#RawDiamonds

#RawDiamonds: Jonas Wind

Chiunque abbia un minimo di familiarità con la mitologia norrena ricorderà come nelle saghe vichinghe gli uomini vengano raccontati come eroi, valorosi, astuti, riconosciuti come grandi eppure, guardando il quadro generale del racconto i grandi guerrieri alla fine sono solo poco più che pedine che gli dei muovono con beffardo senso dell’umorismo e sottile crudeltà su un tavolo da gioco che va aldilà dell’umana comprensione.

Questo senso del paradosso è tangibile a Copenhagen e il ragazzo di cui parleremo oggi ne è la prova.

Per Wind è un ex portiere di discreto livello che da vent’anni si occupa con profitto di formare ed allenare i numeri uno del Copenhagen.

Per e Jonas Wind

Vent’anni di lavoro estremamente professionale e di grande dedizione, con molteplici attestati di stima da parte del mondo del calcio.

Anche qui Loki ci deve aver messo lo zampino perché il figlio di Per, Jonas, si dedica in pratica a distruggere il lavoro del padre, essendo infatti deputato a battere quanti più portieri possibile vestendo la maglia del Copenhagen e della Danimarca .

Biografia

Jonas Older Wind nasce a Copenhagen il 7 febbraio 1999.

Figlio dell’ex portiere Per Wind, 589 gare con il Boldklubben Ferm per lui, si avvia sin da giovanissimo alla pratica del football.

Dal 2007 si disimpegna per il Avedøre Sports Association, per poi passare al Rosenhøj Boldklub, società specializzata nel calcio giovanile nella capitale danese.

Nel 2011, a 12 anni, conquista il premio di miglior giocatore dell’anno per la sua società, stabilendo il record di precocità per il suddetto premio.

Ovviamente le prestazioni ed il riconoscimento ottenuto attirano gli sguardi e le attenzioni dei grandi club della città fondata da Sweyn I Barbaforcuta.

A tesserare il giovane allora mediano è l’accademia del FC Copenhagen, dove le sue qualità vengono subito comprese a livello più alto.

Complice la crescita di statura e le riconosciute qualità tecniche viene spostato nel ruolo di attaccante, prevalentemente seconda punta.

Il risultato è ottimo. Jonas segna come pochi, ma sopratutto è in grado di caricare su se stesso anche il peso della manovra offensiva fungendo da 9 e da 10 allo stesso tempo.

Nella stagione 15/16 mentre fa parte della u17 esplode con una stagione da 28 reti in

24 gare, ovviamente da capocannoniere.

Nella stagione successiva su fermerà a 17 reti in 23 presenze fra campionato e Youth League, ma la sostanza non cambia.

Wind in Youth League

La dirigenza del FCK comprende di aver per le mani un talento vero e inizia a dare via via maggiore spazio a Wind.

Dopo aver firmato il suo primo contratto da professionista Jonas debutta con la maglia del Copenhagen al Wanda Metropolitano in una gara di Europa League contro l’Atletico Madrid il 22 febbraio 2018.

La prima rete da professionista invece arriva ad aprile nella vittoria casalinga per 2-1 contro l’AaB.

Nella stagione 17/18 raccoglierà sette presenze in campionato, 232 minuti, con due reti all’attivo.

Nella stagione successiva gli spazi sono ancora maggiori, sebbene si divida ancora fra prima squadra e riserve o giovanili.

Wind registra 6 reti e 6 assist in 21 presenze in campionato, sembra il prologo ad una esplosione vera e propria l’annata successiva, ma sfortunatamente dopo un buon avvio di stagione il centravanti subisce un infortunio al ginocchio che lo mette ko per sei mesi, proprio nella gara in cui mette a segno il suo primo gol europeo, grazie ad un rigore di cucchiaio in casa della Stella Rossa Belgrado.

Rigorista di livello.

L’operazione lo fa rientrare solo a fine stagione negli ultimi turni dopo la pandemia, dove si rimette in carreggiata e trova pure una doppietta contro l’Istanbul Basaksehir che permette ai danesi di affrontare il Manchester United nei quarti di finale di EL.

Fortunatamente a quanto pare l’infortunio al ginocchio pare non aver lasciato strascichi e Wind si presenta ai nastri di partenza della stagione odierna tirato a lucido, dopo aver partecipato anche alla spedizione europea della selezione danese.

Con la nazionale maggiore può già cantare 9 presenze e 3 reti, sebbene il suo percorso con la maglia del paese scandivano parta addirittura dall’u17, percorrendo tutta la trafila delle nazionali giovanili.

