scorso anno e il centrocampista serbo si è calato alla perfezione nell’impostazione tattica e mentale dei gialloblù.

Molto positivo il suo apporto anche in termini di gioco aereo, fondamentale in cui si difende bene.

Da migliorare nella gestione dell’uno contro uno, dove soffre sopratutto a livello fisico, calciatori più atletici e rapidi.

Evoluzione

Venire scelto personalmente da un allenatore del calibro di Pep Guardiola è di certo un indizio di potenziale notevole, sotto tutti gli aspetti: tecnico, fisico e tattico.

Confronto sintetico con i centrocampisti dei migliori 5 campionati.

I Citizens con tutta probabilità vedevano in Ilic un potenziale erede di Fernandinho, per compiti e ruolo ed in effetti la crescita del calciatore spinge verso un profilo tecnico simile.

A Ivan manca lo strappo, il cambio di passo e l’attitudine della mezzala d’assalto, e pur avendo avuto la possibilità di giocare in più ruoli è chiaro che la sua posizione è quella di centrale a schermo della difesa in un centrocampo a due, organizzando il gioco come eminenza grigia della mediana.

In contrasto con Koulibaly.

La sua interpretazione durante la scorsa stagione è stata senza dubbio positiva.

Si è dimostrato un giocatore completo, responsabile ed intelligente. In grado di riconoscere e leggere adeguatamente i momenti della gara ed adattarsi alle situazioni, spesso guidando i compagni più esperti nonostante la giovane età.

Intercetto.

Quanto visto però è sufficiente per una piazza medio piccola come l’Hellas, può essere sufficiente per il Manchester City o un altro club di pari blasone?

Difficile a dirsi, sopratutto perché le piccole pecche mostrate da Ilic (ritmo e rapidità nel breve) non sono quel genere di errori che possono essere corretti con il lavoro in allenamento. In generale Ilic ha dimostrato già una buona completezza a livello di bagaglio tecnico, questo rende necessaria una sua crescita sopratutto mentale per poter mettersi alla prova a livello più alti.

In conduzione

Sarei curioso personalmente di vederlo all’opera in contesti meno strutturati per quanto riguarda i dettami tattici, con maggiore libertà di scelta di di decisione per capire se può essere un ottimo elemento anche senza le “rotaie” del sistema a guidarlo.

Vestito in bianconero

La nostra tifoseria sogna i Pogba, i De Bruyne e altri colpi stellari per rimpinguare il nostro reparto mediano, da anni tallone d’Achille della Vecchia Signora.

Tuttavia è bene fare un bagno di realtà è dare un’occhiata ai nostri bilanci vessati da pandemia, scelte di mercato discutibili e costi quasi insostenibili.

Il nostro centrocampo necessità senza dubbio linfa nuova, pur rinfrancato dall’arrivo dell’ottimo Locatelli.

Servono leadership, freschezza, fisicità e gol.

Ilic ha i prodromi per apportarle, tranne le reti, ma in tutta onestà potrebbe essere un acquisto complesso.

Ilic vs Kulusevski

Di per se trattare con i club italiani si dimostra sempre complesso, a maggior ragione se la supposta clausola di recompra del City fosse cosa vera.

Tralasciando i discorsi di mercato a livello tattico Ilic potrebbe rappresentare una sorta di Bentancur meno fisico, ma con una maggiore predisposizione all’impostazione e alla fase di possesso.

Probabilmente un buon elemento, ma che globalmente non andrebbe a cambiare poi tanto la qualità della nostra mediana, nemmeno in prospettiva, per quanto resti un calciatore potenzialmente di ottimo livello.

Conclusione

Ivan Ilic è atteso da una stagione importante, dove dovrà confermare quanto di buono mostrato durante la scorsa annata.

Personalità, discreta fisicità, energia, capacità di palleggio e di interdizione sono tutti elementi che lo rendono un centrocampista di notevole interesse e buon potenziale anche per andare a mettersi alla prova ad un livello più alto.

Eyes on the prize

Il City lo tiene sotto controllo, ma sono diversi gli occhi che lo osservano.

Nel frattempo Verona se lo gode e, nonostante l’avvio stagionale zoppicante degli scaligeri, ne ammira le prestazioni.

Il futuro sembra tutto da scrivere, ma senza dubbio Ilic ha già dimostrato ampiamente di essere un elemento di valore e dalle qualità tali da poter giocare tranquillamente in uno dei migliori campionati europei, la sua crescita in consapevolezza e personalità, ma sopratutto l’incontro con una situazione tecnico tattica congeniale è ciò che potrà fare la differenza fra una carriera a medio livello ed una di maggior spessore internazionale.

Forza fisica e mentale.

Stefano Follador

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