Spazio Liga

SpazioLiga: Betis 21/22

La passata stagione

I tifosi betici nella scorsa stagione hanno potuto finalmente rivedere la propria squadra senza dover assumere farmaci anti ansia.

Merito dell’Ingegner Pellegrini, tecnico cileno maestro di normalità, in grado di riportare ordine mentale in una società troppo passionale per poter avere un rendimento logico.

Archiviata la pessima avventura Rubi, con una salvezza miracolosa, il nuovo corso sulle rive della Guadalquivir ha ridato ordine e leadership ad un gruppo di talento, ma troppo anarchico per poter rendere bene.

La seconda parte di stagione in grande spolvero ha permesso alla compagine andalusa di andare a riprendersi l’ Europa League, nonostante una fase difensiva piuttosto allegra e la pessima stagione di alcuni elementi della retroguardia, Bartra su tutti.

La Rosa

Nonostante i buoni risultati della scorsa stagione ad oggi La Rosa dei biancoverdi risulta largamente incompleta.

La situazione economica generata dalla pandemia non aiuta e la dirigenza sta pensando di fare necessità virtù aggregando alla prima squadra un drappello di giovanissimi che potrebbero andare a completare le rotazioni.

Ottima soluzione, ma il problema è che in alcuni ruoli manca pure il titolare.

La partenza di Aissa Mandi, direzione Villarrral, priva a Pellegrini del suo miglior centrale per giunta a parametro zero.

Victor Ruiz resta un profilo affidabile, ma per un motivo o per l’altro i vari Sidnei, Bartra ed Edgar sono stati già ampiamente bocciati.

Marc Bartra viene da tre stagioni orrende.

La situazione difensiva è così disperata che pare che la dirigenza si sia addirittura interessata a Rugani.

Sulle fasce la situazione è un po’ più definita, anche se non c’è da fare i salti di gioia. Sabaly è un ottimo acquisto, solido e dal rendimento sicuro che non farà rimpiangere Emerson, ma l’infortunio muscolare che lo lascerà fuori per qualche settimana non è una buona notizia.

A completare il reparto ci sono Miranda, Montoya ed Alex Moreno. Tutti calciatori che hanno qualcosa da dimostrare e che non regalano certezze.

Fortunatamente l’equivoco portiere è stato risolto. L’arrivo a zero di Rui Silva è un bel colpo, relegando il veterano Claudio Bravo al ruolo di dodicesimo e allontanando il disastroso Joel Robles dal campo.

Dalla cintola in su migliora la situazione per l’Ingegner Pellegrini.

Rodriguez, Guardado, Rodri, Fekir, Camarasa assieme al meraviglioso Sergio Canales formano un reparto di centrocampo un po’ compassato dal punto di vista fisico, ma validissimo a livello tecnico.

In uscita William Carvalho, mai davvero in sintonia con l’ambiente. La sua esperienza può considerarsi negativa in Andalusia ed è un peccato perché le premesse per fare bene c’erano tutte.

La batteria di mezzepunte è di buon livello. L’eterno Joaquin, l’elettrico Ruibal, Tello, Lainez e le eventuali aggiunte dal vivaio completano il gruppo abbondante delle mezze punte in maglia Betis.

In attacco c’è un uomo solo al comando: El Panda Borja Iglesias.

Titolare indiscusso e protagonista di una signora seconda parte di stagione, l’ex Espanyol pare aver ritrovato la fiducia ed il tocco.

Alle sue spalle potrebbero esserci Loren Moron, statistiche disastrose le sue, Juanmi, o il canterano Raul Garcia, di grande potenziale, ma bisognoso di minuti. Probabilmente se si riesce a cedere Moron si andrà alla ricerca di un 9 di riserva.

L’allenatore

Mauricio Pellegrini è in allenatore di grande esperienza e di rara competenza.

Ha allenato top club, ha girato il mondo e solo un profilo come lui poteva ridare la giusta direzione ad un ambiente complesso come quello del Betis.

Non sarà facile ripetere la scorsa annata.

La squadra è ad oggi piuttosto incompleta e dovrà affrontare la lotta su due fronti, cosa inconsueta per molti dei suoi ragazzi.

Il DT cileno risponderà con il solito pragmatismo. Il suo 4-2-3-1 flessibile e plastico può accomodarsi sulle caratteristiche degli uomini a disposizione e non mi sorprenderei se i ragazzi della cantera (Gonzalez, Garcia, Delgado, Marchena, Calderon ed Hermoso) trovassero molti più minuti di quanto pronosticato.

La stella

Sono diversi gli elementi importanti di questa squadra.

Nabil Fekir possiede un talento sconfinato, ma il franco marocchino è anche piuttosto incostante, passando da giocate maradoniane a stupidate clamorose nel giro di qualche minuto.

Joaquin è l’anima del Betis, ma il suo apporto tecnico risulta ormai limitato.

Guido Rodriguez è un signor centrocampista, fra i migliori pivote della Liga, ma anche lui non può definirsi la stella del club.

L’unico a cui calza questa definizione è il cantabrico Sergio Canales.

Centrocampista dalla classe sopraffina. Uomo ovunque del Betis.

Visione di gioco, assist, gestione del ritmo, leadership e gol. Numero 10 vero.

Mai una pausa, sempre ad illuminare il campo.

Sarebbe potuto essere la risposta merengue a Iniesta se solo le ginocchia fossero state più collaborative, ma ha avuto il merito di essersi saputo reinventare in provincia dopo le due durissime lesioni.

Inutile pensare a ciò che poteva essere, ma godiamo di un centrocampista come pochi in Europa per classe cristallina, senza di lui il Betis vale molto meno, non solo per il suo valore assoluto, ma per come riesce a far lievitare il livello dei compagni.

La sorpresa

Avrei potuto indicare El Panda Iglesias come sorpresa, ma se ti pagano trenta milioni è comprensibile che ci si aspetti un certo numero di gol da un centravanti.

Per cui le mie fiches vanno su Aitor Ruibal .

Il catalano non ha la qualità tecnica di altri compagni di reparto, ma ha dimostrato ampiamente nella scorsa stagione quanto possa fare la differenza la sua energia e la sua capacità di sacrificarsi.

Giocatore di volume e dai grandi polmoni può prendere la titolarità del messicano Lainez sull’esterno destro, sopratutto considerando la sua capacità di aiutare i compagni e di dare dinamismo ad un reparto un po’ troppo statico.

Ragazzo che ha fatto la gavetta e che non molla un centimetro, profili così sono sempre utili per evitare l’imborghesimento della squadra.

Previsione piazzamento

Difficile ripetere la qualificazione Uefa dello scorso anno, ma non impossibile.

Bisognerà attendere la fine del mercato, ma ad oggi la squadra è ancora incompleta. Alcuni buchi e diversi esuberi da piazzare in un contesto storico dove fare affari risulta inevitabilmente complesso, in quest’ottica il possibile impiego dei ragazzi della primavera mi trova molto d’accordo.

D’altra parte il Betis non credo sbracherà come fatto in altre annate nelle difficoltà. Il cambio di mentalità portato da Pellegrini si avverte chiaramente e le qualità per fare un buon campionato ci sono.

Posso immaginare un percorso lineare, a ridosso delle coppe nella parte sinistra della classifica, per poi vedere che opportunità si paleseranno nel finale di stagione.

Peserà e non poco il doppio impegno in EL, ma gli andalusi onoreranno le competizioni europee.

Stefano Follador

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