#RawDiamonds

#RawDiamonds: Isak Bergmann Johannsson

Nella quinta stagione di Vikings l’eccentrico guerriero e costruttore di navi Floki, dopo una sorta di crisi mistica conseguenza delle sue azioni violente, sceglie di lasciare Kattegat e di dirigersi verso nord alla ricerca di una nuova terra da colonizzare.

Floki, il costruttore di navi.

Floki sbarca in Islanda e riconosce la terra del ghiaccio e del fuoco come casa degli dei. Tuttavia stabilire un insediamento funzionale si rivela una impresa ardua, con i coloni vichinghi decimati dalle malattie, dalla fame e dalle faide famigliari.

Ovviamente la finzione artistica non ha intenti storici, ma stando a quanto raccontano le antiche saghe islandesi come il Landnamabok e l’Islendingabok lo sceneggiato non va così distante dalla storia reale.

L’affasciante isola dei vulcani e dei ghiacci ha visto sorgere la civilizzazione in un clima estremo, ostico, ostile alla vita umana. Eppure anche in mezzo all’Atlantico, sulle rocce spazzate dai venti gli uomini hanno prosperato.

Grazie alla famiglia, agli stretti legami sociali tribali, grazie a tradizioni radicate, rese ancora più sentite da un’isolamento quasi impenetrabile.

E questo gli islandesi se lo portano dietro ancora oggi.

Babbo Joey Gudjonsson allenatore dell’ÌA Akranness.

Pensate ai Gudjohnsen. Tre generazioni di attaccanti della nazionale, una tradizione sportiva solida e quasi leggendaria.

Ma il protagonista dell’articolo di oggi non si può dire da meno.

Ultimo di una stirpe di sportivi e calciatori Isak Bergmann Johannsson è la stella più luminosa del firmamento calcistico islandese. Un talento di un livello che raramente si intravede a latitudini così settentrionali, pronto a far parlare di se in tutto il continente.

Isak.

Biografia

Isak Bergmann Johannsson nasce il 23 marzo 2003, a Sutton Coldfield, nella città di Birmingham nelle Midlands.

Il piccolo islandese è nel Regno Unito al seguito del padre Joey Gudjonsson, calciatore con una solida carriera vestendo le maglie di Betis, Aston Villa, Leicester, AZ, Wolves e Burneley.

Come detto la famiglia di Isak è fra le più importanti del panorama calcistico islandese. Tre dei suoi zii sono stati calciatori professionisti, il nonno paterno Gudjon Thordarson è stato allenatore della nazionale islandese e di diverse squadre nelle leghe inferiori inglesi. Inoltre il cugino materno Stefansonn è stato compagno di squadra di Isak sia in patria con la maglia dell’ÌA Akraness che nella sua esperienza svedese con la maglia dell’IFK Norrköping.

I cugini d’Islanda.

Va da se che Isak cresce immerso nel mondo calcistico professionale grazie alla carriera del padre.

Muove i primi passi nelle accademie giovanili di Bolton e Manchester City, ma il vero passo in avanti a livello tecnico lo muove al ritorno in patria.

Tornato in Islanda Isak viene subito inserito in quella che potremo definire la squadra di famiglia, l’ÍA Akraness.

Non è un settore giovanile di primissimo livello, ma non importa perché Bergmann Johannsson non è tornato in patria per giocare con i pari età.

Nel 2018 a soli quindici anni esordisce nella seconda divisione islandese, giusto in tempo per scegliere il proprio destino.

Sono molte le società che cercano di convincere il ragazzo ad unirsi al proprio progetto.

Arrivano degli stages con Ajax, Brighton ed Everton, ma non si arriva a concretizzare il trasferimento per svariati motivi.

Isak durante lo stage con l’Ajax.

Come detto la famiglia di Isak vive di calcio da decenni, conosce bene le insidie ed i meccanismi di questo affascinante microcosmo, un mare insidioso anche per i naviganti più esperti. Dietro la successiva scelta professionale del ragazzo credo ci sia proprio la consapevolezza della famiglia, conscia delle difficoltà che si possono incontrare quando un quindicenne lascia casa per andare a confrontarsi in un club ipercompetitivo, in un contesto sociale e culturale diverso dal proprio, senza un sostegno familiare su cui fare affidamento.

