#RawDiamonds

#RawDiamonds: Hector Martinez

Ciudad Oculta.

Solamente il nome evoca le immagini di un barrio marginale.

Casupole con il tetto in lamiera, costruite con qualche materiale di recupero e sistemate alla meglio per poter resistere, non senza difficoltà, alle perturbazioni che squassano la costa atlantica argentina.

Fra Mataderos e Lugano, nel pieno della Buenos Aires più popolare e proletaria.

Da qui è partito Héctor David Martinez, figlio di migranti paraguaiani, un ragazzo che non conosce il significato del verbo arrendersi.

La sua è la più classica delle “historias de superación”, il ragazzo arrivato dal nulla, di estrazione modesta, che con sacrificio e dedizione finalmente arriva al successo.

Sembra tutto retorica e cliché finché non si è i protagonisti di questi racconti.

Tevez salutando.

Dalle sparatorie nei vicoli, passando per la pistola puntata alle ginocchia per rubare un paio di scarpette da calcio sino al Monumental e alla Copa Sudamericana, Héctor Martinez, da Ciudad Oculta a la Copa America.

Biografia

Hector David Martinez nasce a Buenos Aires il 21 gennaio 1998.

Figlio di una coppia di immigrati paraguaiani Héctor cresce nella modesta abitazione di Ciudad Oculta con i fratelli Ariel e Lucas.

La sua è una famiglia umile, dedita al lavoro ed al sacrificio. Il pane in tavola non è mai mancato, ma di certo non ci si poteva concedere chissà che lussi, ma programmare la sopravvivenza giorno dopo giorno, pasto dopo pasto, come purtroppo accade quasi sempre nei quartieri più marginali della capitale Argentina.

Il piccolo Héctor però non è il tipo da lasciarsi abbattere.

Parte dal basso, nelle condizioni meno favorevoli e senza tanti aiuti, tranne mamma Norma che qualche volta lo accompagna nell’ora di tragitto del autobus numero 82 che lo porta agli allenamenti presso il centro sportivo della squadra del suo cuore: il River Plate.

River en el corazon.

El Negrito è sin da bambino follemente innamorato della Banda. Vuole fare del futbol la sua professione, ma sopratutto desidera diventare uno degli eroi del Monumental.

La realtà può essere anche benevola ed infatti Martínez verrà notato dagli onnipresenti scout gallinas ed inserito nel mastodontico settore giovanile rioplatense, dopo un torneo giovanile poco distante dal suo barrio.

L’esperienza nel vivaio di Nuñez è estremamente formativa per il giovane difensore.

Condivide lo spogliatoio con figli d’arte come Gianluca Simeone o Nahuel Gallardo e sebbene costruisca con loro un sincero legame di amicizia è lecito pensare che osservare le differenze nello stile di vita delle rispettive famiglie abbia fomentato ancor di più l’urgenza di Hector di lavorare più degli altri in allenamento, smanioso di arrivare e di coronare il sogno di essere calciatore, di essere uno del River.

Intensità.

Un altro compagno di squadra è Ezequiel Palacios, talento brillante, trequartista ora al Bayer Leverkusen dalle qualità tecniche naturali. Amico, ma al contempo stimolo al miglioramento fortissimo per il nativo di Ciudad Oculta.

Hector non è mai stato fra i calciatori più appariscenti e promettenti del vivaio del River, ma gli allenatori iniziano a notare un qualcosa in questo ragazzino timido e taciturno.

Ogniqualvolta il livello della competizione sale, ogniqualvolta sembra non essere all’altezza della sfida, Martinez risponde in maniera semplice, ma efficace. Lavora di più, si allena più duramente e chiede a se stesso molto più di quanto facciano i compagni di squadra.

Diligente e zelante diventa una mezza leggenda nelle giovanili dei Millonarios per l’incredibile percentuale perfetta di allenamenti a cui presenzia. Mai un giorno di assenza, sempre in campo a lavorare.

In nazionale

La realtà però è che El Muñeco Gallardo proprio non lo vede con la camiseta del River. O almeno così sembra.

Il ragazzo si impegna, è diligente, applicato, sente la maglia come pochi, ma non riesce ad entrare nelle rotazioni del DT, nonostante la ex ala si sia costruito una solida reputazione di lanciatore di giovani promesse.

