#taccoepunta

Massimiliano Allegri: è trepidante attesa.

Che i tifosi della Juve si dividano in due fazioni, vedove ed eterne spose, disfattisti e ottimisti, è un dato certo e -sinceramente- poco rilevante. Perchè che tu appartenga ad una categoria o all’altra, sarai comunque qui ad attendere la conferenza stampa di Allegri di domani, programmata per le ore 14:30.

Quanto ci ha fatto sognare, Max, con gli undici trofei: quei cinque scudetti consecutivi (robetta davvero tediosa), per le quattro coppe Italia (che noia!), per le due Supercoppe italiane (ma quando si smette di vincere?!). Tutto molto bello. Ma, ahimè, con quei numeri davvero raccapriccianti e con quelle vittorie al limite della narcolessia, il ciclo doveva concludersi, perchè era il gioco del Napoli che dovevamo imitare. Perchè era quel calcio lì che faceva divertire. Mica il nostro con quelle coppette. Roba da matti.

Eppure, lo dice anche l’Antonellone nazionale: “certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano”. E mica tanto immensi. Due anni. Ne sono successe di cose carine in questi due anni: il bel gioco, lo scudetto mancato, l’Inter che conquista uno scudetto, tribunali, sentenze, insomma, lo sapete: roba da Juve. Ma l’hic et nunc è ciò di cui veramente ci importa.

La nostra Juventus riparte finalmente, ed è subito buona la prima: 3-1 per la prima amichevole prestagionale contro il Cesena. Alla Continassa i protagonisti sono soprattutto i giovani, che non si fanno di certo trovare intimoriti. Le prove generali sono state superate alla grande ed il colpaccio Allegri 2.0 sembra finalmente prendere forma. Ad attenderlo anche un gruppo di tifosi ultras con uno striscione: “Noi di te siam sempre stati fieri, bentornato mister Allegri”. E se loro sono sempre stati fieri, altri migliaia di tifosi non lo erano affatto. All’inizio del primo ciclo l’accoglienza ad Allegri non è stata tra le migliori: fischi, urla, sputi. E neanche il suo arrivederci è stato un carnevale di Rio: basta pensare all’orda di #allegriout che risuonava in tutti i social possibili e immaginabili. Quasi come fossero stanchi, annoiati, davvero stufi di quei cinque tricolori consecutivi con Max. Perchè non si può vincere sempre, poi diventa una routine. Bisogna vincere la Champions, altrimenti sei il nulla cosmico. Bisogna far divertire. Bisogna cambiare, bisogna rivoluzionare, bisogna vedere il “bel calcio”. E di bel calcio, quanto ne abbiamo visto durante il post-Allegri?

Forse Allegri non era poi così malaccio.

In un mercato pressochè fermo e tutto incentrato sul potenziale rinnovo di Dybala e l’arrivo di Locatelli (sciolto -finalmente- il nodo Ronaldo), questa rosa, se non può essere rinnovata, ha bisogno solo di essere valorizzata. E quell’uomo, unico nel suo genere a valorizzare i singoli giocatori, è Max Allegri.

Sarà una Juve libera dall’azienda Ronaldo? Sarà una Juve con al centro del progetto Dybala, che torna seconda punta, pronto a muoversi verso più direzioni? Domani è il grande giorno e finalmente, piano piano, ci avviciniamo al calcio giocato. Siamo tutti stanchi di parlare del nulla.

Che tempi meravigliosi i tempi in cui mi chiedevo: “chi sarà il colpo dell’estate?”, “Tornerà Pogba?”, ma soprattutto: “Cosa rischia la Juve?”. E invece, ad oggi, in mezzo a questo silenzio di mercato a cui non sono abituata, dove a tenermi compagnia non c’è neanche mezza notizia finta e da bar, posso solo chiedermi: Allegri avrà imparato a pronunciare bene “Szczesny”?

E ancora: quest’anno, vinceremo di corto muso?

Ero una vedovella, Max. Lo ammetto. E sì, ti abbiamo aspettato. Non sai quanto.

Julia Gambuzza

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