#RawDiamonds

#RawDiamonds: Terem Moffi

Avete presente il meme del cavallo incastrato nel recinto o dell’auto infilata fra due pali con la domanda “how do it get there?”. C’è stato un momento durante la vita di Terem Moffi in cui credo si sia posto la stessa domanda riguardo se stesso con preoccupante frequenza.

A nemmeno vent’anni, solo, a migliaia di kilometri dalla natia Nigeria si trovava in Lituania, probabilmente uno dei luoghi climaticamente e concettualmente più distanti dal suo stile di vita e dalla sua cultura, attendendo un visto di lavoro che pare non arrivare mai.

Una situazione che avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque, ma Terem non è chiunque.

Ha lavorato, con pazienza e dedizione, ed appena le occasioni si sono presentate le ha sfruttate tutte, cogliendone una dopo l’altra, senza timore e senza mai guardarsi indietro.

Da Calabar a Lorient, passando per Kaunas, Vilnius e Kortrijk. Un viaggio incredibile che però non è ancora terminato.

Biografia

Teremas Igobor Moffi nasce a Calabar il 25 maggio 1999.

Il padre Leo è stato un buon portiere nel campionato locale e la famiglia Moffi bazzica gli ambienti sportivi nigeriani.

Terem con il padre Leo e Chuka Iwobi.

La città infatti è considerata la capitale turistica e sportiva del paese e non è un caso che la famiglia del ragazzo si frequenti con assiduità con la famiglia Iwobi, dove Terem conosce Alex, attualmente impiegato all’Everton, di cui sarà grande amico durante tutta l’infanzia.

Il giovane Terem ha un sogno e questo sogno è ovviamente diventare un calciatore. Vuole essere uno dei prossimi grandi centravanti nigeriani.

I maschi della famiglia Moffi.

Kanu, Yakubu, Martins, Amunike ed Amokachi sono i modelli che tutti i ragazzini nigeriani inseguono, ma per sua ammissione Moffi si ispira ad un’altro calciatore: Robin Van Persie.

Aldilà delle ispirazioni giovanili Terem e famiglia sanno bene che per avere successo nel mondo del calcio restare in Nigeria e sperare nell’osservatore di passaggio è una tattica rischiosa.

Troppe incertezze, troppe variabili.

Serve un piano, serve una meta definita.

La meta per Terem è chiara: diventare un calciatore professionista.

Il piano non lo è ancora, anzi cambierà più volte.

A 17 anni Terem saluta la famiglia e parte. La destinazione è l’Inghilterra, più precisamente la Buckswood Football Academy, a due passi da Hastings, nel sud del paese.

La scuola ha celebrato la firma di Terem con il KV Kortrijk

L’istituto è una storica scuola che si dedica a crescere studenti con un occhio di riguardo alla formazione sportiva.

È un buon punto di partenza per la carriera di Terem, anche se lo step successivo della scalata al successo del nigeriano è da teatro dell’assurdo.

Immagino le aspettative del ragazzo al suo arrivo in Inghilterra, una chiamata dalla Premier, anche dalla Championship magari, partiamo umili. Ma magari alla Buckswood mi potrà notare qualche scout estero. Francia, Spagna, Italia? Forse Portogallo o Olanda.

Se proprio le cose vanno male Grecia o magari Turchia.

Nella peggiore delle ipotesi qualche squadra scandinava, o di qualche paese dell’ex universo sovietico come Ucraina, Russia o magari Polonia.

Niente di tutto ciò.

La chiamata per Moffi arriva da un campionato molto più modesto di quanto si aspettasse alla sua partenza. Viene contattato infatti dallo Zalgiris Kaunas, polisportiva lituana che nel basket rappresenta una ottima realtà a livello continentale, ma che nel calcio non possiede certo lo stesso appeal.

Terem Moffi però non si abbatte. Accetta quello che il destino gli offre, il piano cambia, ma non la meta finale.

Per sua stessa ammissione non conosce nulla della Lituania, cerca su Google quante più informazioni possibili e poi parte.

Con lo Zalgiris la scintilla non si accende. Le difficoltà di ambientamento sono notevoli. La lingua, il clima sono scogli che un diciottenne solo può faticare molto a superare. Nonostante tutto però Terem colleziona otto presenze ed una rete con i biancoverdi, facendo pensare ad un 2018 migliore dell’anno precedente.

Purtroppo però per un ragazzo africano in Europa le difficoltà non sono solo quelle linguistiche, sociali, culturali e climatiche, ma sopratutto quelle burocratiche.

Terem ha dei problemi con il visto ed è costretto a rientrare in Nigeria, nello sconforto.

Sembra la fine della sua avventura come calciatore, ma ecco il colpo di scena.

Evidentemente le sue qualità erano state notate ed una mattina trova un messaggio sul suo profilo Facebook.

