Spazio Liga

SpazioLiga: Celta Vigo 21/22

La passata stagione

Il Celta alla decima giornata si trovava ad interpretare il ruolo del fanalino di coda del campionato. Sembrava che dopo anni di tribolazioni fosse giunta l’ora della disfatta definitiva.

Invece con l’arrivo di Eduardo Coudet i galiziani hanno scalato diverse marce, terminando l’annata con una rispettabilissima ottava piazza finale a soli cinque punti dalla zona europea.

Merito del tecnico argentino, che ha saputo affidarsi al gran capitan Iago Aspas e utilizzare al meglio i tanti specialisti presenti in rosa.

La Rosa

L’impronta tattica del tecnico è evidente e con una preparazione dedicata credo verranno ancor più estremizzati alcuni concetti di gioco palla a terra e posizionale per certi versi simile al Sassuolo di De Zerbi.

Il tecnico opta per un peculiare 4-1-3-2.

Fra i pali partono a pari Dituro e Blanco, ma con il primo forse più adatta alla impostazione.

La linea a quattro ridefinita nei terzini, Mallo a destra ed il nuovo acquisto Galan a sinistra, mentre nel centro permangono alcuni dubbi sugli interpreti. Ad oggi Araujo e Aidoo sono i possibili titolari, ma non fanno totale garanzia di affidabilità.

In mediana resta inamovibile il peruviano Renato Tapia, giocatore cardine dell’impianto di gioco celeste.

Come centrocampista più avanzato Denis Suarez si conferma pezzo importante dello scacchiere, mentre ad accompagnarlo dovrebbero essere il redivivo Brais Méndez e il nuovo acquisto Franco Cervi.

La delantera è composta dall’incredibile Aspas e dal rinato Santi Mina, coppia che a dispetto delle impressioni funziona a meraviglia. Manca forse un po’ di profondità in avanti ed un difensore centrale di livello, ma il Celta pare essere attrezzato a dovere.

L’allenatore

El Cacho non era arrivato in Galizia accolto dalle migliori critiche.

Palmares scarno, zero esperienza europea da allenatore ed una terribile situazione di classifica sembravano le premesse per una debacle.

Invece il tecnico del Racing campione 18/19 ha letteralmente conquistato Vigo, trasformando e ribaltando come un guanto la squadra, nascondendo i difetti di una rosa con dei limiti e lasciando spazio e libertà al talento del Mago di Omaña, Iago Aspas.

Il suo calcio ha conquistato tutti e la sua proposta tecnico tattica è di grande qualità ed interesse, ripetersi è sempre complesso, ma i celesti possono sperare in una seconda stagione di livello sotto la guida di Coudet.

La stella

Si scrive Celta Vigo, ma si legge Iago Aspas e viceversa.

Il figlio prediletto della Galizia, il Mago, salpato verso Liverpool, ma rimasto sempre legato con il cuore e la testa al Balaidos è senza dubbio uno dei grandi numeri dieci della Liga contemporanea.

Spesso il primo degli umani nell’epoca dei super atleti, il suo fisico normale e la sua viscerale connessione con la sua terra lo rendono un uomo ed un calciatore quasi fuori dal nostro tempo.

Garanzia di gol, assist e qualità di gioco, il numero 10 anche nelle difficoltà si è sempre dimostrato solido ed affidabile, in grado di trascinare i suoi come un vero capitano.

Forse in carriera avrebbe potuto raccogliere di più, ma è difficile pensare ad un uomo più felice di vestire la maglia del Celta.

Leggenda.

La sorpresa

La ottima stagione, condita da eccellenti prestazioni da parte dei galiziani rende difficile indicare una possibile sorpresa fra i calciatori della rosa della stagione 20/21.

Chi potrà a mio avviso stupire e alzare ancora di più il suo livello di gioco è il terzino sinistro prelevato dall’Huesca Javi Galan.

I castigliani sono andati incontro ad una retrocessione beffa, sopratutto considerando il calcio piacevole mostrato dai blaugrana, ma Galan ha dimostrato un ottimo livello di gioco durante tutta la stagione.

Terzino sinistro completo, dalla taglia contenuta, ma di buona attitudine in entrambe le fasi di gioco può senza dubbio elevare il rendimento dei suoi predecessori Olaza ed Aron.

Dal suo mancino educato possono nascere tante occasioni per i galiziani e Coudet lo cercherà di usare al meglio come arma tattica.

Previsione piazzamento

L’ottavo posto della scorsa stagione riflette il valore della compagine galiziana.

Certo il Celta ha sofferto di un primo terzo di campionato da incubo, ma allo stesso tempo in seguito all’arrivo di Coudet è andato ben oltre le proprie potenzialità.

Il piazzamento alle porte dell’Europa è figlio di uno stato di forma irripetibile di un ormai trentaquattrenne Iago Aspas, che per quanto talento possegga potrà iniziare a sentire gli acciacchi di una lunga carriera da professionista.

Ad ogni buon conto la squadra è migliorata rispetto allo scorso anno e se ulteriormente completata nella retroguardia e nella profondità della panchina potrebbe tranquillamente raggiungere le porte delle competizioni continentali per poi afferrare eventuali opportunità. Tuttavia negli anni passati i galiziani hanno saputo essere eccezionali per discontinuità e capacità di entrare in rottura continuata, attenzioni alle eventuali problematiche dopo poche giornate, potrebbero risultare indigeste al gruppo galiziano.

Stefano Follador

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