Spazio Liga

SpazioLiga: Sevilla 21/22

La passata stagione

Non è arrivata la consueta Europa League, ma la stagione degli andalusi può definirsi molto positiva.

Il quarto posto conquistato in comodità sembrava potersi trasformare in un traguardo molto più elevato a poche giornate dalla fine del campionato, Con gli uomini di Lopetegui che sembravano poter far saltare il banco della Liga.

Non è stato così, ma è chiaro che la direzione è tracciata: crescita sostenibile e cercare di sfruttare ogni possibile sbandamento delle tre grandi.

Non è stata la stagione di Ocampos e nemmeno del figliol prodigo Rakitic, ma a Sevilla hanno scoperto un grande En-Nesyri ed uno splendido Bono, oltre alle solite conferme del gruppo.

L’allenatore

Julen Lopetegui sembrava una figura condannata all’oblio.

La cacciata dalla nazionale iberica in seguito all’accordo con il Real Madrid poco prima del Mondiale, a cui ha fatto seguito la disastrosa esperienza merengue avevano fatto terra bruciata attorno al tecnico basco.

Monchi lo ha cercato e voluto, gli ha messo in mano un’ottima squadra e dato completa fiducia.

Ed i risultati danno loro ragione.

Gli andalusi sono un gruppo coeso, In grado di leggere bene la partita ed interpretarla a dovere, in maniera pensante, senza dover per forza seguire uno spartito.

Tutto cui è sintomo di un grande lavoro mentale da parte dello staff tecnico, che ha recuperato e rilanciato diversi elementi nel corso degli anni.

La Rosa

Si è mosso bene ed in maniera intelligente Monchi in questo strano calciomercato.

Ha ceduto la stellina, anche se mai vista in maglia Sivigliana, Bryan Gil per 35 milioni più El Coco Lamela, precedentemente affondava il colpo per Marko Dmitrovic a zero, utilissimo per sopperire alle assenze per la Coppa d’Africa di Bono. L’ex dirigente romanista poi continuava assicurandosi le prestazioni di Rafa Mir per 15 milioni, mettendo le mani sul più promettente nueve iberico.

Nel mentre puntellava gli esterni di difesa prendendo il laterale destro del River Montiel, titolare nell’albiceleste, ed il mancino Agustinsonn, titolare invece nella Svezia. Ottimo lavoro visto il naturale logorio del capitano Navas e la necessità di far respirare El Huevo Acuña.

Di queste ore poi l’annuncio della firma del metronomo danese Thomas Delaney.

Insomma una estate di grande rafforzamento per gli andalusi, che hanno acquistato elementi dal sicuro avvenire, ma già pronti a contribuire alla causa. Ed il tutto senza, ad oggi, dover cedere pezzi fondamentali della propria rosa.

L’impianto tattico dovrebbe restare il 4-3-3 d’ordinanza.

Fra i pali Bono, linea a quattro con Jesus Navas a destra, centrali Koundè e Diego Carlos e Acuña a sinistra.

In mediana Fernando, Joao Jordan e Rakitic a dirigere i giochi mentre in avanti Ocampos e Lamela accompagnano il centravanti En-Nesyri.

In panca c’è solo l’imbarazzo della scelta con elementi di valore come Oliver Torres, il numero 12 per eccellenza, El Papu Gomez, Suso e Oscar Rodriguez.

Rosa profonda, ampia e di livello, davvero un ottimo lavoro per Monchi e Lopetegui.

La stella

Non apporterà le reti di En Nesyri o di Ocampos, non avrà il dominio della mediana come Fernando o Joao Jordan, ma Jules Koundè è senza dubbio uno degli elementi di più grande valore della squadra andalusa.

Difensore centrale classe 98, cresciuto nel Bordeaux ed ormai in forza al Sevilla da tre stagioni ha saputo evolversi in maniera eccellente e forse inattesa.

Non svetta per statura, ma ha atletismo, fisicità e ottimi piedi, non per niente il Chelsea sembrava pronto a fare carte false per ottenerne le prestazione, salvo trovare la resistenza della dirigenza del Ramon Sanchez Pizjuan.

Se resterà in terra iberica come pare sarà senza dubbio un elemento imprescindibile della linea difensiva di Lopetegui.

La sorpresa

Ci si attendono grandi cose dai nuovi acquisti, ma se c’è un calciatore che può rinascere nella sua nuova vita andalusa è Erik Lamela.

L’esterno argentino, considerato un talento scintillante in gioventù, non è riuscito a completare la sua maturazione in quel di Londra, soffrendo in maniera eccessiva la fisicità della Premier e tanti problemi fisici.

Il calcio iberico pare invece adattarsi in maniera felice alle sue qualità. Estro, tecnica, altruismo e colpi di bravura, a Siviglia si attendono questo in maniera costante e senza fastidiose pause.

L’inizio di stagione fa già ben sperare con tre reti nelle prime due giornate di Liga, se le prestazioni offerte fin ora si confermassero tanti di cappello per Monchi.

Previsione piazzamento

Sevilla ormai si è abituata al grande calcio. Le ambizioni sono quelle di centrare la Champions e perché no? Cercare di andare ad infastidire le big del campionato ormai non è più utopia come dimostra l’andamento del campionato scorso.

Difficile che gli andalusi non riescano a riconfermarsi sopratutto considerando l’impattante campagna di rafforzamento messa in atto in estate.

Stefano Follador

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