Notti Magiche

Il Sogno Azzurro di Euro2020

L’estate 2021 sarà ricordata per sempre per la favolosa campagna Europea degli Azzurri di Mancini, capaci di vincere un Campionato Europeo dopo oltre 40 anni dall’impresa del 1968. RAI, oltre a trasmettere tutte le partite della nostra Nazionale, per la prima volta ha proposto al pubblico un nuovo format, con l’obiettivo di far vivere agli appassionati la vita quotidiana del Gruppo di Mister Mancini, raccontandone il dietro le quinte e i momenti caratterizzanti: Sogno Azzurro.

Manuele Mandolesi con Gianluca Vialli (foto di Claudio Villa)

Per saperne di più sul progetto Sogno Azzurro, Juvengers ha avuto il piacere di intervistare il regista civitanovese Manuele Mandolesi, il quale molto gentilmente ci ha raccontato l’esperienza di Sogno Azzurro dal suo punto di vista privilegiato.

Ciao Manuele, innanzitutto grazie per aver accettato l’invito di Juvengers.com, e complimenti per la bellissima realizzazione di Sogno Azzurro, la docu serie prodotta e trasmessa da RAI con l’obiettivo di mostrare al pubblico il “dietro le quinte” dell’avventura dell’Italia di Mancini a Euro2020! Come è nato il progetto Sogno Azzurro su RaiUno?

“Sogno azzurro nasce dall’incontro tra Pierluigi Colantoni, direttore Nuovi Format Rai, e Paolo Corbi, responsabile Ufficio Stampa della nazionale italiana. Li iniziano a parlare di quanto sarebbe stato interessante raccontare la rinascita della nazionale italiana, dalla disfatta della non partecipazione allo scorso mondiale, al nuovo ciclo di Mancini. Da li chiamano il produttore esecutivo del progetto, Antonio Giampaolo, l’autore Michele Gambino e me, dapprima nella serie come direttore della fotografia, regista sul campo e filmaker, poi, nel film “La strada per Wembley” sull’Europeo, come regista.”

Come siete stati accolti dal Gruppo Squadra, durante tutto il periodo delle riprese? Ci sono stati membri dello staff e/o giocatori più o meno disponibili?

“All’inizio la nostra presenza non è stata molto ben percepita. Molti avevano paura che potevamo essere una minaccia tipo fuga di notizie o invasione della sfera privata. Però pian piano abbiamo spiegato cosa stavamo facendo e abbiamo iniziato a guadagnarci la fiducia di molti dello staff e di alcuni giocatori. La disponibilità in primis di mister Mancini ci ha agevolato, senza di lui non saremmo riusciti a portare a casa il lavoro.”

Parliamo della figura di Sirigu: si è evidenziato in TV come avesse un ruolo di leader emotivo dell’intera squadra, e di guida per Gigio DonnaRumma. Che qualità hanno reso così importante il ruolo del portiere ex Psg, secondo te?

“Sirigu è considerato uno dei “vecchi” della nazionale, un giocatore di esperienza che nella sua carriera ha militato anche in squadre all’estero, ed è moto rispettato da tutti i giocatori. Sirigu è una persona molto vera, diretta, anche irascibile, ma sempre attenta ai propri compagni, Ne sono una dimostrazione i messaggi motivazionali che ha mandato prima di ogni partita sulla chat della squadra ed i due video che ha voluto far vedere ai ragazzi prima della semifinale e finale. Nel primo video i componenti dello staff parlavano alla squadra prima di Italia spagna, nel secondo erano le famiglie dei giocatori a mandare un saluto e tentare di caricarli.”

Vialli è stato il cuore pulsante dello staff azzurro. Come è riuscito a creare questa empatia con ogni giocatore, come si conoscessero da sempre?

“Vialli è una figura autorevole, un campione a tutto tondo. La forza che sta mettendo nella lotta contro la malattia dimostra che è un campione anche nella vita. Per i giocatori quindi è un esempio sia per come era in campo sia per come affronta la vita. Ha sicuramente dato una motivazione in piu a tutti. Durante i suoi discorsi tutti i giocatori ascoltavano in un silenzio quasi religioso.”

Euro2020 è stato il primo (e forse unico) campionato europeo itinerante: come siete riusciti a gestire le evidenti difficoltà logistiche per garantire la copertura di tutta l’avventura?

“Sostanzialmente la squadra, e noi con loro, dopo ogni partita tornava a Coverciano. Quindi il Centro Tecnico Federale a firenze è stato il nostro campo base come anche la loro casa durante tutto l’europeo, eccezion fatta per il giorno prima  e il giorno gara. Sicuramente stare in unico luogo ci avrebbe agevolato ma nello stesso tempo i viaggi arricchiscono il racconto.”

Anche se professionisti milionari, l’Italia di Mancini si è contraddistinta per essere un gruppo giovane e affiatato: ci puoi raccontare qualche episodio divertente?

“Come dice sirigu all’inizio del film “Sogno Azzurro – La strada per Wembley”: “Siamo ragazzi come voi, siamo ragazzi che hanno tifato per questa maglia”. Dopotutto questi sono ragazzi, spesso molto giovani, che si trovano a vestire una maglia che fino a pochi anni prima tifavano dal divano di casa. Sentono l’onore, la responsabilità e una grande felicità nel farlo. Ma hanno anche bisogno di cazzeggiare e svagarsi ogni tanto. Ne sono un esempio gli scherzi di insigne ma anche i canti che fanno fare ai nuovi convocati quando arrivano in ritiro, devono salire su una sedia e intonare una canzone davanti a tutti. Ci sono stati momenti molto divertenti con canzoni più o meno note, tipo de rossi, caputo, ecc, fino allo stesso mister mancini che si è cimentato nella canzone “una vita da mediano”.

E ci puoi raccontare qualche aneddoto, che magari in fase di montaggio è stato deciso fosse meglio “non inserire”?

“C’è un momento in cui Chiellini e Bonucci stanno parlando della partita contro il Belgio e della difficoltà, superata a pieni voti, di marcare Lukaku. In quel momento Chiellini scherza con Bonucci e dice, indicando la cyclette a fianco, qui manca Barza (Barzagli). Eccezionale il momento dei saluti di Spinazzola che, dopo l’infortunio , andandosene da Coverciano in stampelle e con il suo sorriso dice ai compagni “ci vediamo l’11 a Wembley” dando loro una motivazione in più”

In definitiva, che esperienza è stata per te, partecipare a Sogno Azzurro?

“Sicuramente un’esperienza abbastanza dura vista la durata (tra ritiro del 20/21 ed europeo sono almeno 80 giorni di lavoro) e anche l’ambiente non cosi abituato ad avere gente con le telecamere intorno, ma nello stesso tempo un’esperienza interessante e formativa a livello professionale e molto bella ed emotiva a livello personale. Poi fa un effetto strano vederli vicino a te tutti i giorni, mangiare nella stessa sala, condividere bus e aerei e pochi giorni dopo vederli in televisione. Poi i momenti delle partite sono stati sempre a rischio infarto, tifavi sia per la nazionale sia per il film 🙂 “
 
Ti ringraziamo Manuele per la tua gentilezza, e augurandoti il meglio per le prossime sfide dietro la macchina da presa, puoi anticiparci se per Qatar 2022 è in previsione una nuova stagione di Sogno Azzurro?

“Spero vivamente di si, l’idea c’è e spero si possa andare per fare un lavoro ancora più bello ed emozionante di quello che abbiamo realizzato e soprattutto vissuto.”

Sogno Azzurro è disponibile gratuitamente su RaiPlay a questo link.

Livio Cantagallo

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