In rete contro il Belgio

In stagione Wind sta attirando gli interessi di molti club esteri grazie ad uno stato di forma più che positivo e a caratteristiche tecniche e fisiche interessanti e insolite.

Ad oggi Jonas ha messo a segno quattro reti in campionato nelle prime cinque gare ed un centro nelle fasi preliminari di Europa Conference League.

Caratteristiche tecniche

190 centimetri di statura per un’ottantina di kilo grammi, fisico roccioso e adatto alla battaglia, Jonas Wind possiede le caratteristiche fisiche del panzer vecchia scuola tutto gomiti alti e sportellate.

Heatmap stagionale

Nonostante la stazza è un calciatore mobile, abile nello svariare su tutto l’arco offensivo fungendo da riferimento offensivo per il resto della squadra, come centravanti boa o pivot.

Duello aereo

Copre ampie porzioni di spazio in avanti, muovendosi in maniera associativa e offendo sponde e collaborazione ai compagni.

Tecnicamente parlando Jonas è un mancino, dotato di una buona tecnica di base e sensibilità di piede. Può migliorare il piede debole, ma a livello tecnico è un un profilo completo e di buon livello.

Nel suo compito di riferimento offensivo primario è eccellente nell’offrire un appoggio sicuro, ricevere la sfera e permettere l’avanzata della squadra. Non è ancora del tutto smaliziato nel gioco spalle alla porta, dove talvolta non riesce ad utilizzare al meglio il suo potenziale fisico e muscolare.

Pivot.

Riesce ad essere un ottimo creatore di gioco, un buon assist man, in grado di lanciare i Compagni con dei filtranti taglienti, risultando spesso più vicino all’operato di un dieci con qualità nei piedi che a quello di una torre.

Anche il lavoro off The Ball resta di alto livello, intelligente, funzionale e propositivo.

Sopratutto in area sa sfruttare bene i movimenti dei compagni, reagendo con tempestività ed intelligenza. Sfrutta bene gli angoli ciechi dei difensori, agendo in maniera più di astuzia che di potenza fisica. In quest’ottica dovrà però migliorare il suo gioco aereo verso la porta dove non riesce ad essere così efficace come nei duelli in mezzo al campo.

Il disimpegno in fase di possesso è notevole. 3.9 duelli vinti a partita sono un bottino notevole, sintomo di capacità di lavorare e di volontà di sacrificio.

Wind offensivamente è versatile, con molte frecce al proprio arco, anche se la sua capacità di progressione palla al piede non è delle migliori. Risulta però un buon dribblatore producendo 1.36 dribbling/90’ su 1.64 tentati, sintomo di alta efficacia sopratutto se consideriamo la fisicità non proprio da ballerino.

In conduzione.

Per quanto concerne le conclusioni il centravanti danese non è un cecchino, anzi pare essere più giocatore da alti volumi di conclusioni che serial killer degli ultimi sedici metri. Il problema di Wind risiede principalmente in una cattiva selezione di tiro, tentando spesso soluzioni con bassa percentuale di successo che ne condizionano i numeri.

Difensivamente Jonas non è il classico pennellone utile solo a duellare sui palloni alti, anzi. Diligente e laborioso ama portare il primo pressing e risulta anche molto bravo nel farlo. Nella scorsa stagione ha trovato ben tre reti da recupero palla nell’area avversaria, di certo non si tratta di casualità.

Evoluzione

Jonas Wind è in classe 99 con già un bel po’ di calcio sulle spalle. 97 presenze con la maglia del Copenhagen e 9 gettoni in nazionale non sono pochi, sopratutto considerando l’anno praticamente perso dal ragazzo in seguito all’operazione al ginocchio.

Ciò significa che il percorso tecnico del ragazzo è piuttosto segnato.

Wind rappresenta un relativamente nuovo tipo di centravanti, un nove di stazza, ma al contempo dedicato alla manovra di fino, più propenso a servire i compagni che ad esigere servigi, vicino come tipologia di giocatore ad elementi come Dzeko o Sorloth. Calciatori magari non infallibili davanti alla porta, ma preziosi per l’enorme lavoro svolto a vantaggio della squadra.

In rete.

Insomma un numero nove non più mero finalizzatore, ma anche catalizzatore e facilitatore di gioco, in grado di offrire nuovi strumenti e chiavi di lettura alla manovra corale, di cui è pienamente protagonista.