Su queste basi nel 2018 Bergmann Johannsson, accompagnato dal cugino Stefansonn, si accorda con un misconosciuto club svedese, rifiutando la corte di diverse società di rilievo maggiore.

Accasarsi all’IFK Norrkoping non è una scelta di ripiego, anzi.

Grazie ÌA.

Il club con sede nella omonima città negli ultimi anni ha avviato una imponente opera di modernizzazione, nella ricerca di ritornare ai fasti del secondo dopoguerra.

Ovviamente non siamo più negli anni ‘90 e non si può far crescere un club solamente gonfiandolo di denari, emiri e sceicchi a parte.

Il Norrkoping pianifica, valuta e si comporta in maniera estremante scientifica, cercando di prendere le decisioni con lucidità e lungimiranza.

L’acquisto di Isak ne è un fulgido esempio.

Bergmann Johannsson era già considerato uno dei migliori talenti del nord Europa nel 2015 al momento della firma, ambito da club più danarosi e ambiziosi dei Peking.

I biancoblu però offrono qualcosa di diverso.

Insieme a Isak verrebbe tesserato anche il cugino Stefansonn, discreto laterale, per garantire al ragazzo un appoggio familiare. La Svezia è un paese culturalmente affine alla patria islandese, quindi sono meno probabili problemi di tipo culturale, sebbene Isak abbia vissuto buona parte della sua vita nel Regno Unito.

Infine e sopratutto la dirigenza della squadra svedese illustra in maniera minuziosa e convincente il piano di sviluppo progettato per il giovane islandese.

Un progetto pluriennale preciso e preparato ad eventuali imprevisti, ma sopratutto realista.

Il Norrkoping sa bene di non poter trattenere a lungo un talento del calibro di Bergmann Johannsson, ma offre al ragazzo la possibilità di essere subito un elemento della prima squadra, di ottenere un ruolo via via più centrale nelle fortune del club, con la promessa di non mettersi di traverso nel momento in cui arrivassero offerte ritenute giuste per club e calciatore.

Una sorta di patto fra gentiluomini dove le dinamiche club-giocatore vengono parzialmente riscritte in una sorta di collaborazione fra pari, piuttosto che un rapporto di subordinato.

Un bimbo fra gli adulti.

Inutile sottolineare come questo progetto comune funzionerà alla grande.

Isak Bergmann Johannsson debutta con la maglia del IFK Norrkoping il 21 agosto 2019 in una gara di coppa di Svezia vinta per 3-1 sull’IFK Tirma, firmando anche una rete nel suo debutto.

Un mese più tardi debutta anche in Allsvenkan da subentrato contro l’AFC Eskilstuna.

Concorde con il piano di crescita previsto il 2020 è l’anno della consacrazione dell’islandese.

Scende in campo 28 volte in campionato, approfittando anche della seria situazione a livello di infortuni della squadra, venendo schierato un po’ ovunque. Terzino sinistro, esterno alto mancino, centrocampista centrale o ala destra, poco importa a prescindere dalla posizione Isak è impressionante per qualità e maturità delle sue giocate.

Contro l’AIK Solna

Nelle 28 gare di campionato colleziona tre reti e ben dieci assist.

Il tutto a nemmeno diciotto anni di età.

Inutile dire che il nome dell’islandese inizia a correre di bocca in bocca per tutta Europa.

Nonostante la pandemia che impazza per il mondo gli scout di tutte le big europee so fiondano al Nya Parken per vedere da vicino questo ragazzo.

C’è un curioso episodio in merito raccontato da Jens Magnusson, direttore del Norrkoping. In occasione della gara in cui avrebbero ospitato l’AIK Solna i biancoblu si trovarono letteralmente in overbooking da scout avversari.

La frotta di osservatori giunta da tutta Europa per la gara infatti superava il numero di posti destinati ai “professionisti” mettendo in serio imbarazzo il club svedese, oltretutto in un momento storico in cui le gare si stavano svolgendo ancora a porte chiuse. La società si è vista dunque costretta a negare l’accesso ad alcuni osservatori, scatenando una sorta di battaglia per i limitati posti disponibili, qualcosa di inedito.

