#RawDiamonds

#RawDiamonds: Samuele Ricci

Euro2021 ci ha ricordato il nostro posto nella storia del calcio mondiale.

Quattro mondiali vinti, due europei, decenni di leadership tecnica e spirituale nello sport più seguito al mondo non possono venir meno a causa di una mancata qualificazione ad una Coppa del Mondo e ad un decennio abbondante di appannamento delle nostre compagini.

La storia non si cancella, ma nemmeno va considerato un monolite immutabile.

La nostra storia, la storia del nostro calcio è fluida, tangibile e parte della nostra identità culturale e nazionale.

Il successo dei ragazzi di Mancini ha ravvivato e non poco questa concezione del nostro calcio, riaffermando che l’esotismo a tutti i costi e la proverbiale sindrome di Napoleone dei nostri tifosi e dirigenti sono elementi che dovrebbero venir ridimensionati quanto prima.

Anche in Italia si possono crescere talenti. Anche in Italia si può fare formazione e crescere giovani.

Samuele Ricci.

Anche in Italia c’è il talento.

Un caso piuttosto evidente di questo è la parabola di Samuele Ricci, centrocampista empolese, reduce da due stagioni da protagonista in Serie B a dispetto dei 19 anni di età.

Nel mirino di diverse società italiane (Milan, Sassuolo, Fiorentina e Napoli) ed estere (Arsenal, Leicester) Ricci si affaccia per la prima volta in carriera sulla Serie A, con la voglia e l’intenzione di far parlare ancor più di se e chissà magari sognando un posto nel gruppo della nazionale in ottica Qatar 2022.

Biografia

Samuele Ricci nasce a Pontedera il 21 agosto 2001, figlio della provincia italiana, placida ed immutabile, spesso snobbata o dimenticata ma al contempo spina dorsale di questo disastrato ed affascinante paese.

La storia di Samuele non parla di quartiere difficili o di vite al limite, anzi è molto concreta per noi, normale quasi familiare, ma non per questo merita meno attenzione.

Le tappe del percorso sono quelle canoniche per Ricci.

Inizia a tirar calci al pallone appena possibile, un po’ come tutti i bimbi italiani.

Le prime esperienze per Samuele sono nella squadra di quartiere, il Valdera, a Pisa dove il ragazzo abitava ed abita, con la famiglia.

Con la società pisana Ricci si fa notare durante un torneo estivo a Livorno, più società si interessano al ragazzo. A spuntarla è l’Empoli che viene preferita dalla famiglia Ricci per la vicinanza a casa e per la tradizione della società azzurra nel coltivare i giovani calciatori, lasciando con un pugno di mosche la Fiorentina che pur si era mossa con energia.

Il Castellani di Empoli.

In azzurro Samuele si presenta come esterno destro offensivo, ma stagione dopo stagione viene spostato sempre più nel cuore del gioco prima come mezzala, finendo per essere utilizzato anche come regista, da centrocampista completo e versatile.

Ricci nel settore giovanile azzurro.

Non spende mai di una stagione nella stessa categoria, costantemente sotto età, segno di un livello tecnico e caratteriale superiore che gli permette di scalare velocemente le gerarchie e conquistarsi un posto nel ritiro in vista del campionato di serie A 18/19.

Andreazzoli vede di buon occhio il ragazzino, lo stima e apprezza, ma il debutto nella massima categoria non arriverà.

Ricci infatti pur venendo aggregato alla prima squadra piuttosto spesso in allenamento resta un membro effettivo della primavera empolese, dove si conferma fra gli elementi più interessanti del panorama nazionale. Immagino molti di voi ricordino la spettacolare rete del centrocampista toscano nel pirotecnico 4-4 contro la nostra Juventus primavera.

La stagione 18/19 rappresenta il passo d’addio di Samuele al calcio giovanile.

Ricci aggregato alla prima squadra.

Empoli retrocede e in Serie B i dirigenti azzurri ritengono che Ricci possa essere un buon rincalzo per far rifiatare Stulac. In realtà sarà presto il prodotto del vivaio a guadagnarsi i gradi di titolare, grazie a ottime prestazioni e lampi da centrocampista di alto livello, che a dispetto della giovane età gestisce i campi della Serie B, campionato poco adatto ai cuori teneri, con il piglio del veterano.

Empoli buca la promozione, ma a fine stagione Ricci ha accumulato oltre 1750 minuti in 28 gettoni, con un bilancio più che positivo del primo anno da pro.

