#RawDiamonds

#RawDiamonds: Mohammed Ihattaren

Sul gong di una delle sessioni di calciomercato più folli di sempre è passata quasi sotto traccia l’operazione che ha coinvolto la Juventus, la Sampdoria, il PSV ed il calciatore Mohammed Ihattaren, assistito del plenipotenziario agente Mino Raiola.

Il giovane talento di origine marocchina era stato messo fuori rosa dal club olandese dopo che era stato pizzicato in visita al centro sportivo dell’OGC Nizza, ovviamente accompagnato dal procuratore, quanto teoricamente era stato lasciato a casa in malattia.

La Juventus ha cercato di approfittare del momento e del contratto in scadenza nel 2022, prelevando il talento Oranje per una cifra fra i 5 ed i 6 milioni di euro.

In allenamento con la Samp.

Costo contenuto, considerando che Ihattaren viene reputato fra i talenti più cristallini al mondo.

I bianconeri immediatamente hanno girato il ragazzo in prestito alla Sampdoria. A Genova Mohammed dovrà dimostrare se il suo acquisto possa definirsi una sorta di “steal of the draft” oppure il più classico dei bidoni esotici presi per coltivare i buoni rapporti con mister Raiola.

Solo il campo potrà darci questo responso, nel frattempo cerchiamo di conoscere meglio questo talento con già 74 gare all’attivo in maglia PSV.

Biografia

Mohammed Amine Ihattaren nasce a Utrecht il 12 febbraio 2002.

Utrecht è stato il centro culturale del paese, almeno fino alla cosiddetta Epoca d’oro olandese, quando Amsterdam si prenderà l’egemonia economica e culturale sul paese. Questo retaggio storico, questa antico primato perso e mai più ritrovato, questa rivalità con la capitale fa da contorno a molti aspetti della vita cittadina, dall’Università, passando per le attività economiche e ovviamente il calcio.

Se a livello di club Utrecht ha potuto offrire pochi argomenti a suo favore, non lo stesso si può dire dal punto di vista del talento singolo.

Tutti noi conosciamo il Cigno di Utrecht, uno dei migliori numeri nove della storia: Marco Van Basten.

Certamente abbiamo conosciuto Wesley Sneijder protagonista dell’Inter di a mourinho e della sua breve epopea.

Figli della città che hanno dato lustro al paese nel mondo del calcio.

Un giovane Motje in maglia PSV

Nel quartiere di Mohammed, Kanaleleiland, però gli idoli non sono i due campioni sopra citati, ma due ragazzi che non hanno mai nemmeno sfiorato le vette sportive: Ismaïl Aissati e Ibrahim Afellay.

Il perché è facile capirlo; a Kanaleleiland vivono 16000 persone circa, la maggior parte di origine marocchina o nordafricana che vedono nel successo di Aissati e Affelay una sorta di affermazione collettiva di esistenza e di riscatto rispetto alla società olandese, tollerante ed aperta ma talvolta solo a parole.

La famiglia Ihattaren arriva nei Paesi Bassi negli anni 80. Il padre Mustapha, venuto a mancare nel 2019, lavora sodo.

L’incoraggiamento del PSV a Ihattaren dopo la morte del padre.

Viene dal Rif, regione particolare, oltre a Mohammed ha altri quattro figli maschi ed una figlia.

Vuole per loro un futuro tranquillo, integrato nella società olandese, ed anche per questo spinge perché i figli si impegnino nello sport.

Mohammed viene iscritto dal padre nella squadra locale, il SV Houten. Con il piccolo club locale prende parte a tutte le gare del 2009, impressionando fortemente chiunque. Si guadagna il soprannome di Ibi, grazie alla somiglianza nello stile di gioco con l’idolo locale Ibrahim “Ibi” Affellay, ma sopratutto viene notato dagli osservatori del PSV Eindhoven.

Il club biancorosso accoglie nel suo settore giovanile il ragazzo di origine marocchina e anno dopo anno le aspettative sul giovane trequartista si fanno sempre più alte.

A livello giovanile diventa ben presto ingiocabile per i pari età, bruciando le tappe sia a livello di club che con la selezione nazionale olandese, Ihattaren ha scelto in maniera definitiva la selezione Oranje anziché i Leoni dell’Atlante proprio lo scorso anno a differenza di molti ragazzi nati e cresciuti in Olanda, ma di origine marocchina. Con la maglia della selezione Mohammed ha ottenuto il titolo europeo U17, da protagonista, oltre che aver fatto parte delle nazionali U15, U16 e U19 per un totale di 30 gare e 7 reti.