Isak ed il club però hanno un piano e nonostante le lusinghe l’obiettivo di entrambi è far durare il matrimonio un triennio e far ricavare dal club una cifra vicina ai 9 milioni di euro. Almeno così è pianificato.

Isak contro l’Italia

L’annata 2021 è per molti versi un continuo del 2020. Bergmann Johannsson continua ad impressionare, anche se l’utilizzo in maniera più continua nel suo ruolo, mezzala, lo rende un po’ meno efficace come assist man rispetto alla stagione precedente quando giocava sulla fascia. In quindici presenze trova due volte la via della rete e serve tre assist vincenti.

Il biennio disputato con la maglia dei Kamaraterna gli apre pure la via della nazionale.

Dopo aver preso parte a tutte le categorie giovanili Isak viene inserito nel gruppo della nazionale maggiore. Il debutto avviene nel novembre del 2020 in una gara di Nations League contro l’Inghilterra.

Bergmann Johannsson su Phil Foden.

Isak ha 17 anni e 240 giorni, quinto più giovane a debuttare con l’Islanda, sono solo due minuti, per di più in una sonora sconfitta per 4-0, ma per molti il suo avvento segna il cambio della guardia fra la vecchia generazione dorata protagonista di pagine indelebili di storia dello sport islandese e il nuovo che avanza.

Ad oggi Bergmann Johannsson vanta sette presenze con la nazionale, purtroppo senza registrare ancora reti o assist.

A sorpresa il primo settembre 2021, proprio sul finale del mercato estivo Isak passa al Copenhagen.

Mossa che contraddice la supposta programmazione concordata con la sua precedente squadra.

Probabilmente l’esposizione internazionale, unita all’ambizione di concorrere per dei trofei e la volontà di confrontarsi con un contesto più provante hanno portato Isak ad accettare la corte dei danesi. Dall’altra parte il Norrkoping ha forse sopravvalutato la propria solidità economica, sbandierata solo qualche mese fa, e si è trovato nel bisogno di rimpinguare le casse societarie. Non sono arrivati i nove milioni di euro previsti, ma una cifra di poco superiore alla metà, una somma comunque considerevole per i campionati scandinavi.

Dribbling.

In tutta questa vicenda è chiaro che si possa parlare di #Juvebeffata. Il club bianconero infatti stava osservando da tempo il centrocampista islandese, assieme a Liverpool e Manchester City, e veniva suggerito come favorito per l’acquisto dell’attuale numero 8 del Copenhagen una volta avesse terminato la stagione svedese.

La rottura degli indugi da parte della società danese ha preso alla sprovvista la Juventus come diversi club inglesi che seguivano il giocatore da anni, ma è chiaro che ancora una volta abbia prevalso nel clan Bergmann Johannsson la volontà di una crescita veloce, ma graduale, cosa che il Copenhagen certamente può permettere.

Caratteristiche tecniche

180 centimetri, una settantina di kili e due orecchie a sventola sotto una zazzera rossiccia che fanno molto monello da film anni ‘30, non esattamente l’aspetto scenico del trascinatore della nazionale nordica per eccellenza del prossimo decennio, ma dietro quest’aria ancora fanciullesca Isak nasconde una faccia da guerriero.

Simpatica canaglia

Dotato di un dinamismo eccellente, resistenza fisica e mentale, buona rapidità e discreta interpretazione del gioco aereo, Bergmann Johannsson supplisce una naturale carenza in fisicità, logico vista la giovane età, con una volontà di ferro nel sacrificarsi e nel duellare per la squadra.

A prima vista non impressiona, ma stupisce per agilità, coordinazione, equilibrio e capacità di resistere ai contrasti avversari.

In controllo.

Isak è senza dubbio un calciatore molto preparato a livello tattico, adattabile a diversi ruoli grazie a caratteristiche fisiche, tecniche e tattiche molto interessanti.

Nel biennio passato in Svezia lo abbiamo visto schierato come mezzala, trequartista (ruolo che solitamente riveste in nazionale), esterno sinistro e destro, ma anche terzino mancino.