Nella stagione scorsa i numeri crescono lievemente, con la titolarità ormai indiscussa e con qualche contributo in zona gol ed assist più che benvenuto da mister Dionisi. 33 presenze, due reti e quattro assist, ma sopratutto un campionato vinto in maniera convincente e autorevole, con il ragazzo di Valdera alla guida della mediana azzurra.

Ora è in arrivò la Serie A, dove i toscani vogliono ben figurare e cercare la salvezza. Obiettivo ambizioso, ma che gli azzurri possono agguantare, grazie ad una idea di gioco coraggiosa e ad una leva giovanile di grande interesse, di cui Ricci è la punta di diamante.

In conduzione.

La qualità del giovane pisano è confermata dalla fiducia corrisposta dai vertici federali.

Finalista dell’Europeo di categoria U17 nel 2018, parte della spedizione U19 infruttuosa e dal 2020 parte della rosa degli Azzurrini partecipando all’Europeo di categoria terminato con l’eliminazione da parte del Portogallo.

Dopo la rete all’Olanda in finale dell’Europeo.

Fuori dal campo Samuele è studente presso l’università Luiss alla facoltà di economia aziendale, sintomo della volontà di voler essere in grado di gestire il proprio futuro professionale. Scelta encomiabile e che lascia intravedere giudizio e serietà.

Di fatto si racconta che dopo la promozione con l’Empoli anziché festeggiare con il gruppo sia dovuto scappare a preparare un esame che avrebbe sostenuto da lì a poco. Come non apprezzarlo?

Caratteristiche tecniche

Samuele Ricci è un centrocampista centrale versatile e di buona completezza.

Nasce come esterno offensivo, ma negli anni viene spostato nel ruolo di mezzala e poi come regista di centrocampo.

Heatmap stagionale Serie B 20/21.

Ovviamente non stiamo parlando di compartimenti stagni nell interpretazione del ruolo, ma di tendenze che tradiscono una tendenza alla fluidità da parte del centrocampista toscano, che mescola attitudine alla regia e tendenza all’inserimento e al gioco fra le linee con intelligenza e sensibilità.

A livello fisico Samuele non presenta caratteristiche particolarmente singolari. 175 centimetri, ma alcune fonti indicano qualche centimetro in più di statura, costituzione media, con la possibilità di mettere su ancora qualche kilo di muscoli, utili sopratutto in ottica Serie A, ma senza appesantirsi troppo per non perdere l’agilità e la leggerezza con cui controlla il proprio corpo.

In gestione.

Dotato di buon dinamismo e rapidità nei primi passi, perde qualcosa nel confronto con i pari ruolo in allungo ed elevazione, ma tende a compensare la fisicità non prorompente con una ottima comprensione del gioco e gestione degli spazi, oltre che una innata sensibilità posizionale in ricezione e protezione della palla.

Tecnicamente molto preparato, possiede un piede destro estremamente ben educato, ma anche il mancino sa il fatto suo.

Lo spostamento nel ruolo di regista ne ha evidenziato le qualità nel passaggio, pezzo forte del repertorio del numero 28 azzurro. Il repertorio è ampio e variegato, ma il ragazzo ama particolarmente la ricerca del filtrante lungo rasoterra o alto a superare la linea difensiva e a mettere in porta i compagni. Esecuzione complicata, ma nelle corde del giovane empolese.

Posizione e piedi saldi.

Non è comunque il tipo di giovane che forza la giocata con insistenza, anzi possiede la maturità e l’intelligenza per comprendere quando rallentare e gestire i ritmi, sintomo di maturità e qualità di pensiero, oltre che personalità. Ciò si evidenzia anche nella percentuale di passaggi completati, 86,4% secondo Wyscout, dato notevole per un calciatore che cerca di scardinare lo scacchiere tattico avversario.

La sensibilità di piede non è limitata al solo passing game, ma Ricci è un calciatore tecnicamente dotato a tutto tondo. Buon primo controllo, gestione palla nello stretto e discreta conduzione, sebbene tenda a avanzare poco palla al piede, Samuele tende intelligentemente a non congelare la sfera sui suoi piedi, ma a farla scorrere e girare, da vero regista, gestendo in maniera saggia i tempi di gioco anche quando schierato da mezzala.

In questo ruolo si tende ad apprezzare maggiormente altri aspetti del suo gioco.

Il dribbling è buono, dosato con giudizio nel mezzo del campo per creare superiorità e situazioni di vantaggio.

