#RawDiamonds

#RawDiamonds: Owen Wijndal

Un paese da sempre produttore ed esportatore di talenti come l’Olanda ha molto da insegnare per quanto riguarda la formazione e la crescita di giovani calciatori.

Programmazione, metodo, sensibilità ed attenzione agli aspetti tanto tecnici quanto umani sono le fondamenta su cui poggia il modo di lavorare dei vivai olandesi, ma da soli non bastano a spiegare la lunga storia di successi dei club Oranje.

Credo che la parola chiave in questa storia possa essere coraggio, magari fiducia, caratteristica che le società dei Paesi Bassi da sempre dimostrano, ma non dobbiamo confondere le cose: coraggio non è imprudenza e fiducia non è cieca fede.

Per questo il lavoro dei vari Ajax, PSV, Feyenoord, Az e via dicendo è così interessante, perché poggia su un humus culturale e sportivo di altissimo livello, che permette alle varie società di poter disporre di seconde squadre e di canali collaborativi preferenziali con le realtà minori con il fine ultimo della formazione di calciatori utili ovviamente ai club, ma sopratutto al movimento.

Ne consegue che in Eerste Divisie possono giocare e mietere pure discreti successi in relativa tranquillità realtà formate da giovani promesse come lo Jong Ajax, lo Jong PSV e lo Jong AZ, che potranno crescere in un contesto competitivo, ma al contempo ancora semi protetto, consentendo a questi ragazzi un approccio più graduale e meno impattante con il football professionistico, senza che nessuno si senta in dovere di stracciarsi le vesti per la dissacrazione del fiero, tradizionale e nobile calcio di provincia, come invece accade in altri lidi.

Questo sistema è quello che ha cresciuto Owen Wijndal, terzino sinistro dell’AZ è fra gli elementi più interessanti per il futuro in questo slot tattico.

Biografia

Owen Wijndal nasce il 28 novembre 1999 a Zaandam, cittadina costiera dell’Olanda settentrionale famosa per i suoi mulini, dipinti da Monet.

Mulino a Zaandam, Claude Monet.

Come molti atleti della storia recente del paese degli zoccoli le origini di Owen affondano da parte di padre in Olanda, mentre da parte di madre nel Suriname, paese che deve possedere un qualche dono unico vista la quantità di calciatori di talento che riesce a produrre.

Il percorso giovanile di Wijndal parte dal club locale ZVV Zaandijk per poi proseguire HFC Harlem.

Il giovane Owen però inizia ad attirare sguardi interessati grazie alla sua crescita tecnica.

A tesserare il futuro numero 5 sarà l’AZ. Wijndal percorrerà tutta la trafila delle giovanili biancorosse, facendo parte di una nidiata di talenti fra le più interessanti del continente.

Koopmeiners, Stengs, Boadu, Till più altri come Ouwejan rappresentano un drappello di giovani promesse che sarà il nerbo della squadra agli ordini di Arne Slot che nella stagione 19/20, non riuscirà a strappare il titolo all’Ajax solo a causa della differenza reti. Forse senza lo stop causato dalla pandemia l’Eredivisie sarebbe potuta essere il giusto coronamento di un percorso tecnico incredibile per questo gruppo, che tanto bene aveva fatto negli anni delle giovanili, ma purtroppo non è stato destino.

Wijndal e Slot.

Il giovane Owen però ancora non conosce tutti questi eventi.

Il suo percorso da professionista parte però molto precocemente.

Nella stagione 16/17 fa parte insieme alla banda sopra nominata dello Jong AZ che domina la Tweede Divisie, la terza serie olandese, guadagnandosi la promozione. Nella stessa annata il 4 febbraio 2017 ha il suo battesimo del fuoco, partendo da titolare nella sfida contro il PSV. I CheeseHeads verranno sconfitti per 4-2, ma per Owen resta la soddisfazione di battere il record di precocità di esordio in maglia AZ.

Nella stagione successiva Owen prende parte alla Jupiler League, la seconda serie olandese, fornendo un buon rendimento (16 presenze e 2 reti), ma sopratutto inizia a frequentare sempre più la prima squadra collezionando sette gettoni fra i grandi.