Una varietà di posizioni che se collegate alla giovane età fanno pensare a infinite possibilità di sviluppo. Alcuni hanno indicato due mammasantissima del centrocampo come De Bruyne e De Jong come possibile modello di sviluppo, altri invece sono rimasti più realistici indicando l’argentino Lo Celso e lo svedese Kulusevski come possibili paragoni. Per non farsi mancare nulla anche lo stesso Isak ha gettato benzina sul fuoco replicando un post fatto da Bruno Fernandes dopo una tripletta del lusitano con la maglia dello United.

Heatmap stagionale 2021 Allsvenskan (dati SofaScore)

Considerando che il ragazzo è notoriamente un fan dei Red Devils sono iniziate molteplici speculazioni che lo vedevano come possibile rinforzo di prospettiva all’Old Trafford.

Ad ogni modo facendo riferimento all’attualità Isak è senza dubbio più a suo agio quando è nel centro del gioco, fungendo come collante fra i reparti ed apriscatole con le difese particolarmente rognose e toccando molto la palla.

Esultanza.

La peculiare impostazione tattica del IFK Norrköping, simile a quella del RB Lipsia, che prevedeva lo sfruttamento delle fasce con continui sovraccarichi e rapidi cambi di gioco faceva si che Bergmann Johannsson toccasse molto la sfera anche se schierato in posizione esterna, ma si tratta sempre e comunque di rivestire il ruolo di creatore di gioco e direttore dell’attacco, pur se defilato sulla fascia.

Va da se che per svolgere una mansione così fondamentale siano necessarie qualità ben precise.

Innanzitutto la tendenza a ricercare la coralità del gioco, il dialogo con i compagni e la costante proposta fra le linee di gioco. Queste qualità unite ad una notevole intelligenza posizionale ed ad una innata capacità di creare gli angoli giusti per la ricezione lo rendono un grimaldello offensivo notevole, determinante per scardinare lo scacchiere difensivo avversati.

A livello di personalità osserviamo una notevole maturità a dispetto dell’età. Ha nelle sue corde le giocate, ma tende a giocare in modo diligente e coscienzioso, talvolta troppo.

Focus.

Difensivamente non lo si può definire un anello debole, ma è innegabile che la fare di non possesso sia il suo tallone d’Achille. Faticando nei duelli corpo a corpo tende a cercare la palla scoperta, le linee di passaggio, scommettendo sul recupero in intercetto. Manovra rischiosa sopratutto se eseguita in scivolata come tende spesso a fare Isak, cercando situazioni da alto rischio/alta ricompensa, ma anche esponendosi a buchi pericolosi. Tuttavia risulta chiaro che quella di Bergmann Johannsson sia una precisa scelta tecnica, volta a nascondere alcune sue pecche, non pigrizia o poca attenzione.

Dal punto di vista tecnico come poco da rimproverare all’islandese. Piedi educati e sensibili, ovviamente con il mancino più curato. Da migliorare probabilmente in conduzione quando sotto pressione dove tende ad essere un po’ ruvido, ma sicuramente di ottimo pregio.

In allenamento con la nazionale.

Passatore di buonissimo livello, dal range ampio e variegato, con in faretra molteplici soluzioni di passaggio con entrambi i piedi. In maglia Norrkoping si è dimostrato molto abile nello sfruttare le catene sulle fasce, sfruttando in maniera associativa la presenza del terzino o del centrocampista di riferimento.

Tende ancora a nascondersi in zona tiro, restando un “pass first player”, tuttavia quando fa esplodere il sinistro le qualità balistiche sono notevoli sopratutto se consideriamo la potenza e la rapidità di calcio.

È un calciante naturale e risulta spesso pericoloso in situazioni di palla inattiva, sopratutto se parliamo di situazioni di pericolo indiretto come angoli o punizioni che non vanno direttamente in porta.

Evoluzione

Isak Bergmann Johannsson nonostante la giovane età e le diverse possibilità di sviluppo come calciatore a livello tattico può essere considerato un elemento già piuttosto completo e formato.

Grafico riassuntivo della sua stagione 2020

Senza dubbio per competere in contesti più duri della Allsvenskan sarà necessario crescere e migliorare, elevando le prestazioni, ma la direzione tracciata nella crescita del giovane islandese è già abbastanza definita.