Venne scomodato Koeman per celebrare la scelta di Motje per l’arancione.

Nel marzo 2018 firma il primo contratto da professionista con il PSV, legandosi con il club fino al 2022, assistito da Raiola.

Il debutto arriva il 26 gennaio 2019, sostituendo Gaston Pereiro nella vittoria per 2-1 sul Groningen, quarto più precoce nella storia del club.

Paradossalmente il debutto, con gol, con la squadra riserve del PSV arriva posteriormente il mese successivo, nel pareggio per 2-2 Roda JC.

Ottimo il rapporto con il coach Van Bommel

La stagione successiva Ihattaren viene definitivamente incluso nella rosa della prima squadra, mettendo a segno anche tre reti nelle sue 22 presenze. Il primo goal in maglia PSV è una rete storica, che strappa il record di precocità a un grande ex come Ronaldo, superato di 53 giorni per precocità di marcatura dato che Mohammed mette a segno la sua prima rete nel 2-0 sull’Heracles Almelo a 17 anni e 303 giorni, ripetendosi poi solo quattro giorni dopo in Europa League andando a segno contro l’Apollon Limassol.

Un’altro record di precocità lo conquisterà con la rete su rigore nel 5-0 sul Fortuna Sittard, superando Ronald Koeman è diventato infatti il rigorista più giovane della storia dell’Eredivisie.

Nella stagione 20/21 si presupponeva che le ottime prestazioni dell’annata precedente seguissero o addirittura aumentassero, invece sotto la guida del nuovo allenatore Roger Schmidt il neoacquisto juventino arriva a perdere il posto da titolare.

Schmidt è stato duro, ma giusto dirà Mohammed.

Diverse le motivazioni considerate: la poca adattabilità al modulo del nuovo coach, una fisicità inadeguata al ruolo richiesto, la scarsa affidabilità difensiva e contrasti importanti a livello caratteriale.

Più razionalmente la motivazione principale dietro questo cambio di atteggiamento del PSV nei confronti di uno dei migliori talenti allevati in casa è da riferirsi alla ventilata volontà di non rinnovare il contratto in essere con il club olandese, indebolendo la posizione di mercato del PSV in maniera drammatica.

Dopo una stagione in cui Ihattaren ha replicato i numeri dell’anno precedente, sebbene in soli 1073 minuti di utilizzo, il 31 luglio 2021 la dirigenza decide di mettere fuori rosa il calciatore come provvedimento disciplinare.

In azione.

Il provvedimento è stato giustificato visto che il ragazzo, dispensato per malattia dagli allenamenti, è stato pizzicato presso il centro sportivo del Nizza in compagnia del suo agente, probabilmente con l’intenzione di forzare la mano in uscita al club olandese.

L’empasse generata da questo scontro frontale si sarebbe potuta trasformare in una stagione passata fra tribuna ed allenamenti solitari per Ihatteren, ma un profilo con il suo talento non poteva lasciare insensibili i club europei.

A battere tutti sul tempo è stata la Juventus, grazie anche ai buoni rapporti con l’agente del calciatore.

Il 31 agosto in un blitz repentino di mercato il club torinese preleva Mohammed Ihattaren dal PSV per una cifra intorno ai 5.5 milioni di euro, per poi girarlo immediatamente in prestito alla Sampdoria dove verosimilmente cercherà di conquistare il posto da titolare nel l’undici di D’Aversa.

In maglia blucerchiata

Caratteristiche tecniche

Ihattaren rappresenta l’archetipo del trequartista/ mezza punta. Giocatore dalla strabiliante creatività, tecnicamente baciato dal talento e dotato di una fisicità consona al calcio moderno è stato considerato come uno dei talenti più promettenti della sua generazione, con un possibile futuro da top player mondiale.

Heatmap stagionale 20/21 (dati SofaScore)

A livello nominale può occupare in maniera piuttosto indifferente diverse posizioni. Da trequartista puro nel mezzo, ma anche sugli esterni preferibilmente a destra sfruttando il mancino per convergere e creare pericolo per gli avversari.

Nell’ultimo anno, nonostante i contrasti con l’area tecnica, è risultata evidente l’evoluzione del ragazzo che mettendo su una discreta massa muscolare si è reso capace anche di occupare la posizione di mezzala a centrocampo, probabilmente perdendo un pizzico di agilità nel dribbling, ma guadagnando in solidità.