La stagione 18/19 resta interlocutoria per il ragazzo di Zaandam. Vede poco il campo, 8 presenze in prima squadra, viene relegato più spesso di quanto vorrebbe con lo Jong Az in B, mentre il resto della banda come Koopmeiners, Boadu e Stengs inizia a risultare via via più protagonista.

Wijndal si sente lasciato indietro, a diciannove anni sembra quasi il treno sia passato, sopratutto perché il titolare e il futuro Udinese Ouwejan, che pare dare più certezze al piano di sopra, sopratutto dal punto di vista fisico.

Wijndal.

Tuttavia nel calcio come nella vita le cose possono cambiare in un battito di ciglia, sopratutto se si è lavorato a dovere e se si è pronti a cogliere le opportunità che si presentano.

Nella stagione 19/20 Owen si prende il posto da titolare, protagonista di una stagione esplosiva che lo mette al centro delle attenzioni del mondo calcistico europeo. Ad onor del vero la sua titolarità sembrava un momento temporaneo, causato dallo spostamento di Ouwejan a centrocampo a causa delle assenze in mediana, ma le prestazioni del numero 5 si sono rivelate di livello tale che non perderà più il posto nell’undici base.

D’altronde non è certo capitato lì per caso.

Il curriculum internazionale parla chiaro. Wijndal si è dimostrato un elemento di qualità sin da giovanissimo, procedendo spedito lungo tutta la trafila delle selezioni giovanili Oranje a partire dalla U15, sino all’esordio con la nazionale maggiore avvenuto il 7 ottobre 2020 nell’amichevole contro il Messico, pur essendo stato convocato già in settembre per le gare di Nations League contro Polonia ed Italia.

In nazionale.

Le prestazioni più che buone con l’AZ anche durante la stagione 20/21, consentono ad Owen di essere incluso anche fra i convocati per Euro2021, dove scenderà in campo contro Austria ed Ucraina, senza destare grande impressione ad onor del vero.

Dopo due stagioni ad alto livello Wijndal resta comunque un elemento ancora poco pubblicizzato a dispetto di un valore certamente ragguardevole.

In questa sessione di mercato l’AZ sembra aver deciso di smantellare: Stengs ceduto al Nizza, Koopmeiners è in trattativa con vari club, Boadu sempre in predicato di passare al Monaco, ma su Owen tutto pare tacere.

Certo qualche sussurro c’è stato. West Ham, Leeds United, addirittura Barcellona, ma niente di concreto. Forse non è ancora giunto il momento per cogliere questa opportunità, ma meglio farsi trovare pronti.

Al lavoro.

Caratteristiche tecniche

Owen Wijndal risponde alle necessità ed alle caratteristiche del moderno terzino o laterale di difesa che dir si voglia.

Interpreta il ruolo in maniera decisamente offensiva ed aggressive, anche grazie al contesto tattico in cui è solito muoversi.

Non si tratta di un colosso a livello fisico. Strutturalmente atleta normotipo, di costituzione asciutta e non troppo muscolare, concede qualcosa dal punto di vista della statura, visto che raggiunge i 175 centimetri.

Non gli manca la velocità, sullo stretto è rapido, agile e piuttosto reattivo, in allungo si difende bene, ma si distingue per un buon utilizzo del corpo che gli permette di resistere bene ai difensori, anche grazie ad un carattere combattivo che in un certo senso gli impedisce di andare giù con facilità.

Owen ha già avuto modo di dimostrare di possedere un certo carattere. Per niente arrendevole, anzi piuttosto combattivo in campo, risulta un agonista, seppure talvolta ecceda in irruenza tanto fisica quanto comportamentale.

A colloquio con l’arbitro contro il PSV.

Difensivamente può crescere a livello generale di gioco, maturità e scelte, ma il suo modo di stare in campo risponde ad indicazioni precise tattiche e filosofiche dell’AZ.

Aggressivo, in perenne proiezione in avanti anche in fase di non possesso, risulta preciso ed efficiente nei contrasti, ma tende ad esagerare nella pressione permettendo sopratutto ad avversari tecnicamente dotati di prenderlo alle spalle con certa facilità. Ovviamente questa tendenza è estremizzata dall’atteggiamento della squadra, sempre volta alla riconquista del pallone celere e in proiezione frontale, con solo i centrali di difesa a preoccuparsi della profondità.

Stagione 19/20. Duelli difensivi.