A scrivergli è un’altra compagine del paese baltico: l’FK Riteriai.

Moffi in maglia Riteriai.

È passato un altro anno, siamo all’alba del 2019 e Terem Moffi si presenta in Lituania con altro passo.

Cresciuto fisicamente, mentalmente e tecnicamente, conoscendo già il paese ed il campionato il giovane nigeriano risulta praticamente un’arma di distruzione di massa nella piccola lega baltica.

Nella stagione regolare 2019 registra 14 reti in 24 presenze, a cui aggiunge altri 6 goal nelle cinque gare del girone per il titolo. Un totale di 20 reti in 31 presenze, che gli valgono il secondo posto nella classifica cannonieri, ma sopratutto una discreta luce nel sottobosco del calcio europeo.

Alle porte del Riteriai bussa un nuovo club nell’inverno della stagione 19/20. Niente voli pindarici, la strada per l’elite del football continentale è ancora lunga, ma dal campionato belga, quindi un buon passo in avanti rispetto al modestissimo contesto lituano, arriva una offerta concreta.

Dall’altro lato del telefono c’è un club che da anni frequenta le zone medio basse della classifica della Pro League: il KV Kortrijk.

Se in questo scorcio di racconto avete imparato a conoscere un po’ Terem Moffi sapete già cosa attendervi.

Niente temporeggiamento, niente dubbi o incertezze. Le occasioni si aggrediscono e prendono al volo.

Impatto da urlo sul campionato belga.

Nelle casse lituane finiscono 150mila euro, una cifra irrisoria per il calcio europeo, a testimonianza del fatto che quando le risorse economiche sono limitate aguzzare l’ingegno è la soluzione più intelligente. La compagine baltica però si riserva anche una percentuale sui futuri trasferimenti del nigeriano, mossa che potrebbe fruttare parecchio.

In nemmeno dieci mesi il club di Courtrai incasserà una cifra più di cinquanta volte superiore all’investimento fatto.

Terem infatti confuta alla perfezione il teorema del Pipita Higuain sulla somiglianza fra gol e ketchup. In Belgio continua a segnare come un ossesso, impressionando praticamente chiunque.

Quattro reti in 427 minuti giocati nel campionato belga, sette le presenze complessive, sono di certo un ottimo avvio. Tuttavia quanto tutto sembra procedere a gonfie vele arriva la pandemia. Di fatto l’esperienza belga del ragazzo è condensata in tre mesi, dal 18 gennaio al 7 di marzo 2020, prima dello stop forzato al campionato a causa del COVID-19.

La stagione verrà di fatto congelata ed il calcio belga riprenderà solo nel settembre dell’anno venturo, giusto in tempo per Terem di siglare un ultima rete con la maglia biancorossa, prima che giungano importanti news dalla Francia.

Un’offerta di otto milioni arriva dalla Bretagna, con mittente il Lorient.

Moffi sbarca in Bretagna.

Les Merlus non sono una big del campionato transalpino, anzi prevedono una annata difficile alla ricerca della salvezza ed hanno un bisogno vitale di mettere nel motore gol e fisicità nel reparto offensivo.

A causa delle limitazioni imposte per i viaggi gli scout neroarancio nemmeno riescono a valutare dal vivo Moffi, ma sul finire del mercato rompono gli indugi e si accordano con il KV Kortrijk e con il giocatore.

Anche in questo frangente Terem non dubita un secondo, dopo aver chiuso l’avventura belga con un gol vincente sul campo del Gent, si presenta nella stessa maniera alla sua prima gara in Ligue1, con la rete che suggella la vittoria per 1-3 del Lorient sul Reims.

Sembra l’inizio di una stagione trionfale, ma la realtà non è sempre vicina alle favole.

Moffi trova qualche difficoltà di troppo, il campionato transalpino è di un livello ben più alto che il calcio frequentato fino a quel momento. Anche il Lorient non se la passa bene, frequentando le scomode ultime posizioni della graduatoria.

Poco prima di Natale però qualcosa si sblocca.

In rete contro il Monaco.

Moffi ritrova la rete nel pareggio esterno con il Nizza per 2-2 e di lì a poco anche Les Merlus tornano a racimolare punti in maniera continua.

Arrivano vittorie pesanti firmate dal centravanti nigeriano, su tutte spicca il 3-2 interno rifilato agli sceicchi del Psg, dove il gol vittoria in pieno recupero è a firma proprio del nativo di Calabar.

Alla fine della stagione la missione è compiuta. Con 42 punti il club bretone è salvo, con due punti di vantaggio sul posto play out del Nantes e sette sul retrocesso Nimes.

Moffi chiude con 14 reti e due assist in 32 gare, di cui 26 da titolare. Un bilancio più che positivo della sua prima annata in Francia, sopratutto considerando che solo dodici mesi prima di debuttare con il Lorient giocava ancora nel modesto campionato lituano.