Più difficile da abbattere

Fisicamente come detto è cresciuto molto durante l’ultima stagione, mettendo su muscoli e una discreta forza fisica. Non è il solito scricciolo che gioca da numero 10, ma un discreto torello di 1.83 dalla fisicità non particolarmente atletica, ma dotato di rapidità, frequenza di passo e buon dinamismo. Pecca a livello di velocità di punta, infatti fatica quando posto in posizione da esterno puro. Dotato di buonissima coordinazione, agilità e capacità di controllo del corpo di primo livello risulta elegante in ogni aspetto del gioco.

Tecnicamente risulta un profilo di altissimo livello. Mancino eccezionale, sebbene il destro non sia da meno.

Controllo totale del pallone.

Praticamente può fare ciò che vuole con i piedi, dal primo controllo, passando per il dribbling sino al passaggio ed alla conclusione. Repertorio di altissimo livello, reputato da molti già oggi fra i mancini più educati sul pianeta. Di quelli che parlano la lingua dei grandissimi, giusto per capirsi.

Possiede la calma e la giusta sagacia tattica per individuare le zone di ricezione fra le linee, dove anche negli spazi stretti si può apprezzare il suo controllo della sfera preciso e raffinato. Tende a scendere poco a cercare il pallone a metà campo, ma riesce a ricevere bene negli half-spaces, cercando di velocizzare la risalita del pallone lungo il campo più con il passaggio che con la conduzione.

La velocità di piedi, la tecnica, la capacità di dribblare ed un primo passo molto velenoso fanno si che Ihattaren pur ricevendo spesso spalle alla porta riesca sovente a creare lo spazio per girarsi verso l’area avversaria sopratutto grazie ad un sapiente utilizzo del corpo e degli angoli, che lo mette in condizione di poter vedere e cercare con celerità il passaggio.

Avversario a distanza.

Come predicava Cruyff il calcio è stoppare e passare la palla principalmente ed in questi due fondamentali il nuovo acquisto bianconero non ha alcun problema.

Visione di gioco, intelligenza, creatività, malizia ed ambizione non gli fanno difetto, Ihatteren si fa guidare molto dall’istinto e dalla conoscenza dei compagni nelle sue scelte e nelle soluzioni di passaggio ricercate, sopratutto nell’ultimo terzo di campo dove la creatività prende il sopravvento sugli schemi e sulla monotonia della costruzione bassa.

Il filtrante a tagliare in due la difesa fra centrale e portiere sul lato debole è una soluzione operata spesso al PSV, grazie anche alla capacità di Malen di attaccare ferocemente la profondità alle spalle della linea difensiva avversaria.

La creatività però non lo trasforma in un buco nero di palloni, alla costante ricerca del colpo ad effetto, ma è solo una freccia in più nella faretra del centrocampista. Sopratutto quando gli è stato chiesto un impiego più arretrato ha dimostrato di saper scegliere con attenzione quando andare a briglia sciolta e quando gestire in maniera più conservativa ed ordinata la palla.

Senza paura.

Talvolta l’istinto e la volontà di cercare sempre e comunque di essere un pericolo prevalgono, sopratutto sotto forma di abuso delle triangolazioni, l’esagerato numero di palle perse su passaggi corti è dovuto proprio a questa tendenza, ma con la maturità l’istinto da campetto sta venendo domato ed asservito a scopi più ampi.

In sintesi Mohammed Ihatteren è di fatto un playmaker cestistico prestato al pallone. Ama creare occasioni per i compagni, gestire la transizione offensiva, dirigere l’attacco nei ritmi e nelle scelte, ma come ogni buon playmaker sa pure prendersi le proprie conclusioni.

In allenamento con la nazionale.

Ovviamente anche in questo l’olandese conferma di possedere una base tecnica eccellente. Mancino potente e preciso, possiede un raggio di tiro esteso, cercando talvolta eccessivamente il colpo piazzato, ma sempre con esecuzioni magistrali.

Ovviamente come ogni buon play viene spesso pressato ed attaccato dagli avversari, ma Ibi sa difendersi molto bene, saltando quasi tre avversari a partita, numero importante se consideriamo che spesso si disimpegna nelle zone più congestionate del campo dove però giostra in maniera elegante e sobria.