Durante la campagna 17/18 viene aggregato qualche volta alla prima squadra per il campionato, ma non riesce a scendere in campo.

L’esordio avverrà la stagione seguente, trentatré minuti nella vittoria sul Gimnasia Y Esgrima de La Plata. Un sogno compiuto, proprio alla vigilia della viaggio a Madrid per la finale delle finali.

Quel Boca-River giocato al Santiago Bernabeu a causa dei disordini avvenuti fra le due tifoserie nemiche giurate.

A Madrid Martinez è testimone della storia, festeggia la più incredibile delle Libertadores, ma ormai è chiaro che giunto ai vent’anni non può continuare ad inseguire chimere e deve lasciare da parte i sogni di infanzia per diventare un professionista.

Gallardo osserva.

Martinez forse non se ne rende conto, ma quel Gallardo che sembra ignorarlo, che non perde occasione per rimproverare e correggere il novellino della squadra in realtà sta appuntando tutto.

Il carattere da guerriero, la diligenza, lo zelo in allenamento, la crescita tecnica e fisica. Tutto viene monitorato e valutato.

Tuttavia come è logico le potenzialità finché restano solo ipotetiche hanno l’utilità della classica forchetta da brodo, Hector deve trovare il modo per far vedere al mondo quanto vale.

Così il River si accorda con il Defensa Y Justicia, piccolo club dalla discreta ambizione con sede a Florencio Varela, zona meridionale del conurbano bonaerense.

I gialloverdi guidati da Hernan Crespo, sì quello li, non hanno l’anello al naso ed in una trattativa serrata riescono a strappare un riscatto per il cartellino e per il 50% dei diritti economici, in una di quelle complesse formule tipiche del cervellotico calciomercato latinoamericano.

DyJ

Curiosamente l’esordio con i nuovi colori avviene ancora una volta contro Gimnasia, battuta ai rigori in una gara di Coppa Argentina. Dopo un paio di gare di ulteriore adattamento Martinez esplode al centro della difesa dell’Halcon.

Infila una serie di prestazioni spettacolari, di sicurezza ed affidabilità inimmaginabili dimostrando ancora una volta la superba capacità di elevarsi di pari passo al contesto tecnico in cui si trova.

Arriva anche la prima rete da professionista in una gara interna contro il Godoy Cruz di Mendoza, ma il buon momento di Hector si interrompe a marzo 2020.

Tutto il mondo si ferma per la pandemia. Sono mesi duri, incerti.

La famiglia non vive più nella villa Ciudad Oculta dal 2014, ma in quei quartieri marginali la situazione sanitaria è grave e a Ciudad Oculta vivono ancora tanti amici.

Sei mesi più tardi, con molte difficoltà, riparte il futbol.

Hector si ripresenta ancora più pronto è concentrato.

Le sue ottime prestazioni portano la squadra giallo verde ad un traguardo storico: la Copa Sudamericana.

Festeggiamenti.

Dopo aver eliminato Sportivo Luqueño, Vasco da Gama, Bahía e Coquimbo Unido i ragazzi di Crespo superano per 3-0 i favoriti connazionali del Lanus conquistando il primo alloro internazionale del club.

Si tratta di una conquista incredibile per un gruppo chiaramente inferiore a buona parte degli avversari, ma che grazie a felici intuizioni di mercato come Hector e a calciatori redivivi come Braian Romero ha saputo avere la meglio in una importante competizione.

Martinez è fra gli elementi più in vista del club.

Cresciuto.

Ottima reputazione fuori e dentro la cancha, lavoratore indefesso, margini di miglioramento e piede mancino.

La franchigia più Argentina della MLS si mette in moto. El Gringo Heinze offre al DyJ 3,5 milioni e mezzo per il cartellino del ragazzo, più svariati bonus, con l’obiettivo di mettergli addosso la divisa dell’Atlanta United.

Sembra fatta.

In fondo è un affare che fa contenti tutti, a livello tecnico ed economico.

Il primo amore però non si scorda mai.

Marcelo Gallardo ha bisogno urgentemente di un centrale difensivo di livello. Le cessioni e gli infortuni hanno colpito duro la rosa del River ed il tecnico fa giungere ad Hector la voce che lo rivorrebbe all’ovile.