La balistica è senza dubbio bene impostata, basti ricordare la rete messa a segno contro l’Olanda nella sfortunata finale dell’Europeo U17. Il destro è potente, preciso, forse con un caricamento non velocissimo, ma di certo può risultare pericoloso anche da oltre i venti metri.

Esultanza dopo una rete.

Nell’ultimo anno Ricci è cresciuto anche dal punto di vista degli inserimenti, maturando una maggiore visione e sensibilità alla volta di cercare lo spazio giusto per essere pericoloso in area avversaria. Non si tratta però di una attitudine naturale, perché nonostante il passato da ala Samuele è ormai molto più dedito alla fase di costruzione e di interdizione che a quella di finalizzazione.

Proprio il fondamentale del contrasto e del recupero palla è quello dove negli ultimi mesi si è assistito ad una maggiore crescita da parte del toscano. Nonostante apparentemente sia un centrocampista ancora leggero a livello strutturale risulta piuttosto abile in fase di non possesso, andando a contrasto con convinzione e discreto tempismo. Molto abile in fase di raddoppio sul portatore di palla riesce spesso a strappare la sfera e a far ripartire velocemente l’azione, qualità fondamentale per sfruttare al meglio la fase di transizione.

In contrasto sul napoletano Lobotka.

Senza dubbio il dinamismo e la capacità di lettura sono le armi più importanti del ragazzo in fase difensiva dove dimostra ancora una volta di essere spesso un passo avanti all’avversario.

Caratterialmente non ho avuto modo di incontrare una sola opinione negativa su Ricci. Ragazzo ambizioso, ma con i piedi per terra, tanto nelle letture e nelle scelte in campo quanto in quelle fuori.

Il suo gioco cerebrale, raffinato e istruito riflette la sua grande passione per il calcio, ma svela anche un carattere ed una testa di livello.

Non gli fa difetto la personalità, perché a diciotto anni collezionare più di 1600 minuti in quel tritaossa che è il campionato di Serie B non è cosa da poco, resistendo ai vecchi pirati che navigano i mari della cadetteria.

La Serie B non è roba da gente impressionabile.

Evoluzione

Ricci è senza dubbio fra i centrocampisti italiani più promettenti della sua generazione ed in un certo senso riflette nel suo gioco la direzione presa a livello federale nella formazione di calciatori secondo la “dottrina” Viscidi.

Contro il Frosinone.

È un elemento della mediana dotato di buona tecnica, di discreto livello atletico, ma sopratutto versatile ed in grado di fare pressoché ogni cosa su un campo da calcio, da vero centrocampista completo.

Paradossalmente sappiamo che però la completezza, se priva di una vera e propria specialità può essere una pericolosa lama a doppio taglio.

La terra di mezza dove non si è ne regista ne mezzala è una zona fangoso, dove tanti hanno smarrito la via e disatteso le promesse di una carriera luminosa.

Tuttavia Ricci mi sembra fatto di altra pasta, sopratutto se parliamo di teste pensanti.

Certo non ha le visioni illuminate alla Pirlo, ma nel ruolo di regista in un centrocampo a tre si è dimostrato affidabile, diligente e in grado di fare alla differenza nella difficile palestra della Serie B, unendo qualità e quantità in maniera efficiente.

In campo sempre con grande impegno.

La posizione più centrale ed arretrata ne maschera inoltre le difficoltà a livello di scontro fisico e la poca istintività in zona gol, ponendo l’accento sulla capacità di gestione, di recupero palla e di lettura del gioco.

Senza dubbio molto del futuro del ragazzo si giocherà nella stagione a venire.

L’impatto soprattutto a livello fisico ed atletico con la Serie A sarà un duro banco di prova, ma un’approccio positivo alla massima categoria potrebbe dare il via ad una interessante evoluzione tecnica.

Il potenziale per essere uno dei protagonisti del nostro campionato c’è tutto, da valutare a che livello, se altissimo o medio alto, anche se ciò dipenderà dalle eventuali scelte future.

In quest’ottica credo sia interessante considerare la voce che vede Ricci erede dello slot di Locatelli in maglia Sassuolo, qualora il numero 73 neroverde si accasasse altrove. Non si tratta di una corrispondenza tecnica in toto ovviamente, ma ci può fare riflettere sul progetto tecnico dietro il calciatore empolese.

Ovviamente questo è solo uno dei tanti paragoni che si sono letti.