Allenamento con le Super Eagles

Durante i mesi estivi non sono state poche le squadre interessate ai servigi del ventiduenne nigeriano.

Borussia Dortmund, Aston Villa, Lille e Chelsea sono state segnalate sulle tracce del ragazzo, ma questa volta Terem non ha cercato di gettarsi a capofitto in una nuova avventura.

Di comune accordo con il presidente del club bretone il nigeriano ha scelto di continuare il percorso iniziato assieme per almeno un altra stagione.

L’ottimo feeling con l’ambiente, la stima del tecnico Pellisier e il contesto tattico adatto alle sue doti ed al suo sviluppo sono tutti fattori considerati in questa scelta.

A giugno è arrivata anche la convocazione in nazionale con relativo esordio, motivo in più per seguire questo percorso.

La attuale stagione sembra essere partita col piede giusto. Otto punti nelle prime cinque partite, due reti e due assist per Terem, che aldilà delle marcature sembra sempre più a suo agio e protagonista in campo, non più mero finalizzatore, ma ora parte della manovra de Les Merlus.

La parabola di Moffi ad oggi è una delle più incredibili e peculiari trattate in questa rubrica, un misto di teatro dell’assurdo e di commedia degli equivoci, ma l’importante è questo ragazzo finalmente riuscito a compiere il suo sogno, con la maglia numero 13 sulle spalle e la testa piena di speranze ancora da raggiungere.

Caratteristiche tecniche

Per quanto riguarda il ruolo di Moffi ci sono pochi dubbi, si tratta di una prima punta senza ombra di dubbio, pur dotata di mobilità e rapidità.

Heatmap 20/21 (dati SofaScore)

188 centimetri, veloce, potente e dotato di capacità atletiche di primissimo livello Terem a livello fisico non teme alcun confronto, giacché pochi calciatori possono vantare una stazza ed una fisicità pari al giovane nigeriano.

Ricorda da vicino il napoletano Osimhen, di cui è ottimo amico, ma rispetto al partenopeo sembra ancora più potente.

Resistenza ai contrasti.

Sorprende per agilità nello stretto e coordinazione, notevoli anche i piedi, rapidi e precisi a dispetto delle stazza del proprietario soprannominato “Piedone” a causa di un notevole calzato numero 47.

Lanciato in profondità è praticamente ingestibile per buona parte dei difensori, dato che oltre alle doti fisiche sembra godere del duello diretto con gli stopper avversari, galvanizzato dalle sfide uno contro uno.

Valutazione statistica di Moffi da parte di Soccerment Analytics.

Caratterialmente determinato, si sacrifica e sbatte senza problema per la squadra, sia in caso di sportellate sulle palle lunghe o se serve gettarsi sulle seconde palle o rincorrere in pressing l’avversario.

Estremamente reattivo alle situazioni di gioco, sa farsi trovare pronto in pochi istanti, anche se come a volte succede con i calciatori di scuola africana tende a lasciarsi guidare in maniera eccessiva dall’istinto e dalla foga, tratto che si converte in una occasionale poca lucidità e freddezza davanti alla porta avversaria.

Nella scorsa stagione con il Lorient ha ampiamente dimostrato quanto sia abile nel trovare una rete rovistando nella spazzatura della gara, ma al contempo sia in grado di gettare alle ortiche opportunità più ghiotte e limpide.

Esultanza.

A livello tecnico Moffi è strettamente mancino, il destro deve sicuramente crescere, ma resta una risorsa nelle situazioni più scolastiche e semplici.

Il piede forte è ben educato, sensibile nello stretto e in grado di offrire sponde e palle di ritorno ai compagni.

Si tratta tuttavia di una coralità ancora piuttosto episodica, legata a particolari momenti del gioco e non una tendenza.

Moffi possiede senza dubbio le qualità tecniche e fisiche per diventare un ottimo centravanti di manovra, ma ad oggi si sono potute osservare solo in maniera sporadica.

Sa farsi amare dai compagni.

La battuta a rete resta di ottima qualità. Il suo sinistro sa essere potente e preciso, con un discreto raggio di azione. Anche da fuori area infatti Terem sa essere pericoloso, anche se all’aumentare del livello della conclusione ha saggiamente scelto di avvicinare la distanza delle conclusioni. Come ogni buon attaccante Terem Moffi possiede anche un discreto bagaglio di conclusioni di prima.

Di testa è estremamente pericoloso, efficace ed abile, può crescere in acrobazia e nelle situazioni di mischia e palle sporche in area dove la reattività non è pareggiata dalla sua precisione.

A Lorient ha trovato l’ambiente ideale.

Evoluzione

In poco più di una manciata di mesi Terem Moffi ha ribaltato il suo destino sportivo attraverso una storia che pare uscita da un film.