Resta comunque un cagnaccio nell’uno contro uno, aggressivo sul portatore di palla è sempre alla ricerca dell’anticipo, cercando di soffocare sul nascere le iniziative dei rivali.

Tende però a cercare con eccessiva concentrazione la sfera, anche quando non nel vivo dell’azione, motivo per cui tende a risultare indisciplinato nel piazzamento difensivo. Solitamente recupera grazie ai suoi attributi fisici, ma deve certamente crescere nella parte razionale della difesa.

Plastico.

Paradossalmente un calciatore così istintivo e grezzo nella comprensione del gioco e nelle letture nella propria metà campo difensiva su trasforma in maniera evidente quando invece passa all’attacco.

Wijndal eccelle per qualità di controllo e di tocco, cifra tecnica notevole di cui è pienamente consapevole e che gli permette di gestire e giocare la sfera con calma olimpica e serenità.

Ottimo nel gioco corto e nel fraseggio, attento in costruzione e paziente nel cercare sempre una soluzione con la palla fra i piedi, sia tramite lo scarico corto, che con la progressione palla al piede tramite la quale si rivela un ottimo grimaldello in caso di pressione alta avversaria, in grado di saltare la linea di pressing grazie a buona fisicità e capacità di conduzione.

Creatività.

Nell’ultimo terzo di campo tende però a limitare le sgroppate palla al piede per giocare molto più “off the ball”, sopratutto interpretando bene il gioco di posizione in concordia con l’ala sinistra.

Nelle ultime due stagioni le collaborazioni nella catena di sinistra con Idrissi prima e Karlsonn poi si sono rivelate estremamente fruttuose.

Wijndal ed Idrissi.

Owen infatti si è rivelato un giocatore molto associativo, intelligente e creativo, in grado di leggere bene la difesa e sopratutto i movimenti dei compagni.

Sa dare ampiezza quando necessario, capisce quando è il momento di entrare in mezzo al campo per creare spazio al compagni di catena, sa cercare il fondo o temporeggiare, dimostrando un repertorio offensivo ampio, variegato e da mente pensante del gioco. Potremo forse arrivare a definirlo un playmaker esterno in un certo senso, visto che la sua presenza nell’architettura del gioco dell’AZ è oramai centrale.

Il fondamentale del cross, importante visto il ruolo ricoperto, è ben sviluppato. Wijndal tuttavia preferisce, quando possibile il cross rasoterra, un vero e proprio marchio di fabbrica, piuttosto che il classico traversone alla ricerca del testone di Myron Boadu.

Cross di Owen Wijndal.

Il successo dei traversoni bassi di Owen rosa ricercare nella qualità tecnica dell’esecutore, ma anche nella reciproca conoscenza con i compagni di squadra, con automatismi già rodati e noti, che permettono di riprovare soluzioni cercate negli anni di allenamento assieme quasi alla cieca anche in partita.

Il gruppo AZ è molto unito.

Wijndal non è un terzino goleador, tende a gravitare lontano dagli ultimi sedici metri, non forza la conclusione dalla distanza e gli inserimenti sono poco convinti e non troppo frequenti. Tuttavia non mi sento di dire che sia una enorme pecca del suo gioco, visto che la mole di palloni smistati e di chances create direttamente o no per i compagni compensano abbondantemente questa sua timidezza a livello di pericolosità.

Carattere focoso e piuttosto chiassoso in campo, talvolta si lascia andare a lo gioco eccessivamente ruvido o a proteste plateali che gli possono costare gialli inutili e che ne condizionano la resa nel lungo periodo. In allenamento e finita la partita però viene descritto come un ragazzo molto serio, dedito al lavoro in allenamento e di presenza positiva nel gruppo squadra, anche quando si è dovuto accomodare in panchina più del dovuto.

Wijndal e Koopmeiners raddoppiano Osimeh.

Evoluzione

A 21 anni poter annoverare già oltre 130 gare fra i professionisti significa già molto.

Anche in un contesto amichevole per i ragazzi come l’Eredivisie.

Owen Wijndal è senza ombra di dubbio un figlio del suo contesto culturale e sportivo.

Terzino che forse così terzino non è. Più attento e preparato a come affrontare la fase offensiva che quella di non possesso dove resta un calciatore da rifinire e migliorare. Giocatore propositivo, sempre o quasi proiettato all’offensiva, con piedi educati e quel piglio di nobiltà sportiva che tende allo snobismo che pare gridare a pieni polmoni la sua totale rappresentanza della scuola calcistica Oranje.

