Spazio Liga

SpazioLiga: Valencia 21/22

La passata stagione

Valencia è una piazza storica del calcio iberico, ma è chiaro che negli ultimi anni la società è nello sbando più totale.

La cifra tecnica della rosa si è dimostrata sufficiente ad evitare pericolosi avvicinamenti alla zona retrocessione, ma Los Che devono ormai rendersi conto che con questa proposta lottare per la salvezza sarà la nuova dimensione del club, oberato dai debiti, ma sopratutto dal disinteresse del proprietario Lim.

Le note positive della annata passata sono state senza dubbio il rendimento stellare di Carlos Soler e Gabriel Paulista, oltre alle conferme del valore di Guedes, Wass e Maxi Gomez. Alcuni giovani hanno mostrato sprazzi di potenziale come Correia e Musah, ma restiamo comunque lontani dai fasti che furono al Mestalla.

La Rosa

L’immobilismo del mercato in epoca covid paradossalmente si è rivelato una buona cosa per i tifosi valenciani che hanno potuto trattenere i migliori giocatori del club.

L’assetto tattico sarà diverso però.

Infatti sulla panchina tarjona è ora seduto un nuovo DT: Josè Bordalas.

Lo storico (ex) tecnico del Getafe si è tuffato subito nella nuova avventura con i pipistrelli cercando di impostare la squadra secondo il suo credo calcistico molto peculiare.

La squadra scenderà in campo con un 4-4-2 serrato, aggressivo e dinamico.

Fra i pali gli infortuni hanno lasciato spazio al georgiano Mamardashvili, teoricamente arrivato per giocare in primavera. Il giovane però ha incantato nelle prime uscite stagionali e sembra che il posto da numero uno sia roba sua.

Da destra a sinistra in difesa troviamo: Correia, Alderete, Gabriel Paulista e Gayà.

A centrocampo i titolari sembrano essere Soler, Wass, Racic e Cheryshev.

Le punte Maxi Gomez e Gonçalo Guedes.

Mancano alternative ai titolari. L’undici di base è buono, ma la panchina fa pregare che nessuno di quelli in campo si prenda neanche un raffreddore.

La stella

La situazione paradossale a livello societario pone le stelle della squadra a continuo rischio cessione.

Carlos Soler, Gonçalo Guedes e Josè Luis Gayà sono sicuramente i profili più affermati del Valencia ed al contempo quelli più facilmente monetizzabili sul mercato.

Nello specifico il laterale mancino negli anni ha riscosso gli interessi più disparati, dal Barça passanti per le big della Premier League sino alla Juventus, dando però l’impressione di restare nonostante tutto reticente rispetto all’idea di lasciare Valencia.

Tecnicamente si tratta di un esterno classico di stampo iberico. Fisicamente minuto, rapido, ma con elevate doti tecniche a cui ha aggiunto un bel repertorio difensivo rafforzato negli anni.

Onestamente c’è da chiedersi cosa ci facci ancora a Valencia, ma un po’ è bello pensare che la maglia conti ancora qualcosa per i calciatori.

La sorpresa

Appena sbarcato in Liga quattro stagioni fa con la maglia del Celta Vigo, Maxi Gomez aveva stregato buona parte degli appassionati.

Il centravanti uruguaiano aveva esordito von 18 reti in campionato, raggiungendo le 13 marcature l’anno dopo nonostante un Celta allo sbando.

Con il trasferimento a Valencia ci si attendeva una ulteriore crescita ed invece il ragazzo classe 96 è sembrato involuto rispetto agli anni galiziani. Nelle ultime due stagioni non è arrivata nemmeno la doppia cifra di gol.

C’è da dire che l’instabilità tecnica non ha giocato al prodotto del Defensor Sporting che potrà finalmente godere di un tecnico con pieno appoggio e fiducia della società.

Bordalas non è famoso per gli score offensivi dei suoi attaccanti, ma forse proprio perché non ha mai avuto a disposizione un elemento come Maxi Gomez.

Fisicamente prestante, aggressivo, dedito al sacrificio e alla lotta, sa fare reparto da solo e non si tira mai indietro. Tutte caratteristiche che El Romano brama ed apprezza dei suoi avanti e che rendono plausibile una grande stagione per il numero 9.

Previsione piazzamento

Come nei migliori disaster movies l’obiettivo è uno solo: vivere un altro giorno.

Valencia deve mantenere la categoria ad ogni costo e sperare che la prigionia sotto la famiglia Lim termini quanto prima per poter liberare la città e la società da questa ingiusta cattività.

Come detto però non è detto che la salvezza sia cosa semplice, l’undici titolare è buono, ma mancano i ricambi all’altezza e la stagione è lunga ed insidiosa.

Stefano Follador

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