Questa pare essere la strada tracciata per il danese che però dovrà per forza di cose lavorare sul suo bagaglio tecnico se intende farsi valere in contesti maggiormente competitivi che il campionato locale.

Va migliorato il gioco spalle alla porta, la capacità di protezione della sfera e il suo mantenimento. La fisicità deve essere usata in maniera più smaliziata e astuta, cercando di far tesoro delle esperienze contro difese di livello europeo nelle coppe.

È richiesta maggiore lucidità davanti alla porta, ma sopratutto una migliore selezione dei tentativi verso la porta, talvolta velleitari e ovviamente destinati a scarso successo.

Mappa di selezione dei tiri.

In area di richiede a Jonas di migliorare anche il suo colpo di testa. In questo fondamentale Wind non fatica in fase di duello in mezzo al campo, ma risulta timido o poco efficace al momento di concludere a rete.

Vestito in bianconero

Cercato in estate da diverse compagini italiane, turche, inglesi e tedesche Jonas Wind sembra destinato a lasciare le terre dei vichinghi a breve, sopratutto se continuasse a segnare e giocare come fatto in questo avvio di stagione. Parliamoci chiaro il ragazzo ha talento, qualità fisiche e tecniche, ma non sembra destinato a rientrare in lizza per il pallone d’oro nei prossimi anni.

Esultanza

Tuttavia considerato il contesto economico e tecnico attuale un suo possibile approdo alla Juventus durante la finestra di mercato estiva avrebbe avuto senso.

Calciatore giovane, funzionale a più idee di gioco, dai costi contenuti per cartellino (si parla di una decina di milioni) ed ingaggio. Rivendibile facilmente anche in caso di flop grazie ad età e a caratteristiche molto peculiari e ricercate nel calcio attuale.

A livello tattico sarebbe stato un centravanti in grado di far coppia con tutti i nostri avanti (Dybala, Kean, Morata, Chiesa), abile nel fungere da riferimento centrale a cui aggrapparsi in caso di necessità di risalire il campo a palla lunga, bravo nel riempire l’area con kili e centimetri, cosa che manca da anni alla nostra rosa.

Esultanza

Ovviamente il rovescio della medaglia ci parla di un ragazzo che non è ancora uscito dalla natia Copenhagen e che dovrà adattarsi al calcio italiano, anche se sono convinto che con l’abbassamento del livello del nostro calcio questa supposta necessità di adattamento sia solo un vecchio luogo comune utile solo a giustificare le manchevolezze nello scouting delle nostre compagini.

Conclusione

Siamo di fronte ad un nuovo elemento della new wave scandinava, nello specifico danese. Il nord Europa negli ultimi anni ha iniziato a produrre quantità importanti di talento ad alto livello.

Lo svecchiamento delle strutture federali ha certamente aiutato, di concerto con la cognizione di causa da parte dei club danesi, svedesi e norvegesi di essere giocoforza degli step nelle carriere dei giocatori, lavorando quindi con maggiore alacrità nella formazione e sviluppo dei talenti, vera fonte di reddito e successo delle società scandinave.

Jonas Wind nello specifico è figlio di una società ambiziosa, capace e con orizzonti europei.

Contrasto in nazionale

Volesse potrebbe restare a vita o quasi in quel di Copenhagen, in una sorta di comfort zone, ma l’impressione è che il il ragazzo abbia la sufficiente ambizione e intraprendenza per voler riuscire a diventare il 9 della Danimarca, obiettivo già centrato, ma sopratutto un valido elemento di un club di qualche campionato superiore.

Non si tratta però di solo mera ambizione monetaria, ma anche di una necessità di crescita non solo economica, ma sopratutto tecnica.

Wind in Bundesliga, piuttosto che in Premier, ma anche in Serie A e persino nella lega turca può crescere, può migliorarsi e diventare un calciatore migliore, che in fin dei conti è ciò che cerca ogni sportivo.

Dal punto di vista del mercato credo che i nostri club debbano iniziare a guardare sempre con maggiore interesse alla Scandinavia, terra di innovazioni e di papabili acquisti a prezzi ancora accettabili, magari anticipando la più ricca concorrenza europea.

Difendendo l‘area

Jonas Wind probabilmente non diventerà un attaccante alla Lewandoski o Benzema, non sarà un dominatore dell’area di livello continentale, ma di certo potrà trasformarsi in un elemento solido, utile e funzionale di un club con ambizioni anche importanti. Un profilo come il suo piuttosto che il solito cavallo cavallo bolso di ritorno rappresenterebbe una piacevole novità per il nostro mercato.

Stefano Follador

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