Senza dubbio, se la idea di Isak è quella di essere un calciatore offensivo di primo livello vi è la necessità di crescere nella valutazione del rischio.

In gol.

Come detto il neo acquisto del Copenhagen tende a giocare molto sul sicuro, rischiare poco e scegliere soluzioni meno ardite rispetto a quanto il suo bagaglio tecnico gli permetterebbe.

È chiaro che più si alza la qualità della competizione più la scelta più sicura diventa prevedibile per la difesa, castrando il potenziale offensivo del calciatore.

Maggiore personalità, che deriva anche da una maggiore esperienza, che chiaramente il ragazzo deve fare.

Qualora invece Bergmann Johannsson volesse diventare un calciatore più difensivo, una mezzala o un centrocampista puro allora il discorso cambia.

Il rafforzamento fisico dovrà essere una priorità anche a costo di perdere un poco di spunto offensivo e pericolosità nel dribbling. La fisicità e la presenza muscolare purtroppo o per fortuna è una necessità se si vuole competere ad alto livello.

Come diventa una necessità anche la capacità di gestire al meglio la fase difensiva, che non può essere rappresentata solo dalla ricerca dell’intervento scivolato per intercettare la sfera, ma deve farsi più completa e conservativa nel caso fosse necessario, imparando a contenere, temporeggiare e indirizzare l’attacco degli avversari, non cercando solo la palla come un cucciolo di cane.

In contrasto con la nazionale giovanile.

Vestito in bianconero

Amo ed odio il calciomercato perché è il mondo delle possibilità, un microcosmo narrativo dove tutto può essere possibile, dove le slinding doors non si contano e dove anche la narrazione più assurda può rivelarsi veritiera.

Nel caso specifico fonti ben informate parlano di una Juventus sorprendentemente vicina all’acquisto di questo giovane islandese negli ultimi giorni di calciomercato.

Paratici lo ha seguito a lungo.

Si sarebbe trattato di un investimento simile ed alternativo a quello fatto per Ihattaren, acquistato per una cifra molto vicina a quella per cui l’Islanda se ha lasciato Norrkoping per accasarsi a Copenhagen.

Pensare che la società bianconera abbia deciso di chiudere per il trequartista olandese lasciando libero Bergmann Johannsson di firmare per i danesi non è una interpretazione peregrina, stando a quanto riportato da media inglesi e svedesi.

In maglia IFK Norrkoping

Nella situazione tattica e tecnica attuale difficilmente il nativo di Sutton Coldfield avrebbe potuto trovare spazio e minuti in bianconero, ma è indubbio che il potenziale visto in questo classe 03 sia altissimo ed in grado di trasformarsi in un valido elemento per un top club europeo.

Conclusione

Personalmente ho un debole per i calciatori come Bergmann Johannsson.

Elettrico, ma non nervoso, tecnico, ma senza scadere nel barocco, versatile, ma con una idea di gioco ben chiara in testa.

Isak nel suo dormitorio a Norrkoping.

Ha scelto in estate di fare un ulteriore scalino verso il top del calcio continentale, unendosi ad una contender, spesso impegnata in Champions, in un campionato in crescita come quello danese, competizione concettualmente vicina a leghe più competitive come quella tedesca e quella inglese.

Scelta saggia quella dello step di avvicinamento per un ragazzo che dovrà guidare la nuova generazione del calcio islandese.

Crescere non è semplice e farlo bruciando le tappe è ancora più difficile.

Il viaggio calcistico di Isak, partito dalla terra del ghiaccio e del fuoco è ancora lungo, probabilmente tortuoso, prima di potersi dire compiuto.

Il futuro è materia ignota agli uomini, ma se lo dovessimo leggere dalle giocate del numero 8 probabilmente lo vedremo sorriderci, sempre che non si tratti di qualche ingannevole divinità nordica che ancora trova rifugio nell’Islanda ancestrale.

Isak Bergmann Johannsson ripercorrerà le orme del padre e con buona probabilità ne supererà le gesta sul campo di gioco.

L’Europa ne conoscerà il nome presto, ma per il resto è ancora troppo presto per sapere l’avvenire di questo ragazzo.

Probabilmente però un posto in uno dei migliori venti club del Vecchio Continente è alla sua portata.

Stefano Follador

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