Alcuni vedono in Ricci una somiglianza con Marchisio, una mezzala in grado di assolvere bene i compiti di regista ed organizzatore di gioco, con fosforo e ordine, ma il bianconero possedeva un motore atletico più importante, mentre il toscano pare essere un calciatore più di fioretto.

Un’altro paragone è quello con il romanista Villar, con il quale ha comunque tre anni di differenza, un centrocampista di possesso, in grado di dare idee e gestire bene la mediana.

In maglia nazionale U17.

È un gioco simpatico quello dei paragoni, ma che lasci il tempo che trova.

La realtà oggi è che Samuele Ricci è un centrocampista di buon livello, con i mezzi per diventare un elemento di rilevanza nazionale. Gli servirà un po’ di fortuna senza dubbio, ma la fiducia dell’ambiente e la personalità non gli fanno difetto.

Vestito in bianconero

Ad onor del vero Ricci, stando a quanto affermavano i mercatari, ha sfiorato il bianconero due stagioni fa.

Quando Lamberto Zauli ha lasciato Empoli per prendere in mano l’U23 juventina una delle richieste sarebbe stata proprio il centrocampista nativo di Pontedera.

Trattativa che però non è nemmeno iniziata, vista la volontà di Corsi di trattenerlo e del ragazzo di cimentarsi nel campionato di Serie B con la squadra che lo aveva formato. Altro caso da manuale di #Juvebeffata.

Ricci contro la Juve.

Scherzi a parte la fase storica della nostra società che stiamo vivendo, con un epocale rinnovamento ormai alle porte e con la ricerca di una nuova dimensione di italianità porta a profili come quello di Ricci. Ovviamente non è una esplicita dichiarazione di interesse, ma sarei sorpreso se sapessi che la Juventus non sta tenendo d’occhio questo ragazzo.

Oggi valutare un possibile impatto in maglia juventina è impossibile, ma paradossalmente non vedo nella nostra rosa elementi disponibili con le sue qualità di regia ed interdizione combinate. Va da se che stiamo parlando di un diciannovenne con due stagioni complete in B, ma senza alcuna esperienza al piano di sopra, ma la storia insegna (Verratti) che qualche azzardo sui giovani di seconda divisione paga.

Credo ad oggi sia pacifico dire che ogni valutazione di mercato sul ragazzo va rimandata a fine stagione, quando sarà chiaro come avrà saputo affrontare l’esperienza in Serie A.

Tuttavia sarebbe interessante pensare nel futuro ad un centrocampo dove Ricci e Fagioli possano duettare come in nazionale, costituendo l’ossatura del futuro del calcio italiano.

La mia idea è che se questo calciatore interessasse sarebbe da bloccare prima possibile. Fra dodici mesi potrebbe essere troppo tardi.

Conclusione

Ricci non è il giovane centrocampista italiano più pubblicizzato o noto al grande pubblico. La provincia ti offre una dimensione più umana e qualche opportunità in più, ma al contempo nel suo proteggerti ti nasconde dal mondo.

A testa alta.

Sono due lati della stessa medaglia. Non necessariamente un bene o un male.

Da Empoli Samuele può a mio avviso spiccare il volo.

Le premesse sulle qualità del ragazzo e sulla bontà del contesto societario e tattico in cui egli si esprime sono più che positive, bisognerà tradurre in realtà le aspettative, ovviamente la parte più dura di ogni percorso di crescita.

L’impatto fisico con la Serie A potrebbe essere duro, ma credo personalmente che il ragazzo abbia la personalità, l’intelligenza e la durezza mentale, oltre alle qualità tecniche per superare alla grande la sfida che lo attende.

Sono pressoché certo che fra dodici mesi tutti conosceremo molto bene Samuele Ricci.

Stefano Follador

2 pensieri su “#RawDiamonds: Samuele Ricci”

  1. Devo fare i miei complimenti al dottor Follador perché nemmeno io che sono il padre avrei potuto raccontare meglio la storia di Samuele, i pregi ed i difetti. Unica precisazione, che deve essere intesa come una critica all’autore: altezza 1,82 peso 75 kg. Complimenti ancora.

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    1. Signor Ricci la ringrazio di cuore per i suoi complimenti.
      La ringrazio anche per la gentile correzione, purtroppo nel web si trovano dati contrastanti.
      Spero che il mio umile profilo sia stato apprezzato e auguro sinceramente a suo figlio una grande carriera.

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