Ragazzo ambizioso, testardo e determinato ha finalmente raggiunto il suo obiettivo di calciatore professionista e membro della nazionale nigeriana.

Tuttavia il figlio di Leo ha le qualità per andare oltre il pur rispettabile orizzonte di Lorient.

Con la maglia dei Les Merlus gli è stato chiesto essenzialmente di attaccare in maniera forsennata la profondità, di essere in maniera prosaica un animale da contropiede, senza altre variazioni sul tema a livello tattico. Lo stesso circa che gli veniva chiesto in Belgio ed in Lituania, anche se il livello del calcio baltico era veramente basso per le qualità del nigeriano.

Palla lunga e pedalare.

Inutile sottolineare come questa scelta delle squadre in cui Terem abbia militato ne abbia ad oggi limitato la versatilità offensiva.

Moffi è un ottimo contropiedista, ha dimostrato infatti di saper il fatto suo in situazioni di gioco di transizione e dinamico, ma per diventare un centravanti completo deve senza ombra di dubbio cercare di dare più incisività al suo gioco spalle alla porta, a difesa schierata e in combinazione con i compagni.

Certo potrebbe restare la magnifica arma da ripartenza che conosciamo, ma è lecito pensare che Moffi chieda di più a se stesso ed alla sua carriera.

E deve senza dubbio chiedere di più a se stesso quando si parla di lucidità e finalizzazione davanti alla porta. L’istinto killer deve essere una prerogativa di un grande attaccante e mancare l’appuntamento con la rete in situazioni favorevoli non è accettabile, sopratutto se il livello della competizione avrà orizzonti più ampi che la salvezza in Ligue1.

Premiato come giocatore dell’anno del Lorient

Freddezza, capacità di giocare per la squadra e maggiore variabilità di soluzioni offensive, queste sono le direttrici lungo le quali si deve muovere la crescita del numero 13 neroarancio.

Vestito in bianconero

Il rinnovamento bianconero è in pieno svolgimento.

L’annata in corso sarà quasi certamente di transizione e pare chiaro che a breve termine la dirigenza sabauda dovrà pensare ad un numero nove di livello che pare essenziale per ridare slancio alla Juve firmata Agnelli ed Allegri.

Alla carica.

Può essere Terem Moffi questo numero 9?

Ad oggi lo vedo molto difficile.

Eppure a Terem non mancano qualità che si potrebbero coniugare bene con le nostre mancanze. Fisicità, gamba, capacità di riempire l’area e di attaccare la profondità. Insomma un bagaglio tecnico interessante, vicino a a quello del partenopeo Osimhen e per certi versi simile al primo Romelu Lukaku.

Tuttavia in questa fase storica alla nostra amata Vecchia Signora più che un diamante grezzo da plasmare e rendere grande servono certezze ed una bocca da fuoco affidabile, pronta e solida sulla quale issarsi per ricostruire un’undici di qualità europea per mentalità e qualità.

Pallonetto su Mannone.

Moffi, pur restando un profilo interessante, ad oggi ha vestito maglie sempre più preoccupate di mettersi dietro almeno quattro compagini avversarie piuttosto che cercare di raggiungere obiettivi ambiziosi. Si tratta di un fattore limitante, visto che prima di poter essere un elemento importante per un club blasonato probabilmente il nigeriano avrà bisogno di un periodo di apprendistato, dove migliorare alcuni aspetti del suo gioco ad oggi non all’altezza.

Al tiro con la maglia del Courtai.

Conclusione

La rubrica si chiama RawDiamonds e non potrebbe esistere definizione più calzante per Terem Moffi.

Il ragazzone passato da Lituania e Belgio in una storia incredibile anche per il folle mondo del calcio è un diamante grezzo dal potenziale fisico e tecnico incredibile.

Controllo.

Ad oggi però è ancora lontano da essere un calciatore completo, per il modo di stare in campo e per la qualità delle sue interazioni con i compagni. Questo è un bene ed un male allo stesso tempo.

Da un lato abbiamo un ampio spazio di crescita ancora da esplorare, ma dall’altro Terem per sfruttare al meglio il suo talento deve trovare chi decida di farlo evolvere, senza accontentarsi di fare affidamento sulle sue qualità incredibili in campo aperto, ma anche obbligandolo a dare le spalle alla porta e a diventare un attaccante molto più associativo.

Proteggendo palla contro il Lens.

La differenza tra una buona carriera ed una ottima è tutta in questo interrogativo.

Oggi Moffi è uno dei numeri 9 under23 più interessanti ed accessibili dei cinque grandi campionati europei, sta solo aspettando qualcuno che gli dia la fiducia necessaria a livello tecnico tattico per poter dare l’ultimo assalto alla grandezza.

Stefano Follador

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