Spazio Liga

SpazioLiga: Real Sociedad 21/22

La passata stagione

Sotto la guida del tecnico Imanol e trascinata dall’ariete svedese Isak oltre che dal beniamino di casa Oyarzabal la Real Sociedad si è imposta nella scorsa annata come una delle realtà più solide e intriganti del campionato, arrivando anche a conquistare la Copa Del Rey contro i cugini dell’Athletic.

Un mix ben riuscito di veterani e giovani, di stranieri e baschi ha fatto in modo che a San Sebastian si potesse ammirare probabilmente il miglior calcio della Liga.

È arrivata la qualificazione all’Europa League, anche se in qualche frangente, evitando alcune battute a vuoto e con maggiore abitudine mentale alla lotta per i piani alti si sarebbe potuto osare un’attacco all’Europa che conta di più.

La fase offensiva dei Txuri-urdi si è dimostrata il pezzo forte, con i due sopracitati accompagnati da Januzaj, Silva e Portu a far danni alle difese avversarie.

Da registrare invece la fase di non possesso, non sempre impeccabile e sopratutto poco coperta da una mediana che ha faticato molto quando il metronomo Merino si è dovuto assentare per infortunio.

Alla fine il quinto posto è stato un giusto premio per la compagine biancoblu che ora punta a mantenersi in maniera salda nelle zone nobili della classifica.

La Rosa

Come per tutti la situazione economica non è florida, ma i rinforzi alla Reale Arena sono arrivati in maniera diversa.

La dirigenza infatti ha scelto di dare più fiducia a diversi elementi del settore giovanile, che andranno a far parte della prima squadra dando freschezza e profondità alla rosa.

Merquelanz, Guiridi, Pacheco e Berrenetxea, anche se quest’ultimo ha già avuto ampio spazio lo scorso anno, andranno aiutare il club che dovrà affrontare tre competizioni cercando di mantenere qualità e brillantezza.

In avanti uscirà con tutta probabilità Willian Josè, totalmente fuori dal progetto, sostituito da Carlos Fernandez prelevato da Siviglia dove non è riuscito ad incidere, purtroppo però la rottura del legamento crociato ha fatto saltare i piani della società.

L’ex Granada avrebbe potuto far respirare il nove titolare Isak o giocare in coppia con lui, regalando nuove opzioni ad Imanol.

Il tecnico infatti sta usando diversi moduli in questo avvio di stagione, passando dal 4-3-3 al 4-4-2 e in alcuni casi addirittura alla difesa a 3.

L’ampio parco di mezze punte è un altro punto forte della Real. Oyarzabal, Januzaj, Silva, Portu garantiscono gol, fantasia e pericolosità. Reparto molto interessante.

Alle loro spalle la mediana dove spicca Mikel Merino, rinato in patria, ma dove può crescere molto il talento locale Zubimendi già rivelazione dello scorso anno quando chiamato a fare le veci del capitano Illarmendi, martoriato dagli infortuni.

Reparto arretrato che poggia con decisione sulla dupla Elustondo-Le Normand accompagnati sulle fasce da Monreal a sinistra e Gorosabel sulla destra.

Fra i calciatori di movimento più importanti Berrenetxea dovrà decidere cosa fare da grande. Il talento basco ha avuto spazio e minuti, ma non sempre ha convinto. Le capacità ci sono, ma serve maggiore concretezza e sopratutto definizione a livello tattico.

In porta Alex Remiro resta il titolare, ma avrà spazio il cavallo di ritorno Matthew Ryan giunto a zero dal Brighton.

L’allenatore

Uno dei tecnici più promettenti della nuova leva tecnica iberica è senza dubbio Imanol Alguacil.

Formatosi come allenatore in casa ha dimostrato di saper produrre un ottimo calcio, senza dogmi, adattabile, anche se a volte un po’ troppo ambizioso.

L’idea della dirigenza è che con Imanol al comando la Real Sociedad possa avere un percorso tecnico di crescita simile a quello fatto dal Sevilla, passando da squadra di medio cabotaggio a quasi big del campionato.

Il tutto senza perdere di vista la sostenibilità del club ed attingendo a piene mani dalla cantera locale.

La stella

I gol li farà pure lo svedese Alexander Isak, ma se la squadra gira è sempre merito del talento fatto in casa Mikel Oyarzabal.

Il numero dieci basco è il fulcro dell’undici Txuri-urdi e lo si è visto nel suo periodo di assenza dove la squadra ha faticato ben oltre quanto fosse lecito attendersi.

Trequartista dalla tecnica buona, ma non eccezionale, elettrico e feroce nella conduzione della transizione, non è il 10 classico tutto flemma e colpi di classe, ma un mix di dinamismo incessante e colpi a sorpresa. Una zanzara per le difese avversarie che prende per sfinimento, pronta a trarre vantaggio di ogni disattenzione e concessione.

Difficile immaginarlo con un altra maglia, anche se in estate si sono susseguite voci dalla Premier, ma Mikel resterà ancora a San Sebastian, anche grazie alla congiuntura economica negativa che ha reso più difficili alcuni movimenti, come il suo o quello del sopracitato Isak.

La sorpresa

Non del tutto una possibile sorpresa perché già nella scorsa stagione ha fatto vedere qualità importanti Martin Zubimendi è chiamato a confermare e se possibile migliorare le impressioni fatte a tutti gli appassionati della Liga.

Centrocampista ventunenne, cresciuto nel florido vivaio della Real Sociedad, il numero 3 è lo schermo davanti alla difesa che permette alle bande di incursori di poter attaccare l’area avversaria senza troppe preoccupazioni.

Intelligente ed attento è in grado di dirigere la mediana con personalità e qualità, sebbene talvolta la foga o l’ingenuità gli giochino brutti scherzi.

Non è centrocampista da gol o grande contributo offensivo, ma l’equilibrio dell’undici in campo spesso verte in larga parte sulle sue spalle.

Come il compagno di reparto Merino è anch’egli reduce dall’impegno olimpico, cosa che forse ne influenzerà l’inizio di stagione in negativo.

Previsione piazzamento

Da un lato i baschi non possono più nascondersi. Sono ormai considerati e trattati da compagine temibile e l’effetto sorpresa non c’è più.

Dall’altro non hanno dovuto effettuare cessioni dolorose ad oggi, le nuove reclute delle giovanili hanno un anno di esperienza in più rispetto a dodici mesi fa, così come alcuni elementi hanno potuto trovare una rinnovata fiducia in se stessi dopo questa annata.

Si cercherà di confermare il posto in Europa League, che rappresenta in toto le qualità della rosa, ma non ci si preclude di sognare lo sgambetto per il quarto posto che significa Champions League, anche se l’esperienza insegna che è bene partire con mire più umili onde evitare dolorose cadute alla Icaro.

Stefano Follador

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