Un’aspetto interessante del dribbling e della conduzione di palla del ragazzo è che spesso si ha l’impressione che quando salti l’uomo non lo faccio semplicemente per cercare la superiorità numerica, ma con l’intenzione di creare una sorta di effetto domino che vada a far collassare la difesa avversaria, lasciando per forza di cosa maggiori opportunità per segnare ai compagni.

A livello offensivo evidentemente Ihatteren è un profilo di alto livello.

Purtroppo però non si può dire lo stesso del suo disimpegno in fase di non possesso. Non gli manca la volontà di rincorrere gli avversari, ma manca di concentrazione e costanza per poter essere considerato affidabile e consentire alla squadra di poter evitare di doversi preoccupare di coprire a livello collettivo le sue lacune.

Si tratta comunque di una ammissione di colpa fatta dal proprio Mohammed, conscio di dover lavorare tanto per migliorare questo aspetto del suo calcio e per poter ambire al successo a massimo livello. E si sa, ammettere i propri problemi è sempre il primo passo per risolverli.

Un giovane Ihattaren posa orgoglioso.

Come ammesso da mister Van Nistelrooy, suo coach nel PSV U19, il suo ingresso così precoce nel mondo del calcio degli adulti ha avuto probabilmente la “colpa” di non permettere una crescita più omogenea del calciatore, trascurando aspetti del gioco forse considerabili di contorno, ma di enorme importanza quando si parla di un livello di sport iper professionistico.

Evoluzione

Per precocità, classe e per quanto dimostrato finora in campo è difficile non spendere la parola predestinato per Mohammed Ihattaren.

Calciatore dalle classe cristallina, di talento puro ed evidente che, almeno in teoria, non dovrebbe far sorgere il minimo dubbio sul futuro da protagonista ad altissimo livello dell’olandese.

Dribbling secco.

In realtà l’ultima stagione ed alcuni episodi extra campo hanno offuscato la nomea di futuro campionissimo di Wotje, altro soprannome.

Il quesito principale è senza dubbio a livello tattico.

Nonostante il suo disimpegno positivo sull’out destro e come mezzala di costruzione Ihattaren resta un numero 10 classico per natura, quasi accademico per quanto ricalchi perfettamente lo stereotipo.

Il numero 10, lo sappiamo, non è un numero qualsiasi. Negli anni 90 si sono sacrificati sull’altare della tattica e del 4-4-2 integralista tantissimi calciatori di talento. Oggi la situazione non è così rigida, ma è chiaro che nel calcio moderno il trequartista dedito alle passeggiate e alle dimenticanze difensive non è sostenibile.

Ihatteren deve migliorarsi in ritmo, nel tenere la luce sempre accesa, sopratutto in fase di non possesso, me fortunatamente pare averlo già compreso a dispetto della convivenza difficile con il tecnico Schmidt, forse dovuta più a beghe contrattuali che a problemi di natura calcistica.

In gol.

In quest’ottica credo che il modello a seguire per il giovane nativo di Utrecht non sia Afellay a cui spesso viene accostato, ma un’altro calciatore suo compaesano, forse meno spettacolare, ma ben più solido e vincente: Wesley Sneijder.

Certo per un neoacquisto bianconero cercare ispirazione in uno degli eroi della squadra nemica per eccellenza non sarà forse naturale, ma non si può negare che per leadership, concretezza, qualità tecnica e spirito vincente non sono poi molti i trequartisti migliori dell’ex Chelsea, Real ed Inter.

Sono convinto che Mohammed possa raggiungere quel tipo di livello di gioco, crescendo in fase difensiva, senza dubbi, ma sopratutto lavorando sulla pulizia delle scelte, badando più al sodo che al colpo ad effetto e cercando di diventare più cinico e chirurgico in prossimità dell’area avversaria.

Esultanza dedicata al padre.

Fuori dal campo qualche spiffero purtroppo parla di una testa non troppo tranquilla ed in effetti il burrascoso divorzio dal PSV non depone a favore del ragazzo, sebbene sappiamo bene che talvolta Raiola passa il segno con i club dei suoi assistiti. Si sono susseguite voci riguardanti comportamenti da prima donna, irregolarità alimentari e in generale la sensazione da parte di alcuni osservatori che Ihatteren ritenesse in qualche modo il proprio talento sufficiente a sistemare le cose, senza bisogno di impegnarsi a fondo tanto in allenamento quanto in gara.

Atteggiamento pessimo, ma che speriamo di non osservare nella sua avventura bianconera.