Martinez blocca seduta stante la cessione negli Stati Uniti e lavora ai fianchi la dirigenza dell’Halcon. Dopo settimane di estenuante trattativa il difensore centrale torna a casa, sprizzando gioia da tutti i pori.

Si tratta di un prestito con opzione di acquisto, il River lo cedette per 750mila dollari per andarlo a riprendere a 1.2 milioni per la metà una stagione dopo, ma tanto basta a Hector, già nell’occhio di diversi club europei.

Il ritorno a casa è dolcissimo per il ragazzo di Ciudad Oculta. La sua crescita in personalità ed in qualità tecnica è evidente. Il River non è la macchina da guerra di qualche stagione fa, ma è senza dubbio un club di blasone diverso dal DyJ e questo conta qualcosa nel mondo del calcio.

Martinez ha già vestito la maglia dell’Argentina U17, in una disastrosa spedizione mundialista nel 2015, ma è anche in possesso della cittadinanza Paraguaiana. In virtù di questo viene contattato dal CT della Albiroja Eduardo Berizzo che, facendo leva sulla nazionalità dei genitori Eusebio e Norma, lo convince a vestire la maglia Guaranì.

In azione con la nazionale.

L’esordio è nella Copa America 2021 nella vittoria per 3-1 sulla Bolivia.

Il Paraguay arriverà ai quarti di finale, eliminato solo ai rigori dal Perù, con Hector in campo in ogni partita, anche se mai nel suo ruolo di centrale difensivo e nonostante questo si impone insieme a Piero Hincapiè e Santiago Arzmendia come uno dei giovani difensori più interessanti del torneo.

Oggi Hector David Martinez è un ragazzo che sta vivendo il suo sogno, vestire la maglia del suo cuore. Sa bene che finito il prestito, nella prossima sessione di mercato tutto ritornerà alla realtà del business del calcio, ma è bello vedere un ragazzo che ha saputo rinunciare ad un contratto milionario per compiere un desiderio.

Alla fine il calcio non è altro che questo, un contorto modo per tenere in vita i nostri sogni di bambini. E dobbiamo fare i complimenti a Hector che è riuscito a farlo pienamente.

Caratteristiche tecniche

Centrale difensivo mancino, abile in impostazione ed in grado di occupare la posizione di terzino sinistro, sebbene risultando piuttosto bloccato, Hector Martinez spicca rispetto agli altri difensori per una capacità di costruire il gioco di ottimo livello.

Heatmap stagionale (dati SofaScore)

Non si tratta di una dote naturale, ma frutto degli allenamenti e dei consigli dei suoi due maestri principali a livello professionistico: Gallardo e Crespo.

Con la palla fra i piedi risulta a proprio agio, in controllo, sebbene tenda ad essere prudente nella giocata evitando dribbling o passaggi pericolosi che potrebbero causare palle perse sanguinose.

Gioca con eguale facilità sul lungo o sul corto, trovandosi a meraviglia con attaccanti che amano attaccare la profondità alle spalle della difesa come Santos Borrè, ma riuscendo spesso anche ad eludere la prima linea di pressione avversaria grazie a passaggi filtranti ben calibrati.

Non teme di avanzare per aiutare la squadra nella ricerca della rete sganciandosi in maniera diligente ed autonoma, sempre però prestando attenzione all’equilibrio della squadra. Difficilmente si fa trovare fuori posizione o impreparato dagli avversari, giocando in maniera molto cerebrale e ben poco istintiva.

Interpreta il ruolo in maniera moderna ed aggressiva, cercando l’anticipo e l’intervento sulla linea di passaggio, senza paura di avere tanto campo alle spalle. In queste situazioni lo aiuta molto l’ottima conoscenza dei compagni e dello stile di gioco del River Plate, che rendono l’aiuto reciproco fra difendenti molto efficiente e puntuale, anche in caso di errore nell’uscita.

Duello aereo.

Tende a fidarsi molto dei compagni e del sistema in cui agisce, lama a doppio taglio che può portare benefici, ma anche mettere in pericolo la propria porta. Contiene bene nell’uno contro uno le punte mobili e veloci, mentre tende a faticare di più contro avversari di tonnellaggio più elevato, sopratutto per una apparente mancanza di malizia ed astuzia, cosa strana per un calciatore di scuola Argentina.