Contro l’Ajax.

Con tutta probabilità la chiave di volta fra una buona carriera ed una grande carriera per il numero 5 dell’AZ sarà proprio la capacità di riuscire a diventare più pragmatico, senza abbandonare il suo stile prettamente olandese.

Ormai tutta Europa dovrebbe aver imparato la lezione di Giorgio Chiellini. Non c’è vergogna nel difendere, non c’è male in una respinta, nel lottare su un pallone vagante. La poesia c’è nel passaggio filtrante con il contagiri come nella diagonale precisa che leva la sfera al centravanti avversario mezzo secondo prima della conclusione.

Ecco senza divagare la carriera e la crescita di Wijndal passa assolutamente dalla sua capacità di migliorare e affinare le sue capacità nella metà campo difensiva, diventando un calciatore più solido e concreto, più attento in marcatura e in grado di prendere altre decisioni oltre alla famelica caccia al pallone.

Il resto del repertorio è già di ottimo livello, deve solo dimostrare che può innalzare le sue prestazioni al l’aumentare della sfida tecnica, cosa che ad oggi non è accaduta con la sufficiente costanza.

Vestito in bianconero

La situazione terzino sinistro in casa Juventus resta piuttosto bloccata.

Alex Sandro è di certo un elemento affidabile, solido, ma dopo un primo biennio ad alti livelli pare essersi normalizzato nella ricerca di maggiore solidità difensiva, sacrificando la parte offensiva del suo repertorio. Resta comunque un elemento di buon valore, ma non accende certo le fantasie della tifoseria.

Frabotta pare essere stato bocciato dopo l’avventura sotto Pirlo e sembra destinato a salutare Torino.

De Sciglio era definito come un pretoriano di Allegri, ma non credo sia un calciatore su cui poter fare affidamento.

Wijndal.

In quest’ottica un esterno sinistro basso sembra una necessità per questa Juventus.

Wijndal potrebbe essere una opzione interessante.

Per caratteristiche tecniche potrebbe rendere bene anche dalla panchina, un po’ come Alex Sandro in coppia con Evra ai tempi che furono.

Da un lato un terzino solido e maggiormente predisposto al contenimento, dall’altro un elemento più offensivo e adatto a spingere. Insomma un canovaccio tattico già visto con mister Allegri.

Certo per Owen probabilmente un eventuale passaggio in bianconero dovrebbe significare anche in corso accelerato di fondamentali difensivi, ma la nomea di ottimo lavoratore del ragazzo unita alla presenza dell’Harvard della difesa Made in Italy potrebbero far più che ben sperare in caso di approdo a Torino, magari non nell’immediato, ma sicuramente a medio termine.

Stacco da terra.

Il profilo dell’olandese risponde alle necessità della nuova Juventus.

Giovane, ma già con discreta esperienza.

Buon lavoratore, ma con una buona dose di talento.

Costo e stipendio ancora accessibile, anche per le disastrate casse in epoca di Covid-19.

In conclusione Owen Wijndal potrebbe essere una buona aggiunta per la fascia mancina juventina, sebbene sia innegabile che ci siano molteplici aspetti su cui il nativo di Zaandam dovrà lavorare alacremente per poter essere un elemento da top club.

Conclusione

Il terzino dell’AZ ha sempre dovuto avere a che fare con un ambiente noto e conosciuto come quello del suo club natio, che gli ha permesso di crescere in maniera confortevole e sicura, ma al contempo ne ha in un certo qual modo limitando lo sviluppo non mettendolo alla prova con un contesto tattico e tecnico diverso.

Credo sia arrivato il suo momento di dire addio al campionato olandese per Owen in modo da poter uscire dalla comfort zone e mettersi alla prova in maniera definitiva.

Il talento per diventare uno degli interpreti più interessanti del ruolo c’è, ma va coltivato e sviluppato, anche attraverso nuovi percorsi e contesti sportivi.

La crescita e il miglioramento personale passa attraverso strade segnate, ma per essere totale deve fare anche nuove vie, magari impervie, sterrate, tortuose o peggio, ma è l’unico modo per giungere in vetta.

Stefano Follador

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