Vestito in bianconero

Probabilmente la cessione di Cristiano Ronaldo, unita alla mancanza di acquisti da copertina, ha reso la chiusura di mercato juventina una sorta di De Profundis.

Per carità le problematiche ci sono, non si devono negare, ma sono certo che se un qualsiasi altro club avesse saputo strappare alla concorrenza uno dei talenti più interessanti della nidiata 2002, ad un prezzo conveniente come i 5.5 milioni, staremo tutti parlando di operazione esemplare e di progettualità.

La firma con la Vecchia Signora

Il colpo Ihatteren non può che essere visto in luce positiva. Giovanissimo, talentuoso, già in possesso di una settantina di presenze fra i professionisti e pagato una cifra contenuta. Girato in prestito alla Sampdoria avrà minuti e spazio presumibilmente e potrà convincere la dirigenza bianconera a fargli posto in prima squadra.

In caso contrario resterebbe comunque un profilo con un buon mercato e dal quale andare ad ottenere del profitto.

Dal punto di vista tattico è prematuro lanciarsi in analisi, ma Ihatteren ha le qualità, una volta svezzato definitivamente, di fungere da connettore di gioco nello scacchiere tattico bianconero, unendo il reparto avanzato con quello di mezzo, sia come trequartista propriamente detto che come mezzala con licenza di offendere, magari ben coperta alle spalle.

Dribbling.

Forse il famigerato Mino Raiola dopo averci regalato quel calciatore sublime che è stato ed è Paul Labile Pogba ha deciso di portare a Torino un elemento della sua scuderia che ne possa ripercorrere i passi?

Conclusione

L’acquisto di Motje non ha riempito troppo le pagine calcistiche mainstream, ma ha mandato in fibrillazione la comunità calcistica nerd italiana.

Un talento di altissimo livello, dotato di potenziale enorme approda in Italia, in maglia bianconera per di più.

Dovrebbe essere un qualcosa da festeggiare eppure i dubbi e le incertezze paiono essere più forti del sinistro di Ihatteren.

Ihattaren tenebroso.

Ed è comprensibile.

Da un lato abbiamo il nostro campionato, storicamente e per cultura allergico a premiare i più giovani, preferendo le piccole solide certezze dei veterani di lungo corso alle grandi promesse dei nuovi arrivati.

A Genova non sarà una stagione facile. La squadra si è oggettivamente ridimensionata e si troverà a lottare per la salvezza, probabilmente senza concessioni di sorta a sperimentazione ed attesa dei calciatori nuovi.

In secondo luogo stanno risultando evidenti le difficoltà della società bianconera in campo come fuori, a causa di una fase di transizione più o meno strisciante che di fatto ha impedito di rinnovare il club negli ultimi tre anni. La Juventus pare sinistramente avvicinarsi alla definizione sarriana di “squadra inallenabile” definizione che comprende le storture tecnico tattiche della rosa, ma soprattutto un ambiente che ha perso il suo Zenit ideologico.

Motje scherza la nazionale italiana.

In quest’ottica l’arrivo di un ragazzo talentuoso, ma potenzialmente problematico come Mohammed, fra dodici mesi anziché oggi ha molto senso sopratutto se considerata la necessità di una normalizzazione della società a livello extracampo come dentro che si spera sia stata portata a termine della stagione.

Conclusione

Nessuno mi può togliere dalla testa che il talento di Mohammed Ihattaren sia fra i più cristallini sbarcati a Torino, a parità di età.

Una qualità tecnica sublime, visioni di gioco da computer, con lunghe pause, ma anche con lampi abbaglianti di comprensione calcistica e qualità.

Un talento così sublime, da essere estremamente delicato.

Focus.

Come i germogli più belli Ibi va protetto. Va protetto a livello tecnico, tattico e comportamentale. Va tutelato, ma al contempo lasciato libero di sbagliare e di crescere. Stiamo seminando per tornare a breve a dominare a livello nazionale ed essere protagonisti a livello europeo, un calciatore come Ihatteren, se ben seguito e cresciuto può diventare fondamentale anche per un club colossale come la Juventus che però dovrà imparare a fidarsi del figlio di Utrecht, anche e quando le sue scelte e decisioni paiono incomprensibili sul campo da gioco.

“Rome wasn’t build in a day” recita l’antico adagio. Dovremo avere pazienza ed un pizzico di fortuna, ma ci sono serie possibilità di divertirci molto.

Tagliafico a gambe aperte.

Stefano Follador

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...