Martinez resta comunque molto preciso nella scelta dell’anticipo, grazie ad una concentrazione impeccabile e ad una fisicità importante.

Sebbene venga indicato come 185 cm l’impressione è che misuri qualcosa di meno, ma che riesca a compensare i centimetri mancanti grazie ad una forma atletica esemplare.

Veloce tanto nel breve come nel lungo, dotato di un ottima elevazione e di una struttura muscolare importante anche nella parte superiore del corpo Hector non teme i duelli ed i contrasti, sopratutto in aria dov’è particolarmente efficace.

Affezionato del turbante

Tempismo ed elevazione sono armi efficaci anche nell’area avversaria dove il ragazzo si è dimostrato una minaccia per i portieri.

Evoluzione

Sebbene gli ultimi due anni siano stati di enorme crescita tecnica e tattica per Martinez ci sono ancora aree in cui può crescere e scelte da fare per capire a che livello può spingere la sua carriera.

Professionista esemplare ed ottimo atleta ha scelto di ritardare almeno di una stagione l’approdo in un campionato estero per poter vivere per lo meno una stagione con la maglia della sua squadra del cuore. Si tratta di una bella storia, ma se la vediamo dal punto di vista professionale una scelta che si può discutere.

Da un lato certamente la formazione in un ambito tatticamente interessante come il River del Muñeco si è dimostrata importante per il miglioramento tecnico e tattico del ragazzo, ma allo stesso tempo mettersi alla prova in un contesto diverso ci avrebbe potuto dare qualche indicazione in più sul futuro di Martinez.

Martinez vaccinato prima della Copa America.

Dal punto di vista della posizione credo che l’utilizzo di Hector sulla fascia sinistra debba essere considerato una mera soluzione di emergenza, dettata da circostanze straordinarie. Il ragazzo da il meglio di se in mezzo, guidando la difesa o addirittura come pivote.

Non si tratta di una soluzione nuova.

Uno dei modelli di riferimento per la crescita di Hector potrebbe essere il quasi omonimo ed anch’egli ex DyJ Lisandro Martinez, oggi all’Ajax.

L’ajacide da possibile sostituto di Matthijs De Ligt si è trasformato in mediano a schermo davanti alla difesa, generando una ampia varietà di possibilità tattiche per il corpo tecnico olandese grazie alla sua polivalenza.

In molti aspetti il gioco di Hector ricorda quello di Lisandro, sebbene il nazionale paraguaiano tenda a indicare come suoi riferimenti icone recenti della storia dei Millonarios come Maidana, Funes Mori o grandi interpreti del ruolo come Pique e Sergio Ramos.

Come ha già dimostrato in carriera Hector ha bisogno di crescere di pari passo al contesto, ma è plausibile che i suoi miglioramento abbiano un limite strutturale che andrà scoperto e ponderato.

Vestito in bianconero

Non è mistero che un centrale mancino in grado di sostituire il veterano Giorgio Chiellini e far coppia con De Ligt sia una necessità di mercato propria della Vecchia Signora, tuttavia sappiamo bene come la maglia bianconera risulti estremamente pesante da portare e che sia necessario possedere un determinato phisyque su rol per poterla indossare a dovere.

Hector Martinez potrebbe essere una interessante scommessa, probabilmente anche a condizioni finanziarie accessibili, ma non è per noi il momento di scommesse, anzi ora più che mai in bianconero c’è estremo bisogno di certezze, pur in un contesto di ricostruzione e rinnovamento.

Il salto dell’Oceano non è mai semplice, figuriamoci se parliamo di prendere posto in un grande club. Molto più sensato è consigliabile effettuare uno step intermedio.

Passaggio.

Conclusione

Hector Martinez risulta essere un centrale difensivo relativamente giovane, moderno e già abituato a scendere in campo per sollevare trofei anche se in un contesto particolare come quello latinoamericano.

Non è un un talento naturale, ma sa lavorare e lo sa fare bene, migliorandosi e crescendo.

Senza dubbio ha le capacità e la testa per costruirsi una carriera di livello europeo, probabilmente non a livello massimo, ma l’impressione è che il suo potenziale non sia quello di un top player, ma di un ottimo gregario, sopratutto se inquadrato in un sistema di gioco ben definito e dai precisi dettami tattici.

Stefano Follador

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